Rovegno

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Rovegno
comune
Rovegno – Stemma Rovegno – Bandiera
Rovegno – Veduta
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista a Rovegno
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitanaCittà metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
SindacoGiuseppe Giovanni Isola (lista civica "Progettiamo un nuovo futuro") dal 12-6-2017
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°34′33.14″N 9°16′43.82″E / 44.575872°N 9.278839°E44.575872; 9.278839 (Rovegno)Coordinate: 44°34′33.14″N 9°16′43.82″E / 44.575872°N 9.278839°E44.575872; 9.278839 (Rovegno)
Altitudine658 m s.l.m.
Superficie44,09 km²
Abitanti554[1] (31-12-2015)
Densità12,57 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiFascia, Fontanigorda, Gorreto, Ottone (PC), Rezzoaglio
Altre informazioni
Cod. postale16028
Prefisso010
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT010052
Cod. catastaleH599
TargaGE
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 159 GG[2]
Nome abitantirovegnesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rovegno
Rovegno
Rovegno – Mappa
Posizione del comune di Rovegno nella città metropolitana di Genova
Sito istituzionale

Rovégno (Roegno in ligure[3]) è un comune italiano di 554 abitanti[1] della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Rovegno è situato in alta val Trebbia, ad est di Genova, con lo sviluppo del paese principale lungo il versante destro del fiume Trebbia.

Il territorio fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Circa la natura del termine, l'origine etimologicamente più convincente sembra essere quella che rimanda al sostantivo latino Ruber, designante il colore rosso; il legame deriverebbe dalle miniere di rame nelle immediate vicinanze dell'abitato, sfruttate certamente durante l'antichità, le cui terre di scarto sono di un colore rosso tendente all'arancio.

Il primo documento ufficiale in cui appare per la prima volta il nome di Rovegno è un atto notarile, datato al 19 giugno 863[4].

Diversi studi effettuati su alcuni ritrovamenti preistorici, tra cui un'ascia in pietra nella frazione di Zerbo, fanno risalire i primi insediamenti umani al periodo neolitico. Altri documenti cartacei, conservati nell'archivio parrocchiale rovegnese e atti del Comune di Rapallo, citano abitanti di Rovegno in atti datati al 17 luglio 1197 in un giuramento di fedeltà alla famiglia Malaspina di Orezzoli, quest'ultima frazione di Bobbio.

Fin dall'epoca longobarda divenne territorio dell'abbazia bobbiese di San Colombano e successivamente possedimento dei Feudi imperiali nel Contado di Ottone[5]. Dominato dai conti Fieschi di Lavagna dall'XI secolo al XIII secolo[5], a partire dalla metà di tale secolo divenne proprietà della Repubblica di Genova[5], condividendone le glorie e le sorti. Non esistono altre fonti storiche relative all'antico passato del paese, a causa della prima guerra mondiale che distrusse i documenti conservati prima del 1815.

Con la nuova dominazione francese napoleonica le varie località sparse del territorio furono riunite nella neo costituita municipalità di Rovegno che, dal 2 dicembre 1797, rientrò nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, divenne capoluogo del II cantone della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del IV cantone della Trebbia nella Giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova aggregandolo alla giurisdizione di Bobbio.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, sotto la provincia di Bobbio, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814; il 7 febbraio del 1819 passò sotto il controllo del mandamento di Ottone, sempre nella provincia bobbiese. Successivamente rientrò nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1923 il territorio fu compreso nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia.

Con la soppressione del circondario bobbiese, il Decreto Reale nº 1726 datato 8 luglio 1923 stabilì il passaggio di Rovegno nell'allora provincia di Genova[6].

Tra il 1944 e il 1945 la colonia di Rovegno, costruita in sette mesi nel 1934, venne utilizzata dalle bande partigiane come rifugio e centro di prigionia e tortura per militari italiani e tedeschi. Circa seicento militari catturati o arresisi vennero uccisi senza processo e sepolti senza croce; solo di un centinaio tra essi, a guerra finita, venne riconosciuta l'identità dai familiari. Questi fatti sono conosciuti dalla storiografia con il nome generico di "Eccidio di Rovegno"[7], sebbene si siano svolti nell'arco di un biennio.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Trebbia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[8], fino al 2011 della Comunità montana delle Alte Valli Trebbia e Bisagno.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Rovegno-Stemma.png
Rovegno-Gonfalone.png

« D'azzurro, al melo verde, al naturale, con quattro frutti d'oro, poggiato sulla vetta centrale della bassa montagna composta da tre vette, verdi, e affonda le sue radici sulla cima. Sotto lo scudo, una striscia bifida e svolazzante in azzurro con il motto, in lettere maiuscole in nero: "MONTIBUS ET SILVIS" »

(Descrizione araldica dello stemma[9])

« Drappo di giallo... »

(Descrizione araldica del gonfalone)

Il riferimento all'albero di mele, il melo, trova spunto dalla principale attività agricola del comune; le tre vette corrisponderebbero alle tre montagne che circondano il territorio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Casanova

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio[10].

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista nel capoluogo. L'attuale struttura della chiesa parrocchiale di Rovegno fu edificata a partire dal 1821 e consacrata nel 1878.
  • Cappelletta della Madre del Buon Consiglio di Rovegno.
  • Oratorio di San Rocco in località Valle alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Casanova. La parrocchia venne eretta nel 1350, mentre la chiesa, secondo alcune fonti storiche locali, fu edificata intorno al XIV secolo. La struttura fu rifatta nel XIX secolo e nella forma attuale nel 1922 grazie ai finanziamenti provenienti soprattutto dai migranti delle Americhe. Dalla parrocchia dipendono l'oratorio della Beata Vergine della Guardia nella frazione Crescione e l'oratorio di San Rocco nella frazione Ventarola.
  • Cappella di Canfernasca, situata nel borgo dell'omonima frazione.
  • Oratorio di San Rocco nella frazione di Foppiano, edificato nel 1887 in sostituzione alla vecchia chiesa crollata, è alle dipendenze della parrocchia di Pietranera.
  • Rovine della vecchia chiesa di San Rocco di Foppiano, posta in alto adiacente al paese, a causa del dissesto era già in rovina nel 1859. Nel 1887 iniziò la costruzione del nuovo edificio di culto.
  • Cappelletta di Foppiano, situata lungo la strada che sale da Pietranera a Foppiano.
  • Chiesa di San Vincenzo nella frazione di Garbarino, alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.
  • Chiesa di San Matteo nella frazione di Isola, fondata nel corso della seconda metà del XVII secolo e alle dipendenze della parrocchia di Rovegno; il campanile è risalente al 1894.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Guardia nella frazione di Loco; la parrocchia è stata eretta nel 1920.
  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe e Sant'Antonio di Padova nella frazione di Pietranera, costruita verso la fine del XIX secolo.
  • Vecchia chiesa di Sant'Antonio di Padova di Pietranera, danneggiata il 16 luglio 1847 da un fulmine è tutt’oggi usata come canonica e utilizzata per celebrare la messa nelle domeniche d'inverno.
  • Cappelletta di Pietranera, piccola cappelletta in pietre locali posta nel centro del paese.
  • Cappelletta di Castelluzzo, sul sentiero che da Pietranera sale al Castelluzzo.
  • Oratorio del Santissimo nome di Maria nella frazione di Spescia, alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • La colonia di Rovegno, costruita nel 1934 nei pressi di Pietranera secondo lo stile del razionalismo italiano. È in stato di abbandono.
  • Miniera di rame del monte Linajuolo, già conosciuta in tempi remoti, tra il 1000 e il 1100, era a detta degli esperti una delle più ricche di minerale in Italia. Venne nuovamente sfruttata ancora fino agli inizi del '900 fino al totale abbandono. Oltre al rame nativo (cuprite) vi si estraeva il solfato di rame (o calcantite) e l'azzurrite, vi era anche la presenza di minerali di calcopirite e malachite, con l'estrazione in misura minore di ferro e zinco ed anticamente anche oro, utilizzato dalla Repubblica di Genova per la coniatura del suo genovino. Nell'area vi si trovano sia le tracce dei pozzi di aerazione che gli imbocchi delle varie gallerie parallele ad altezze diverse (Sadowa, Provvidenza, Sardegna, Linajuolo e Prietta Francese o del Francese, delle Fundere, della Cava di Manganese e della Cava di Calcari) scavate nel tempo e molte di esse parzialmente franate.
  • "Area Sacrale", area di insediamenti preistorici sopra la località Poggio, caratterizzata da massi e da un particolare dolmen, l'altare di pietra.
  • "Bosco di Annibale" (o Bosco del "Giarin"), deve il suo nome al passaggio ed al soggiorno di Annibale e delle sue truppe in val Trebbia, secondo varie leggende pare che il cartaginese, alleato con le tribù liguri dei Casmonates e dei Marici, abbia dovuto fermarsi nel bosco perché ferito a una mano sul vicino monte Lesima.
  • Punto panoramico di Colla, raggiungibile da sopra la località Poggio, percorrendo il sentiero per il "Dolmen" ed del "Bosco di Annibale", sovrasta una scarpata di rocce, da dove l'ampia visuale si apre sulla vallata.
  • Ponte medioevale di Casanova, sul torrente Pescia. L'antico ponte ad arco in pietra è ubicato nel territorio frazionario di Casanova, nei pressi del confine amministrativo con Fontanigorda, vicino ad un antico mulino e sotto l'area delle Vallegge con le cascate del Pescia.
  • Mulino di Casanova detto "del Principe", sotto il borgo di Canfernasca sul torrente Pescia. Secondo alcune fonti storiche locali, il mulino pare già essere funzionante dal XIV secolo.
  • Fonte sulfurea di Casanova, sorgenti di acqua solforosa situate appena sotto il borgo di Canfernasca di Casanova.
  • Fontana di Cortelezzo, antica fonte situata adiacente la strada che sale dalla statale alla frazione di Casanova.
  • Mulino di Foppiano, utilizzato fin dall'antichità per la macinatura delle castagne e per la farina, dalla primitiva ruota in legno nel 1915 venne sostituita dalla ruota di ferro. Dal 1950 cadde in disuso, recuperato a partire al 1997 come simbolo del paese, assieme agli interni, alla ruota ed alle macine e divenuto un mulino didattico.
  • Mulino di Spescia, posto in basso al paese sul torrente Tagliana.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruderi del castello medievale, edificato dai marchesi Malaspina, presso la frazione di Casanova.
  • Resti del Fortilizio del Castelluzzo di Pietranera sul poggio omonimo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ad Aldo Gastaldi

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Rovegno sono 89[12], pari al 15,59% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[13]:

  1. Romania, 67

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle frazioni di Canfernasca, Casanova, Crescione, Foppiano, Garbarino, Isola, Loco, Moglia, Pietranera, Spescia, Valle, Ventarola per un totale di 44,09 km².

Confina a nord con i comuni di Gorreto e Ottone (PC), a sud con Fascia, Fontanigorda e Rezzoaglio, ad ovest con Gorreto, Fascia e Fontanigorda, ad est con Rezzoaglio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sull'attività agricola, in particolar modo sulla coltivazione e raccolta delle mele, ma anche con produzioni di cereali, patate e legumi; nel territorio viene coltivata la Bianca di Rovegno una varietà della patata quarantina bianca genovese.

Al recente sviluppo del turismo di villeggiatura ed escursionistico, sono altre sì praticate l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento del sottobosco, soprattutto nella raccolta dei funghi.

Circa le attività di tipo industriale, è attivo da pochi anni uno stabilimento, di proprietà della società Bozzini Group S.r.l., che imbottiglia e distribuisce l'acqua minerale proveniente dalla vicina sorgente della Fonte del Galetto.[14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Rovegno è attraversato principalmente dalla strada statale 45 di Val Trebbia (presso la frazione di Isola) che gli permette il collegamento stradale con Gorreto, a nord, e Montebruno a sud. Ulteriori collegamenti viari del territorio sono la provinciale 17 di Fontanigorda, per raggiungere l'omonimo comune, e la provinciale 18 di Rovegno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 luglio 1985 26 maggio 1990 Giacomo Isola Democrazia Cristiana Sindaco
6 giugno 1990 5 luglio 1992 Antonio Barbieri Democrazia Cristiana Sindaco [15]
5 luglio 1992 15 maggio 1993 Egidio Isola Democrazia Cristiana Sindaco [16]
15 maggio 1993 12 dicembre 1993 Pasquale Gioffrè Comm. straord. [17]
12 dicembre 1993 17 novembre 1997 Giacomo Isola Lista civica Sindaco
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Giacomo Isola Lista civica Sindaco
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Giuseppe Giovanni Isola Lista civica Sindaco
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Giuseppe Giovanni Isola Lista civica "Uniti per Continuare" Sindaco
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Bruno Pepi Lista civica "Ripensiamo Rovegno" Sindaco [18]
11 giugno 2017 in carica Giuseppe Giovanni Isola Lista civica "Progettiamo un nuovo futuro" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Rovegno fa parte dell'Unione dei comuni montani dell'Alta Val Trebbia, di cui ospita la sede.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Le principali notizie storiche sono state confrontate con il sito ufficiale del Comune di Rovegno/Sezione storia
  5. ^ a b c Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 25 agosto 2010.
  6. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  7. ^ Fonti e approfondimenti sulla storia dell'Eccidio di Rovegno
  8. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  9. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito della diocesi di Piacenza-Bobbio-Unità pastorali, su diocesipiacenzabobbio.org. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  13. ^ Dati superiori alle 20 unità
  14. ^ Sito web della società di imbottigliamento dell'acqua minerale, su valtrebbiacqueminerali.it.
  15. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  16. ^ Dopo le dimissioni di dieci consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  17. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 19 luglio 1993 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 30 luglio 1993
  18. ^ Il 1º aprile 2015 viene eletto alla carica di Presidente del Consiglio dell'Unione dei comuni montani dell'Alta Val Trebbia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Bobbi, Storia Ecclesiastica Diocesana di Bobbio - Pievi e Parrocchie della Diocesi - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio
  • D.Bertacchi Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Ristampa Bobbio 1991
  • Giovanni Ferrero, F Foglino, La zecca di Rovegno, Storia locale n. 23, Biblioteca della Comunità Montana Alta Val Trebbia, Montebruno (GE) 2003
  • Sandro Sbarbaro, Confini, itinerari, muli e carovane tra Aveto e Trebbia: da relazione sei-settecentesca riguardante la chiesa di Casanova di Rovegno, Storia locale NS.5, Biblioteca della Comunità Montana Alta Val Trebbia, Montebruno (GE) 2004
  • Vittorio Pasquali La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44) - Ed. Amici di San Colombano 2004
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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