Teatro Carignano

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Teatro Carignano
Torino-TeatroCarignano.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Torino
Indirizzo Piazza Carignano, n. 6
Dati tecnici
Fossa presente (a scomparsa)
Capienza 875 posti
Realizzazione
Costruzione XVII secolo
Architetto Benedetto Alfieri
Sito ufficiale

Coordinate: 45°04′09.5″N 7°41′04.6″E / 45.069306°N 7.684611°E45.069306; 7.684611

Teatro Carignano2012.jpg

Il Teatro Carignano, nome completo Teatro dei Principi di Carignano[1], è uno dei più importanti teatri di Torino. Di proprietà della città, è il teatro in cui il re andava a vedere la commedia (a differenza del teatro Regio, che era il teatro dell'opera).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito dai principi di Carignano alla fine del XVII secolo in legno per ospitare piccoli spettacoli soprattutto ad uso della nobile famiglia. Nel 1719 avviene la prima assoluta di Il carceriere di se stesso di Giuseppe Maria Orlandini con Francesca Cuzzoni e nel 1720 di Venceslao di Giuseppe Boniventi. Nel 1752, ormai fatiscente, fu ricostruito in muratura su progetto di Benedetto Alfieri che qualche anno prima aveva progettato il teatro Regio ed il sipario disegnato da Bernardino Galliari. Nel 1786 fu distrutto da un incendio e ricostruito in pochi mesi.

Nel 1814 avviene la prima assoluta di Il servo padrone di Pietro Generali (compositore), nel 1820 di La schiava in Bagdad di Giovanni Pacini, nel 1824 di La pastorella feudataria di Nicola Vaccaj, nel 1836 di Un episodio del San Michele di Giuseppe Concone, nel 1840 di Rolla di Teodulo Mabellini, nel 1841 di Ginevra degli Almieri di Mabellini, nel 1847 di Il corsaro di Alessandro Nini, nel 1850 di La spia di Angelo Villanis, nel 1851 di La figlia del proscritto di Villanis, nel 1853 di Alina di Villanis, nel 1856 di Gentile da Varano di Filippo Marchetti e di La demente di Marchetti, nel 1860 di Il vecchio della montagna di Antonio Cagnoni con Antonio Cotogni, nel 1868 del successo di Gli artisti alla fiera di Lauro Rossi, nel 1876 di Il corno d'oro di Amintore Galli, nel 1885 I valdesi di Giuseppe Ippolito Franchi-Verney e nel 1989 Mariska di Giacomo Orefice. Nel 1892 Antonino Palminteri dirige al Carignano di Torino Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, il successo fu così strepitoso che la Stampa così si espresse:"[...] Il pubblico segui la commedia dei Pagliacci con vivo interesse, plaudendo vivamente. Il finale, eseguito con grande potenza drammatica, fu accolto da una lunga ovazione: due chiamate a Leoncavallo. Il maestro Palminteri diresse con grande amore e con fuoco da vero artista" [2]

Nel 1935 il teatro fu parzialmente rifatto, a seguito dei lavori della nuova via Roma.

È gestito dalla fondazione del Teatro Stabile di Torino dal 1977.

È strutturato in due parti: la platea ed i palchi. Il palco centrale era quello regio.

Il teatro si trova in piazza Carignano, di fronte all'omonimo palazzo.

Nella primavera del 2007 sono iniziati i lavori di ristrutturazione, completati nel 2009 con i quali sono stati ripristinati gli originari ingressi del teatro ed il ripescaggio della antica birreria sotterranea che diventa il foyer della struttura e la risistemazione generale degli arredi e degli impianti di sala e di palco. Lo spettacolo scelto per la riapertura al pubblico è stato Zio Vanja di Anton Čechov, per la regia di Gabriele Vacis.

Il teatro Carignano di Torino è stato usato per ben due volte da Dario Argento come set di una scena di un suo film: la prima volta nel 1975 per Profondo rosso (scena del congresso di parapsicologia) e la seconda volta nel 2001 per Non ho sonno (scena dell'omicidio della ballerina).[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ël Palass Carignan
  2. ^ [Angela Balistreri, "Antonino Palminteri un artista gentiluomo nel panorama operistico dell'800", Partanna, Produzioni Edivideo, 2010, www.Torrossa.com , pp. 95, 154]
  3. ^ LOCATION ESATTE E ANEDDOTI DA "NON HO SONNO"

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