Deiva Marina

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Deiva Marina
comune
Deiva Marina – Stemma Deiva Marina – Bandiera
Deiva Marina – Veduta
Panorama del centro storico con la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
SindacoGianluigi Troiano (Lista civica di Centro-destra "Nuovi orizzonti") dal 26-5-2014
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°13′07.35″N 9°31′14.49″E / 44.218708°N 9.520692°E44.218708; 9.520692 (Deiva Marina)Coordinate: 44°13′07.35″N 9°31′14.49″E / 44.218708°N 9.520692°E44.218708; 9.520692 (Deiva Marina)
Altitudine15 m s.l.m.
Superficie14,09 km²
Abitanti1 359[1] (30-6-2017)
Densità96,45 ab./km²
FrazioniMezzema, Piazza
Comuni confinantiCarro, Carrodano, Castiglione Chiavarese (GE), Framura, Moneglia (GE)
Altre informazioni
Cod. postale19013
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011012
Cod. catastaleD265
TargaSP
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 428 GG[2]
Nome abitantideivesi
Patronosant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Deiva Marina
Deiva Marina
Deiva Marina – Mappa
Posizione del comune di Deiva Marina nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Dèiva Marina (Deiva in ligure[3]) è un comune italiano di 1 359 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. Sino al 1949 il suo nome era semplicemente "Deiva".[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia di Deiva Marina
La passeggiata di Deiva Marina

La cittadina è divisa in due parti principali: il paese vecchio, verso l'interno, che si sviluppa attorno alla piazza antistante la chiesa di Sant'Antonio abate e la Marina, un'area più recente che si affaccia sul mare.

Deiva Marina è circondata da rilievi, tra cui il più elevato è il monte San Nicolao (847 m s.l.m.) che è facilmente riconoscibile perché sormontato da antenne e ripetitori televisivi. In località Baracchino un sentiero sale alla sommità del monte Pietra di Vasca (801 m) dal quale pregevole è la vista panoramica che spazia dalla fascia costiera tra Sestri Levante e La Spezia fino alle Alpi Apuane e, verso l'interno, fino al monte Gottero. Nelle alture di Deiva Marina vi è il passo del Bracco, alto 610 m., uno dei tratti più tortuosi dell'antica via Aurelia.

Questi rilievi permettono agli amanti del trekking di effettuare passeggiate lungo sentieri, che alternano strapiombi a picco sul mare e tratti immersi nei boschi di castagno, particolarmente suggestivi in autunno.

Il territorio di Deiva Marina è situato nella vallata dei torrenti Deiva e Castagnola, in prossimità della foce, sulla Riviera di Levante; è una rinomata e frequentata località balneare. Inoltre Deiva Marina è conosciuta dai pescatori che si dilettano soprattutto con la pesca del palamito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La torre nelle vicinanze della chiesa di Sant'Antonio

Il primo documento che testimonia insediamenti nella zona di Deiva Marina risale al 774, ma sicuramente nei secoli precedenti nella zona si era insediata una popolazione di origine lombarda.

I primi insediamenti collinari sorsero attorno all'VIII secolo - gli attuali borghi di Mezzema, Piazza, Passano e Caraschi - e saranno proprio alcuni di questi abitanti "valligiani" che nei secoli successivi, spostandosi verso la costa, edificarono un primo borgo - Deiva - in prossimità del mare. Dall'XI secolo è documentato l'inizio dello sfruttamento del territorio circostante il paese. L'edificazione vicino al mare è invece molto recente. I disegni di Matteo Vinzoni (1751) rilevano solo la torre costiera di avvistamento e alcuni magazzini e la maggior parte degli edifici attuali risale al secondo dopoguerra.[5]

L'intera zona fu a lungo un feudo dei locali marchesi Da Passano che nell'omonima località edificheranno un castello; gli stessi marchesi, dopo la dedizione verso la Repubblica di Genova dal 1144, ne divennero alleati e vassalli.

La repubblica genovese incorporò Deiva e Mezzema nella podesteria di Moneglia, mentre Piazza e Passano fecero parte di quella di Framura; dal 1680 il territorio fu inglobato nell'unica podesteria monegliese all'interno del capitaneato di Levanto, situazione giurisdizionale che rimase immutata fino alla dominazione napoleonica di fine Settecento. La repubblica provvedette inoltre a costruire due torri di avvistamento in prossimità del mare, una rotonda e una quadrangolare, quest'ultima nei pressi della chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate. Nel XVI secolo Deiva contava un centinaio di abitanti: in quel periodo rimaneva più popolata Mezzema, posta in una posizione più favorevole e mai soggetta alle piene del torrente Deiva.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 Deiva Marina rientrò nel VII cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Mesco e dal 1803 centro principale del V cantone del Mesco nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Nel 1838 contava 733 abitanti, mentre Piazza e Passano raggiungevano rispettivamente le 220 e le 358 unità. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Levanto del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Durante la seconda guerra mondiale, Deiva Marina subì pesanti bombardamenti da parte degli Alleati che rasero quasi completamente al suolo l'abitato e distrussero i ponti della linea ferroviaria Genova-Pisa, di cui resta un unico ponte ormai ridotto in rudere.

Assume la denominazione di Deiva Marina nel 1949[6].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana della Riviera Spezzina.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Deiva Marina-Stemma.png
Deiva Marina-Gonfalone.png

« D'argento, alla croce di rosso accantonata, nel primo e quarto da una torre fondata sulla pianura erbosa, al naturale; nel secondo e terzo da un'ancora di azzurro. Motto: In lege libertas »

(Descrizione araldica dello stemma[7])

« Drappo di rosso... »

(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 24 aprile del 1997[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate nel centro storico di Deiva, edificata nel 1730.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico di Deiva.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Mezzema.
  • Cappella-santuario di Santa Maria Assunta e San Colombano nella frazione di Piazza, in località Passano[8].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Piazza.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La torre costiera cilindrica

Il borgo di Deiva Marina conserva nel suo immediato centro storico i resti delle due torri di avvistamento, erette poco dopo la metà del Cinquecento per la difesa del territorio dalle incursioni dei corsari barbareschi, allora alleati della Francia.

La prima torre è in prossimità della costa, dove a ridosso del lido marino si formerà in tempi più moderni l'agglomerato moderno turistico e balneare. La torre aveva forma cilindrica, ma durante l'alluvione del 1852 metà della torre è crollata lasciando un moncone semicircolare.

Nella parte più interna ed antica del borgo medievale, disposto linearmente lungo la sponda destra del torrente Deiva, fu invece edificata una torre a base quadrata, posta di fronte alla chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate e collegata a vista con la torre costiera.

Presso la località di Passano, storica sede della locale famiglia feudale dei marchesi Da Passano che dominarono l'intero territorio fino alla sua cessione alla Repubblica di Genova nel XIII secolo, sono ancora visibili i ruderi dell'antico castello feudale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Piazza

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Deiva Marina sono 67[10], pari al 4,72% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[11]:

  1. Ecuador, 26

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Mezzema e la chiesa di San Michele Arcangelo

Il comune è costituito, oltre al capoluogo, dalle due frazioni di Piazza e Mezzema per un totale di 14,09 km2[12]. Confina a nord con il comune di Castiglione Chiavarese (GE), a sud con Framura e bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Moneglia (GE) e ad est con Carro, Carrodano e Framura.

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Mezzema[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mezzema.

L'antico abitato di Mezzema, oggi frazione comunale di Deiva Marina, è citato per la prima volta in un diploma imperiale di Carlo Magno datato al 5 giugno del 774; sempre nello stesso anno è nominato il territorio di Deiva, e quindi anche Mezzema, relativo alla cessione di alcuni terreni ad una colonia di monaci Benedettini per volere dell'abate di San Marzano di Tortona.

La locale chiesa parrocchiale, dedicata a san Michele Arcangelo, è anch'essa citata nel diploma di Carlo Magno del 774, ma secondo alcune ricerche storiche la sua fondazione potrebbe essere ben più antica, intorno al VII o VIII secolo. La chiesa conserva al suo interno una statua di San Michele Arcangelo dello scultore Anton Maria Maragliano.

Passano[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di Santa Maria Assunta presso la località di Passano
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Passano.

L'odierna località di Passano, posizionata a 298 m s.l.m., fu in periodo medievale un importante centro feudale del territorio che, con l'omonima famiglia marchesale, dominerà una vasta area nel levante ligure. I marchesi Da Passano diverranno infatti nel Medioevo signori feudali degli odierni abitati di Deiva, Moneglia, Framura nonché alcune zone del Bracco, delle Cinque Terre e dell'isola del Tino.

Nell'abitato di Passano aveva sede l'omonimo castello feudale della famiglia, distrutto dalle truppe della Repubblica di Genova nel 1174 dopo un assedio di otto giorni. Sono inoltre presenti nella località i resti dell'antica chiesa di San Nicolao, con annesso ricovero per i viandanti, citata per la prima volta nel 1160.

Piazza[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Piazza è presente la chiesa parrocchiale di Sant'Anna edificata nel XVIII secolo. Presso la località di Miniera fu attiva nei secoli passati un'antica miniera per l'estrazione del rame, citata a partire dal 1610. In località Piani della Madonna è ubicato il santuario di Nostra Signora Assunta edificato sui resti di un preesistente edificio per volere dei feudatari Ita e Oberto Da Passano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia deivese si basa soprattutto sulle attività recettive del turismo vacanziero ed enogastronomico. Lo sviluppo economico del territorio è affidato al settore commerciale e recettivo, con piccoli esercizi a conduzione familiare.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le gallerie fra Moneglia e Deiva Marina

Deiva Marina è raggiungibile grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A12. Alternativamente c'è la possibilità di uscire al casello autostradale di Sestri Levante, che è l'uscita immediatamente precedente a quella di Deiva Marina arrivando da Genova, per poi proseguire lungo la strada litoranea passando dalla frazione sestrese di Riva Trigoso.

Da qui si possono utilizzare le vecchie gallerie della ferrovia Genova-Pisa. Queste gallerie sono a senso unico alternato regolato da un semaforo a tempo, poiché la loro larghezza non consente il passaggio di due auto in ambo i sensi contemporaneamente. Sicuramente più suggestive rispetto all'autostrada, le vecchie gallerie sono più uniche che rare, se si pensa che fino agli anni venti del Novecento erano ancora utilizzate dai treni, prima che la linea venisse spostata più a monte. A causa della pericolosità viaria il transito nelle gallerie è vietato alle biciclette e ai pedoni.

Gli orari del semaforo sono i seguenti:

  • Riva Trigoso - Moneglia: semaforo verde ai minuti 15, 35 e 55 di ogni ora
  • Moneglia - Deiva Marina: semaforo verde ai minuti 05, 15, 25, 35, 45 e 55 di ogni ora
  • Deiva Marina - Moneglia: semaforo verde ai minuti 00, 10, 20, 30, 40, 50 di ogni ora
  • Moneglia - Riva Trigoso: semaforo verde ai minuti 05, 25 e 45 di ogni ora

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Deiva Marina.

Deiva Marina è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Genova-Pisa, servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Liguria.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Deiva Marina è dotata, oltre ai giornalieri collegamenti del trasporto pubblico gestiti dall'ATP (Provincia di Genova), di un servizio di "autobus navetta" gratuiti nel periodo estivo (solitamente luglio ed agosto) e di estrema utilità a causa della scarsità di parcheggi liberi (quei pochi presenti sono a pagamento). È necessario munirsi di biglietto mensile gratuito ottenibile presso il punto informazioni sito sulla passeggiata in prossimità delle spiagge.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1946 Gerolamo Bollo Partito Comunista Italiano Sindaco
1957 1967 Gerolamo Bollo Partito Comunista Italiano Sindaco
1969 1970 Gerolamo Bollo Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1974 Elisio Maggiari Partito Socialista Italiano sindaco
1974 1984 Gerolamo Bollo Partito Socialista Italiano Sindaco
21 gennaio 1987 18 maggio 1990 Ettore Berni Partito Socialista Italiano Sindaco
18 maggio 1990 24 aprile 1995 Vittorio Rezzano Partito Democratico della Sinistra-Partito Comunista Italiano Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gianluigi Troiano Lista civica di centro Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianluigi Troiano Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ettore Berni Lista civica di centro-destra Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Ettore Berni Il Popolo della Libertà-Lega Nord Sindaco
26 maggio 2014 in carica Gianluigi Troiano Lista civica di centro-destra "Nuovi orizzonti" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fu modificato con il decreto del Presidente della Repubblica del 23 settembre 1949, n°834.
  5. ^ Cartografia di Matteo Vinzoni, 1751
  6. ^ Decreto del presidente della Repubblica 23 settembre 1949, n. 834
  7. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ A. Maestri, Il culto di San Colombano in Italia, in "Archivio storico di Lodi", 1939 e segg., Pag. 154-155
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  11. ^ Dati superiori alle 20 unità
  12. ^ Fonte dallo Statuto Comunale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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