Teodulo Mabellini

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Teodulo Mabellini

Teodulo Mabellini (Pistoia, 2 aprile 1817Firenze, 10 marzo 1897) è stato un compositore italiano, protetto della granduchessa Maria Antonietta.

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

La prima formazione a Pistoia e Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Vincenzo, uno strumentaio specializzato in strumenti a fiato.[1] Ricevette le prime lezioni musicali dal padre e dal flautista Giovacchino Bimboni (il futuro costruttore di strumenti della famiglia degli ottoni).[2] Nel 1826 fu voce bianca del Duomo di Pistoia.[2] Le cronache locali coeve lo descrivono come un geniale bambino prodigio.[3][4] Studiò privatamente con Giuseppe Pillotti (organista del duomo) e Giuseppe Gherardeschi, e già a dodici anni aveva composto musica vocale, da camera, marce militari e arrangiamenti per banda.[5] Grazie a «private oblazioni» dei concittadini[2], nel 1833 si recò a Firenze per completare gli studi all'Istituto Musicale, dove si diplomò nel 1836.[1][6] Nello stesso anno, a 19 anni, esordì con l'opera Matilde di Toledo[6] al Teatro Alfieri di Firenze[2], grazie al cui successo si aggiudicò una borsa di studio del Granduca Leopoldo II di Lorena.[1][7]

Gli studi con Mercadante e gli incarichi a Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Con la borsa appena vinta si recò a Novara per studiare con Saverio Mercadante.[1] Il maestro napoletano ammirò la dedizione e il talento di Mabellini: i due rimasero in ottimi e stimati rapporti fino alla morte di Mercadante nel 1870.[4] Durante il periodo di studio, Mercadante affidò a Mabellini la riduzione per canto e pianoforte dell'opera Le illustri rivali.[2] Nel 1839, Mabellini dedica al Granduca Leopoldo la cantata La partenza per la caccia.[2] Nel 1840 rappresentò a Torino (al Teatro Carignano[2]) l'opera lirica Rolla, il suo più grande successo operistico.[6] Nel 1842 tornò a Pistoia, ma si stabilì subito a Firenze, dove il ben volere granducale gli fece ottenere numerosi incarichi: maestro di cappella di corte (1847), direttore dell'orchestra del Teatro della Pergola (1848), direttore della Società Filarmonica (fino al 1859), e insegnante di composizione all'Istituto musicale dove si era diplomato (dal 1859 al 1887).[1][7]

L'intensa attività a Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Insieme ad Abramo Basevi divenne la personalità musicale più importante della città.[1] Con la Società Filarmonica contribuì in modo determinante, spesso con prime esecuzioni nazionali[2], alla diffusione in Toscana e in Italia dei compositori classici di area austro-tedesca (Haydn, Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Wagner)[1][4][8] e francese (Gounod e Meyerbeer).[2] Con i «concerti popolari» nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio (dal 1863 al 1880) riportò in scena numerose opere liriche per la gioia del pubblico (che coniò il proverbio: «Bellini è morto ma Ma-bellini è vivo!»).[1] Con la cappella reale esaudì il desiderio lorenese di eseguire in Toscana opere tedesche, con prime esecuzioni di lavori di Mozart, Albrechtsberger, Hoffmann e Krommer.[2] Alla Pergola si fece apprezzare come direttore d'orchestra professionista, uno dei primi direttori puri (non strumentisti), e uno dei primi in Italia, insieme ad Angelo Mariani, a potersi definire anche concertatore-direttore.[2] Questa intensa attività direttoriale lo fece distogliere dalla carriera teatrale: dopo la Fiammetta (1857) non compose più opere liriche per dedicarsi completamente ai suoi incarichi organizzativi (che, oltre all'attività concertistica e direttoriale, prevedevano la composizione di numerose opere sacre) e didattici (tra i suoi allievi si ricordano Salvatore Auteri Manzocchi, Emilio Usiglio, Gaetano Palloni (1831-1892), Luigi e Marino Mancinelli, Guido Tacchinardi, Ettore De Champs, Luigi Bicchierai).[1][4] Tra il 1870 e il 1871 venne considerato, insieme a molti altri compositori tra cui Giuseppe Verdi, come successore del maestro Mercadante nella direzione del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ruolo poi andato a Lauro Rossi.[4]

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Come compositore scrisse una grande quantità di opere, affrontando numerosissimi generi, dall'oratorio all'orchestrale al cameristico, ed ottenne una grande fama anche internazionale con l'opera Rolla e con la Messa da Requiem del 1851.[6] Pubblicò con i più grandi editori del tempo (Ricordi e Lucca) e il pianista Karl Czerny effettuò parafrasi pianistiche dei temi principali delle sue 9 opere teatrali.[2] La Messa da Requiem del 1851 gli fece ottenere onorificenze anche in Spagna e in Francia.[4] Fu un grande ammiratore di Vincenzo Bellini[4], del quale diresse molte riprese operistiche fiorentine, e ha avuto diversi debiti estetici con Gaetano Donizetti[9], ma il suo stile fu soprattutto influenzato dall'arte di Giuseppe Verdi, di cui fu uno dei più eccellenti epigoni.[1] Per Verdi nutrì una vera ammirazione, tanto da considerarsi in qualche modo un suo "erede".[4] Quando il maestro di Bussetto, nel 1869, chiamò quelli che considerava i 12 più grandi compositori italiani per comporre una grande messa per Gioachino Rossini (progetto poi abortito), Mabellini fu uno dei più solerti a rispondere, con un Lux aeterna in la bemolle maggiore.[10] Quale direttore della Pergola, Mabellini propose rappresentazioni fiorentine delle opere di Verdi[11] e compose anche fantasie su temi verdiani per strumenti soli (vedi Fonti), ma, col tempo, questa dedizione verdiana ha penalizzato la sua ricezione: la sua fama si è molto presto affievolita proprio a causa della sua mancanza di individualità di stile musicale.[6] Nel repertorio esecutivo odierno non c'è traccia delle sue composizioni, neanche di quelle che godettero di maggior fama durante la sua vita.[6] A lui è stata intitolata nel 1945 la scuola comunale di musica e danza "T. Mabellini" di Pistoia, fondata originariamente col nome di "Scuola di Violino e altri Strumenti" nel 1858.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Autografi[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Federiciana di Fano[modifica | modifica wikitesto]

L'istituzione che conserva il maggior numero di opere di Mabellini, con più di 100 composizioni autografe (opere teatrali, cantate, lavori sacri, cameristici e balletti, oltre a molti abbozzi preparatori), è la Biblioteca Federiciana di Fano.[12][13] Le portò là il nipote di Mabellini, Adolfo, direttore della biblioteca al momento della morte dello zio.[14][15]

Gli autografi a Pistoia[modifica | modifica wikitesto]

La figlia di Mabellini, Eudossia, donò molti manoscritti, in gran parte autografi, al municipio di Pistoia nel 1916. Quei manoscritti oggi sono conservati in due istituzioni pistoiesi:

  • L'Archivio Capitolare possiede gli autografi
    • di un Estro armonico per orchestra, con la segnatura «composto in Arezzo il 16 giugno 1832»[16],
    • della Messa da Requiem del 1851, che rese Mabellini celebre anche all'estero. Fu edita dal parigino Richault nel 1853[16],
    • un Waltz per violino, flauto, clarinetto, corno, trombone e basso[17][16],
    • l'autografo di una cantata su Dante per tenore, dedicata a Ugo Martini, datata 2 aprile 1887[17];
  • La Biblioteca Fonteguerriana conserva gli autografi
    • di un Bouquet Musical de Florence, contenente 12 pezzi per varie voci (dal soprano al basso) dedicate ai più grandi cantanti del periodo (per esempio Marianna Barbieri-Nini, Giulia Grisi e Napoleone Moriani), che furono pubblicati a stampa dall'editore parigino Simon Richault nel 1855 (il dodicesimo numero, intitolato Estasi, ebbe una circolazione a parte in un'edizione dell'americano Schirmer). Esemplari stampati da Richault sono conservati nei conservatori di Firenze e Roma[16],
    • del primo atto dell'opera Il conte di Lavagna. Gli altri due atti sono a Fano. L'opera fu pubblicata dalla Ricordi di Milano (che provvide anche alla vendita della versione per canto e pianoforte) e dalla Tipografia Galletti di Firenze nel 1843[16],
    • della marcia per banda militare Etruria, dedicata da Mabellini alla «Civica Pistoia» nel 1841 (i cui abbozzi sono a Fano)[16],
    • della cantata simbolica Le feste fiorentine, eseguita nel Salone dei Cinquecento nel 1860, poi pubblicata dagli editori Lorenzi, Mariani (di Firenze) e, nella versione per canto e pianoforte, dal milanese Lucca.[16]

Altri autografi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze conserva i seguenti autografi
    • la Persecuzione dei Pagani[18],
    • lo scherzo Il fiume[19],
    • una copia autografa dell'ouverture della cantata Eudossia e Paolo[20],
    • l'inno Sommo Iddio la cui provvida mano, dedicato «al Granduca e alla sua famiglia»[16],
    • una trascrizione autografa per pianoforte di Marce per musica militare e tamburi[16],
    • un mottetto O gloriosa virginum per coro e orchestra[16],
    • il probabile autografo della Partenza per la caccia del 1836, dedicata al Granduca Leopoldo II nel 1839[21][16],
    • la cantata allegorica Il ritorno, su testo di Francesco Guidi, datata «settembre 1846»[16],
    • otto romanze per canto e pianoforte[16];
  • Il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli possiede
    • una copia autografa di una messa che Mabellini dedicò appositamente all'istituto nel 1880[22][4],
    • un Allegretto e un Gloria di una Messa che Mabellini donò all'amico Francesco Florimo per il suo album personale di pezzi inediti[23][24][4],
    • una copia coeva approntata forse dallo stesso Mabellini per la rappresentazione napoletana dell'opera Rolla, datata 1841[25],
    • l'introduzione del primo atto dell'opera Il conte di Lavagna, donato da Mabellini all'«illustre Mercadante»[26];
  • il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e l'Archivio della casa editrice Ricordi possiedono molto materiale autografo (soprattutto parti) dell'opera Rolla.[7][6][13] La casa editrice conserva anche parti, in varia misura autografe, dell'incompiuta Messa per Rossini voluta da Verdi[7][6], i cui abbozzi sono a Fano.[16]

Copie manoscritte[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'OPAC del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN)[27], il Répertoire international des sources musicales (RISM)[28], l'Ufficio Ricerca Fondi Musicali di Milano (URFM)[13] e il catalogo delle opere di Mabellini pubblicato da Claudio Paradiso[16] le città che posseggono copie manoscritte di opere di Mabellini sono:

  • Pistoia: l'Archivio Capitolare conserva
    • una copia manoscritta coeva dell'interludio orchestrale La congiura dell'opera Il Conte di Lavagna[13],
    • alcune parti staccate dall'opera Rolla e da composizioni sacre[17],
    • alcune riduzioni (per coro unico o per pianoforte) di opere sacre di Mabellini effettuate dagli allievi Gherardo Gherardeschi e Gaetano Palloni ricorrette dal maestro[17];
  • Firenze: il Conservatorio Luigi Cherubini conserva
    • molte copie coeve di composizioni sacre[27],
    • una copia della cantata (poi stampata dall'editore fiorentino Guidi) Lo spirito di Dante, del 1865 (i cui abbozzi sono a Fano)[13];
  • Bologna: l'Accademia filarmonica ha una fantasia sui temi della Luisa Miller di Verdi per clarinetto in si bemolle[29][16];
  • Parma: la Biblioteca Palatina conserva un'Elegia per oboe, contrabbasso (o violoncello) e pianoforte del 1879[16];
  • San Severino Marche (Macerata): la Biblioteca Antolisei ha una copia della cantata per tenore su Dante del 1887 dedicata a Ugo Martini, il cui autografo è a Pistoia[30];
  • Ostiglia (Mantova): il fondo musicale Greggiati ha due scene dell'opera Le illustri rivali di Mercadante nella versione per canto e pianoforte che l'autore commissionò a Mabellini, allora suo studente a Novara[31][32];
  • Roma: l'Accademia filarmonica romana ha copie manoscritte delle singole parti della Lux aeterna per Rossini.[33]

Edizioni a stampa[modifica | modifica wikitesto]

Mabellini pubblicò con tutti i più grandi editori italiani e non del tempo (Ricordi, Lucca, Guidi, Lorenzi, il parigino Richault), per cui la quantità di copie a stampa delle sue opere è ingente. La Biblioteca Federiciana di Fano e le istituzioni pistoiesi (la Biblioteca Fonteguerriana e l'Archivio Capitolare) possiedono la collezione più cospicua di edizioni stampate. Inoltre, si contano quasi 80 esemplari alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, più di 40 li conserva il Conservatorio di Milano, una ventina l'Accademia di Santa Cecilia a Roma, la Biblioteca Nazionale Centrale e il Conservatorio di Firenze, una decina il Conservatorio di Genova. Seguono: i conservatori di Bergamo, Milano, Roma e Napoli, la Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, il Seminario Maggiore di Padova, la Biblioteca Palatina di Parma, l'Accademia Filarmonica e il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, l'Istituto Storico Germanico, la Biblioteca di Storia dell'Arte di Roma, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca «Vittorio Emanuele III» di Napoli, la Library of Congress di Washington, la British Library di Londra.[16][34]

Libretti[modifica | modifica wikitesto]

Una gran quantità di libretti delle opere di Mabellini sono alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, alla Biblioteca Nazionale Centrale e alla Marucelliana di Firenze, alla Biblioteca Comunale e al Conservatorio di Milano, alla Biblioteca Palatina di Parma, e alla Biblioteca Ariostea di Ferrara. Posseggono più di cinque esemplari di libretti mabelliniani il Conservatorio di Napoli, la Biblioteca centrale siciliana di Palermo, e la Biblioteca musicale «della Corte» di Torino.[35]

Lettere[modifica | modifica wikitesto]

Pochissime lettere di Mabellini sono state pubblicate, e molte rimangono negli archivi privati dei destinatari. Collezioni ingenti sono nel Fondo Basevi del Conservatorio di Firenze, nel Fondo Piancastelli della Biblioteca «Saffi» di Forlì, nella Raccolta Puccini della Biblioteca Fonteguerriana di Pistoia, nella Biblioteca Federiciana di Fano, nell'Archivio privato «Picozzi-Mancinelli» di Roma.[36]

Elenco delle opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Non risultano registrazioni di nessuna delle opere liriche di Mabellini. Le parti composte per l'incompiuta messa per Rossini voluta da Verdi sono state registrate nel 1989 da Helmuth Rilling e l'orchestra di Stoccarda del Südwestrundfunk (Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des Südwestrundfunk) per l'etichetta Hänssler Classic, con i solisti Gabriela Beňačkova, Florence Quivar, James Wagner, Aage Haugland e Alexandru Agache (l'incisione è ascoltabile on-line).[37] Nel 1980, nell'Auditorium della Discoteca di Stato, il mezzosoprano Sabrina Bizzo, il baritono Walter Vagnozzi, e il pianista Loris Gavarini hanno registrato una serie di canti patriottici italiani composti tra il 1847 e la Prima Guerra Mondiale, tra i quali figura anche La buona andata di Mabellini (composto nel 1848 su testo di Giuseppe Tigri, pubblicato dall'editore Guidi di Firenze, il cui autografo è a Fano).[38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Francesco Bussi, voce Mabellini, Teodulo, in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 4: JE-MA, Torino, UTET, 1986, pp. 540-541.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Claudio Paradiso, voce Mabellini, Teofilo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006, consultabile on-line su Treccani.it.
  3. ^ Ricordo dei parentali a Teodulo Mabellini in Pistoia, Firenze, Tipografia cooperativa, 1899.
  4. ^ a b c d e f g h i j Antonio Caroccia, Un'amicizia epistolare: Mabellini e Florimo, in Cecilia Bacherini, Giacomo Sciommeri e Agostino Ziino (a cura di), Firenze e la musica: fonti, protagonisti, committenza: scritti in ricordo di Maria Adelaide Bartoli Bacherini, Roma, Istituto Italiano per la Storia della Musica, 2014, pp. 397-439.
  5. ^ Claudio Paradiso, Teodulo Mabellini: la vita, in ID. (a cura di), Teodulo Mabellini, il protagonista dell'Ottocento musicale toscano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005, pp. 37-195.
  6. ^ a b c d e f g h Francesco Bussi, voce Mabellini, Teodulo, in The New Grove of Music and Musicians. Second Edition, edited by Stanley Sadie, executive editor John Tyrell, vol. 15: Liturgy to Martinů, London, Macmillan, 2001-2002, pp. 444-445.
  7. ^ a b c d Sebastian Werr, voce Mabellini, Teodulo, in Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Allegemeine Enzyklopädie der Musik begründet von Friedrich Blume, a cura di Ludwig Finscher, serie I: Personenteil, vol. 11: Les-Men, Kassel-Basel-London-New York-Praha, Bärenreiter/Stuttgart-Weimar, Metzler, 2004, colonne 682-683.
  8. ^ Le sinfonie di Beethoven non erano mai state eseguite a Firenze, cfr. Paolo Paolini, Beethoven a Firenze nell'Ottocento, in «Nuova rivista musicale italiana», V/5 (1971) e V/6 (1971), Torino, ERI, 1971, pp. 753-787 e pp. 973-1002. Mabellini contribuì anche alla diffusione fiorentina degli allora mai sentiti Robert Schumann e Johannes Brahms, cfr. Mila De Santis, La ricezione di Brahms e Schumann a Firenze. Prime indagini (1840-1880), in Schumann, Brahms e l'Italia. Convegno internazionale, Roma, 4-5 novembre 1999, Roma, Accademia dei Lincei, 2001, pp. 197-223.
  9. ^ voce Mabellini, Teodulo, in Enciclopedia della musica, consulenza generale di Andrea Lanza, Milano, Garzanti, 2010 (ristampa aggiornata dell'edizione del 1996, anch'essa aggiornamento della prima edizione del 1983 diretta da Piero Santi), p. 498.
  10. ^ Michele Girardi, Pierluigi Petrobelli (a cura di), Messa per Rossini: la storia, il testo, la musica, Milano, Istituto di Studi Verdiani/Milano, Ricordi, 1988.
  11. ^ Libretto della «Battaglia di Legnano» di Verdi allestita da Mabellini alla Pergola nel 1849, su SBN.it.
  12. ^ Franco Battistelli, Biblioteca Federiciana. Fano, Fiesole, Nardini, 1994, pp. 46-48.
  13. ^ a b c d e Cerca "Mabellini, Teodulo", su URFM.
  14. ^ Anna Lia Bonella, voce Mabellini, Adolfo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006, consultabile on-line su Treccani.it.
  15. ^ Claudio Paradiso (a cura di), Teodulo Mabellini. Il protagonista dell'Ottocento musicale italiano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005.
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Claudio Paradiso, Catalogo Alfabetico delle opere di Teodulo Mabellini, in ID. (a cura di), Teodulo Mabellini. Il protagonista dell'Ottocento musicale italiano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005, pp. 315-366.
  17. ^ a b c d Umberto Pineschi, Inventario Archivio Capitolare Pistoia Biblioteca Musicale, testo non pubblicato: per info consulta il pdf online disponibile qui e sui siti dell'Archivio Capitolare di Pistoia e della Sezione bibliografica pistoiese del Centro Documentazione Musicale della Toscana.
  18. ^ Digitalizzazione dell'autografo della «Persecuzione dei pagani» a Firenze, su Internet Culturale.
  19. ^ Digitalizzazione dell'autografo dello scherzo «Il fiume» a Firenze, su Internet Culturale.
  20. ^ Digitalizzazione dell'autografo dell'ouverture della cantata «Eudossia e Paolo» a Firenze, su Internet Culturale.
  21. ^ Scheda della «Partenza per la caccia» a Firenze, su SBN.it.
  22. ^ Digitalizzazione della «Messa» di Mabellini per il Conservatorio di Napoli, su Internet Culturale.
  23. ^ Scheda dell'Album di Florimo, su SBN.it.
  24. ^ Digitalizzazione dell'Album di Florimo, su Internet Culturale.
  25. ^ Digitalizzazione della copia napoletana di «Rolla» del 1841, su Internet Culturale.
  26. ^ Digitalizzazione dell'introduzione del «Conte di Lavagna» presente a Napoli, su Internet Culturale.
  27. ^ a b Manoscritti di Mabellini, su SBN.it.
  28. ^ Cerca «Teodulo Mabellini, su RISM.
  29. ^ Riduzione di Mabellini per clarinetto in si bemolle della «Luisa Miller» di Verdi a Bologna, su SBN.it.
  30. ^ Cantata su Dante di Mabellini dedicata a Ugo Martini nel 1887 conservata a San Severino Marche, su SBN.it.
  31. ^ Scena della preghiera dell'opera di Mercadante ridotta per canto e pianoforte da Mabellini presente a Ostiglia, su SBN.it.
  32. ^ Terzetto dell'opera di Mercadante ridotta per canto e pianoforte da Mabellini conservata a Ostiglia, su SBN.it.
  33. ^ Parti del «Lux aeterna» di Mabellini conservate all'Accademia filarmonica di Roma, su RISM.
  34. ^ Stampe di Mabellini, su SBN.it.
  35. ^ Libretti di opere di Mabellini, su SBN.it.
  36. ^ Claudio Paradiso, Epistolario, in ID. (a cura di), Teodulo Mabellini. Il protagonista dell'Ottocento musicale italiano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005, pp. 367-389.
  37. ^ Registrazione della Messa per Rossini all'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi di Roma, su SBN.it.
  38. ^ Disco di canti popolari all'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi di Roma, su SBN.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Joseph Fétis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique, seconda edizione, vol. 5, Paris, Didot, 1863, pp. 388-390, digitalizzato in Google Books. Voce probabilmente scritta non da Fétis ma da Luigi Ferdinando Casamorata, che collaborò con l'autore belga per le biografie dei compositori toscani.
  • Xavier van Elewyck, De l'état actuel de la musique en Italie, Paris, Heugel/Bruxelles, Roussel, Katto & Schott/Mainz [ecc.], Schott/Milano [ecc.], Ricordi, 1875, pp. 49 ss, digitalizzato su Internet Archive.
  • Ernesto Colombani, Catalogo della collezione di autografi lasciata alla Real Accademia di Bologna dall'accademico ab. dott. Masseangelo Masseangeli, Bologna, Regia Tipografia, 1881-1896. Ristampa anastatica: Bologna, Forni, 1969.
  • Carlo Collodi, Occhi e nasi (ricordi dal vero), Firenze, Paggi, 1881.
  • Carlo Schmidl, Dizionario universale dei musicisti, Milano, Ricordi, sd [1887], p. 281, digitalizzato su IMSLP.
  • Riccardo Gandolfi, Gran messa di Requiem di Teodulo Mabellini, Firenze, Benelli & Gambi, 1898.
  • Riccardo Gandolfi, Teodulo Mabellini: vita e opere, Pistoia, Niccolai, 1898.
  • Gabardo Gabardi, Ricordo dei parentali a Teodulo Mabellini in Pistoia, Firenze, Tipografia cooperativa, 1899.
  • Manfredo Giannini, Mabellini e la musica. Conferenza letta per la solenne inaugurazone del teatro lirico T. Mabellini in Pistoia la sera del 4 gennaio 1899, Pistoia, Società lirico-musicale Mabellini, 1899 (ca.).
  • Arnaldo Bonaventura, La vita musicale in Toscana nel secolo XIX, in La Toscana alla fine del Granducato. Conferenze, Firenze, Barbera, 1909, pp. 275-311.
  • Riccardo Gandolfi, La cappella musicale della corte di Toscana (1539-1859), in «Rivista Musicale Italiana», XVI/3 (1909), Torino, Bocca, 1909, p. 509. Un estratto è consultabile on-line.
  • Arnaldo Bonaventura, Carlo Cordara, Riccardo Gandolfi (a cura di), Catalogo delle opere musicali teoriche e pratiche di autori vissuti sino ai primi decenni del secolo 19°: Biblioteca del Conservatorio di musica di Firenze, Parma, Fresching, 1911, seconda edizione 1929. Ristampa: Bologna, Forni, 1977.
  • Alberto Simonatti, Teodulo Mabellini, Pistoia, Niccolai, 1923.
  • Ugo Morini, La Real Accademia degli Immobili ed il suo teatro «La Pergola», 1649-1925, Pisa, Simoncini, 1926.
  • Adelmo Damerini, Il Regio Conservatorio di musica «Luigi Cherubini» di Firenze, Firenze, Le Monnier, 1941.
  • Rosario Profeta, Storia e letteratura degli strumenti musicali, Firenze, Marzocco, 1942.
  • Leonardo Pinzauti, Prospettive per uno studio sulla musica a Firenze nell’Ottocento, in «Nuova rivista musicale italiana», II/2 (marzo-aprile 1968), Roma, ERI, 1968, pp. 255-273.
  • Bea Friedland, Italy's Ottocento: Notes from the Musical Underground, in «The Musical Quarterly», LVI/1 (gennaio 1970), Oxford [ecc.], Oxford University Press, 1970, pp. 27-53.
  • Giovanni Carli Ballola, Civiltà strumentali dell'Ottocento italiano, in «Chigiana», vol. XXVI-XXVII, serie 6-7 (1969-1970), Firenze, Olschki, 1971, pp. 593-597.
  • Sergio Martinotti, Ottocento strumentale italiano, Bologna, Forni, 1972, p. 141.
  • Vincenzo Terenzio, La musica italiana nell'Ottocento, Milano, Bramante, 1976.
  • Marcello De Angelis, La musica del granduca: vita musicale e correnti critiche a Firenze, 1800-1855, Firenze, Vallecchi, 1978, pp. 36-38.
  • Piero Rosselli, Giuseppina Carla Romby, Osanna Fantozzi Micali, I teatri di Firenze, Firenze, Bonechi, 1978.
  • Marcello De Angelis (a cura di), Le cifre del melodramma. L'archivio inedito dell'impresario teatrale Alessandro Lanari nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze, 1815-1870. Catalogo, Firenze, Giunta regione Toscana/Scandicci (FI), La nuova Italia, 1982, vol. 2, documento 69, p. 169.
  • John Rosselli, L'impresario d'opera. Arte e affari nel teatro musicale italiano dell'Ottocento, Torino, EDT, 1985.
  • Franco Baggiani, I maestri di cappella nella cattedrale di Pistoia, in «Bullettino storico pistoiese», LXXXVIII (1986), Pistoia, Società Pistoiese di Storia Patria, 1986.
  • Francesco Bussi, voce Mabellini, Teodulo, in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 4: JE-MA, Torino, UTET, 1986, pp. 540-541.
  • Michele Girardi, Pierluigi Petrobelli (a cura di), Messa per Rossini: la storia, il testo, la musica, Milano, Istituto di Studi Verdiani/Milano, Ricordi, 1988.
  • Guido Salvetti (a cura di), Il mito di Dante nella musica della Nuova Italia (1861-1914), Milano, Guerini, 1994.
  • Jean Grundy Fanelli, A Chronology of Operas, Oratorios, Operettas, Cantatas and Miscellaneous Stage Works with Music performed in Pistoia (1606-1943), Bologna, Pendragon, 1998.
  • Marcello De Angelis (a cura di), Lo spettacolo meraviglioso: il Teatro della Pergola, l'opera a Firenze. Catalogo della mostra: Archivio di Stato di Firenze, 6 ottobre-30 dicembre 2000, Roma, Ufficio centrale per i beni archivistici, 2000.
  • Francesco Bussi, voce Mabellini, Teodulo, in The New Grove of Music and Musicians. Second Edition, edited by Stanley Sadie, executive editor John Tyrell, vol. 15: Liturgy to Martinů, London, Macmillan, 2001-2002, pp. 444-445.
  • Sandra Pistolesi e Paolo Zampini, Teodulo Mabellini di Pistoja musicista, compositore, direttore d'orchestra, in «Personaggi pistoiesi del '700 e '800», 21 (2004), Pistoia, Brigata del Leoncino, 2004.
  • Sebastian Werr, voce Mabellini, Teodulo, in Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Allegemeine Enzyklopädie der Musik begründet von Friedrich Blume, a cura di Ludwig Finscher, serie I: Personenteil, vol. 11: Les-Men, Kassel-Basel-London-New York-Praha, Bärenreiter/Stuttgart-Weimar, Metzler, 2004, colonne 682-683. L'articolo reca anche una corposa bibliografia.
  • Alexander Weatherson, Mabellini, political survival and «Il conte di Lavagna», in «The Donizetti Society», newsletter 94 (febbraio 2005), pubblicato on-line sul sito della Donizetti Society.
  • Claudio Paradiso (a cura di), Teodulo Mabellini, il protagonista dell'Ottocento musicale toscano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005. Il volume contiene:
    • Guido Salvetti, Valore e ricordo (pp. 9-10);
    • Claudio Paradiso, Introduzione: le fonti (pp. 11-17);
    • Bianca Maria Antolini, La musica in Toscana nell'Ottocento (pp. 19-35);
    • Claudio Paradiso, Teodulo Mabellini: la vita (pp. 37-195);
    • Mariateresa Dellaborra, «Lode e gloria al genio ligure»: «Rolla» (1840) di Giacchetti-Mabellini (pp. 197-222);
    • Gabriele Moroni, Le messe: evoluzione di uno stile (pp. 223-261);
    • Paolo Gaviglio, Nicoletta Furnari, La fortuna di Mabellini dallo spoglio delle principali riviste dell'epoca (pp. 263-285);
    • Francesco Carreras, Alessandro Onerati, Produzione e commercio degli strumenti musicali a fiato nella Toscana del XIX secolo (pp. 287-314);
    • Claudio Paradiso, Catalogo alfabetico delle opere di Teodulo Mabellini (pp. 315-366);
    • Claudio Paradiso, Epistolario (pp. 367-369);
    • Bibliografia cronologica (pp. 371-383).
  • Claudio Paradiso, voce Mabellini, Teodulo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006, consultabile on-line su Treccani.it.. L'articolo presenta anche una nutrita bibliografia.
  • Antonio Caroccia, Un'amicizia epistolare: Mabellini e Florimo, in Cecilia Bacherini, Giacomo Sciommeri e Agostino Ziino (a cura di), Firenze e la musica: fonti, protagonisti, committenza. Scritti in ricordo di Maria Adelaide Bartoli Bacherini, Roma, Istituto Italiano per la Storia della Musica, 2014, pp. 397-440.

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