Biblioteca civica Berio

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Biblioteca civica Berio
Genova-Biblioteca Berio-DSCF9328.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàGenova
IndirizzoVia del Seminario, 16
Caratteristiche
TipoPubblica
ISILIT-GE0036
Sito web

Coordinate: 44°24′16.69″N 8°56′19.24″E / 44.404636°N 8.938678°E44.404636; 8.938678

La Biblioteca civica Berio è la principale biblioteca civica di Genova. Fu fondata dall'abate Carlo Giuseppe Vespasiano Berio nella seconda metà del Settecento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Aperta al pubblico nel 1775 in via del Campo, venne poi trasferita nel Palazzo Imperiale di piazza Campetto[1].

Alla morte del fondatore, nel 1797, la biblioteca passò agli eredi. Nel 1817 uno di essi, Francesco Maria Berio, la donò al re Vittorio Emanuele I di Savoia e questi, a sua volta, ne fece dono alla città di Genova.

Il Comune ne entrò definitivamente in possesso nel 1824 e da allora la Biblioteca si è arricchita di manoscritti e pregevoli opere a stampa.

Dopo molti anni in cui ha avuto la sua sede presso il piano nobile del Palazzo dell’Accademia, in piazza De Ferrari, nel 1998 è stata trasferita nel palazzo del secentesco seminario, in via del Seminario, vicino a piazza Dante.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca è strutturata in tre ali:

  • l'ala secentesca, con Cappella e Sottocappella, sede di conferenze, seminari e manifestazioni;
  • l'ala ottocentesca, dove si trovano i servizi bibliotecari e la Sala lignea, adibita a conferenze e mostre;
  • l'ala moderna, articolata su tre piani di magazzini librari interrati, tre piani occupati dalla sezione moderna ed altrettanti da quella di Conservazione.

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al fondo moderno comprendente saggistica, narrativa e materiale multimediale, sono presenti i seguenti Fondi antichi e speciali:

  • Fondo Berio – circa 6.000 volumi provenienti dalla donazione originaria Berio, composta volumi da XV al XVIII secolo.
  • Fondo Canevari – circa 2.000 volumi di medicina, filosofia e scienze del medico genovese Demetrio Canevari (1559-1625).
  • Fondo Brignole Sale – costituito da volumi manoscritti e a stampa (XV-XIX sec.) appartenuti alla famiglia patrizia Brignole Sale di Genova, donato dalla Duchessa Galliera al Comune di Genova nel 1874 e depositato alla Biblioteca Berio nel 1983.
  • Fondo Torre – raccolta di rarità bibliografiche, del XV-XVI sec., donate nel 1900 da Giuseppe Torre, raffinato collezionista di libri antichi.
  • Raccolta Dantesca – proveniente dal bibliofilo scozzese Evan Mackenzie che comprende moltissime edizioni delle opere di Dante Alighieri dal XV al XIX sec., molte di quelle del XX sec. con si affiancano saggi di critica dantesca.
  • Raccolta Colombiana – circa 2.000 volumi ed opuscoli su Cristoforo Colombo e la scoperta dell'America dal XVI sec. a oggi. Comprende molti volumi pubblicati nel Centro e Sud America donati da Paolo Emilio Taviani nel 2000.

Tra i manoscritti antichi conservati dalla Berio si segnala il Libro d'Ore Durazzo, noto anche come Offiziolo Durazzo (segnatura m.r. Cf. Arm. 1).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Benedetti, La Biblioteca civica Berio di Genova (PDF), in Biblioteche oggi, vol. 25, nº 3, Milano, Editrice Bibliografica, aprile 2007, pp. 49-57. URL consultato il 20 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liana Saginati - Giacomina Calcagno, La collezione dantesca della Biblioteca civica Berio di Genova, Firenze, Olschki, 1966.
  • Laura Malfatto (a c. di), Da tesori privati a bene pubblico. Le collezioni antiche della Biblioteca Berio di Genova, Pisa, Pacini, 1998.

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