Val di Vara

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Val di Vara
Vara - Ponte di Ceparana.JPG
Il fiume Vara
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia La Spezia La Spezia
Comune Beverino, Bolano, Borghetto di Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Follo, Pignone, Riccò del Golfo, Carro, Carrodano, Maissana, Rocchetta di Vara, Sesta Godano, Varese Ligure, Zignago
Fiume Vara
Superficie 575 km²
Abitanti 30.275 (31-12-2006)
Nome abitanti valdivaresi
Cartografia
Mappa della Valle

La Val di Vara è una vallata ligure, compresa quasi interamente[1] nella provincia della Spezia, attraversata dal fiume Vara, da cui prende il nome, per terminare nel punto di confluenza con il fiume Magra, in località Fornola, all'inizio del territorio del comune di Vezzano Ligure.

La Val di Vara, con i suoi 575 km² di estensione ed i suoi 30.275 abitanti[2] è il territorio più esteso della provincia della Spezia e il meno popolato, caratterizzata quindi da una bassa densità di antropizzazione ed una ricchezza di paesaggi incontaminati.

Si snoda lungo il corso del Vara, sulle sponde del quale sorgono antichi castelli e borghi, rappresentando nel tempo luoghi di riparo e rifugio dalle coste e dalla vicina Val di Magra e, di fatto, è la via che congiunge la provincia spezzina con quella genovese, ricordando l'antica via Aurelia, che la percorre per gran parte del suo fondovalle.

La Val di Vara rappresenta una delle quattro partizioni in cui è possibile suddividere la Provincia della Spezia, insieme alla Riviera spezzina con le Cinque Terre, al Golfo dei Poeti e alla Val di Magra, ed è sotto la tutela dell'Autorità di Bacino del fiume Magra e del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della bassa Val di Vara, dalla frazione calicese di Madrignano

Il territorio della val di Vara, che era parte dell'antica diocesi di Luni, dipese dal XII secolo dall'abbazia di Brugnato, edificata nel VII secolo dai monaci colombaniani, che seguivano la regola di san Colombano e proseguivano nella loro opera di evangelizzazione. Essa dipendeva come altre in Liguria e nel nord Italia dal feudo monastico della potente abbazia di San Colombano di Bobbio.

L'abbazia fu in seguito riedificata tra XI e XII secolo e passò poi ai monaci benedettini quando divenne sede della diocesi di Brugnato - oggi unita alle due comunità diocesane della Spezia e di Sarzana in un'unica diocesi - che ebbe potere giurisdizionale nella media val di Vara.

Il 4 giugno del 2000 sant'Antonio Maria Gianelli, vescovo di Bobbio (1838-1846) e nativo locale, è nominato santo patrono della val di Vara e di Bobbio assieme a san Colombano.

Nel 2001 a 50 anni dalla canonizzazione le reliquie del santo vengono portate in pellegrinazione da Bobbio nella val di Vara fino a Chiavari, e nei luoghi cari al Gianelli e dove hanno sede le sue suore gianelline. Inoltre nel 2009 è stata posta la statua del santo patrono a Brugnato.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Vara corre in direzione Nord-Ovest/Sud-est parallelamente alla riviera di levante ed è da questa separata da una serie di montagne dall'altezza compresa fra i 600 e i 900 metri. Ad est della valle corre invece l'Appennino ligure con cime comprese fra i 900 e i 1600 metri. Dalla vallata principale si dipartono numerose valli secondarie in direzione della costa o dell'entroterra (le principali sono la Val Graveglia e la Val Durasca. Attraverso queste ultime la Val di Vara è collegata al capoluogo La Spezia mediante il Passo della Foce.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A causa dei rilievi che la dividono dal mare, la Val di Vara presenta un clima molto diverso rispetto a quello della fascia costiera ligure, con estati più fresche ed inverni notevolmente più rigidi. Le temperature estive si aggirano in media fra 13°/16° di minima notturna e 25°/27° di massima diurna. In inverno la differenza con la costa si fa più evidente con valori medi minimi attorno a -6°/-2° e massimi attorno a 2°/6°. La temperatura scende progressivamente man mano che si sale verso l'inizio della valle (nei pressi di Varese Ligure), a causa della maggiore distanza dal mare e della minor ampiezza della valle, causa di uno scarso soleggiamento. Le valli laterali in direzione dell'Appennino hanno temperature più rigide della valle principale e durante i periodi più freddi sono spesso registrati valori inferiori a -10°/-12°. Essendo protetta da rilievi, la Val di Vara non è molto ventosa, se non in presenza di scirocco o tramontana. La piovosità è molto elevata con valori compresi fra i 1500 e i 2000 mm annui Le nevicate non sono frequenti, ma solitamente si presentano come eventi di una certa portata. Nei comuni situati ad altitudine maggiore si possono registrare numerose nevicate con accumuli superiori ai 10 cm nell'arco dell'anno, ma in alcuni casi si possono superare anche i 50 cm nelle zone più fredde.

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo amministrativo la Val di Vara è interamente compresa nella provincia della Spezia.

Al suo interno è suddivisa territorialmente dalle amministrazioni della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e della Comunità Montana dell'Alta Val di Vara.

I comuni che ne fanno parte sono:

Media e Bassa Val di Vara[modifica | modifica wikitesto]

Alta Val di Vara[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Alta Val di Vara

Media e Bassa Val di Vara

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si affacciano sulla Valle del Vara anche le frazioni di Casa Borsi, Fogana, Pianello e Pagliadiccio del comune di Podenzana (MS). Sono compresi nel bacino del Vara gli abitati di Adelano, Calzavitello e Casa Biagio del comune di Zeri (MS).
  2. ^ 31-12-2006 (fonte Istat)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo De Nevi e Barbara Bernabò. “Le prime occupazioni umane”, in AA. VV. “Val di Vara”. Sarzana, Centro Studi Val di Vara, 1988. pp. 99–103.
  • Barbara Bernabò. “Viabilità romana nella Valle”, in AA. VV. “Val di Vara”. Sarzana, Centro Studi Val di Vara, 1988. pp. 116–122.
  • Barbara Bernabò e Paolo De Nevi. “Le Pievi ed i castelli”, in AA. VV. “Val di Vara”. Sarzana, Centro Studi Val di Vara, 1988. pp. 128–155.
  • Barbara Bernabò. “Introduzione storica”, in “Viaggio senza ritorno. Documenti, volti e testimonianze d'emigrazione in Val di Vara”. Sarzana, Centro Studi Val di Vara, 1989. pp. 5–26.
  • Barbara Bernabò. “Una valle nel verde”, in “Cara Spezia”. Genova, Il Secolo XIX, 1989. pp. 233–236.
  • Barbara Bernabò. “Val di Vara. Immagini di un tempo passato”, in “Cara Spezia”. Genova, Il Secolo XIX, 1989. pp. 253–256.
  • Luisa Cascarini. “Storie e leggende della Val di Vara”. La Spezia, Edizioni Giacché, 2005. ISBN 88-86999-72-0.
  • Barbara Bernabò. “Archeologia e Storia”, in AA. VV. “La bassa Val di Vara”. La Spezia, Lions Club Vara Sud, 1990.
  • Barbara Bernabò. “I Fieschi e la Val di Vara”, in Daniele Calcagno (a cura di). “I Fieschi tra Medioevo ed età Moderna”. Genova, Italia Nostra, 1999. pp. 1–28.
  • Barbara Bernabò. “Fieschi e Landi fra Val di Vara e Val di Taro nel XV secolo”, in Daniele Calcagno (a cura di). “La montagna tosco-ligure-emiliana e le vie di commercio e pellegrinaggio: Borgo Val di Taro e i Fieschi”. Borgo Val di Taro, Comune di Borgo Val di Taro, 2002. pp. 361–383.
  • Luisa Cascarini. “Brignè, ciassa, ciassètta e burgu I brugnatesi ricordano la vita d'un tempo”. La Spezia, Edizioni Giacché, 2006. ISBN 978-88-86999-76-2.
  • Barbara Bernabò. “Toponimi della Val di Vara”, in Rita Caprini (a cura di). “Toponomastica ligure e preromana”. Recco, Università di Genova- Istituto di Glottologia, 2003. pp. 53–80.
  • A cura di Luisa Cascarini. Testi di: Giorgio Rossini, Luisa Cascarini, Silvia Landi, Alessandra Frondoni, Carlo Fasoli, Piero Donati, Barbara Musetti, Federica Ratti, Anna Caprioli, Raffaella Fontanarossa, Barbara Musetti, Valentina Ottone Caserta. “Brugnato. L'abbazia, la Diocesi.” La Spezia, Edizioni Giacché 2001. ISBN 88-86999-55-0.
  • (a cura di) Enrica Salvatori, Storia e territorio della Val di Vara, San Giuliano Terme (PI), Felici Editore, 2012. ISBN 978-88-6019-604-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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