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Montalto Uffugo

Coordinate: 39°24′N 16°09′E
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Montalto Uffugo
comune
Montalto Uffugo – Stemma
Montalto Uffugo – Bandiera
Montalto Uffugo – Veduta
Montalto Uffugo – Veduta
Vista panoramica del centro storico
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Calabria
Provincia Cosenza
Amministrazione
SindacoBiagio Antonio Faragalli dal 24-6-2024
Territorio
Coordinate39°24′N 16°09′E
Altitudine430[1] m s.l.m.
Superficie76,67 km²
Abitanti19 909[2] (28-2-2026)
Densità259,67 ab./km²
FrazioniCaldopiano, Commicelli, Santa Maria La Castagna, Parantoro, Vaccarizzo, Taverna, Scalo, Settimo, Pianette, San Nicola, Sant'Antonello, Lucchetta[3]
Comuni confinantiFuscaldo, Lattarico, Luzzi, Paola, Rende, Rose, San Benedetto Ullano, San Fili, San Vincenzo La Costa
Altre informazioni
Cod. postale87046;

87040 (Montalto Uffugo Scalo, Taverna)

Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078081
Cod. catastaleF416
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[4]
Cl. climaticazona D, 1 691 GG[5]
Nome abitantimontaltesi
PatronoMadonna della Serra
Giorno festivo12 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montalto Uffugo
Montalto Uffugo
Montalto Uffugo – Mappa
Montalto Uffugo – Mappa
Posizione del comune di Montalto Uffugo all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Montalto Uffugo (Muntàvutu in dialetto cosentino[6]) è un comune italiano di 19 909 abitanti[2] della provincia di Cosenza in Calabria.

Il centro storico sorge su cinque colli a 430 m s.l.m. a ridosso della Catena Costiera tirrenica mentre a valle si sviluppano le frazioni Settimo e Taverna che sono il cuore economico del comune.

Montalto Uffugo sorge probabilmente sull'antica Aufugum.

Geografia fisica

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Il territorio di Montalto, principalmente collinare, ha un'altitudine con variazione da 111 a 1389 m s.l.m. Nella zona montuosa si hanno inverni rigidi con nevicate, ed estati relativamente fresche, scendendo di quota le temperature crescono. Nelle valli e nelle zone soggette a inversioni termiche il freddo invernale tocca punta di -5 °C o -7 °C; le estati sono calde, ma con minime notturne che difficilmente superano i +20 °C. La zona è molto piovosa, con precipitazioni concentrate tra autunno e inverno.

Le origini antiche di Montalto

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Le origini di Montalto restano tuttora incerte. Non sappiamo se questa mancanza di dati sia dovuta alla scarsità di fonti scritte o, come alcuni ipotizzano, a una volontà inquisitoria volta a cancellare eventi gravissimi – poiché Montalto Uffugo fu teatro di una delle più terribili stragi contro una minoranza religiosa. Di certo, l’atteggiamento di “omertà” da parte di chi nel tempo ha rinvenuto reperti lungo il territorio, unito alla sistematica cementificazione di importanti testimonianze architettoniche, non ha favorito il lavoro degli storici.

Storia antica e presenze romane

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Nella località Pantoni, numerosi ritrovamenti – alcuni dei quali oggi conservati nei musei di Sibari e Reggio Calabria – testimoniano l'esistenza di un’imponente necropoli situata nei pressi dell’attuale svincolo Montalto-Rose dell'autostrada A3, sotto l’odierno parcheggio del centro commerciale. Poco distante, sorge la contrada Trisoria, il cui nome deriverebbe proprio dall’abbondanza dei reperti ritrovati nel tempo: un patrimonio che, se adeguatamente tutelato, avrebbe probabilmente influenzato lo sviluppo edilizio moderno della zona. Anche qui, tuttavia, la documentazione archeologica ufficialmente catalogata è scarsa, mentre alcuni manufatti giungono nei musei attraverso percorsi burocratici non sempre trasparenti. L'antefissa raffigurante Ercole e il leone Nemeo non è infatti l’unico reperto rinvenuto a Montalto e poi consegnato alle collezioni pubbliche.

Tutto questo contribuisce all'ipotesi che in quest'area sorgesse un tempo una città di notevole importanza. Non è un caso che alcuni storici antichi identifichino proprio qui l'antica Panton, nome che sembra riecheggiare nella moderna località Pantoni.

Ulteriori testimonianze archeologiche confermano un insediamento già attivo almeno dal V secolo a.C. Nella zona di Sant'Angelo, fino agli anni ’80 erano ancora visibili preziosi mosaici di epoca romana, legati con ogni probabilità a un complesso termale poi purtroppo cementificato. Questi elementi attestano la presenza, nei pressi del colle Serrone, di un insediamento romano di grande rilievo.

Un documento significativo è l’urna funeraria di Lucio Aurelio Stefano, procuratore dei pubblici corrieri e sovrintendente alle poste imperiali, rinvenuta ai piedi del colle e oggi custodita nel vicino comune di San Benedetto Ullano: un'ulteriore prova del ruolo strategico di Montalto nella rete amministrativa romana.

Montalto era non solo un municipio romano, ma anche una stazione lungo una delle più importanti vie pubbliche e militari dell’Impero – secondo alcune fonti tra le prime due grandi strade romane. Tito Livio, nell'Ab Urbe condita, cita Aufugum come uno dei principali centri dei Bruzi che, rallentata l’avanzata cartaginese, si allearono con il console Gneo Servilio: accanto a Consentia e Bergae, Aufugum emerge come secondo centro per importanza dell’area.

Periodo medievale

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Se la storia antica di Montalto risulta frammentaria e ancora poco documentata, il periodo medievale offre invece testimonianze solide e significative. La presenza normanna è attestata dalla torre in via Foscarini, mentre all’epoca aragonese appartengono il convento di San Domenico e altre importanti costruzioni. Questi elementi, nel loro insieme, confermano senza ombra di dubbio il ruolo centrale che Montalto ebbe per un certo periodo: un vero fulcro del potere politico aragonese in Calabria.

Alla fine del Quattrocento, Montalto divenne anche sede della prima università della Calabria, fondata dal carmelitano montaltese Paolo Antonio Foscarini. Rettore dell’Università di Napoli, fondatore di importanti conventi – tra cui quello di Tropea e quello del Carmine a Montalto Uffugo – Foscarini fu un grande astronomo, scienziato e filosofo.

La sua università ebbe una notevole risonanza culturale: attirava studiosi provenienti da diversi paesi europei e ospitava insegnamenti di Filosofia, Teologia e, naturalmente, Astronomia. Non è un caso che il suo fondatore sia ricordato proprio per le sue innovative convinzioni scientifiche in ambito astronomico, che lo resero una figura di grande rilievo nella storia del pensiero.

Il Ducato di Montalto in età aragonese

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Con il dominio aragonese Montalto raggiunse un periodo di notevole prestigio politico. Gli Aragona istituirono infatti il titolo di "Duca di Montalto", che divenne uno dei più influenti del Mezzogiorno e rimase molto ambito per tutto il periodo della loro presenza nel Regno di Napoli. Il ducato godeva di un ruolo amministrativo importante, soprattutto sotto la dinastia di Ferdinando I d’Aragona (Ferrante), che lo assegnò ai suoi discendenti.

San Francesco di Paola e il territorio Montaltese

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Una parte del territorio oggi appartenente al comune di Paola rientrava allora nei confini amministrativi del ducato. Proprio in quest’area San Francesco di Paola fondò i primi insediamenti minimi dell’Ordine dei Minimi. Le sue spoglie non si trovano a Montalto: come noto, furono portate in Francia nel 1562 per volontà di Carlo IX e successivamente disperse durante la Rivoluzione francese.

La chiesa dell’Annunziata, popolarmente detta di San Francesco, custodisce però un'antica iscrizione che ricorda il legame del santo con il luogo, dove tradizione vuole abbia sostato più volte.

Ogni anno, nei primi giorni di maggio, migliaia di pellegrini percorrono ancora il tradizionale cammino montano che collega Paola con il versante interno dell’ 'Appennino, ricalcando parte dei percorsi attribuiti al santo.

La tradizione locale racconta anche dell’esistenza di passaggi sotterranei che collegavano alcuni edifici del centro storico, utilizzati in varie epoche. Alcuni tratti sono ancora visibili, ma non esiste documentazione che li colleghi direttamente a San Francesco o al periodo aragonese.

Il duca Ferdinando di Montalto e lo sviluppo urbano

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Tra i titolari del ducato ebbe particolare rilievo Ferdinando d'Aragona, duca di Montalto, figlio naturale di re Ferrante I e di Diana Guardato. Egli favorì la crescita architettonica e urbanistica di Montalto, come testimoniano:

  • la piazza centrale del borgo antico,
  • gli edifici nobiliari ancora presenti,
  • la chiesa e il convento dedicati a San Francesco da Paola,
  • diversi palazzi che conservano elementi di architettura di influenza spagnola.

Il prestigio del titolo ducale è confermato anche dalla Sala dei Duchi di Montalto nel Palazzo Reale di Palermo, testimonianza dell’importanza che questa casata ebbe nel più ampio contesto della monarchia aragonese.

Le persecuzioni religiose: fatti storici e memoria locale

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Durante il regno di Ferrante d’Aragona si verificarono in tutto il Mezzogiorno dure repressioni nei confronti delle minoranze religiose, soprattutto durante e dopo gli anni dell’Inquisizione spagnola (dal 1500 in poi). Tuttavia non esistono fonti ufficiali che documentino un massacro di 1400 valdesi a Montalto in un solo giorno.

Ciò che è storicamente documentato

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  • Nel Regno di Napoli furono effettivamente perseguitate varie comunità ritenute eretiche.
  • Il ducato di Montalto ebbe un carcere baronale, come molti feudi dell’epoca.
  • Le comunità valdesi e quelle ebraiche subirono restrizioni: gli ebrei, ad esempio, vennero obbligati a portare segni distintivi (generalmente un drappo rosso o giallo) in molte città del Sud.

Ciò che appartiene alla tradizione popolare

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Il racconto di un grande eccidio avvenuto a Montalto, con centinaia di vittime e il sangue che avrebbe raggiunto la via Popilia, è parte della memoria orale, molto viva nel territorio ma non supportata da documenti d’archivio.

Negli anni ’80, durante i lavori alla scalinata della chiesa di San Francesco, furono effettivamente rinvenuti scheletri di epoche diverse, probabilmente legati agli antichi usi funerari dell’area e non riconducibili a un singolo evento di persecuzione.

Presenze valdesi ed ebraiche nel territorio

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È storicamente plausibile che Montalto, in quanto sede ducale e centro amministrativo importante, abbia attratto comunità valdesi ed ebraiche, come molte località strategiche del Regno di Napoli. Le testimonianze documentarie sono però scarse, frammentarie e non permettono di ricostruire con precisione la loro consistenza numerica.

Gonfalone comunale

Lo stemma di Montalto Uffugo raffigura cinque colli all'italiana uniti d'argento, sormontati da una corona, fondati sulla campagna di verde.[7] Lo scudo è circondato dagli ornamenti da Città. Il gonfalone municipale è un drappo partito di bianco e di azzurro riccamente ornato di ricami dorati.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica»
 16 maggio 1958[8]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Duomo
La chiesa di San Francesco di Paola nella piazza principale del paese
  • Duomo - santuario della Madonna della Serra
  • Chiesa di San Francesco da Paola
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di San Martino degli Alimena

Evoluzione demografica

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Giuseppe Maria Alfano, nel suo libro Istorica descrizione del Regno di Napoli pubblicato nel 1798 scrive:

«Città sopra una collina, d'aria buona, Dioc. di Cosenza, 12 miglia distante da detta città. Il suo titolo di Ducato è di Moncada. Fu un tempo chiamata Uffugo, e fu sede Vescovile, ma scemata la popolazione, fu annessa alla Metropolitana di Cosenza. Produce grani, legumi, frutti, vini, olj, gelsi, e miniere di marmo bianco, solfo, piombo e vitriolo. Fa di pop. 4499.»

Oggi Montalto Uffugo con i suoi 20 000 abitanti, è un comune in continuo sviluppo industriale e commerciale.

La zona valliva, attraversata dall'autostrada A2 del Mediterraneo e servita dallo svincolo di Montalto Uffugo-Rose, sta facendo registrare un notevole sviluppo industriale e commerciale.

La frazione Taverna è diventata punto di riferimento per molti Comuni della Media Valle del Crati, è sede di un distretto sanitario e di numerose attività commerciali, agro-industriali e del settore terziario avanzato. Abitanti censiti[9]

Montalto Uffugo nel film I pagliacci (1943) e, sotto, una scena in paese con Alida Valli

Montalto Uffugo è nota per l'adozione del compositore Ruggero Leoncavallo, che all'età di 5 anni vi si trasferì con la famiglia. Durante l'adolescenza, il piccolo Ruggero assistette proprio a Montalto ad un tragico avvenimento verificatosi nel chiostro dell'allora convento domenicano: durante una rappresentazione teatrale, la sera del 5 marzo 1865, il domestico di casa Leoncavallo, Gaetano Scavello, fu assassinato dai fratelli D'Alessandro. Da questo evento il compositore prese ispirazione per la composizione dell'opera Pagliacci.

Nel 1943, dopo 24 anni dalla sua scomparsa, uscì il film I pagliacci per la regia di Giuseppe Fatigati e con la giovane Alida Valli, affiancata dagli attori Paolo Ferrari e Carlo Romano.

Dall'anno 2000 nel mese di agosto si tiene il concorso lirico Leoncavallo, e nel 2010 è stato aperto al pubblico il museo Ruggero Leoncavallo.

Geografia antropica

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Caldopiano è una piccola frazione di Montalto Uffugo, a 560 metri s.l.m., di circa trecento abitanti, che rivive soprattutto in estate.

Ubicata a nord-ovest del capoluogo di provincia, si raggiunge percorrendo la strada del mare in direzione di Paola svoltando a San Fili e proseguendo quindi in direzione di Montalto Uffugo.

Frazione di Montalto posta a circa 2 km dal centro, situata a 488 metri s.l.m. Vi si arriva percorrendo la SP31 che poi continua verso il comune di San Benedetto, mentre l'altra diramazione (pedemontana) arriva fino a San Fili (10 km) congiungendosi con la ss107 (Paola-Crotone). Da Parantoro inizia la salita di Mancagallina, che si inerpica tra il verde dei castagni e gli scorci panoramici della media Valle del Crati che porta direttamente al Parco Montano "San Francesco". Dal Parco comincia la salita che porta alla sommità della montagna dove è posta una statua di San Francesco di Paola. A Parantoro inoltre (nei primi giorni di maggio) si radunano migliaia di pellegrini che da piazza De Gasperi cominciano (attraversando la catena costiera) il pellegrinaggio che li porterà al convento di San Francesco di Paola. Parantoro era famosa per la coltivazione del baco da seta e per la produzione e la lavorazione dei fichi. Fiorente è stata anche l'apicultura con la produzione del miele di castagno al quale gli venne riconosciuto il marchio DOP. Parantoro è anche famosa per l'olio di oliva (produzione familiare) dovuto un particolare microclima ed ai minerali presenti nel terreno, e soprattutto per i salumi e gli insaccati (salsicce, ciarveddrat, sopressata, nnuglia, bujjio, prosciutti, gelatina ecc). Numerose sono le sorgenti idriche (fiume Ferrero). A Parantoro troviamo la massima altitudine con il monte Cozzo Cervello che raggiunge i 1389 m.

Settimo di Montalto Uffugo

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Posta a 167 metri s.l.m., al confine con il comune di Rende, è la prima frazione che si incontra per chi proviene da Cosenza o Rende, e dista poche centinaia di metri in linea d'aria dall'Università della Calabria. Nel 2008 ha avuto un forte incremento di nuove abitazioni, ed è considerata la seconda zona residenziale del comune, dopo Taverna di Montalto Uffugo.

Taverna di Montalto Uffugo

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Situata a 141 metri s.l.m., subito dopo Settimo di Montalto Uffugo, è la prima zona residenziale del comune. Conta ad oggi 8 000 abitanti. Negli ultimi anni si è verificato una grande crescita di nuove abitazioni, diventando ben presto più grande di Montalto stesso. Sede del Taverna calcio e di numerose attività commerciali.

Vaccarizzo

Vaccarizzo è una frazione di Montalto Uffugo posta a 459 metri s.l.m., dal quale dista pochi chilometri in direzione catena costiera. Ci si arriva percorrendo la strada provinciale SP31, subito dopo aver attraversato la frazione di Parantoro. La SP31 prosegue infine a nord verso il comune Arbëreshë di San Benedetto Ullano, con il quale fa da limes il fiume Argentino, chiamato dai locali arzintina. Vaccarizzo è situato a ovest ai piedi della catena costiera paolana in corrispondenza della vetta Monte Cozzo Cervello, la quale raggiunge i 1389 m di quota e identificabile anche a distanza per via delle grandi antenne di telecomunicazioni situate sulla cresta. Sulla sommità della vetta è presente anche una statua di San Francesco di Paola che i fedeli venerano ogni anno il 1º maggio in pellegrinaggio a piedi verso Paola. Queste cime fanno parte dell'area protetta Parco Naturale della Comunitá Montana Media Valle Crati.

La piazza principale di Vaccarizzo è intitolata a Giuseppe Garibaldi. Nella parte alta del paese, detta "timbuni", è situato un campo sportivo ed una statua di Padre Pio. Il paese è dotato di ufficio postale.

Sono presenti due chiese. La prima della Visitazione di Maria Santissima risale al 1600. La popolazione la festeggia la terza domenica di settembre con una processione per tutto il paese e banda musicale al seguito, fuochi d'artificio, luminarie ed esibizioni canore. La seconda è quella di San Rocco eretta dai Valdesi intorno al XIII secolo, festeggiato la domenica dopo ferragosto. La popolazione di Vaccarizzo è altresì molto devota alla Madonna della Serra, patrona di Montalto Uffugo. La leggenda narra che la statua della Madonna della Serra un giorno fu ritrovata ruotata rispetto alla sua posizione originale e rivolta verso Vaccarizzo. Riportata nella sua posizione originale, il giorno dopo fu ritrovata ancora una volta ruotata verso Vaccarizzo, così che alla terza volta si capii che si trattava di un segno divino. La Madonna venne così lasciata rivolta verso Vaccarizzo e l'ingresso della chiesa modificato. La statua della Madonna della Serra è scolpita in un unico pezzo di legno di quercia ed è rappresentata seduta in maestà su un trono con in braccio il Bambino. La popolazione di Vaccarizzo rende omaggio alla Madonna della Serra con un pellegrinaggio a piedi nel mese di Febbraio per ringraziarla dallo scampato pericolo del terremoto del 1981.

Gli abitanti di Vaccarizzo sono chiamati "vaccarizzari". I tradizionali giochi sono la gara con i carretti a cuscinetti a sfera e la gara della "pazzotta", la quale consiste nel lanciare una forma di formaggio pecorino mediante un filo avvolto, lungo le strade del paese, facendogli percorrere curve e traiettorie ardite.

Tra i mestieri dell´antica tradizione artigianale di Vaccarizzo è da annoverare l´intrecciatore di vimini o maestro cestaio, detto u spurtunaru. Cioè colui che dall´intreccio di rami di salice o castagno o canne, realizzava cesti di diversa dimensione e forma, detti panari, spurtuni, cannizzi, che venivano usati per il trasporto di ortaggi e frutta. A Vaccarizzo era praticata la lavorazione e la filatura della seta, infatti alle spalle della chiesa Visitazione di Maria Santissima, sono visibili i resti di un'antica Filanda, detta filanna. L'allevamento dei bachi da seta, in passato, era affidato alle donne che spesso li allocavano nel petto per una migliore protezione

Un rito antico della tradizione di Vaccarizzo è la macellazione del maiale. In una economia di sussistenza, l'allevamento del maiale era considerato un elemento indispensabile per la sopravvivenza della famiglia. L'uccisione del maiale avveniva in un contesto assai pittoresco, dove ognuno aveva un ruolo, che da anno in anno manteneva fisso. C'era chi "scannava" l'animale, chi ne depilava le cuoia con l'acqua bollente, chi lo sezionava e ne separava le carni per i diversi prodotti finiti: soppressata, salsiccia, capicollo, prosciutto, guanciale detto bujiio. Altri riti legati alla tradizione che vedevano la comunità rinsaldare un legame secolare erano la salsa di pomodori, detta a cunserva, la vendemmia e relativa produzione di vino, la raccolta delle olive e relativa produzione di olio presso il locale frantoio detto trappito, la raccolta di fichi, di castagne.

Nel marzo 2019, Vaccarizzo è entrato a far parte della lista dei paesi "adottati" dal MIT di Boston (USA), al fine di contrastarne lo spopolamento.[10]

Altre località del territorio

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Tra le diverse località figurano Telesio (184 m s.l.m.) e San Raffaele (241 m s.l.m.), raggiungibili dalla SS19 di Settimo di Montalto Uffugo risalendo verso il capoluogo comunale distante circa 4-5 chilometri.[11]

Amministrazione

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Elezioni Montalto Uffugo: prima repubblica
  • 1809 Francesco Della Cananea
  • 1810 Fedele Nardi
  • 1811-1812 Pietro Marigliano
  • 1813 Domenico Maria Carelli
  • 1815-1816 Giuseppe Bartali
  • 1817 Vincenzo Alimena
  • 1818-1819 Carlo Nardi
  • 1820-1822 Giuseppe Marimonti
  • 1823-1825 Antonio Caracciolo
  • 1826-1828 Tommaso Longobardi
  • 1829-1832 Francesco Caracciolo
  • 1832-1834 Saverio Bernaudo
  • 1835-1840 Carlo Marigliano
  • 1841-1843 Tommaso Della Cananea
  • 1844-1845 Pasquale della Cananea
  • 1845 Nicola Bartoli
  • 1845 Vincenzo Sacchini
  • 1845-47 Nicola Bartoli
  • 1847-48 Pietro Catanzaro
  • 1848 Carlo Marigliano
  • 1848-49 Vincenzo Turano
  • 1850-53 Vincenzo Rossi
  • 1853-56 Filippo Bartoli
  • 1856-59 Francesco Alimena
  • 1859-60 Francesco Bianco
  • 1860-67 Giuseppe Siniscalchi
  • 1867 Francesco Bartoli
  • 1868-77 Giuseppe Siniscalchi
  • 1878-81 Giacomo Della Cananea
  • 1882 Stanislao Lupinacci
  • 1883 Fabio Rossi
  • 1884 Vincenzo Sacchini
  • 1885 Luciano Caracciolo
  • 1886-89 Luigi Eugenio Nardi
  • 1890-91 Stanislao Alimena
  • 1892-93 Raffaele Catanzaro
  • 1894-95 Vincenzo Sacchini
  • 1896-99 Francesco Paglilla
  • 1899-1904 Ignazio Alimena
  • 1905 Fedele Longobardi
  • 1906-07 Federico Turano
  • 1908 Francesco Paglilla
  • 1909-10 Ignazio Alimena
  • 1911-12 Pietro Pizzullo (comm. prefettizio)
  • 1913-20 Ercole Paglilla
  • 1921-25 Giuseppe Paglilla
  • 1926 Giuseppe Paglilla (comm. pref.)
  • 1927-32 Giuseppe Paglilla (podestà)
  • 1933 Raffaele Pellegrini (comm. pref.)
  • 1933-37 Eraldo Caracciolo (podestà)
  • 1938-43 Saverio Zingone (podestà)
  • 1944 Giuseppe Ceci (comm. pref.)
  • 1944 Carlo Taormina (comm. pref.)
  • 1944-45 Camillo Nigro (comm. pref.)
  • 1945-46 Pietro Micarelli (comm. pref.)
  • 1946 Vittorio Cerisano (comm. pref.)
  • 1946-47 Luigi Moraca
  • 1948 Vincenzo Bianco
  • 1949-52 Francesco Palmieri
  • 1952 Eduardo Scotti
  • 1952-56 Francesco Palmieri
  • 1956-61 Aldo Alimena
  • 1961-65 Francesco De Munno
  • 1965-75 Ettore Canonaco
  • 1976 Francesco De Munno
  • 1977-79 Giuseppe Settino
  • 1979-80 Francesco Caruso
  • 1980-83 Ugo Gravina
  • 1983-84 Emilio Viafora
  • 1984-85 Aldo Semeraro
  • 1986-90 Ugo Gravina
  • 1990 Angelo Cesareo
  • 1990-92 Eugenio Garrafa
  • 1992-93 Angelo Cesareo
  • 1993-94 Francesco Guido
  • 1994-95 G. Mario Marrelli
  • 1995-99 Emilio Bianco
  • 1999-04 Francesco Saullo
  • 2004-09 Ugo Gravina
  • 2009-14 Ugo Gravina
  • 2014-19 Pietro Caracciolo
  • 2019-24 Pietro Caracciolo
  • 2024- Biagio Antonio Faragalli

Ha sede nel comune la società di calcio Comprensorio Montalto che ha disputato campionati dilettantistici.

  1. Statistiche Italia, https://www.statisticheitalia.it/calabria/cosenza/montalto-uffugo/altitudine.html. URL consultato il 29 ottobre 2018.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Statuto di Montalto Uffugo (PDF), su comune.montaltouffugo.cs.it, art. 2. URL consultato il 17 marzo 2025.
  4. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 410, ISBN 88-11-30500-4.
  7. Città di Montalto Uffugo, Statuto Comunale (PDF), Art. 2 Sede, frazioni, stemma e gonfalone.
  8. Montalto Uffugo, decreto 1958-05-16 DPR, concessione di titolo di città, su Archivio Centrale dello Stato.
  9. Dati tratti da:
  10. Donata Marrazzo, «I live in Vaccarizzo», il Mit di Boston adotta ricetta per ripopolare il borgo, in Il Sole-24Ore, 29 marzo 2019. URL consultato il 31 marzo 2019.
  11. Montalto Uffugo, su calabria.indettaglio.it, Reti e Sistemi. URL consultato il 17 marzo 2025.
  12. Photogallery del 12 maggio 2007, su caldigit.it.
  • Carlo Nardi, Notizie di montalto di Calabria, Rubbettino, 1985, ISBN 978-88-7284-179-2.
  • Romano Napolitano, Montalto Uffugo nella tradizione e nella storia.
  • Aristide De Napoli, Archeostoria di Montalto.
  • Luciano Romeo, Montalto Uffugo dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Memoria e storia di una comunità calabrese, Progetto 2000, 1992, ISBN 9788885937345.
  • Franco Saullo, 1964/2014 - Appunti di un viaggio politico tra Montalto Uffugo e Cosenza, 2019.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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