De Nobili di Vezzano

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De Nobili di Vezzano
Scudo-famiglia-de-nobili-vezzano.jpg
"D'oro, a sei palle di rosso disposte a piramide rovesciata"
StatoBanner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero
Flag of Genoa.svg Repubblica di Genova
Stato Pontificio Stato Pontificio
Flag of the Kingdom of Sardinia.svg Regno di Sardegna
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
Casata di derivazioneObertenghi
TitoliCroix pattée.svg Domino di Vezzano
Croix pattée.svg Nobile del Sacro Romano Impero
Croix pattée.svg Patrizio genovese
Croix pattée.svg Arcivescovo (non ereditario)
Croix pattée.svg Marchese di Vezzano
Croix pattée.svg Marchese di Arcola
Croix pattée.svg Marchese di Beverino
Croix pattée.svg Marchese di Carpena
Croix pattée.svg Marchese di Vesigna
Croix pattée.svg Marchese di Ponzano
Croix pattée.svg Marchese di Montedivalli
FondatoreBernigerio di Grimaldo
Data di fondazione1154
Etniaitaliana
Stemma dei De Nobili di Vezzano

I De Nobili o De Nobili di Vezzano sono un'antica famiglia aristocratica ligure di origini feudali, che ha prodotto numerosi uomini politici, ecclesiastici e imprenditori italiani.

La famiglia è stabilita alla Spezia dal XV secolo.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia trae origine dal suo feudo medievale di Vezzano Ligure.

Il borgo di Vezzano nacque probabilmente come presidio stradale fortificato sul passo che congiunge il golfo con la valle della Magra. Detenendo il presidio chiave su questo territorio, soprattutto al momento dello sfaldamento dei poteri legittimi ed ecclesiastici, si era in grado di esercitare di fatto e successivamente di diritto un potere territoriale e poi politico.

L'origine della famiglia è incerta. Secondo alcuni il capostipite sarebbe Grimaldo, vassallo del vescovo di Luni, discendente probabilmente di quella casta militare longobarda stabilitasi in Lucchesia e che per la sua partecipazione alla difesa delle coste dalle scorrerie piratesche ebbe l'amministrazione di alcuni centri curtensi.

I signori di Vezzano, forse legati a una dinastia Obertenga, giunsero a costituire una consorteria gentilizia ligure. Feudatari nell'estremo levante ligure, la famiglia giunse ad avere la signoria di Vezzano, Beverino, Carpena, Vesigna, Polverara, Montedivalli, Isola-Luni e Ponzano e giunse ad influenzare direttamente o indirettamente la vita della Lunigiana per i primi tre secoli dopo il Mille.

Abilmente arrivano ad estendere il loro patrocinio anche al monastero del Tino per creare un potere ecclesiastico autonomo e quindi conflittuale con il Vescovo di Luni.
Nel corso dell'XI secolo la famiglia dei di Vezzano effettua cospicue donazioni all'abbazia di San Venerio nell'isola del Tino e, nel 1084, dispone per la riedificazione in nuove forme romaniche dell'antica chiesa paleocristiana di San Venerio alla Spezia.

L'avvento di Genova nel Levante ligure accelera il disfacimento del loro potere feudale. Nel 1104 i di Vezzano arrivano a vendere a Genova prima Sestri Levante, poi il borgo di Porto Venere e la Palmaria. Qualche anno più tardi, nel 1152, vendono Lerici a Lucca.

Cercando di consolidare il proprio potere in Lunigiana si avvicinano all'imperatore Federico Barbarossa, ponendosi sotto la sua protezione nel 1154. Tra i signori di Vezzano sotto la protezione del Barbarossa si distingue la linea familiare originata da Bernigerio. A suo figlio, Guglielmo "Bianco" (I), il Barbarossa riconfermerà le antiche investiture feudali nel 1175, concedendogli il diritto di pedaggio tra Sarzana e Santo Stefano di Magra. Il 30 maggio del 1202 un sesto di questa facoltà venne venduta da Guglielmo Bianco al borgo di Sarzana per 60 lire imperiali.
Ancora, nel 1238 Federico II di Svevia confermerà il medesimo diritto a Rolando, figlio di Guglielmo Bianco (II). Altri figli di Guglielmo furono Grimaldino e Ugolino.[1]

A cavallo del XIII secolo i di Vezzano si schierano al fianco del vescovo di Luni nella lotta intrapresa per contrastare il crescente potere dei Malaspina, che, sul finire del XII secolo, avevano acquistato dai marchesi d'Este molti beni obertenghi con l'intenzione di costituire un vasto dominio esteso anche ai possessi vezzanesi.

Gli stemmi delle famiglie componenti l’albergo Cibo nel 1528. In alto a sinistra è visibile quello dei Nobili di Vezzano.
Fonte: A. FRANZONI, Nobiltà di Genova (1636)

Come altre famiglie feudatarie legate ai possedimenti terrieri, anche il potere dei signori di Vezzano nelle vicende locali si avvia ormai verso un inarrestabile declino.

Tra il 1223 e il 1224 i Nobili di Vezano giurano fedeltà alla Repubblica di Genova[2], dove la famiglia viene aggregata all'Albergo Cybo.[3][4] A partire dal 1276, tutto il territorio vezzanese viene incorporato nella Repubblica genovese di cui condividerà le sorti e la decadenza fino alla caduta della Repubblica alla fine del XVIII secolo.

I signori di Vezzano, abbandonato l’avito castello, si trasferiranno a Carpena come «de nobilibus Vexani» (da cui poi il solo cognome De Nobili), continuando ad essere una delle più importanti famiglie della Lunigiana.

Frontespizio della Storia della famiglia De Nobili di Vezzano, di Giovann'Antonio De Nobili (1733)

Personaggi storici[modifica | modifica wikitesto]

Tra i personaggi storici più significativi appartenenti alla famiglia De Nobili di Vezzano, vanno ricordati Gualtiero di Vezzano, che fu canonico della cattedrale di Luni nel 1225, prima di diventare governatore della Marca d'Ancona (antica provincia degli Stati Pontifici). Divenuto cappellano di papa Innocenzo IV, verrà infine elevato al rango di arcivescovo di Genova il 23 aprile 1253, carica che conserverà fino alla morte, avvenuta il 26 settembre 1274.

Un altro prelato appartenente alla consorteria dei signori di Vezzano, fu Guglielmo di Vezzano, che fu vescovo di Luni dal 1228 al 1272, anno della sua morte.

Nel 1265, Guglielmo e Guido di Vezzano furono nominati ammiragli al comando della flotta di ottanta galere al servizio del re Manfredi di Sicilia, dopo essersi distinti nelle battaglie contro Carlo d'Angiò.

Il 1º aprile 1299, Goffredo di Vezzano fu nominato vescovo di Parma da papa Bonifacio VIII. Svolgerà questa funzione un solo anno, fino alla morte avvenuta nel marzo 1300.[5]

Laudivio de Nobili di Vezzano fu autore della tragedia De captivitate ducis Jacobi, ispirata specialmente a Seneca, dove pose in scena in giambi la fine del condottiero Jacopo Piccinino, fatto uccidere a tradimento da Ferdinando I di Napoli nel 1464. Visse alla corte estense, poi a quella degli Aragonesi di Napoli. Fu familiare del Papa Parentucelli e di Borso d'Este.[6]

Verso il 1532, Girolamo De Nobili fu nominato governatore di Melfi, nel Regno di Napoli, prima di assumere la carica di ambasciatore del principe Doria presso papa Clemente VII. In seguito sarà impiegato, sempre come ambasciatore del principe Doria, presso il duca di Toscana, il duca di Ferrara e infine presso l’imperatore Carlo V. Morì a Melfi all'età di 60 anni.[7]

Nel 1551, Grimaldo De Nobili, figlio di Giambattista, entrò a far parte del tribunale supremo di Firenze su espressa richiesta del granduca Cosimo I. Redigerà diverse opere giuridiche e legali, tra cui il rapporto completo di corte, il Tractatus de Tabellionatu.

Va ricordato anche Giovanni Antonio De Nobili, militare, letterato e storico, corrispondente scientifico di Ludovico Antonio Muratori, autore fra l'altro della Descrizione, o sia Relazione genealogica della Famiglia De' Nobili di Vezzano, già Signori di molti Feudi e Castelli, ed in oggi abitanti nella Spezia (Modena, 1733).

La famiglia De Nobili è andata distinguendosi in due rami principali, entrambi discendenti da Vezzano e issanti il medesimo stemma “d’oro, a sei torte di rosso”.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Ramo dei marchesi[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo dei marchesi di Vezzano, patrizi di Genova, trae origine da Filippo De Nobili, che ottenne la cittadinanza genovese nel 1528, intraprese la carriera politica e fu definito il "togato" della Repubblica.

Nel XIX secolo vanno ricordati i tre fratelli Giuseppe Maria (1817-1860), Giovanni Battista (1824-1886) e Grimaldo (1826-1879).

Giuseppe Maria (1817-1860) sposerà Angiola Samengo (1826-1870) ed avrà un unico figlio di nome Prospero. Prospero De Nobili (1857) esercitò la professione di avvocato alla Spezia, orientandosi anche verso la politica, aderendo all’inizio al mazzinismo (la liberazione dell’Italia non è possibile che con la costituzione di uno Stato repubblicano). Fu eletto deputato il 5 aprile 1897 nella XX legislatura del parlamento nazionale. Verrà rieletto nel 1900 e ancora nel 1904 restando in carica fino al 1909.

Nel 1897 Prospero fondò il giornale La Giovane Democrazia e il quotidiano Il Corriere della Spezia. Da lui prenderà il nome un movimento sociale d’ispirazione liberale, il denobilismo. Dal 1901 al 1903 sarà sotto-segretario di Stato al Tesoro. Nel 1903 abbandonò la carica per dedicarsi alla creazione dell’Università popolare e della Camera di commercio della Spezia. Nel 1905, aprirà a Long Island (New York), una società di fabbricazione di sigari toscani chiamata De Nobili Cigar Company. Questi sigari ebbero successo e notorietà e furono fumati anche da Marlon Brando nel film Il Padrino di Francis Ford Coppola (1972). Prospero sposerà Elisa Hansen, dalla quale avrà il figlio Rino (1889-1947), deputato e ambasciatore italiano in Belgio e in Svizzera. In seconde nozze, Prospero sposò Dola Vertès, sorella del pittore Marcel Vertès (1895-1961). Dal loro matrimonio nacque Lila De Nobili (1916-2002), celebre pittrice e scenografa.

Prospero De Nobili morì in Francia il 27 dicembre 1945 nella sua villa di Nizza. Il figlio Rino morì due anni dopo a Lugano.

Gio Batta (1824-1886), morto celibe nel 1886, fu sindaco di La Spezia in due momenti cruciali per una seconda nascita della città. Negli anni 1859-1861, quando venne presa la decisione di edificare l’Arsenale Militare della Spezia, non più nell’area del Varignano, ma tra la città e San Vito. Fu poi sindaco in una seconda grande circostanza, in occasione dell'inaugurazione dell'Arsenale il 28 Agosto 1869. Su impulso suo e del Ministero della Marina, anche a seguito del grande afflusso di immigrati e visitatori, venne redatto il primo Piano Regolatore Generale nell’anno 1870, che cambiò radicalmente l’immagine della città.[8]

Grimaldo (1826-1879) sposerà la filantropa Silvia Chiarla, dalla quale avrà quattro figli: Marcello (1854-1930), Giuseppe (1858), Giovanni Battista e Luigi (1863-1934).

Marcello avrà un figlio, Grimaldo, che sposerà Evelina Castagnola, figlia del marchese Filippo Castagnola. Grimaldo ed Evelina avranno tre figli: Vittorio (1920), Alberto (1923) ed Adriana (1930). Nel 1947, Grimaldo erediterà il titolo di marchese da Rino De Nobili, figlio di Prospero. Vittorio avrà Filippo (1952) e Antonio (1960); anche Alberto avrà due figli, Paolo Giuseppe Grimaldo (1957) e Iacopo (1962). Paolo, a sua volta, avrà due figli, Alberto Grimaldo (1993) e Giovanni Battista (1996), così come Iacopo, che avrà Pietro (1997) e Carlo (1999).

Giuseppe sposerà Maria Castagnola. Fu lui a cedere all'arciprete Don Scopesi il terreno per la costruzione della chiesa parrocchiale, dove ancora oggi prosegue la tradizione del culto a San Bernardo. La marchesa Maria donò alla parrocchia il quadro del Santo dipinto da Felice del Santo.[9] Avranno due figli: Carlo e Silvia. Carlo sposerà Lina Scaravelli ed avrà un figlio, Giuseppe (1933-2018).

Giovanni Battista morì celibe nel 1913.

Luigi fu sindaco della Spezia dal 1904 al 1906. Fece restaurare Palazzo Crozza, sede della biblioteca civile, viale Cavour e fece piantare le grandi palme della passeggiata Morin che fiancheggia la banchina del porto di La Spezia. Luigi avrà un figlio, Gualtiero (1893-1984), noto ingegnere, costruttore e filantropo spezzino. Egli ebbe tre figli, Corrado, morto in tenera età, Maria Pia (1949) e Gianni Luigi (1950). Entrambi portano tuttora avanti i titoli creati apposta per il loro avo Luigi (1863-1934) dal Re. Gianni Luigi avrà due figli, Luigi Prospero (2001) e Francesco Maria (2002).

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Tratto da: Giovann'Antonio De Nobili, Relazione genealogica della Famiglia De' Nobili di Vezzano (Modena, 1733).

 Scudo-famiglia-de-nobili-vezzano.jpg Bernigerio
di Grimaldo
†post 1154
 
 
 Guglielmo "Bianco"
†post 1185
Beatrice
 
 
 Guglielmo Bianco
†post 1238
 
   
 Rolandino
†post 1238
Grimaldino
†post 1288
 Ugolino
†post 1235
  
      
 Rolando
*ante 1262
Guglielmo
*13041346
Guelfuccio
†post 1312
Bishop-hat.svg
Gualtiero
†post 1253
Guido
†post 1273
Guglielmo
*? †?
 
     
 Guiduccio
*ante 1312
 Rollandino
*ante 1314
 Dinello
*ante 1345
Moruccio
*ante 1355
Giacobbe
*ante 1311
   
    
 Martello
*ante 1355
 Grimaldo
*ante 1401
 Nicola
*ante 1355
 Balduino
*ante 1355
    
     
 Mano
*ante 1384
 Giovanni
*ante 1433
 Giovanni
*ante 1383
Giacobbe
*? †?
Federico
*? †?
  
       
 Domenico
 Andrea
 Martello
 Alessandro
*ante 1519
 Orazio
1. Margaritina Doria
2. Minetta Ottaviani
 Marsilio
*? †?
Grimaldo
     
         
 Giovanni Antonio
 Bartolomeo
Galeotto
Armanno
Laudivio
 Giovanni Battista
*ante 1519
Angeletta
*ante 1525
Galeazzo Malaspina di Mulazzo
Agostino
 Giovanni
    
        
Cesare
 Francesco
 Giovanni Francesco
 Laudivio
 Grimaldo
*? †?
 Giovanni
*? †?
 Marsilio
Giovanni Francesco
       
                  
Giuseppe
Armanno
Geronimo
Giovanni Battista
 Giuseppe
Laurezio
Marcello
Pietro Francesco
Veronica
Gaspare Zacchia
Laura
Giovanni Battista Oldoini
Giovanni Battista
*ante 1563
Veronica Biassa
Cornelia
Geronimo Oldoini
Faustina
Alderano Mascardi
Lucio
Giovanni
Nicola
Marsilio
Geronimo
   
            
 Galeotto
Armanno
Giovanni Paolo
Carlo
Marco Antonio
Giovanni Francesco
 Laura
Laudivio Zacchia
Grimaldo
*? †?
Filippo
*ante 1619
Giovanni
Livia Oldoini
Felice
Innocenzo Oldoini
Maddalena
Andrea Federici
 
 
 Giovanni Battista
*ante 1691
Veronica Cecchinelli
 
   
 Grimaldo
Teresa Gallo
Giovanni Antonio
Marcello
 
     
 Veronica
Prospero
Maria Maddalena Oldoini
Ottavio
Giovanni Battista
Filippo
 
 
 Giuseppe
Maria Francesca Federici
 
       
 Maddalena
Marcello
*17791857
Anna Federici
Filippo
*? †1845
Agostino
*? †1876
Prospero
*? †1842
Veronica
Teresa
 
      
 Francesca
Giovanna
Corona normale di marchese italiano.svg
Giuseppe Maria
*18171862
Angiola Samengo
 Giovanni Battista
*18241886
 Grimaldo
*18261879
Silvia Chiarla
Giovanni
  
     
 Corona normale di marchese italiano.svg
Prospero
*18581945
1. Elisa Hansen
2. Dola Vertès
 Marcello
*18531930
 Giuseppe
*1858 †?
Maria Castagnola
Giovanni Battista
Corona normale di marchese italiano.svg
Luigi
*18631934
Ernestina Scaravelli
    
      
 Corona normale di marchese italiano.svg
1. Rino
*18991947
Elsa Nathan Berra
2. Lila
*19162002
Corona normale di marchese italiano.svg
Grimaldo
Evelina Castagnola
 Carlo
Lina Scaravelli
Silvia
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Gualtiero
   
       
 Corona normale di marchese italiano.svg
Vittorio
 Corona normale di marchese italiano.svg
Alberto
Adriana
Giuseppe
 Corrado
*19391945
Maria Pia
*19492022
Corona normale di marchese italiano.svg
Gianni Luigi
*1950
   
      
 Corona normale di marchese italiano.svg
Filippo
Antonio
Corona normale di marchese italiano.svg
Paolo
 Iacopo
 Luigi Prospero
*2001
Francesco Maria
*2002
  
    
 Alberto
Giovanni
Pietro
Carlo

Titolo di marchese

I discendenti di Marcello di Giuseppe (1779-1857) ottennero il riconoscimento del titolo di marchese e di signori di Vezzano, Carpena, Montedivalli, Beverino, Ponzano e Vesigna con RR.LL.PP. di R. assenso 21 maggio e D.M. di riconoscimento 30 giugno 1902.

Ramo dei Signori di Isola[modifica | modifica wikitesto]

Ramo legato a Tommaso De Nobili (1755-1836), avvocato, figlio del notaio Giovanni Battista (1723-1762), titolare della Signoria di Isola, esimio giureconsulto, luogotenente giudice e poi vice-uditore di guerra in patria nella prima metà del XIX secolo. Sposata Antonia Samengo, fu padre di Anna Maria (1803-1876), che sposò l’avvocato Giovanni Battista Boni (1789-1874), sindaco del comune di Giuncugnano. Ebbe anche Giovanni Battista (1794-1831), laureato in giurisprudenza, morto alla giovane età di 37 anni, che sposò Maddalena Ollandini dei marchesi della Rocchetta di Vara, dalla quale ebbe il figlio Raffaele (1827-1884) e la figlia Rosinetta (1826–1885), che andrà in moglie al dottor Bartolomeo di Giovanni Battista Boni (1820-1890). Maddalena Ollandini sposerà in seconde nozze il conte Teramo Federici della Spezia.

Raffaele De Nobili, sposò dapprima Adele dei conti Federici, marchesi della Spezia, dalla quale ebbe alcuni figli, tutti deceduti, tranne le due figlie Ester e Dina. In seconde nozze sposò la cognata Luigia, dalla quale ebbe le due figlie Amalia e Virginia e due figli maschi, Ugo e Eugenio, che moriranno entrambi senza discendenti in giovane età.

Nel 1867, Raffaele ottenne l’incarico di segretario comunale della Spezia. Fu anche console onorario di Spagna per la città della Spezia. Nel 1882 fu creato cavaliere dell’Ordine della Corona d'Italia.

Sui suoi possedimenti verrà creato l’Arsenale militare italiano della Spezia.

Nel 1884, Raffaele fu eletto sindaco della città, ma quello stesso anno La Spezia fu colpita da una grave epidemia di colera. Allorché scoppiò il morbo alla Spezia, trovandosi Raffaele a Montecatini Terme con la propria famiglia per curare la sua malferma salute, rientrò subito in città, sebbene cosciente del rischio cui si esponeva per le sue condizioni anormali di salute, e quasi presago della sorte crudele che lo attendeva, adoperandosi subito, in prima persona, nel soccorso e nella cura dei cittadini ammalati. Il 4 settembre venne anch'egli colpito dal morbo. La notizia fu subito diramata dalla stampa, che seguì con apprensione il breve decorso della malattia. La mattina del 5 settembre spirò e fu sepolto nella sua tomba di famiglia nel cimitero ai Boschetti.

Il 15 novembre 1884 il governo italiano gli conferì la medaglia d’oro dell’Ordine dei Benemeriti della salute pubblica, alla memoria, per il suo coraggio e la sua abnegazione. Gli fu inoltre intitolata una via del centro cittadino della Spezia.

Raffaele lasciò i due figli maschi, Eugenio (1870-1900) e Ugo (1874-1899), che moriranno entrambi giovani senza discendenti, motivo per cui questo ramo De Nobili andò estinto per via mascolina. La morte precoce di Raffaele impedirà inoltre a questo ramo di chiedere il riconoscimento dei titoli nobiliari spettantigli. La famiglia proseguirà comunque per via femminile tramite la figlia Ester, che sposò il dottor Settimio Boni, figlio di Giovanni Battista e di Anna Maria De Nobili, la cui famiglia, nella quale erano andate confluendo in successione ben tre femmine De Nobili, assumerà in seguito il cognome De Nobili, aggiungendolo al proprio.

Genealogia

Arma dei Boni De Nobili
Stemma bonidenobili (FILEminimizer).jpg
Inquartato: nel 1° e 4° arma Boni;
nel 2° e 3° arma De Nobili
Blasonatura
"Partito di rosso e d'azzurro, al leone d'argento attraversante sulla partizione (Boni); "D'oro, a sei palle di rosso disposte a piramide rovesciata" (De Nobili)
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Signori di Isola
Giovanni Battista
*17231762
Maddalena Codeglia
 
 
 Tommaso
*17551836
Antonia Samengo
 
  
 Giovanni Battista
*17941831
Maddalena Ollandini
Anna Maria
*18031876
Giovanni Battista Boni
 
  
 Rosinetta
*18261885
Bartolomeo Boni
Raffaele
*18271884
1. Adele Federici
2. Luigia Federici
 
      

1. Ester
*18521924
Settimio Boni
1. Dina
2. Amalia
2. Virginia
2. Ugo
2. Eugenio
  
  
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Linea Boni De Nobili
 Octicons-arrow-small-down.svg
Linea De Nobili
(ramo signori di Isola)
estinta per via mascolina

Palazzi e Residenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sforza G., La vendita di Portovenere ai Genovesi e i primi Signori di Vezzano (PDF), 1902.
  2. ^ Balduino signore di Vezzano, con i propri figli Paganello e Raimondo, e con gli uomini di Vezzano, di Vesigna, di Polverara e di Beverino si sottomisero alla Repubblica (et intraverunt in compagniam Januensium) vincolandosi con giuramento e promettendo di consegnare al Comune di Genova il castello di Vesigna munito. U.Mazzini, Storia del Golfo di Spezia
  3. ^ Per fare parte del governo genovese, con l'istituzione della Repubblica (1528) divenne necessario essere iscritti a un Albergo dei nobili. Gli "alberghi" da secoli rappresentavano un'istituzione fondamentale nella vita cittadina: riunivano infatti i componenti di una famiglia con i propri dipendenti, che assumevano spesso anche il cognome dei principali. I componenti degli alberghi vennero tutti ammessi al rango nobiliare.
  4. ^ Teatro araldico, ovvero Raccolta generale delle armi ed insegne gentilizi e delle piu illustri e nobili casate ...: 4, Wilmant e figli, 1844. URL consultato il 12 marzo 2021.
  5. ^ Emanuelle Gerini, Memorie storiche d'illustri scrittori e di uomini insigni dell'antica e moderna Lunigiana: in otto libri disposte, Frediani, 1829. URL consultato il 25 marzo 2021.
  6. ^ Nòbili, Laudivio de' nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 2 aprile 2021.
  7. ^ Emanuelle GERINI, Memorie storiche d'illustri scrittori e di nomini insigni dell'antica e moderna Lunigiana, in otto libri disposte, 1829. URL consultato il 25 marzo 2021.
  8. ^ Redazione, Alla scoperta della figura di Prospero De Nobili, su cittadellaspezia.com, 12 settembre 2016. URL consultato il 10 marzo 2021.
  9. ^ {La Sprugola.com©La Chiappa La Spezia}, su web.archive.org, 4 marzo 2016. URL consultato il 18 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. FRANZONI, Nobiltà di Genova, Genova 1636.
  • Augusto Carlo Ambrosi (a cura di), Straviario, Comune della Spezia, La Spezia 1983.
  • Francesco Boni De Nobili, Raffaele De Nobili, medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica, edizione fuori commercio per nascita di Raffaele Boni de Nobili, Il Grifon d'oro, Pordenone 2005.
  • Francesco Boni De Nobili, Sotto il segno di sant'Andrea, De Bastiani, Vittorio Veneto 1997.
  • Francesco Boni De Nobili, Blasonario della Garfagnana, Pacini Fazzi, Lucca 2007.
  • Francesco Boni De Nobili, Dizionario biografico dei personaggi di rilievo... della parrocchia di sant'Andrea Apostolo di Magliano, Il Grifon d'oro, Pordenone 2005 (edizione fuori commercio per battesimo di Raffaele Boni de Nobili).
  • Luigi Cardinale, La Spezia tra cronaca e storia, La Spezia 1971.
  • Stefano Oldoini, Storia delle epidemie di colera avvenute nel comune di Spezia durante gli anni 1884, 1885 e 1886, Milano 1887.
  • Dizionario biografico degli italiani, a cura dell'Istituto per l'Enciclopedia italiana, Roma 1970.
  • I Marchesi De Nobili, in Quartieri di La Spezia, La Sprugola, 2005. URL consultato il 27 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • Emanuele Repetti, Vezzano della Spezia, in Dizionario Geografico Fisico della Toscana, vol. 5. URL consultato il 27 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2007).
  • Prospero De Nobili protagonista non solo alla Spezia fra '800 e '900 (PDF), La Spezia, Accademia Capellini. URL consultato il 27 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Vezzano Ligure, su archeogr.unisi.it. URL consultato il 10 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2007).
  • I De Nobili, su lasprugola.com. URL consultato il 27 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).