Magra

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Magra
Magra
La foce del fiume
Stato Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Liguria Liguria
Lunghezza 70 km
Portata media 40 m³/s
Bacino idrografico 1.686 km²
Altitudine sorgente 1.200 m s.l.m.
Nasce Tra il Monte Borgognone ed il Monte Tavola
Sfocia Mar Ligure
44°02′51.71″N 9°59′17.15″E / 44.047696°N 9.988096°E44.047696; 9.988096Coordinate: 44°02′51.71″N 9°59′17.15″E / 44.047696°N 9.988096°E44.047696; 9.988096
« Di quella valle fu' io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano. »
(Dante Alighieri, Commedia, Par. IX, 88-90)

La Magra[1] è un fiume che scorre in Toscana e in Liguria bagnando le province della Spezia e di Massa-Carrara. È il principale fiume della Liguria per portata media alla foce (40 m³/s) anche se ad essa appartiene solo la parte terminale del suo corso. Lungo il suo percorso si crea la maggiore piana della Liguria (seconda è quella di Albenga).

Corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume nasce in Toscana a quota 1.200 m s.l.m., tra il Monte Borgognone (1.401 m s.l.m.) e il Monte Tavola (1.504 m s.l.m.), creando con il suo corso la Val di Magra. Giunto in territorio ligure confluisce con il Vara riversandosi poi nel Mar Ligure con un ampio estuario situato tra Bocca di Magra e Fiumaretta, frazioni del comune di Ameglia.

Nel tratto che va da Pontremoli ad Aulla mantiene una direzione longitudinale rispetto alla catena dell'Appennino, NO-SE, per poi cambiare direzione ad Aulla, volgendo a SO, e sfociare successivamente all'altezza della località di Santo Stefano nell'ampia pianura alluvionale.

La sua lunghezza complessiva è di 70 km[2].

Tra i comuni attraversati dal corso d'acqua si ricordano: Aulla, VINCA Filattiera, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana e Zeri in Provincia di Massa e Carrara; Ameglia, Arcola, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Vezzano Ligure in Provincia della Spezia.

Affluenti[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume visto dal ponte dell'A12, poco prima della confluenza con il Vara

Sul suo percorso confluiscono numerosi affluenti, che traggono origine dallo spartiacque dell'Appennino tosco-emiliano, da quello Tosco-Ligure e dalle Alpi Apuane, pertanto sia dalle vallate della Lunigiana, che del Vara. Il primo di questi affluenti, il torrente Magriola, si immette nella Magra poco prima di Pontremoli.

Il tratto montano del fiume, con carattere torrentizio, termina all'altezza della località di Pontremoli e da qui inizia la parte mediana, che finisce alla confluenza del Vara. In questo tratto riceve la maggior parte degli affluenti sia di destra che di sinistra, tra i quali spicca per portata il Bagnone (torrente).

Gli affluenti di destra sono caratterizzati, ad esclusione del Vara, da una portata modesta a causa della scarsità di sorgenti perenni, ed in genere hanno dei corsi brevi e vicini tra di loro, mentre gli affluenti di sinistra sono quelli che danno il contributo maggiore alla portata del fiume in quanto alimentati da buone sorgenti anche in alta quota. I torrenti più lunghi sono il Taverone e l'Aulella che plasmano le due rispettive valli, in direzione di Licciana Nardi e del passo del Lagastrello e di Fivizzano e del passo del Cerreto, ma il più copioso d'acqua è il Bagnone (torrente), omonimo del comune al quale dà il nome.

La foce della Magra vista dalle colline di Carrara
Affluenti di destra Affluenti di sinistra
  • torrente Acqua salata
  • torrente Carrara
  • torrente Canossilla
  • torrente Cisavola
  • torrente Cisolagna
  • rio Gazzola
  • torrente Geriola
  • torrente Gordana
  • torrente Magriola
  • torrente Màngiola
  • torrente Osca
  • torrente Pènolo
  • torrente Teglia
  • fiume Vara
  • torrente Verde
  • torrente Aulella
  • torrente Bagnone
  • torrente Caprio
  • torrente Civiglia
  • torrente Gorgoglione
  • torrente Monia
  • torrente Tarasco
  • torrente Taverone
  • torrente Magnola

Regime idraulico[modifica | modifica wikitesto]

Ponte della Colombiera distrutto nell'alluvione del 2011

Al seguito del ricevimento dell'acqua dagli affluenti sopra elencati la portata media annua sale a circa 40 m³/s (presso la foce), con una media mensile massima in novembre di quasi 90 m³/s ed una media mensile minima in agosto di circa 7 m³/s. I valori massimi sono raggiunti in autunno ed in primavera. Proprio per la sua collocazione geografica, il bacino della Magra è soggetto a forte piovosità sicché si possono verificare ogni anno piene particolarmente imponenti; dai dati del Servizio Idrografico Nazionale del Ministero dei Lavori Pubblici si può stabilire che generalmente il regime dei flussi ricalchi quello degli afflussi meteorici, con piene elevate e magre accentuate.

La portata minima assoluta mai toccata è di 5 m³/s, mentre quella massima assoluta, raggiunta durante la disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011, ha superato di gran lunga l'eccezionale valore di 5.000 m³/s.

Tali piene portano spesso ad esondazioni[3], generalmente nel tratto finale del fiume che risente, tra l'altro, dell'andamento del moto ondoso e delle maree del Mar Ligure, che possono contrastare il deflusso delle acque. Tra il 2009 ed il 2011 si sono verificate ben quattro esondazioni che hanno distrutto due volte il ponte della Colombiera, allagato case e strutture produttive: due nel 2009[4], nel 2010[5] e la più grave, che ha causato danni non solo alla foce ma anche già a partire dal tratto medio-alto nella zona di Aulla nel 2011.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La foce della Magra vista dalle colline di Luni

Le acque del fiume sono ricche di pesci, nel corso inferiore della Magra sono presenti più di 30 specie, tra quelle autoctone e quelle introdotte nelle acque spezzine per le gare di pesca; ricordiamo la trota iridata, la trota fario, la tinca, la savetta, la lasca, la scardola, la carpa, il carassio, il pesce persico, il pesce gatto ed il luccio; verso la foce anche molte specie di mare, che risalgono la corrente per diversi chilometri.
Le rive sono abitate da: toporagno d'acqua, volpe, cinghiale, nutria (d'origine non autoctona); ma soprattutto da uccelli: gabbiano, cormorano, cornacchia grigia, topino, gruccione, ecc. e presentano un ambiente assai accogliente per le specie migratorie, che qui si fermano anche per lunghi periodi, spesso nidificando.

Il Parco[modifica | modifica wikitesto]

Il tratto di fiume situato nella Provincia della Spezia fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello Magra.

Storia e curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il fiume Magra assurse di importanza coi romani al termine della Guerra sociale, quando fu preso, assieme al fiume Rubicone quale confine del territorio italiano godente della cittadinanza romana. Infatti per i Romani l'«Italia» quale entità geografico-amministrativa, non comprendeva né le isole (Sicilia e Sardegna) né la pianura padana.[senza fonte]

"Novelle di Valdimagra" è una delle più significative opere letterarie di Pietro Ferrari, che ambienta 15 racconti brevi nelle campagne e paesi che fanno da corona all'alta valle del fiume Magra, indicativamente da Pontremoli a Filattiera e Bagnone. I 15 racconti del Ferrari fanno riferimento ai luoghi tanto amati e a personaggi quasi sempre realmente esistiti e da lui conosciuti tramite i racconti di casa; il libro di racconti "Novelle di Valdimagra" fu pubblicato con lo pseudonimo di "Pietro da Pontelungo" nel 1944 in 100 esemplari dalla Tipografia Artigianelli di Pontremoli e rappresenta forse uno dei più interessanti contributi alla "piccola storia" della Lunigiana, e che ci permette di rivivere atmosfere, sentimenti, passioni, colori e profumi di un mondo ormai scomparso, ma all'epoca della sua pubblicazione ancora nella memoria e nei racconti di molti

Note[modifica | modifica wikitesto]

Il Magra a Pontremoli
  1. ^ Il genere è femminile. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Magra", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ il Documento Autorità di Bacino
  3. ^ William Domenichini, Tabula rasa mercificata, in Informazionesostenibile.info.
  4. ^ William Domenichini, I nuovi percorsi dell'acqua, tra cambiamenti climatici e mutamenti territoriali, in Informazionesostenibile.info.
  5. ^ William Domenichini, Se Maometto non va alla montagna, la montagna frana, in Informazionesostenibile.info.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Magra alla foce
  • Ferruccio Bartolini, Riccardo Boggi, Almo Farina, Emilia Petacco, Giulivo Ricci, Roberto Ricci, La Magra, viaggio all'interno di una valle, Sarzana, Editrice Lunaria, 1992.
  • Pietro da Montelungo, pseudonimo di Pietro Ferrari, "Novelle di Valdimagra", Pontremoli, Tipografia Artigianelli, 1944

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]