Monte Maggiorasca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monte Maggiorasca
Monte Maggiorasca invernale.jpg
Monte Maggiorasca, inverno 2005
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
Emilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinciaGenova Genova
Parma Parma
Altezza1 809 m s.l.m.
CatenaAppennino ligure
Coordinate44°33′03.15″N 9°29′23.6″E / 44.550875°N 9.489888°E44.550875; 9.489888Coordinate: 44°33′03.15″N 9°29′23.6″E / 44.550875°N 9.489888°E44.550875; 9.489888
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Maggiorasca
Monte Maggiorasca

Il monte Maggiorasca è la vetta più alta dell'Appennino Ligure (1809 m s.l.m.[1]) ed è situata tra le province di Genova e di Parma.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Maggiorasca domina la val d'Aveto con il comune di Santo Stefano d'Aveto (GE) e la valle del Ceno col comune di Bedonia (PR); il gruppo montuoso del Maggiorasca, posto a nord del passo del Tomarlo, comprende anche le vette del monte Nero, del Groppo delle Ali e del monte Roncalla oltre a quella, già citata, del monte Bue, costituendo un importante nodo orografico tra le vallate del Nure (Piacenza), del Ceno (Parma) e dell'Aveto (Genova).

La sommità del Maggiorasca, ampia e a forma di sella, è costituita da basalti non calcarei e da arenarie conglomeratiche, al suo bordo meridionale, su un ripiano posto a un'altitudine di 1.799 m s.l.m., sorge la statua di Nostra Signora di Guadalupe, eretta nel 1947[2], mentre sulla vetta vera e propria (1.809 m s.l.m.) è stato collocato un impianto per la ripetizione di segnali televisivi.

Accesso alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

Meta molto frequentata in ogni stagione dagli appassionati di escursionismo provenienti sia dai versanti emiliani, sia dal versante ligure.

Nei pressi sono presenti alcune brevi vie di arrampicata invernale e più numerose vie estive, recentemente attrezzate da un gruppo di arrampicatori piacentini.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dal monte Maggiorasca.

La flora del massiccio montuoso del monte Maggiorasca è particolarmente interessante, per via della coesistenza di alcune specie botaniche di provenienza alpina e di endemismi tipici dell'Appennino settentrionale e della catena appenninica in generale.

Il gruppo montuoso del Maggiorasca è infatti l'unica area montuosa dell'Appennino ligure in cui sia possibile rinvenire il Chrysosplenium alternifolium (una rara sassifragacea a distribuzione euro-siberiana), l'Aquilegia alpina (specie subendemica delle Alpi Occidentali, che irradia nell'Appennino settentrionale con poche ed esigue popolazioni) e la Primula marginata, una vistosa specie subendemica delle Alpi sud-occidentali e dell'Appennino ligure orientale, la cui presenza è limitata ad alcuni affioramenti di rocce basaltiche, ubicati nel settore settentrionale del massiccio al confine tra le province di Genova e Piacenza.

Sempre sui pendii delle aree più elevate del gruppo del Maggiorasca vegetano la Soldanella alpina, la Pulsatilla alpina e la Draba aizoides, tre piante piuttosto comuni sulle Alpi ma assai sporadiche nell'Appennino, infine tra gli endemismi appenninici, che nel gruppo montuoso del Maggiorasca raggiungono il limite nord-occidentale della loro distribuzione, vanno citati almeno l'Armeria marginata e l'Arenaria bertolonii.

Tra le specie a portamento fruticoso e arboreo va citato il cosiddetto "pino mugo appenninico" (Pinus mugo ssp. rostrata), entità un tempo certo più diffusa nelle aree culminali dei massicci montuosi della val d'Aveto e oggi rinvenibile in due popolamenti isolati presso il passo del Tomarlo e tra il lago Nero e la vetta del monte omonimo e in sporadici individui che crescono oltre il limite superiore della faggeta; sempre nella zona settentrionale del massiccio del Maggiorasca si possono osservare alcuni nuclei naturali (e quindi non di origine silvicoturale) di abete bianco (Abies alba).

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La cima in inverno con la Madonna di Guadalupe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carta Tecnica Regionale Liguria
  2. ^ Il Comune di S. Stefano d'Aveto, scheda su www.terredicastellifieschiespinola.it (consultato nel febbraio 2016)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]