Follo

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Follo
comune
Follo – Stemma
Panorama di Follo Alto (località Castello)
Panorama di Follo Alto (località Castello)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Giorgio Cozzani (Lista civica di Centro-destra "Rinnovare Insieme") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°09′45.82″N 9°51′44.83″E / 44.162728°N 9.862453°E44.162728; 9.862453 (Follo)Coordinate: 44°09′45.82″N 9°51′44.83″E / 44.162728°N 9.862453°E44.162728; 9.862453 (Follo)
Altitudine 70 m s.l.m.
Superficie 23,27 km²
Abitanti 6 339[1] (31-12-2011)
Densità 272,41 ab./km²
Frazioni Bastremoli, Carnea, Follo Alto, Piana Battolla, Piano di Follo (sede comunale), Sorbolo, Tivegna, Val Durasca, Via Romana
Comuni confinanti Beverino, Bolano, Calice al Cornoviglio, La Spezia, Podenzana (MS), Riccò del Golfo di Spezia, Vezzano Ligure
Altre informazioni
Cod. postale 19020
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011013
Cod. catastale D655
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 433 GG[2]
Nome abitanti follesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Follo
Posizione del comune di Follo nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Follo nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Fòllo (Folo in ligure[3]) è un comune italiano di 6.339 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. È il decimo comune della provincia per numero di abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La sua posizione geografica pone il comune di Follo al centro di un crocevia importante che mette in comunicazione l'alta e media val di Vara con il golfo della Spezia e la piana della val di Magra. Essendo di fatto l'ultimo comune del territorio della val di Vara, confina a nord con il comune di Calice al Cornoviglio, a sud con La Spezia e Vezzano Ligure, ad ovest con Beverino e Riccò del Golfo di Spezia e ad est con Podenzana (provincia di Massa e Carrara, in Toscana) e Bolano.

Il territorio comunale, facente parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra, è prevalentemente collinare, sviluppandosi preminentemente intorno alle formazioni collinari che costituiscono i displuvi del torrente Durasca a sud, del torrente Graveglia a nord e del fiume Vara ad ovest che costituisce in parte il confine amministrativo orientale, tant'è che la maggior parte delle frazioni sono poste sulle pendici delle colline retrostanti la vallata del fiume Vara, eccezion fatta per Valdurasca, Piana Battolla e Via Romana.

La geografia del territorio follese è caratterizzata dalla presenza del fiume Vara, vero e proprio protagonista della natura geografica del comune. I maggior centri abitati sorgono infatti sulla lungomonte della vallata, alle pendici delle colline e in stretta vicinanza con il fiume.

Il comune è costituito da nove frazioni[4]: Bastremoli, Carnea, Follo Alto, Piana Battolla, Piano di Follo, Sorbolo, Tivegna, Val Durasca e Via Romana per una superficie territoriale di 23,27 km2.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo Follo compare in un documento del 1197[5] e molto probabilmente deriva, come l'omonima Fullo presso Genova, o la città toscana Follonica, dal verbo latino fullare (pigiare, l'uva o i panni). Altri documenti del Medioevo farebbe derivare il nome dalla parola fola ossia riserva di caccia[5]. Tale ipotesi sembra trovi conferma nel fatto che il territorio follese fosse appunto riserva di caccia di alcuni membri della famiglia degli Estensi.

Preistoria ed età romana[modifica | modifica wikitesto]

Nella preistoria[5] le popolazioni locali, i Liguri Apuani, si sostentavano con l'agricoltura, irrigando i campi con le acque dei fiumi Vara e Durasca, macinando cereali, trasportando legname e con la pesca.

Nel 238 a.C.[5] la tribù dei Liguri Briniates si oppose all'espansione coloniale romana. Il console romano Marco Emilio Lepido (famoso per la costruzione della Via Emilia), combatté lungamente contro la popolazione deportandoli in massa nella provincia di Benevento[5]. Solamente nel 20 a.C.[5] l'imperatore Augusto poté inserire la Liguria nelle undici regioni dell'impero romano, tracciandone i confini. Nel 14 a.C.[5] gli Apuani si sottomisero a Roma e quest'ultima ricambierà la sottomissione con opere quali postazioni difensive, torri di controllo ai confini e vie di comunicazione.

Subì l'invasione dei Barbari e successivamente saccheggi da parte dei pirati. Guerre, epidemie, carestie contribuirono allo smembramento delle antiche proprietà fondiarie romane e all'abbandono delle zone montane a favore dei borghi collinari più facilmente difendibili. Seguì poi la sorte dei territori della Lunigiana divenendo nel X secolo territorio degli Estensi e degli Obertenghi[5]. In seguito le terre circondanti Follo furono cedute dai nobili di Vezzano Ligure a Genova nel 1113[5], e la Repubblica vi insediò dei feudatari fedeli tra i quali la famiglia Malaspina nel territorio di Follo[5]. Successivamente ripassò sotto il controllo dei vescovi di Luni[5] e ancora ai genovesi nel febbraio del 1224[5]. Nel 1252[5] il papa Innocenzo IV concesse il territorio al nipote Nicolò della nobile famiglia dei Fieschi, che nel 1276[5] lo rivendette alla Repubblica di Genova rendendo la zona terra di confine e caposaldo da opporre alle mire espansionistiche di Firenze e Pisa[5].

Il bastione presente nella frazione di Follo Castello

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli i territori e i suoi castelli passarono da Castruccio Castracani, Signore di Lucca, ai Visconti, agli Sforza, ai Francesi e infine ai Malaspina[5]. Diventarono dominio genovese in seguito all'intervento dell'imperatore Carlo V di Francia, alleato dei Doria, che contribuì a strutturare le varie comunità, attribuendo loro un Console locale, nominato direttamente dalla Superba, che rappresentava il Podestà[5]. Al 1578[5] è risalente la stesura del primo statuto della comunità di Follo (Capitula et seu Statuta civilia et criminalia loci et Communis Folli).

Periodo ottocentesco[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVIII secolo l'impero austro-ungarico costituì un piccolo dominio, ma con la pace di Aquisgrana si pose fine alla guerra per la successione austriaca, dando tutto il territorio della val di Vara alla repubblica genovese che ne mantenne il controllo fino alla dominazione napoleonica di fine Ottocento. Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio follese rientrò nel III cantone, capoluogo Tivegna, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Dal 1803 fu centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e dal 13 giugno 1805 al 1814, annesso al Primo Impero francese, inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Spezia del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Subisce infine gli ultimi aggiustamenti e assestamenti del territorio comunale nel 1929 con la cessione della frazione di Polverara al comune di Riccò del Golfo di Spezia.[6]

L'evoluzione urbana del territorio parte dalle colline, abitate già nel tardo medioevo per fuggire ai pericoli di razzie e di epidemie. Solo nel Novecento la piana alluvionale bagnata dal fiume Vara è stata urbanizzata con l'espansione dei due centri più significativi del comune: Piano di Follo e Piana Battolla.

Novecento[modifica | modifica wikitesto]

La seconda guerra mondiale vide il comune di Follo colpito da deportazioni, bombardamenti e da innumerevoli episodi di rappresaglia da parte delle forze Nazifasciste distaccate nel territorio follese. Dal territorio follese stesso vennero a formarsi vari gruppi partigiani che dopo l'8 settembre si mobilitarono verso i monti del calicese. Tra gli attivi reclutatori di giovani partigiani ci fu anche don Carlo Borrelli, parroco del capoluogo. Molti giovani furono protagonisti della costituzione del Battaglione Val di Vara, formazione partigiana della brigata partigiana Giustizia e Libertà.

La popolazione fu protagonista, durante la Resistenza, suo malgrado, soprattutto a causa della costante presenza sul territorio delle forze tedesche, in particolare di un distaccamento della marina del Terzo Reich, proprio sul sito dove attualmente sorge la scuola secondaria statale "Salvo D'Acquisto". Il 15 febbraio e il 28 luglio 1944 rappresaglie fasciste e naziste causano lo sfollamento ed il rogo del vecchio centro storico del paese di Follo Castello, ritenuto covo dei partigiani. Nell'episodio morirono due persone, imprigionate nelle loro case in fiamme. Nel paese di Pian di Follo è posta una lapide che ricorda alcuni episodi di rappresaglia, come l'impiccagione di tre giovani follesi. A Sorbolo quale rappresaglia fascista venne ucciso il partigiano Guglielmo Lutti il 12 dicembre 1944.

Nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[7], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Val di Vara, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010[8] e in vigore dal 1º maggio 2011[9].

Nel 2011 il comune subisce ingenti danni in seguito all'alluvione. Il fiume Vara esonda nelle campagne circostanti, ed i suoi principali affluenti (Voro e Montemezzano) esondano allagando alcune abitazioni vicine al Parco fluviale e la zona industriale prospiciente il fiume stesso.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Follo-Stemma.png
« D'argento, alla croce latina rossa, con al centro la figura di San Martino che regala il mantello ad un povero. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[10])
« Drappo partito di bianco e di rosso... »
(Descrizione araldica del gonfalone[10])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Leonardo abate a Follo Alto, costruita nel XVII secolo sulla sommità più alta dell'abitato, custodisce alcune opere pittoriche di pregio.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo nella frazione di Bastremoli, riedificata nel corso del Settecento sui resti di un preesistente edificio del XII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Carnea. Edificata nel 1686 conserva una tela della Madonna col Bambino fra san Gerolamo e san Giovannino del XVI secolo.
  • Santuario della Madonna dell'Olivo nella frazione di Carnea, antica sede della parrocchia.
  • Oratorio della Santa Croce nella frazione di Carnea.
  • Oratorio di San Rocco nella frazione di Carnea.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Ausiliatrice nella frazione di Piana Battolla, edificata tra il 1824 e il 1869.
  • Oratorio di San Rocco nella frazione di Piana Battolla, del 1657.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo a Piano di Follo, citata per la prima volta in un documento del 950.
  • Oratorio della Madonna del Carmine in località Rossoli.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Sorbolo. Edificata nel corso del Seicento, conserva un dipinto ad olio del XVIII secolo raffigurante la Madonna col Bambino e un dipinto ad olio su ardesia ritraente la Madonna del Rosario.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Tivegna, menzionata per la prima volta nel 1229.
  • Oratorio della Madonna del Carmine nella frazione di Tivegna.
  • Chiesa di San Pietro nella frazione di Val Durasca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[12] i cittadini stranieri residenti a Follo sono 407, pari al 6,42% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2007 il Comune di Follo ha conseguito, grazie all'amministrazione Battolla, la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14000.

Nel territorio comunale è presente una discarica di rifiuti solidi urbani in località Vallescura, ad oggi chiusa e sotto monitoraggio. Nel 2011 l'amministrazione Cozzani autorizza il conferimento del sovvallo proveniente dall'impianto TMB di Saliceti, scatenando le ire della popolazione della frazione di Val Durasca, sottostante la discarica.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina ligure - lunigianese è quella meglio rappresentativa del territorio follese. Tra i piatti meglio interpretati abbiamo lo stoccafisso e il baccalà, la focaccia, la zuppa di cereali e legumi (meglio nota come mescciüa), le minestre di verdure, le frittate e le torte (di verdura, di riso) e il bonetto. Stimati sono anche i ravioli ripieni di verdura o carne e l'uso del pesto. Da non scordare anche la famosa cima alla genovese, i testaroli, la farinata di ceci, la panissa e le frittelle (di baccalà e di fiori di zucca). Tra i dolci tipici spicca il castagnaccio.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Follo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Bastremoli da Valeriano di Vezzano Ligure

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Bastremoli[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta già in epoca romana - Baster muli non mittimus - la frazione di Bastremoli, a 185 metri sul livello del mare, conserva alcune tracce dell'antico castello. La locale chiesa parrocchiale è intitolata al vescovo Martino di Tours di cui si hanno notizie nel XVI secolo. L'8 settembre vi si festeggia la Natività di Maria.

Nativo della frazione fu Giovanni Battista Paita (1829-1901) il quale ricoprì diverse cariche istituzionali come sindaco di Follo, sindaco della Spezia e deputato al Parlamento e molteplici furono i suoi interventi - soprattutto sulle infrastrutture e trasporti - in favore del territorio spezzino.

Carnea[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di Carnea
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carnea.

Carnea è dominata dal monte Santa Croce, dove anticamente esisteva una santuario, oggi rimangono solo alcune rovine. Antico possedimento territoriale del castello di Tivegna, l'odierna frazione è costituita da un borgo che sorge a 265 metri sul livello del mare, e fu citata per la prima volta in un documento del 1188.

È collegata da un'unica strada di accesso alla rete viaria principale, tuttavia esistono una ramificata rete di sentieri e di camminamenti che collegano Carnea ad altre località del comune. Un sentiero collega il borgo con la frazione di Sorbolo, passando per il santuario della Madonna dell'Olivo, un altro sentiero collega la frazione con la strada comunale che collega Tivegna con Follo Alto.

Numerose sono le feste e sagre che si svolgono nel paese di Carnea, le due più note sono la sagra della frittella di baccalà (seconda domenica di settembre) e la locale festa indetta dalla Pro loco di Carnea, nel mese di agosto. Sul territorio sono presenti diversi edifici di culto tra i quali la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, il santuario della Madonna dell'Olivo (antica sede della parrocchia) e diversi oratori dedicati alla Santa Croce e a San Rocco.

Tra le sue particolarità Carnea è dotata di un acquedotto di proprietà dei suoi abitanti e la gestione dell'adduzione idrica avviene attraverso il Consorzio Acquedotto Carnea[13].

Follo Alto[modifica | modifica wikitesto]

La lapide commemorativa della rappresaglia nazi-fascista

La frazione di Follo Alto è composta a sua volta da varie località abitate: La Villa, Bondano, Fossotano e Castello. Quest'ultima, a 355 metri sul livello del mare, fu un'importante centro militare del territorio per la presenza di un antico castello ed ancora oggi sono visibili i resti della cinta muraria e del bastione nel borgo, con le insegne dei Malaspina. Negli anni la località Castello è divenuta sempre meno abitata, mentre La Villa resta il borgo più popoloso.

Pur non essendo presente una vera e propria fortificazione, il termine Castello deriva evidentemente da una formazione urbanistica per l'appunto di origine militare, nella quale gli edifici fungono anche da cinta muraria in un complesso fortemente arroccato e difficilmente accessibile se non dalle vie di accesso che conducono alle porte.

Su un punto elevato e panoramico è ubicata la locale chiesa parrocchiale di San Leonardo Abate del XVII secolo. Tra le festività annuali quelle di santa Maria Maddalena il 22 luglio e la patronale di san Leonardo il 6 novembre.

Il 28 luglio ricorre l'anniversario del drammatico incendio che nel 1944 fu appiccato dai nazi-fascisti ritenendo che il paese fosse luogo di nascondiglio delle forze partigiane che operavano nel territorio. Nell'incendio morì una donna ed un bambino.

Piano di Follo[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo municipale nella sede di Piano di Follo

Piano di Follo è la sede ufficiale del municipio del Comune di Follo, oltre ad essere il centro urbano più popoloso del territorio comunale. Sorge a 30 metri sul livello del mare.

Il centro abitato si è sviluppato intorno all'asse viario principale, la Strada Provinciale 10, che separa il lato orientale sottomonte da quello occidentale che è delimitato dall'area fluviale del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra. Lo sviluppo urbanistico ha visto la sua espansione a partire dagli anni sessanta, incominciando intorno alla piazza centrale, dove ha sede il municipio, per poi sviluppare nuove edificazioni lungo la strada principale.

A Piano di Follo sono presenti la maggior parte delle attività produttive e dei servizi del comune, in particolare l'area artigiano-industriale prossima al fiume Vara, sede di decine di capannoni che ospitano aziende manifatturiere ed artigianali.

Il nucleo originario, l'antico abitato di San Martino, fu in epoca romana un'importante castrum intorno al quale si costruì la locale chiesa parrocchiale, la più antica del comune e dedicata al vescovo Martino di Tours. Secondo le fonti storiche fu edificata nel 960 da pellegrini provenienti dalla Francia.

Piana Battolla[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Piana Battolla dalla frazione di Madrignano (Calice al Cornoviglio)

Importante paese per i viandanti in epoca medievale, sarà sul finire del XIX secolo e con gli inizi del XX secolo che Piana Battolla - il cui toponimo deriva dal nome della famiglia locale dei Battolla e al fatto di essere a un'altezza di soli 50 metri sul livello del mare - diventò un'importante centro commerciale della vallata del Vara. È la seconda frazione come popolosità, ma anche sede di importanti attività produttive sia di tipo agricolo che industriale.

Piana Battolla fu la sede del primo sportello bancario, oltre alla sede della prima farmacia, nel territorio comunale.

Nel territorio la locale chiesa parrocchiale è dedicata a santa Maria Ausiliatrice, costruita nel XIX secolo, ma ben più antico è l'oratorio di San Rocco del 1657. Annualmente si celebra la festività patronale di san Rocco il 16 agosto.

Nel dicembre del 2009 in località Torenco, un piccolo borgo che sorge sulle colline sopra Piana Battolla, si stacca una frana con un fronte di circa 60.000 m² di terra, mettendo a rischio l'abitato e rendendo inagibili diverse abitazioni[14]. Tutt'oggi l'area interessata dal movimento franoso è ancora destinata dal PUC come area di trasformazione residenziale[15].

Sorbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Sorbolo trae il nome dalle sorbe, un tipico frutto del bosco. Nel territorio, a 318 metri sul livello del mare, è presente la chiesa di San Lorenzo martire del XVII secolo e, lungo la strada che da Sorbolo conduce a Tivegna, l'oratorio della Madonna del Carmine in località Rossoli. Le principali festività si svolgono il 16 luglio, festa dalla Madonna del Carmine, e il 10 agosto per san Lorenzo.

Tivegna[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Tivegna
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tivegna.

Citato in un documento del 936 dell'imperatore Ottone I di Sassonia nella quale si conferma l'appartenenza del borgo ai vescovi della diocesi di Luni è uno dei borghi più antichi del territorio comunale e della valle a 370 m sul livello del mare. Tivegna rimase proprietà dei conti-vescovi lunensi fino al 1252 quando i territori vicini furono ceduti in feudo da papa Innocenzo IV al nipote Nicolò Fieschi. Nel periodo feudale che seguì fu dominio di diverse famiglie tra i quali Castruccio Castracani - Signore di Lucca - i Visconti, gli Sforza, al dominio francese e infine alla Repubblica di Genova; quest'ultima lo assoggettò ai suoi territori dotandola di autonomi statuti e leggi locali fino alla sua caduta nel 1797 per mano di Napoleone Bonaparte nella Campagna d'Italia. Rientrata nei confini della neo Repubblica Ligure - stato satellite del Primo Impero Francese napoleonico - fu sede di uno degli otto cantoni della Giurisdizione del Golfo di Venere e poi sede provvisoria del Comune.

Tra gli edifici di culto domina la chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire, databile al 1229, l'oratorio della Madonna del Carmine e altre cappelle sparse per il territorio frazionale. Si narra inoltre di una leggendaria "chiesa delle Streghe" che, secondo il racconto popolare, fu costruita dalle stesse in una notte e su una vetta a strapiombo sulla valle.

La sagra del vino, nata nel 1970, si svolge il primo week-end di settembre nella piazza del paese (Aia della Corte), ed è caratterizzata da una gara di vini locali e dalla presenza di banchi gastronomici con piatti tipici preparati della donne del luogo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Follo Alto

Si basa sulla coltivazione agricola specie di fave, fagioli, mais, grano e farro. Pregiata è anche la raccolta delle olive e dell'uva. Si coltivano inoltre fiori e piante.

Negli ultimi anni si è sviluppata un'ampia zona artigianale in cui sono insediate alcune attività di piccola e media impresa.

Di spicco le strutture sportive di cui il territorio si è dotato, tra le quali una "Città dello Sport" comprensiva di uno stadio per il gioco del calcio con tribune coperte e pista per l'atletica leggera, una pista ciclabile, e 3 campi da tennis, 3 da calcetto ed uno da calcio a 7, oltre un maneggio pubblico.

Sul territorio comunale esistono 19 imprese agricole e di silvicoltura, 3 piscicoltura e di servizi connessi, 90 attività manifatturiere, 76 imprese di costruzioni, 118 attività commerciali, 19 tra alberghi e ristoranti, 20 aziende di trasporti e comunicazione, 1 attività finanziaria, 41 attività immobiliarie e di servizi alle imprese, 21 tra servizi pubblici, sociali e personali[16].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Follo è situata lungo la strada provinciale 10 la quale collega Beverino con Vezzano Ligure ed è percorsa dalle strada provinciale 14 da Bastremoli a Piè di Costa e dalla strada provinciale 15 della Val Durasca (da Pian di Follo alla Foce).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 Giuseppe Fasoli Partito Comunista Italiano Sindaco
1945 1947 Attilio Chiappini Partito Comunista Italiano Sindaco
1947 1951 Carlo Sardi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1951 1962 Umberto Carabelli Partito Socialista Italiano Sindaco
1962 1964 Arturo Codeglia Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1973 Fernando Rovani Partito Socialista Italiano Sindaco
1973 1976 Aldo Canese Partito Socialista Italiano Sindaco
1976 1980 Aldo Luigi Canese Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Fulvio Maoli Partito Socialista Italiano Sindaco
1985 1990 Marco Vignudelli Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1995 Marco Vignudelli Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1999 Marco Vignudelli Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Marco Vignudelli Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Giovanni Battolla Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Giorgio Cozzani Lista civica di Centro-destra "Rinnovare Insieme" Sindaco
2014 in carica Giorgio Cozzani Lista civica di Centro-destra "Rinnovare Insieme" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è dotato di numerosi impianti sportivi, in ultimo una vera e propria "cittadella dello sport", sita nel capoluogo comunale, dove sono presenti lo stadio comunale, campi di calcetto e da tennis, famosa la squadra di basket di Attilio Amadori che milita ed ha militato nelle serie c della lega basket.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Follo
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Fonte dal sito del Comune di Follo-Territorio e storia. URL consultato il 14 giugno 2011.
  6. ^ Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 16 giugno 2011.
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  9. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  10. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  13. ^ William Domenichini, L’acqua di Carnea, le parole perfette per togliere la sete in Informazionesostenibile.info.
  14. ^ William Domenichini, I nuovi percorsi dell’acqua, tra cambiamenti climatici e mutamenti territoriali in Informazionesostenibile.info.
  15. ^ William Domenichini, Torenco e alluvione, responsabilità precise in Secolo XIX, 21 febbraio 2010.
  16. ^ Rapporto Unioncamere 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]