Brugnato

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Brugnato
comune
Brugnato – Stemma Brugnato – Bandiera
Brugnato – Veduta
Panorama dalla frazione di Bozzolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Corrado Fabiani (Lista civica di centro-destra "Insieme per Brugnato") dal 6-6-2016
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 44°14′12.03″N 9°43′30.86″E / 44.236675°N 9.725239°E44.236675; 9.725239 (Brugnato)Coordinate: 44°14′12.03″N 9°43′30.86″E / 44.236675°N 9.725239°E44.236675; 9.725239 (Brugnato)
Altitudine 115 m s.l.m.
Superficie 11,9 km²
Abitanti 1 270[1] (31-12-2015)
Densità 106,72 ab./km²
Frazioni Bozzolo
Comuni confinanti Borghetto di Vara, Rocchetta di Vara, Sesta Godano, Zignago
Altre informazioni
Cod. postale 19020
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011007
Cod. catastale B214
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 663 GG[2]
Nome abitanti brugnatesi
Patrono san Pasquale
Giorno festivo 17 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brugnato
Brugnato
Brugnato – Mappa
Posizione del comune di Brugnato nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Brugnato (Brugnæ in ligure[3]) è un comune italiano di 1 270 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Brugnato è situato in un'ampia pianura alluvionale ai piedi della dorsale appenninica ligure, nella parte intermedia del corso del fiume Vara, in prossimità della confluenza dei torrenti Gravegnola e Chiocciola.

Parte del territorio brugnatese fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome sono rintracciabili già nello stemma araldico del comune, in cui è rappresentato da un susino: infatti nelle forme dialettali brigne o brignun si indica propriamente la pianta del susino.

Per altri il nome deriverebbe da prunetum, da cui deriverebbe a sua volta l'espressione dialettale brignè, indicante una massa di sterpi in cui crescono tali tipologie di piante.

La declinazione del toponimo Brugnato ebbe nei passati secoli varie trasformazioni, non solo in italiano, ma anche in latino. In italiano: Aprumaco, Brumaco, Brumado, Bruniado, Brumo, Brugnolo, Brignate, Brignalo, Brignè, Brugneto, Brugnetto, Brugnato; in latino Aprumacum, Abramacum, Brumacum, Brumadum, Brumum, Brumiadum, Brima, Brunium Oppidum, Bruniate, Brunetum, Brugnalium, Bruniatum, Briniadum, Briniatum, Brignatum, Brugnatum[4].

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di una piazza del centro storico (Piazza Alcide De Gasperi).

Tra il VII e l'VIII secolo[5], in seguito alla conquista della Liguria da parte dei Longobardi, i monaci colombaniani di Bobbio, che seguivano la regola di san Colombano e proseguivano nella loro opera di evangelizzazione, eressero un monastero che nel tempo si ingrandì fino a divenire un centro nevralgico sia religioso che economico. La nascita di Brugnato è quindi legata alla fondazione dell'abbazia che, come altri siti monastici liguri e del nord Italia, dipendevano dall'abbazia di San Colombano presente a Bobbio[5].

La crescente importanza del sito religioso, e di conseguenza della comunità di Brugnato, furono "protetti" e "riconosciuti" anche dal potere imperiale con citazioni nei diplomi di Carlo il Grosso[5] (881), Ottone III[5] (996) ed Enrico II (1014). Questi diplomi facevano riferimento e citavano i precedenti re longobardi e franchi Rachis, Astolfo, che con Liutprando, avevano costituito il predio abbaziale nel Modenese, Parmense, Piacentino, Lodigiano e, probabilmente, da re Desiderio, ex duca della Tuscia, i beni posseduti nel Volterrano. Tutti ricordati fra i benefattori di Brugnato[4].

Inoltre, ora in territorio di Borghetto di Vara, vi è da citare l'antica abbazia di Santa Maria Assunta della corte dell'Accola, esistente già nell'anno 881 citata in un decreto dell'imperatore Carlo il Grosso. Dalla visita pastorale di monsignor Francesco Durazzo del 12 ottobre 1640, il vescovo dichiara che l'abbazia dell'Accola è "praebenda annexa Capitulo" (Brugnato). All'ufficio abbaziale, fra gli altri, presiedettero: Giuseppe Antonio Imperiale dal 1699 al 1748, anno di sua uccisione il giorno 11 giugno, da parte delle truppe stanziate nel feudo imperiale di Suvero, comandate dal generale Clerici e sconfitte dalla sollevazione della popolazione di Brugnato e Borghetto Vara (episodio, oltre quello più noto del Balilla, della Guerra di Successione Austriaca 1740-18 ottobre 1748pace di Aquisgrana]])[4]; Giuseppe Gerolamo di Negro dal 1754 al 1762; Antonio Maria Di Negro dal 1762 al 1773; dal 1773-1791 il vescovo di Brugnato, Francesco Maria Gentile e, dal 1792 al 1808, l'abate Angelo Cattaneo[4][5]. Dove espressamente si attestarono i numerosi possedimenti brugnatesi, privilegi e poteri e la completa indipendenza da feudatari o vescovi (nullius diocesis), salvo un diretto assoggettamento alla Santa Sede[5].

Protetta dalla Repubblica di Genova dal XII secolo[5], fu il pontefice Innocenzo II ad elevare Brugnato a sede vescovile della diocesi omonima dal 1133,[5], suffraganea e dipendente all'arcidiocesi di Genova,[5] che andrà a placare inoltre i nascenti dissapori con i vescovi della diocesi di Luni.

Via Borgo di San Bernardo

L'accresciuta potenza del sito portò inevitabilmente a scontri e contrasti tra le maggiori e importanti famiglie del tempo, tra queste i Malaspina e i Fieschi, per il controllo e possedimento del feudo brugnatese. L'evento più significativo è datato al 1215[5] quando Corrado Malaspina, che rivendicava per la sua famiglia diritti sul borgo e su molte terre circostanti, riuscì ad occupare temporaneamente alcuni forti dei possedimenti brugnatesi; con l'intervento di Genova la breve dominazione del Malaspina fu contrastato lasciando ai Fieschi la nomina di vice domini di Brugnato[5].

Nel XIV secolo, per le lotte tra Guelfi e Ghibellini, il vescovo fu costretto a rifugiarsi a Pontremoli[5] e la reggenza del territorio passò con alternanza prima ai Malaspina, poi ai Fregoso e infine, per un'insurrezione popolare nella prima metà del XVI secolo (23 aprile 1530), Brugnato caccerà definitivamente i Malaspina dalla sua storia. Il cinque marzo 1531 il Senato della Repubblica di Genova emanò decreti e concessioni a favore della città di Brugnato quali, per i cittadini brugnatesi, di essere esentati dal servizio sulle triremi. Inoltre, per la difesa interna, la formazione di una compagnia detta degli "scelti", comandata da un capitano, da un alfiere, da un tenente e due caporali; il giorno 23 giugno 1535, vigilia di S. Giovanni Battista, uno speciale statuto di conferma della possibilità per la Magnifica Comunità di Brugnato di poter eleggere annualmente il podestà fra i cittadini. Tutti questi e precedenti decreti, quale quello del 1437 che equiparava in tutto i brugnatesi ai genovesi: "Item petun quod quilibet Brugnati possit exercere omne officium Januense, sicut omnes Cives Januense" pag. 160 "BRUGNATO..." Placido Tomaini; e che, in ordine di tempo, legarono Brugnato direttamente alla repubblica genovese seguendone le sorti[5]. Quest'ultima la dotò di autonomi statuti e la elevò come sede dell'omonimo capitaneato dal 1607, poi soppresso in favore del capitaneato di Levanto; dal 1637 al 1797, la città di Brugnato ebbe inoltre la possibilità di nomina di podestà interni che non dovevano soggiacere ad altra autorità, "...tanto per il civile quanto per il criminale..." e non subivano sindacato ("PRIVILEGIA, IMMUNITATES ET DECRETA CIVITATIS BRUGNATI" pagg. 348 e seg. Placido Tomaini) come dimostrato dalla lettera che, il 15 febbraio 1663 il podestà Antonio Cattaneo ed i consiglieri indirizzarono al Senato di Genova la seguente supplica in difesa del canonico Giovanni Bertucci, eletto vicario capitolare dopo la morte di mons. Paggi: "Serenissimi Signori e Padroni, Noi infrascritti Podestà e Consiglieri della magnifica Comunità di Brugnato facciamo fede, et in parolla di verità attestiamo etiam con giuramento toche la S. Scritture in mano dell'infrascritto notaio ed atuario di questa Corte secolare qualmente l'eletione del vicario generale capitolare di questa Chiesa Cattedrale di Brugnato seguita in la persona del signor Giovanni Bertuzzi, canonico in detta Chiesa, non si poteva, né puole meglio impiegarla, havendo esso tutte le qualità che si ricercano dal Sacro Concilio di Trento, prima per essere egli il decano del Capitolo di non mediocre fra i canonici di questo Capitolo scienza, instrutto del modo di governare questa Diocesi per haver per spatio d'anni 22 e più esercitato l'ufficio di cancelliere di questa Corte Vescovile, sempre con ogni sodisfatione dei vescovi et altri, e finalmente dotato di buoni costumi e qualità, e perché habbiamo inteso che un tal signor Canonico Giovanni Francesco Vassalo d'Oneglia, e prete Domenico Andrea Piuma genovese solamente canonico titolare, e che non risiede in questa Chiesa si siino oposti contro ogni ragione alla di lui elletione sotto protesta di frivolissime ragioni. Preghiamo le Serenissime SS. VV. come nostri padri e padroni operare se farà bisogno appresso dell'Ill.mo e Rev.mo Signor Cardinale Durazzo, o sia suo Rev.mo Signor Vicario Generale che non si levi da detto signor Canonico Bertuzzi detto ufficio di vicario non potendo, come abbiamo detto, meglio essere impiegata detta carica, perché il Vassali non è sudito delle SS. VV. Serenissime e non ha le qualità che si trovano in detto Bertuzzi"(1) (1) Archivio civico Città di Brugnato pag. 368-69 Placido Tomaini "BRUGNATO..."

Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio di Brugnato rientrò nel II cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Mesco e dal 1803 centro principale del IV cantone di Godano nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Godano del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Nel 1817 vi fu una grave carestia in Brugnato che provocò fame e morbo pernicioso, mietendo numerose vittime fra la popolazione. Brugnato fu soccorsa dalla marchesa Giovanna Cattaneo e dall'Amministratore Apostolico card. Giuseppe Spina. A tal proposito, onde evitare la diffusione contagiosa di cotanto morbo pernicioso, da parte del capo anziano Nicolò Guani si stabilirono piantoni di guardia alle diverse entrate della diocesi. Nel 1818 il raccolto fu abbondante.

Al 1956 risalgono gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale con l'accorpamento della frazione di Bozzolo dopo il suo distacco dal territorio di Zignago[6].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana della Media e Bassa Val di Vara e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana Val di Vara.

Il 25 ottobre 2011 una violenta perturbazione ha colpito il levante ligure (bassa e media val di Vara, val di Magra e Cinque Terre) e la Lunigiana (provincia di Massa e Carrara)[8] con esondazioni, danni, vittime e dispersi in diverse località del territorio ligure e toscano. Tra i comuni più colpiti c'è anche Brugnato dove l'esondazione del fiume Vara ha provocato molteplici danni alle abitazioni, alle attività commerciali e ai collegamenti stradali[9].

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011.

Dal 6 dicembre 2014 al 1º gennaio 2016 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Val di Vara.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Brugnato-Stemma.png
Brugnato-Gonfalone.png
« Ovale d'azzurro all'albero di susino al naturale, fruttato di tredici, nodrito su di una campagna di verde. Capo di Genova »
(Descrizione araldica dello stemma[10])
« Drappo di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone[10])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La concattedrale nel centro storico brugnatese

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Nostra Signora dell'Ulivo nell'omonima località
Scorcio di una via del centro storico brugnatese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Brugnato sono 69[19], pari al 5,41% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[20] e insignito, dal 2006, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[21].

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010
Brugnato[22] 15.4% 15.1% 21.7% 32.0% 34.8%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Antico ponte medievale presso il fiume Vara

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo diocesano, sito nel palazzo vescovile, nel cui chiostro durante i mesi di luglio e agosto si svolgono diverse manifestazioni come rappresentazioni teatrali, concerti di vario genere, mostre e il cinema all'aperto. Il museo ospita inoltre una sezione dedicata ai ritrovamenti archeologici.
  • Museo mineralogico "Ambrogio Del Caldo".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è costituito, oltre il capoluogo, dall'unica frazione di Bozzolo per un totale di 11,9 k[24].

Confina a nord con i comuni di Sesta Godano e Zignago, a sud con Borghetto di Vara, ad ovest con Sesta Godano e Borghetto di Vara, e ad est con Rocchetta di Vara.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia brugnatese è sostanzialmente fondata sul commercio, sulla piccola industria e un inizio di turismo mirato principalmente sulle Cinque Terre.

È stato inaugurato il 12 aprile 2014 un nuovo outlet, lo "Shoppin Brugnato Cinque Terre", che è stato costruito nell'area colpita dall'alluvione del 25 ottobre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Brugnato è attraversato principalmente dalla strada provinciale 7 che gli permette il collegamento stradale con la strada provinciale 566 di Val di Vara, a sud, e Rocchetta di Vara a nordest. Il comune, inoltre, è raggiungibile anche con l'autostrada A12, uscendo al casello di Brugnato-Borghetto di Vara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Carlo Vitale Democrazia Cristiana Sindaco
1990 17 ottobre 1991 Claudio Burroni Partito Comunista Italiano Sindaco [25]
5 novembre 1991 13 dicembre 1992 Mario Rosario Ruffo Comm. straord. [26]
1992 1997 Franco Minchella Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1997 2001 Claudio Galante Lista civica di centro-destra Sindaco
2001 2006 Claudio Galante Lista civica di centro-destra "Insieme per Brugnato" Sindaco
2006 2011 Corrado Fabiani Lista civica di centro-destra "Insieme per Brugnato" Sindaco
2011 2016 Claudio Galante Lista civica di centro-destra "Insieme per Brugnato" Sindaco [27]
2016 in carica Corrado Fabiani Lista civica di centro-destra "Insieme per Brugnato" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d Fonte dal libro di Placido Tomaini, Brugnato. Città abbaziale e vescovile. Documenti e notizie, Unione arti grafiche, 1957.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Storia, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 14 gennaio 2011.
  6. ^ Decreto del presidente della Repubblica 16 marzo 1956, n. 630
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX, ilsecoloxix.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  9. ^ Fonte dal sito del quotidiano la Repubblica Genova.it, genova.repubblica.it. URL consultato il 29 ottobre 2011.
  10. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ a b Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Cattedrale, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  12. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Oratorio di San Bernardo, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  13. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Convento dei Padri Passionisti, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  14. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Santuario di Nostra Signora dell'Ulivo, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  15. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Bozzolo, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  16. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Palazzo Vescovile, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  17. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Cattedrale, comune.brugnato.sp.it. URL consultato il 17 gennaio 2011.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  20. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  21. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  22. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  23. ^ Informazioni e immagini delle infiorate di Brugnato
  24. ^ Fonte dal sito del Comune di Brugnato-Frazione di Bozzolo
  25. ^ Il Consiglio Comunale viene sciolto per la mancata approvazione del proprio statuto comunale entro i termini previsti dalla legge
  26. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 5 novembre 1991 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 30 novembre 1991
  27. ^ In data 12 settembre 2012 rassegna le proprie dimissioni (poi ritirate) dalla carica di sindaco

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248288625