Zeri

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Zeri
comune
Zeri – Stemma Zeri – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa-Carrara
Amministrazione
Sindaco Cristian Petacchi (lista civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate 44°21′N 9°46′E / 44.35°N 9.766667°E44.35; 9.766667 (Zeri)Coordinate: 44°21′N 9°46′E / 44.35°N 9.766667°E44.35; 9.766667 (Zeri)
Altitudine 708 m s.l.m.
Superficie 73,66 km²
Abitanti 1 062[2] (31-06-2017)
Densità 14,42 ab./km²
Frazioni Adelano, Codolo, Coloretta, Noce, Paretola, Patigno, Rossano, Villaggio Aracci, Zum Zeri.
Comuni confinanti Albareto (PR), Mulazzo, Pontremoli, Rocchetta di Vara (SP), Sesta Godano (SP), Zignago (SP)
Altre informazioni
Cod. postale 54029
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 045017
Cod. catastale M169
Targa MS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti zerasco, zeraschi[1]
Patrono San Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zeri
Zeri
Zeri – Mappa
Posizione del comune di Zeri all'interno della provincia di Massa-Carrara
Sito istituzionale

« Fra il Magra ed il Verde pel giogo apuano / Dal rapido Zeri all'irto Rossano / Un volgo concorde repente si desta / All'armi gridando con un suon di tempesta / Che assorda le valli, che abbrivida i cor »

(da un'ode composta del poeta Lorenzo Costa in onore degli zeraschi che si ribellavano all'annessione al Ducato di Parma)

Zeri (Tsèri nel dialetto della Lunigiana) è un comune sparso di 1.062 abitanti[2] della provincia di Massa-Carrara in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Zeri è il comune più occidentale della Regione Toscana e dell'intera Italia Centrale e si colloca in Lunigiana, sul crinale che divide la valle della Magra da quella del Vara. Nel passato è stato luogo di transito e di collegamento tra le colonie romane di Luni e di Velleia. La "Via Regia" o "Salaria", che ne attraversava il territorio, rimase via di rilevante interesse almeno fino al secolo XVIII.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

I primi abitanti del territorio di Zeri furono probabilmente Liguri. Già nell'età del bronzo queste zone dovevano essere abitate visto il ritrovamento in loco di urne contenenti ossa combuste, testimonianza di una pratica funeraria differente rispetto alla cultura tipica di quest'area appenninica, che prevedeva il rito inumatorio. Ciò è testimoniato dalle modificazioni morfologiche esistenti nella Gretta. Il rinvenimento di una Statua stele e di ceramiche dell'età del ferro, assieme all'analisi di alcuni toponimi, avvalorano inoltre la tesi che Zeri fu sin dai tempi antichi un importante nodo viario e venne abitato e percorso da svariate popolazioni.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Zeri si lega alle vicende che interessarono la vicina città di Pontremoli e il resto della Lunigiana. Alcune fonti attestano che un Diploma di Federico I del 1164 concesse ai Malaspina i privilegi su Zeri. In seguito il territorio passò a Pontremoli e ad esso legò i propri destini e vide succedersi il dominio di Castruccio Castracani, degli Scaligeri, dei Fieschi, degli Sforza e dei Visconti.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Zeri ebbe sempre una forte identità, con confini ben definiti che la portarono spesso a controversie territoriali. Nel 1502 iniziò una disputa con gli abitanti di Torpiana di Zignago, che si protrasse per molti anni e scaturì nel 1574 in un conflitto armato. Un'altra contesa, che durò secoli e vide il susseguirsi di scontri armati e momentanei accordi, fu quella sorta a partire dal 1526 tra Rossano (oggi frazione del Comune di Zeri) e Suvero (oggi frazione del comune di Rocchetta di Vara), che si risolse solo nel 1783 quando si stabilirono i confini definitivi. Zeri impugnò nuovamente le armi, questa volta contro Pontremoli, dopo la Battaglia di Pavia, perché rifiutava di concorrere alle spese di mantenimento delle truppe spagnole venute in Lunigiana.
Dopo un periodo di dominazione Spagnola, nel 1647 Pontremoli assieme a Zeri fu ceduta alla Repubblica di Genova, che tre anni dopo la rivendette al Granduca di Toscana.
Il dominio fiorentino durò sino alla fine del Settecento e costituì un periodo di grande sviluppo economico e mercantile grazie alle agevolazioni fiscali concesse dal Granduca ad alcune famiglie pontremolesi. Nel 1777 fu sciolto il consiglio generale del comune di Pontremoli e furono istituiti i comuni di Caprio e di Zeri.
Il 25 maggio 1799 la popolazione insorse contro un reparto Napoleonico di circa 300 soldati, affrontò il nemico e lo respinse fino a Borgotaro.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Congresso di Vienna Pontremoli e Zeri tornarono sotto il Granducato di Toscana per poi essere annesse nel 1848 al Ducato di Parma. Proprio alla vigilia di questa cessione i pontremolesi e gli zeraschi, che erano contrari, ripresero le armi strappate ai francesi più di cinquant'anni prima. L'agitazione e le diverse manifestazioni non produssero però i risultati sperati e di lì a poco, il 7 gennaio 1848, venne stipulato l'atto di cessione dei distretti di Pontremoli e Bagnone che costituirono la Provincia della Lunigiana Parmense.

Nel 1859 e con la fine della seconda guerra di indipendenza anche Zeri, come gli altri comuni lunigianesi, votò l'annessione al Regno di Sardegna. Il 27 dicembre del 1859 un decreto del governo delle province dell'Emilia, decretò la creazione della nuova provincia di Massa Carrara[3].

Durante la Resistenza Zeri svolse un ruolo importante. Il maggiore britannico Gordon Lett scelse infatti Rossano di Zeri come base per formare il Battaglione Internazionale. Con il luglio del 1944 il Battaglione Internazionale entrò a far parte della I Divisione Liguria, il cui comando trovò sede ad Adelano, un punto di riferimento importante per il movimento partigiano dello spezzino e della Val di Magra. Le valli zerasche vissero momenti drammatici durante l'occupazione nazista, in particolare in occasione dei rastrellamenti del 3 agosto 1944 e del 20 gennaio 1945, quando le truppe di occupazione si resero responsabili dell'uccisione di molti zeraschi, di razzie di raccolti e bestiame, dell'incendio di alcuni centri abitati e della distruzione dell'antico archivio comunale.

Il Comune di Zeri è stato decorato con medaglia di bronzo al valor militare per la guerra di liberazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Lorenzo (Zeri).

In località Patigno è da segnalare la chiesa di San Lorenzo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Il lago Aracci, nei pressi di Zeri

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 luglio 1985 31 maggio 1990 Mauro Ferrari Partito Comunista Italiano Sindaco [5]
31 maggio 1990 11 settembre 1993 Enzo Monali Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
23 ottobre 1993 24 aprile 1995 Pier Luigi Ferrari Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Pier Luigi Ferrari centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Pier Luigi Ferrari centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 2004 18 dicembre 2006 Egidio Enrico Pedrini lista civica Sindaco [5]
9 gennaio 2007 29 maggio 2007 Vita Scirè Comm. pref. [5]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Davide Filippelli Democrazia è Libertà - La Margherita Sindaco [5]
7 maggio 2012 in carica Egidio Enrico Pedrini lista civica Sindaco [5]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sport invernali[modifica | modifica wikitesto]

In prossimità del Passo dei Due Santi, tra il monte Spiaggi e il monte Fabei, al confine tra Toscana ed Emilia, si trova la stazione sciistica di "Zum Zeri-Passo dei Due Santi", che comprende nove piste da sci, uno snowpark dedicato allo snowboarding e tre impianti di risalita (una seggiovia, uno skilift) e un camposcuola. Le piste si snodano per circa 10 chilometri e raggiungono nel punto più alto i 1.600 metri. Il rifugio "Passo Faggio Crociato" presso il Passo dei due Santi situato a 1392 metri, è servito da un ristorante e un ostello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 636.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Decreto 27 dicembre 1859, n. 79
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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