Da Passano (famiglia)

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Da Passano
StatoRepubblica di Genova
ConcessioneOttone II di Sassonia
FondatoreManfredo
Data di fondazione983

La famiglia marchionale dei da Passano ha le sue radici nella ligure Riviera di Levante, legando il proprio nome al suo possedimento principale, il castello di Passano nei pressi di Deiva Marina, in Provincia della Spezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo più antico esponente noto fu Manfredo, che ricevette l'investitura feudale dall'imperatore Ottone II di Sassonia nel 983.

Sul finire del X secolo i da Passano definiscono la loro signoria sui possedimenti sia lungo la costa, nei borghi di Moneglia, Framura e Levanto, sia verso le valli dell'entroterra, nei borghi di Castelnuovo di Salino, Carrodano, Mattarana. I Da Passano riuscirono a trarre le proprie risorse economiche dalla produzione agricola locale, vinicola e olearia, dai grandi boschi di castagni e dal commercio, oltre che dai pedaggi sul transito di persone e merci.

Nel 1098, in occasione della prima crociata, Oberto da Passano, comandante di un contingente navale genovese, prese parte alla conquista di Antiochia e rinvenne a Mira le spoglie di San Giovanni Battista, che portò a Genova.

L’espansione della Repubblica di Genova verso il Levante li costringerà alla cessione dei principali possessi tra il XII ed il XIII secolo.
Nel 1132 i Da Passano entrano nell’orbita di Genova, giurandole fedeltà e ricevendone in cambio privilegi fiscali e diritti.

Nel 1172 il malcontento per le misure sempre più coercitive adottate nella zona dal governo genovese dà modo ai Malaspina di riunire gli uomini di Lunigiana, Passano e Lavagna in un conflitto che si trascinerà per un paio d'anni e che costituirà l'estremo tentativo di resistenza della nobiltà feudale all’affermazione di Genova.
Nel 1173 le forze della repubblica genovese pongono un assedio al castello di Passano, lo espugnano dopo otto giorni, lo distruggono e danno fuoco alle case. Una leggenda vuole che i Da Passano si siano salvati fuggendo attraverso un cunicolo che conduceva alle pendici del Bracco, in un luogo ancora oggi chiamato Arcapascià (Arca dei Passano).

Il governo genovese adotta quindi drastici provvedimenti contro li perfidi Passani, che tuttavia in seguito revoca e anzi concede agli antichi signori la giurisdizione sugli uomini di Passano, Framura, Montale, Castronovo di Salino, Moneglia, Levanto, Carrodano, Mattarana, Groppo, Corvaria, Brugnato, Vernazza, Ponzò, Corniglia e Valveneria.

Tra il XIV ed il XV secolo la famiglia si dirama in diverse linee. La linea della famiglia che si stabilisce in Genova prende parte alla vita politica della repubblica.
Altri rami della famiglia rimangono nelle antiche sedi nel Levante spezzino, esercitandovi ugualmente potere locale, e mantengono particolari legami con la stessa città della Spezia.

Pur continuando a sfruttare le risorse agricole dei possedimenti originari, nel XV secolo il ramo famigliare di Levante sposta il proprio insediamento da Passano ad Anzo (oggi frazione di Framura): il luogo è prossimo alla costa, in posizione utile agli scambi con Genova e La Spezia. Così i da Passano vi erigono un borgo fortificato e, come uomini di mare ed armatori con propri vascelli, commerciano verso tutto il Mediterraneo. Contraggono vantaggiose unioni matrimoniali con membri della famiglia Zino, predominante nella costa di Framura.

In occasione della riforma costituzionale voluta da Andrea Doria nel 1528 i da Passano entrano a far parte del patriziato genovese.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Teofilo Ossian De Negri, Storia di Genova, Giunti Martello Editore
  • A.Lercari, I Signori da Passano : identità territoriale, grande politica e cultura europea nella storia di un'antica stirpe del Levante ligure, Giacché, La Spezia, 2013

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