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Michele Novaro

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«[...] un musicista che

ha saputo, sia pure per lo straordinario successo di un'unica composizione, lasciare un segno indelebile di sé nella nostra cultura nazionale.»

Michele Novaro raffigurato in un dipinto conservato al Palazzo del Quirinale

Michele Novaro (Genova, 23 dicembre 1818[1]Genova, 20 ottobre 1885[2]) è stato un compositore e patriota italiano.

Primo dei cinque figli di Gerolamo, originario di Dolceacqua e futuro macchinista del teatro Carlo Felice, e di Giuseppina Canzio, sorella del pittore e scenografo Michele[3], Novaro nacque a Genova pochi anni dopo il passaggio della città al Regno di Sardegna in seguito al Congresso di Vienna.

Dopo aver frequentato la Scuola di canto del teatro cittadino ed avervi esordito nel 1838 nel Gianni di Calais di Donizetti, Novaro lavorò come secondo tenore al Teatro Regio di Torino e al teatro di Porta Carinzia di Vienna, per poi stabilirsi nuovamente a Torino nel 1847 in qualità di secondo tenore e maestro dei cori dei teatri Regio e Carignano[4]. Pochi mesi dopo Novaro mise in musica quello che sarebbe poi divenuto l'inno nazionale italiano, Il Canto degli Italiani, su testo di Goffredo Mameli. Forse per la sua indole modesta, non trasse mai grandi vantaggi da questa composizione. La sua attività si basò soprattutto sulla composizione di inni e di canti patriottici da offrire, per le loro forti idee liberali, alla causa del Risorgimento italiano. Fu autore anche delle musiche di un componimento in forma di inno del poeta piemontese Giuseppe Bertoldi.

Convinto liberale, pose il suo talento compositivo al servizio della causa d'indipendenza, musicando molti canti patriottici e organizzando varie raccolte di fondi per finanziare e sostenere le imprese di Giuseppe Garibaldi[5]. Tornato a Genova, fra il 1864 e il 1865 fondò una Scuola Corale Popolare, ad accesso gratuito, alla quale dedicò tutto il suo impegno.

Morì in disparte, il 20 ottobre 1885, tra difficoltà finanziarie e problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli venne eretto un monumento funebre nella sua città natale nel cimitero monumentale di Staglieno, accanto alla tomba di Giuseppe Mazzini[6].

  • Una battaglia e altri pezzi per orchestra
  • Musica da camera
  • Ballabili
  • La raccolta Viva l'Italia!, contenente la storia
  • Il Canto degli Italiani, su testo di Goffredo Mameli, 1847
  • Altri inni di guerra, tra cui Suona la tromba su testo di Goffredo Mameli
  • 4 Contradanze per pianoforte, 1850
  • I bougianen, su testo di Angelo Brofferio, 1865[7]
  • Ö mego pe forza, su testo di Niccolò Bacigalupo, 1874[8]
  • Liriche

Opere didattiche

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Nella cultura di massa

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  1. Iovino; Benedetti, p. 61.
  2. Morì in Via della Pace (Genova) alle 11:45 -atto morte n.691 Uff.1 -SC Ge/Arch. St.Ge
  3. Michele Novaro | Musei di Genova, su www.museidigenova.it. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  4. NOVARO, Michele - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  5. NOVARO | Cimitero Monumentale di Staglieno, su staglieno.comune.genova.it. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  6. Cfr. la pagina informativa dedicata all'inno nel sito ufficiale della Presidenza della Repubblica: https://www.quirinale.it/page/inno
  7. Benedetti, pp. 65-66.
  8. Ö mego pe forza: opera in 3 atti in dialetto genovese. Poesia di N. Bacigalupo, musica del maestro cav. Michele Novaro, Genova, Tipografia dei fratelli Pagano, 1874 (che però non contiene la partitura).
  9. Manoscritto autografo, custodito presso la biblioteca del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, pubblicato online con la trascrizione a fronte.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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