Punta Martin

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Punta Martìn
Punta Martin (Genova).jpg
Punta Martìn vista dall'autostrada A26
StatoItalia Italia
Regione  Liguria
Provincia  Genova
Altezza1 001 m s.l.m.
Prominenza148 m
CatenaAppennino ligure
Coordinate44°28′43″N 8°47′21″E / 44.478611°N 8.789167°E44.478611; 8.789167
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Punta Martìn
Punta Martìn

Punta Martìn[1][2][3][4] 1001 m s.l.m.[5], è un rilievo appenninico della provincia di Genova. Poco lontano dalla cima, direzione est, si trova il monte Penello (o Pennello) ove sono presenti due piccoli bivacchi incustoditi.

Dalla sua cima si gode di un ampio colpo d'occhio sui quartieri genovesi di Pra', Voltri e sulla Riviera Ligure di Ponente fino al promontorio di Capo Mele.

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

Punta Martìn vista dal monte Penello

Punta Martìn si trova nell'entroterra di Genova Pra' e si erge a nord-est dell'abitato dell'Acquasanta. Amministrativamente gran parte di questo rilievo, inclusa la vetta, rientra nei confini amministrativi del comune di Genova, tuttavia il crinale - che dal letto del rio omonimo si sviluppa fino all'anticima ovest, attraverso Cima Legea e Rocca Calù - si trova amministrativamente nel comune di Mele: in particolare, proprio l'anticima ovest (933 m s.l.m.) costituisce il punto altimetricamente più elevato del territorio amministrativo di questa municipalità.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il rilievo ha forma di piramide rocciosa ed è posto sul versante sud-ovest del massiccio ofiolitico del monte Penello (o Pennello) del quale costituisce la massima elevazione; la sua mole, piuttosto imponente, dal momento che si sviluppa per circa 800 m di dislivello, domina le valli del rio Baiardetta e del rio Martin oltre la località di Acquasanta e il suo santuario.

Nonostante la vetta si trovi a meno di 7 km in linea d'aria dal mare, i suoi ripidi fianchi sono caratterizzati da un aspetto selvaggio e insolitamente alpestre.

Dalla vetta nelle prime ore del mattino, in giornate serene e ventilate soprattutto invernali, in direzione sud si scorge agevolmente la Corsica.

Sul fianco sinistro del rio Baiardetta è presente un'ardita bastionata rocciosa già palestra di roccia degli alpinisti genovesi.

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Tra i sentieri che conducono alla vetta, molto panoramica la via che parte dalla stazione ferroviaria di Genova Acquasanta posta sulla ferrovia Asti-Genova, che è anche il percorso più breve e il più scosceso.

Altri sentieri salgono dalle delegazione di Pra' e di Pegli, o con meno pendenza, hanno inizio dal Passo del Turchino e dai Piani di Praglia (Alta Via dei Monti Liguri); altra via di media pendenza si diparte da San Carlo di Cese, nell'entroterra di Pegli.

In particolare, il tracciato che ha inizio al passo di Praglia (865 m) è forse il più semplice e frequentato: si svolge su comoda carrareccia fino al monte Penello, ormai a breve distanza dalla meta, quindi su sentiero evidente fino alla vetta, sormontata da una croce posata dalla Sottosezione CAI di Genova Sampierdarena; l'itinerario richiede il superamento di circa 250 m di dislivello (comprese alcune modeste perdite di quota), per una lunghezza di 13 km circa, ritorno compreso: la sola salita necessita di circa 2 ore di cammino.[6]

Tutela naturalistica[modifica | modifica wikitesto]

La montagna e l'area circostante fanno parte del SIC (Sito di importanza comunitaria) denominato Praglia - Pracaban - Monte Leco - Punta Martin (codice: IT1331501).[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Salvo, Daniele Canossini, Appennino ligure e tosco-emiliano, CAI, 2003. ISBN 9788836527755
  2. ^ Michael Hoskin, Stele e stelle, Ananke, 2006
  3. ^ Nella Riviera delle Palme, in La Rivista, CAI, p.33. n. gennaio/febbraio 2009
  4. ^ Angelo Paganini, Vocabolario domestico genovese-italiano, Tipografia Gaetano Schenone, 1837
  5. ^ Istituto Geografico Centrale - Carta dei sentieri 1:50.000 n. 16 Genova - Varazze - Ovada
  6. ^ Claudio Trova - Piemonte, escursioni per tutti, vol.1 - Edizioni del Capricorno, Torino, 2011, pag.10.
  7. ^ Bollettino Ufficiale Regione Liguria nr.13 of 15-7-2009; la lista dei SIC Liguri è on-line su lrv.regione.liguria.it Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive. (accesso: luglio 2015)