Quinto al Mare

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Quinto al Mare
ex comune, quartiere
Quinto al Mare – Veduta
Panorama dell'abitato di Quinto al Mare
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitanaCittà metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
ComuneGenova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Data di istituzione1861
Data di soppressione1926
Territorio
Coordinate44°23′07″N 9°01′14″E / 44.385278°N 9.020556°E44.385278; 9.020556 (Quinto al Mare)Coordinate: 44°23′07″N 9°01′14″E / 44.385278°N 9.020556°E44.385278; 9.020556 (Quinto al Mare)
Abitanti8 439 (31-12-2014)
Altre informazioni
Cod. postale16166
Fuso orarioUTC+1
CircoscrizioneMunicipio IX Levante
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Quinto al Mare
Quinto al Mare
Quinto al Mare – Mappa
Mappa dei municipi di Genova

Quinto al Mare (anche abbreviato in Quinto) è un quartiere residenziale di 8.439 abitanti[1] del comune di Genova, compreso nel Municipio IX Levante. Un tempo comune autonomo, nel 1926 venne aggregato alla Grande Genova[2].

Situato nella parte orientale della città, subito dopo Quarto dei Mille (da dove partì la notte fra il 5 e il 6 maggio 1860 la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi), il quartiere è stretto tra il mare e le ultime pendici del monte Fasce che prendono il nome di monte Moro.

Confina con Nervi, un tempo località di villeggiatura per il suo clima particolarmente mite e confine naturale del vicino comune di Bogliasco a levante, e con Quarto dei Mille a ponente.

Quinto al Mare è sede di alcuni fra i più rinomati stabilimenti balneari cittadini e di alcuni locali caratteristici in cui è possibile gustare le specialità della cucina ligure.

Geografica fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si estende ai piedi delle pendici del monte Fasce e del monte Moro. Da questi scendono i torrenti detti Rio Bagnara, che sfocia nella omonima spiaggia, e Rio San Pietro, che prende il nome dalla parrocchiale. Le vallette a monte sono attraversate dai viadotti dell'autostrada A12.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La scogliera e la spiaggia dello Scalo

La località deve il nome, come nel caso di Quarto dei Mille, alla collocazione sulla Via Aurelia antica di epoca romana (ad Quintum Milium dal centro di Genova, o Quintus lapis ab urbe juanua, cioè "quinta pietra [miliare] dalla città di Genova"), che attraversa il quartiere leggermente a monte rispetto alla odierna strada statale 1 Via Aurelia. Non a caso, Quinto è attraversata dalla via Antica Romana, arteria che attraversava la città perpendicolarmente alla val Bisagno e che nei documenti medioevali viene indicata, quasi a rilevarne l'importanza, con l'appellativo di Strada.

Nel 1033 il paese ottenne lo status di comune. Inserito nei territori della Repubblica di Genova il borgo di Quinto fu sottoposto alla podesteria del Bisagno e, nel 1606, nel successivo capitaneato.

Lo storico Giustiniani riporta che gli abitanti della zona, più volte attaccati da incursioni dei saraceni, eressero in loco una fortezza, presso la quale, sul finire del XIV secolo, si scontrarono le fazioni liguri dei Fieschi (appartenenti alla corrente dei guelfi) e degli Adorno (che appartenevano ai ghibellini). La battaglia si risolse con una vittoria dei Fieschi, che, occupato il fortilizio, uccisero tutti coloro che vi si trovavano dentro. La costruzione fu smantellata poi in seguito ai bombardamenti su Genova da parte della flotta inglese avvenuti tra il 1746 ed il 1814: al suo posto venne edificata a metà Ottocento la Casa dei Capitani.

Il quartiere di Quinto in una cartolina degli anni sessanta del Novecento

Il borgo marinaro, durante l'epoca della Repubblica di Genova, ha dato molti dei suoi abitanti alla flotta genovese che nel 1700 imperversava sui mari. Soltanto con il XIX secolo si trasformò in centro armatoriale per la costruzione di velieri mercantili da navigazione costiera. Fu quindi, da quel momento in poi, patria di marinai, alcuni dei quali divenuti famosi, come il "Capitano Allegro", conosciuto con il soprannome di "Corsaro Allegro".

Il quartiere - sorto alle pendici del monte Moro come borgo di pescatori - rivendica i natali di Cristoforo Colombo, anche se le fonti riguardo alla sua nascita sono incerte e spesso contraddittorie. Si parla di una villa nella zona a monte dell'attuale corso Europa, in località Terra Rossa, alle pendici del monte Moro, in cui avrebbero abitato i familiari di Cristoforo Colombo. Il navigatore è rappresentato in un affresco nella locale chiesa di San Pietro, sulla via Antica Romana di Quinto. La chiesa parrocchiale fu, all'inizio dell'Ottocento, sede iniziale dell'attività di santa Paola Frassinetti, a cui è intitolata la piazza su cui prospetta il campanile e il fianco meridionale di essa.

Con gli avventi napoleonici di fine settecento, e la conseguente caduta della repubblica genovese in favore della Repubblica Ligure, la costituita municipalità di Quinto al Mare fu inglobata nel dipartimento del Bisagno (1797) con capoluogo San Martino d'Albaro; l'anno successivo fu inserita nel VI cantone di Nervi della giurisdizione del Bisagno e ancora inserita, dal 1803, nel V cantone di San Martino d'Albaro nella I giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Genova. Con la caduta di Napoleone Bonaparte il congresso di Vienna del 1814 inserì il territorio ligure tra i possedimenti del Regno di Sardegna. A partire dal 1861 il comune di Quinto al Mare fu parte integrante del neo costituito Regno d'Italia. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Nervi del circondario di Genova facente parte dell'allora provincia di Genova. Nel 1926 il comune fu soppresso e aggregato nella Grande Genova.

La costruzione di corso Europa[3], avvenuta intorno al 1961, modificò significativamente l'equilibrio del territorio, inducendo l'edificazione di nuclei abitativi più a monte culminata poi, fra il 1986 e il 1992, nella costruzione dell'abitato del Colle degli Ometti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Pietro. La prima citazione dell'edificio è risalente al 1198, anche se l'attuale impianto strutturale è frutto di un rifacimento avvenuto nel corso del XVIII secolo e ancora nella seconda metà dell'Ottocento. Tra le opere d'arte conservate la tela La pesca miracolosa di Carlo Alberto Baratta e il dipinto della Consegna delle chiavi a san Pietro di Santino Tagliafichi.
  • Oratorio di Sant'Erasmo, di origine quattrocentesca ma rifatta e ampliata in secoli successivi.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di Sant'Erasmo

Nel territorio di Quinto è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali delle delegazioni genovesi di Boccadasse, Sturla, Quarto dei Mille e Nervi, dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica e formazioni coralline. Tra le specie animali sono presenti i pesci: cavalluiccio marino, tordo merlo, Parablennius gattoruggine, bavosa cornuta, tordo grigio, tordo musolungo, tordo pavone[4].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

È presente una locale stazione ferroviaria che garantisce collegamenti con il centro della città e con la riviera di levante. Fino al 1916 tale impianto, denominato semplicemente "Quinto" si trovava nella vicina via Gianelli ed era coadiuvato dalle ulteriori due fermate ferroviarie di Giuncate e Via Argiroffo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è collegato al centro di Genova grazie alle linee AMT 15 e 17, che percorrono rispettivamente la strada lungomare e corso Europa. È in funzione, sempre a cura di AMT, il servizio a chiamata Drinbus[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte dal Notiziario statistico del Comune di Genova, n. 4-al 31 dicembre 2014
  2. ^ Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74
  3. ^ Corrado Bozzano, Roberto Pastore, Claudio Serra, Un autobus chiamato "Celere", Nuova Editrice Genovese, 2005. ISBN 88-88963-04-9
  4. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, su natura2000liguria.it. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  5. ^ Sito AMT Genova

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.
  • Corinna Praga, Genova fuori le mura, Fratelli Frilli Editori, 2006

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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