Non ho sonno

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Non ho sonno
NonHoSonno.JPG
Max Von Sydow e Stefano Dionisi in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno2001
Durata112 min
Generethriller
RegiaDario Argento
SoggettoDario Argento, Franco Ferrini
SceneggiaturaDario Argento, Franco Ferrini, Carlo Lucarelli
ProduttoreDario Argento, Claudio Argento
Casa di produzioneMedusa Film, Opera Film
FotografiaRonnie Taylor
MontaggioAnna Rosa Napoli
Effetti specialiSergio Stivaletti
MusicheGoblin
ScenografiaMassimo Antonello Geleng
CostumiSusy Mattolini
TruccoAlfredo Marazzi, Graziella Tosti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Non ho sonno è un film thriller di Dario Argento girato interamente a Torino, città molto amata dal regista. Presenta molte analogie con Profondo rosso

Ha ricevuto due nomination ai nastri d'argento: per il miglior montaggio (Anna Rosa Napoli) e per la migliore colonna sonora (Goblin). La Filastrocca del Fattore usata nel film è stata scritta dalla figlia di Dario, Asia Argento.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Torino, 1983. Un ragazzo di nome Giacomo Gallo assiste all'omicidio della madre, senza riuscire a vedere il viso dell'assassino: è uno degli omicidi del "Nano Assassino", su cui indaga il commissario Ulisse Moretti. Il presunto serial killer, lo scrittore Vincenzo de Fabritiis, viene ritrovato affogato con un colpo di pistola alla testa: tutto fa pensare a un suicidio e il caso viene chiuso.

Dopo 17 anni, due prostitute vengono brutalmente uccise per avere erroneamente raccolto la busta d'un cliente, che contiene foto e articoli degli omicidi commessi in passato. Moretti, ormai in pensione e con problemi di memoria, decide tuttavia d'occuparsene date le analogie con le morti precedenti. Le morti riprendono, con caratteristiche simili e bizzarre: il serial killer lascia sul luogo del delitto ritagli di cartone con la forma d'un animale ogni volta diverso. Dopo i nuovi episodi, Giacomo viene richiamato a Torino da una telefonata di Lorenzo, suo amico di vecchia data e figlio dell'avvocato Betti, nella speranza di scoprire l'assassino della madre, barbaramente uccisa molti anni prima con un corno inglese, e inizia a indagare insieme a Moretti.

Nel frattempo l'ignoto assassino continua a mietere vittime, ma Moretti scopre nel corso delle sue private ricerche che gli omicidi e le sagome di animali lasciate vicino ai cadaveri seguono le strofe d'una vecchia filastrocca contenuta nel libro La fattoria della morte, scritto proprio da Vincenzo de Fabritiis. Tuttavia, proprio a causa d'alcune incongruenze tra gli omicidi reali e le strofe, Moretti s'avvicina alla reale identità dell'assassino. L'ex commissario nota inoltre l'importante dettaglio che in passato i crimini erano tutti avvenuti nello stesso quartiere, mentre ora sono diffusi per l'intera città. Quando l'anziano investigatore è ormai prossimo alla verità, muore stroncato da un infarto, spaventato a morte da un'incursione del manichino del nano.

Poco prima, Moretti era riuscito a comunicare a Giacomo quanto aveva colto. Poco tempo dopo il giovane, che nel frattempo s'è abbandonato alla passione con Gloria, una ragazza conosciuta anni addietro, vede il custode della villa de Fabritiis maneggiare un manichino del defunto Vincenzo e lo segue fino a una casa poco distante. Fa il suo ingresso nell'edificio e rinviene il cadavere del custode, ucciso dall'avvocato Betti, che minaccia di eliminare anche Giacomo, così da difendere il figlio, che sa essere il vero responsabile di tutti gli omicidi.

Nel frattempo irrompono Lorenzo e Gloria; l'avvocato si suicida, mentre Giacomo capisce ogni cosa con chiarezza: i delitti del 1983 erano concentrati nello stesso quartiere perché l'omicida era ancora minorenne. A questo punto Lorenzo, smascherato, prende Gloria in ostaggio e confessa tutto - le ossa del nano trafugate, gli omicidi commessi col manichino, l'allontanamento cui era stato costretto dal padre dopo i delitti dell'infanzia -, finché viene freddato da un colpo sparato dal commissario Manni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

In questo film il regista torna alle sue origini riprendendo alcuni elementi caratteristici che nel tempo sono diventati un suo marchio di fabbrica. Gira a Torino, sceglie le musiche dei Goblin, sviluppa una storia basata su di un assassino misterioso.[1] Si tratta dell'unica pellicola di Argento in cui le mani guantate dell'omicida non sono le sue, per via del fatto che i guanti usati dall'assassino erano di una taglia troppo grande rispetto alle mani del regista.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

In questo film, come in Profondo rosso, Gabriele Lavia interpreta il presunto colpevole e in una scena importante del film, dice: «È tutta colpa tua», esattamente come nel film del 1975, recitando con la stessa identica espressione. Anche in questa pellicola viene usato un manichino che ha le sembianze dell'assassino.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese sono iniziate ai primi di maggio del 2000 per concludersi a fine luglio dello stesso anno. Alcune scene sono state girate presso i teatri di posa Euphon Communications, negli spazi del Comprensorio Fiat Mirafiori di Strada della Manta, 24 a Mirafiori Sud, Torino.

  • la discoteca Zoo, è in realtà la storica discoteca Big Club, in Corso Brescia, 28, a Torino.
  • le scene di Amanda sotto la pioggia (finta), uccisa nella sua automobile parcheggiata presso la stazione, furono eseguite presso la storica Stazione ferroviaria di Torino Dora-linea Torino-Ceres di Piazza Baldissera/Corso Mortara/Corso Principe Oddone; tale stazione fu poi chiusa per i grandi lavori di rifacimento della Spina 3 nel 2005, e completamente demolita nel 2009.
  • il ristorante cinese nel quale Stefano lavora e riceve la telefonata è quello di Largo Toscana angolo Corso Potenza.
  • la casa di Giacomo da bambino, con i mattoni a vista e le finestre rotonde, si trova nella zona residenziale signorile del quartiere Crocetta, davanti al Politecnico, esattamente in Corso Govone, 7 angolo Corso Trieste.
  • Il salone dove Gloria suona l'arpa è la sala d'onore della Facoltà di Architettura del Castello del Valentino, in Viale Mattioli (Parco del Valentino).
  • Le inquadrature esterne di Villa De Fabritiis in realtà hanno due location, la prima è in collina, in Strada alla Villa Quiete,10 angolo Strada del Righino, l'altra presso Villa San Quirico di Via Campana, 37 angolo Corso Massimo d'Azeglio, nel quartiere San Salvario, a ridosso del Parco del Valentino.
  • la birreria dove avviene il tentativo di avvelenamento di Giacomo, come dice anche Fausto quando chiama l'ambulanza, è in Piazza Vittorio (al 18/F), ed è il Barbican's Pub.
  • La scena girata al Teatro Carignano, quella dell'omicidio della ballerina[2], è la stessa location dove Helga la sensitiva tenne la conferenza nel film Profondo rosso.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale a Torino il 4 gennaio 2001.[3]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Alcune date di uscita internazionali nel corso degli anni sono state[4]:

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Al botteghino italiano il film ha incassato 2.592.476€[7] classificandosi al 53º posto tra i primi cento film di maggior successo della stagione cinematografica italiana 2000-2001.[8]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto in maniera discordante dalla critica dell'epoca. C'è chi ha apprezzato come il regista sia riuscito ad offrire nuovamente quelle che sono le sue classiche tematiche usandole sapientemente e in modo tale da mettere spavento a chi osserva.[9] E chi, invece, a momenti di elevato livello stilistico ne vede alternarsi altri molto più imbarazzanti.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dario Argento torna all'antico, in La Stampa, nº 4, 2001, p. 21.
  2. ^ Location Esatte E Aneddoti Da "Non Ho Sonno" - Il Davinotti
  3. ^ Tutti svegli con Argento, in La Stampa, nº 3, 2001, p. 35.
  4. ^ (EN) Sleepless - Release dates, www.blu-ray.com. URL consultato il 6 agosto 2017.
  5. ^ Cinema prime visioni Torino - Non ho sonno, in La Stampa, nº 4, 2001, p. 41.
  6. ^ (FR) Le sang des innocents, www.allocine.fr. URL consultato il 6 agosto 2017.
  7. ^ Top 20 Italia 2001 (PDF), anica.it. URL consultato il 6 agosto 2017.
  8. ^ Stagione 2000-91: i 100 film di maggior incasso, hitparadeitalia.it. URL consultato il 26 agosto 2017.
  9. ^ Lietta Tornaubuoni, La Stampa, gennaio 2001.
  10. ^ Roberto Nepoti, La Repubblica, gennaio 2001.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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