Ruggero Leoncavallo

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Ruggero Leoncavallo

Ruggero Leoncavallo (Napoli, 23 aprile 1857Montecatini Terme, 9 agosto 1919) è stato un compositore italiano, autore di opere liriche e operette.

La sua casa a Montecatini Terme

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato il 23 aprile 1857[1] nel quartiere Chiaia di Napoli, da bambino si trasferì con la famiglia in varie località del Sud Italia tra cui Sanza, Castellabate, Eboli, Cava de' Tirreni, Montalto Uffugo e Potenza. Trascorse a Castellabate, in provincia di Salerno, i primi anni della propria vita. Il padre Vincenzo magistrato regio allarmato dalle gravi condizioni fisiche della consorte, Virginia D'Auria, per giunta in stato di avanzata gravidanza, volle consultare il dottor Costabile Cilento, la cui fama gli era giunta fino a Sanza, sua residenza. Questi, prescrisse alla gestante, fra gli altri rimedi, il cambiamento di clima. Fu per questo motivo, oltre che per motivi lavorativi, che Vincenzo Leoncavallo chiese ed ottenne il trasferimento da Sanza a Castellabate, dove rimase fino al 29 Novembre 1860 (trasferito poi ad Eboli). Nei registri della basilica pontificia di Castellabate risulta la nascita di Irene Leoncavallo, nata (e dipartita) a Castellabate alle ore 10 dell' 8 Luglio 1859 da Vincenzo Leoncavallo e Virginia D'Auria.

Anni dopo si trasferì con la famiglia in provincia di Cosenza, a Montalto Uffugo[2], dove il padre fu pretore. In giovanissima età assistette a un fatto di sangue che, successivamente, lo ispirò per la realizzazione dell'opera Pagliacci.[3] Nel 1873 il padre venne trasferito a Potenza subito dopo la morte della madre, Virginia. Ruggero rimase a studiare a Napoli, recandosi a Potenza nei periodi estivi insieme al fratello Leone. Nel 1876, come risulta da molti telegrammi inviati alla Ricordi, lavorò a Potenza dando lezioni di piano ai piccoli del posto. Studiò al Conservatorio di San Pietro a Majella nella sua città natale, e dopo il periodo potentino a Bologna, dove ebbe modo di conoscere Richard Wagner, che nel dicembre del 1876 era arrivato in città per la rappresentazione di Rienzi e del quale Leoncavallo era un ammiratore, e un giovane Pascoli.[4] Cominciò a lavorare ad un progetto che chiamò Crepusculum (un richiamo al wagneriano Götterdämmerung), una trilogia ispirata al Rinascimento, ma presto l'abbandonò in favore del Chatterton, un'opera di soggetto romantico di cui scrisse musica e libretto in pochi mesi, ma che non fu rappresentata per parecchi anni poiché l'impresario che doveva metterla in scena non mantenne l'impegno.[5]

Dopo gli studi bolognesi Leoncavallo rientrò per un paio di mesi a Potenza per il servizio di leva e subito dopo tornò a Bologna per cercare di vendere la sua prima opera. Rientrato a Potenza dopo la delusione patita a Bologna, iniziò a scrivere Pagliacci, come risulta da un documento del 1912, suonando un pianoforte a parete attualmente situato nel Teatro Stabile della città lucana. Rimase a Potenza oltre un anno per poi ripartire per l'Egitto.

A seguito di questa delusione, si spostò per breve tempo in Egitto, quindi a Parigi, dove soggiornò per 6 anni a partire dal 1882: qui lavorò come insegnante di canto e conobbe varie personalità dell'epoca, tra cui Sybil Sanderson, che studiò con lui, Alexandre Dumas e Victor Maurel. Conobbe inoltre Berthe Rambaud, un'allieva che in seguito sposò, e poté riprendere il progetto del Crepusculum, scrivendo il libretto della prima parte della trilogia, I Medici.[6] Nel 1888 si spostò a Milano, dove l'editore Giulio Ricordi gli propose un contratto per la composizione di quest'opera: terminata in poco tempo, avrebbe dovuto essere rappresentata nel 1891, ma Ricordi cambiò idea e la rappresentazione fu rinviata.[7]

Sulla scia del grande successo riportato nel 1890 dalla Cavalleria rusticana di Mascagni, Leoncavallo compose un'opera verista destinata a grande fortuna, Pagliacci. Ne scrisse parole e libretto in cinque mesi[8] e la presentò a Ricordi, che però non ne fu convinto; presentò allora il libretto a Edoardo Sonzogno, che acquistò la proprietà dell'opera.[9] Fu rappresentata per la prima volta il 21 maggio 1892 al Teatro Dal Verme di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini e riscosse un successo immediato ed è, forse, l'unica creazione di Leoncavallo che non sia mai uscita dal grande repertorio lirico. La sua aria più celebre, Vesti la giubba, registrata da Enrico Caruso, fu il primo disco al mondo a toccare il milione di copie di vendita.

Sonzogno comprò da Ricordi i diritti de I Medici e l'opera fu rappresentata per la prima volta il 9 novembre 1893 sempre al Teatro Dal Verme, ma non ripeté il successo dei Pagliacci, poiché i critici ne rilevarono l'eccessiva dipendenza dai motivi wagneriani.[9] Neanche la successiva opera, Chatterton, rappresentata a Roma nel 1896, ottenne il successo sperato.

Anche La bohème, rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1897, dopo un buon avvio iniziale, fu messa in ombra dalla crescente notorietà dell'opera omonima di Puccini (1896), con cui condivide il titolo e il soggetto, basato sul romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger.

Dopo un periodo giovanile ricco di viaggi, verso la fine del XIX secolo Leoncavallo approdò a Brissago (Svizzera). Nel 1903 egli affidò all'architetto Bernasconi il compito di costruirgli una villa a Brissago, Villa Myriam. Lì il Maestro visse fino al 1916, anno in cui dovette venderla per far fronte alle ristrettezze finanziarie. Fino ad allora, la sua villa fu un punto di ritrovo per direttori di teatro, scrittori, cantanti, editori (Toscanini, Caruso, Sonzogno...). I brissaghesi, consapevoli del suo attaccamento al loro villaggio, gli concessero nel 1904 la cittadinanza onoraria.

Successivamente Leoncavallo compose Zazà (1900), ricordata solo per due arie rimaste in repertorio. Tra le molte romanze da lui composte, la più famosa è Mattinata scritta per la Gramophone Company e prevista per la voce di Caruso. Lo stesso Leoncavallo suonò il pianoforte durante la prima incisione della romanza avvenuta l'8 aprile del 1904 e interpretata da Caruso.

Al Teatro Reinach di Parma vanno in scena La reginetta delle rose il 30 dicembre 1914, La candidata il 10 gennaio 1916 e Prestami tua moglie il 18 aprile 1917.

Il compositore morì a Montecatini Terme nel 1919. Fu seppellito a Firenze nel cimitero delle Porte Sante. Le sue spoglie mortali, assieme a quelle di sua moglie Berthe, dando seguito al suo desiderio, verranno traslate a Brissago (Canton Ticino-Svizzera) sul Lago Maggiore nel 1989. La tomba è situata nel portico del XVII secolo, accanto alla chiesa rinascimentale della Madonna di Ponte.

Nel 1921 Prestami tua moglie ebbe la prima al Teatro La Fenice di Venezia.

Considerazioni sull'artista[modifica | modifica wikitesto]

Ruggero Leoncavallo fu uno degli esponenti più importanti del melodramma verista: ebbe, soprattutto nei Pagliacci, forte senso drammatico e generosa ispirazione melodica, di immediata efficacia; tuttavia, pur avendo basi culturali più solide di altri veristi (era infatti laureato in lettere, cosa che gli permise di scrivere da sé i libretti di alcune sue opere), rimase confinato nella problematica della “giovane scuola" italiana, tra influssi di Bizet, di Verdi e lontani echi di Wagner. Tentò di svincolarsi dal verismo, ad esempio nella Bohème (1897), dalla vena comico-sentimentale, negli Zingari (1912), di gusto esotico, in Goffredo Mameli (1916) e in Edipo re (1920), ma non fu più in grado di ritrovare quella concisione, quel vigore espressivo e quella vena melodica impetuosa ed incisiva che caratterizzano il suo capolavoro, Pagliacci, quintessenza del verismo musicale (ne è esempio il celebre Prologo)[10][11][12][13].

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Ruggero Leoncavallo

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Operette[modifica | modifica wikitesto]

Altre composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono inoltre numerose altre romanze e composizioni per canto e pianoforte e pianoforte solo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un articolo biografico scritto dallo stesso Leoncavallo (Roux, pp. 295-300, in particolare p. 295) poneva la nascita nel marzo del 1858 (8 marzo 1858 in altre fonti, elencate da Sansone, p. 343 n. 3). La corretta data di nascita fu individuata solo successivamente nel 23 aprile 1857 (Sansone, p. 343).
  2. ^ Nel centro del cosentino si tiene ogni anno il Festival Leoncavallo.
  3. ^ Sansone, p. 346.
  4. ^ Sansone, p. 343. La notizia riferita dallo stesso Leoncavallo nell'articolo autobiografico secondo la quale nel 1877 avrebbe ottenuto la laurea in Lettere all'Università di Bologna (Roux, p. 296) è stata messa in dubbio dagli studiosi moderni, non essendo state trovate conferme nei registri dell'ateneo (Sansone, p. 343 n. 5).
  5. ^ Sansone, pp. 343-344.
  6. ^ Sansone, p. 344. La trilogia, che avrebbe dovuto comprendere anche il Gerolamo Savonarola e il Cesare Borgia, restò incompiuta.
  7. ^ Sansone, pp. 344-345. Mentre lavorava ai Medici, Ricordi gli chiese di collaborare al libretto della Manon Lescaut di Puccini.
  8. ^ Roux, p. 299.
  9. ^ a b Sansone, p. 345.
  10. ^ Leoncavallo, Ruggèro - Sapere.it, su saperelb-538884594.eu-west-1.elb.amazonaws.com. URL consultato il 12 maggio 2015.
  11. ^ * Ruggero Leoncavallo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 12 maggio 2015.
  12. ^ (EN) Ruggero Leoncavallo, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. URL consultato il 16 maggio 2015.
  13. ^ RUGGERO LEONCAVALLO - BIOGRAFIA, su www.rodoni.ch. URL consultato il 16 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Onorato Roux (a cura di), Illustri italiani contemporanei, vol. II, parte 2, Firenze, R. Bemporad & figlio editori, 1908.
  • Jürgen Maehder, Ruggero Leoncavallo nel suo tempo, Atti del I Convegno Internazionale di Studi su Leoncavallo a Locarno 1991, a cura di Jürgen Maehder e Lorenza Guiot, Milano, Sonzogno, 1993.
  • (EN) Matteo Sansone, The ‘verismo’ of Ruggero Leoncavallo: a source study of ‘Pagliacci’, in Music and Letters, vol. 70, nº 3, 1989, pp. 342-362.
  • Konrad Dryden, Ruggero Leoncavallo, Life and Works, Scarecrow Press Inc., 2007.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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