Calasetta

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Calasetta
comune
(IT) Calasetta
(LIJ) Câdesédda
Calasetta – Stemma
Calasetta vista dal mare
Calasetta vista dal mare
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Sud Sardegna
Amministrazione
Sindaco Antonio Vigo (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 39°07′N 8°22′E / 39.116667°N 8.366667°E39.116667; 8.366667Coordinate: 39°07′N 8°22′E / 39.116667°N 8.366667°E39.116667; 8.366667
Altitudine m s.l.m.
Superficie 31,06 km²
Abitanti 2 926[1] (30-11-2015)
Densità 94,2 ab./km²
Frazioni Cussorgia
Comuni confinanti Sant'Antioco
Altre informazioni
Cod. postale 09011
Prefisso 0781
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 107002
Cod. catastale B383
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti calasettani
Patrono san Maurizio
Giorno festivo 22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calasetta
Calasetta
Sito istituzionale

Calasetta (Câdesédda in ligure tabarchino[2], Cal 'e Sèda in sardo[3]) è un comune italiano di 2.926 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna in Sardegna.

Situato sull'isola di Sant'Antioco dell'arcipelago del Sulcis, è inoltre un comune onorario della città metropolitana di Genova. È nota come «la bianca», per il colore prevalente delle abitazioni. Sono caratteristici il bianco calce, appunto, l'azzurro del cielo e del mare, e il verde dei ginepri sulle spiagge.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale costituisce la parte nord-occidentale dell'isola di Sant'Antioco, ed è formato da basse colline con coste scoscese a falesie verso ovest, mentre ad est la costa è bassa e caratterizzata da un golfo marino di bassa profondità, che separa l'isola dalla Sardegna. Il comune di Calasetta ha un'altitudine media di 9 m s.l.m., la misura è espressa in metri sopra il livello del mare dal punto in cui è situata la casa comunale, (con l'indicazione della quota minima e massima sul territorio comunale, espressa rispettivamente in 0 m. e 142 m.).

Nella parte esterna (lato ovest), vi sono poche spiagge di ampie dimensioni (sebbene rinomate), soggette, soprattutto quelle esposte a maestrale, ad imponenti mareggiate invernali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima e la situazione geografica di Calasetta sono completamente comprese in un clima definibile come mediterraneo caldo, con inverni tiepidi o freschi, umidi ed a volte ventosi, (vento prevalente il maestrale), e con estati molto calde, molto soleggiate ed aride, con un intervento fortemente moderatore delle temperature massime recato dai venti marini.

La piovosità estiva è ridottissima, fatto che limita la vegetazione estiva delle erbacee (abbondantissime e fiorite in inverno), e privilegia invece la vegetazione a macchia mediterranea, bassa sul lato ovest, a ginepro, mirto, lentisco, rosmarino, e palma di San Pietro. La parte orientale ha una vegetazione a macchia più alta ed è quella che alloggia la maggior parte delle coltivazioni.

Cale, coste e spiagge del comune[modifica | modifica wikitesto]

Nel litorale del comune di Calasetta, partendo da est verso ovest e poi da nord verso sud, si hanno le seguenti cale, coste e spiagge più conosciute[4]:

La spiaggia di Sottotorre
  • Costa Punta Dritta
  • Lido Punta Dritta
  • Lido Cirdu o stagno di Cirdu ("cedro")
  • Lido Giunchea o Giunchera ("giuncaia")
  • Spiaggia Cussorgia ("pascolo concesso")
  • Lido Su Fossu ("il fosso")
  • Lido Capriolu ("capriolo")
  • Lido Büllu u fre da Büllassa (cioè: "Billo fratello di Bullassa")
  • Punta Rosarieddu
  • Lido Riu Tupei ("rio Tupei")
  • Lido Furnoxe ("fornace")
  • Lido U Disc-cu ("il disco")
  • Lido U Bugasu ("la baia")
  • Riva Marina
  • Marina - Porto di Calasetta molo Pescatori
  • Marina - Porto di Calasetta molo Traghetti
  • Marina - Porto di Calasetta banchine pescatori
Nido dei Passeri
  • Marina - Porto di Calasetta punta de L'Uisottu ("punta dell'isolotto")
  • Marina - Porto di Calasetta porticciolo turistico
  • Marina - Porto di Calasetta Fanò du Francaise (cioè: fanale del francese o isolotto del francese)
  • Marina Sc-coggiu Sabetta ("scoglio Elisabetta")
  • Marina Sc-coggiu Russu ("scoglio rosso")
  • Costa Punta da a Cruxe ("punta della croce")
  • Costa Sutta Ture (Sottotorre)
  • Spiaggia Sottotorre o spiaggia di Punta Croce
  • Promontorio Punta Manca
  • Belvedere Punta di Manca
  • Costa Punta di Manca
  • Costa Daou Botta ("da Botta")
  • Costa Ca' Gianca ("casa bianca")
  • Costa Vigna du Doutu Biggio ("vigna del dottor Biggio")
  • Lido Spiaggia la Salina
  • Lido Spiaggia Stagno della Salina
  • Promontorio Punta della Salina
  • Costa Punta della Salina
  • Calette Punta Salina
  • Costa Ciannassee ("spianate")
  • Costa Labirintu ("labirinto")
  • Costa Dou Recantu ("dell'angolo")
  • Lido Spiaggia Grande
  • Lido La Tonnara: interessante vecchia tonnara
  • Costa Punta Maggiore o Perdas Nieddas ("pietre nere")
  • Costa Fanò de Tera ("faro di terra")
  • Isolotto Mangiabarche o Fanò de Mangiaborche ("faro di Mangiabarche"), con vecchio monumentale faro
  • Costa Batterie con vecchie postazioni militari anti-aeree
  • Costa Mangiabarche
  • Costa Nido dei Passeri con tre scenografici fariglioni
La spiaggia di Cala Lunga (costa occidentale)

.sutta i ripe (tutta la scogliera fino alla gondola)

  • Costa L'Egua ("l'acqua")
  • Costa Riu Canali Ergiu ("rio Canale Ergiu")
  • Costa Macori o Maccori con la lunga scogliera di alte falesie (da 20 m. a 40 m.)
  • Costa Sedda Gùndula ("sella gondola!) con alte falesie (da 20 m. a 40 m.)
  • Costa La Vedetta con alte falesie (da 20 m. a 40 m.)
  • Costa Concali Su Para ("conca del prete")
  • Costa Punta Caragoli con alte falesie (da 20 m. a 40 m.)
  • Cala e grotta dei Tuffi
  • Costa Giuanneddu Mei con alte falesie (da 20 m. a 40 m.)
  • Costa Grottoni dei Colombi
  • Costa Arcu de Mercureddu
  • Costa Mercureddu
  • Grotta Mercureddu piscina naturale
  • Costa e spiaggia Cala Lunga

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

L'origine del nome è ancora incerta. Sedda, in sardo, significa sella di cavallo: esaminata la configurazione del territorio si può dire che posta la zona della torre quale punto più alto del paese (di una sella) i lati discendenti della stessa (quelli verso il porticciolo e la zona attigua alla spiaggia sotto la torre) possono essere visti come lati tali da raffigurare una sella di cavallo da cui forse il nome del paese. Alcuni attribuiscono, invece, l'origine a "Cala della seta", per via della "seta di mare", ovvero il bisso.[5]

Antiche origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio calasettano ha origini molto antiche. Nella zona di Calasetta è attestata la presenza dell'uomo primitivo con la sua attività e cultura, come si rileva nella presenza del sito archeologico delle domus de janas di Tupei, di epoca prenuragica, così come nell'esistenza di alcuni nuraghi e resti nuragici. Sono presenti nelle campagne del paese anche successivi insediamenti fenici, punici e romani, come testimoniano diversi rinvenimenti.

Epoche successive[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo giudicale e medioevale non è attestata alcuna presenza abitativa permanente nel territorio calasettano, che, però, risulta frequentato dagli abitanti del vicino borgo di Sulci, l'attuale Sant'Antioco, i quali esercitavano attività agro-pastorali nei terreni divenuti in seguito parte del comune di Calasetta.

Durante il dominio spagnolo, si segnala il sopralluogo, nell'anno 1572, lungo le coste e il litorale calasettano da parte del Capitano di Iglesias, don Marco Antonio Camos, descrivendo nella sua Relaçion de todas las costas maritimas de lo Reyno de Cerdeña, i siti ottimali per l'edificazione di torri costiere per la guardia e la vedetta, con sentinelle armate, secondo le prescrizioni ordinate nel 1572-73 dal re Filippo II di Spagna per la perlustrazione delle coste sarde.

L'insediamento tabarchino[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di Calasetta è un'isola linguistica tabarchina (variante della lingua ligure), come la prospiciente Carloforte sulla vicina isola di San Pietro; questa peculiarità culturale è dovuta alla colonizzazione e fondazione del paese da parte di coloni liguri provenienti dalle coste tunisine. Per il comune passaggio della comunità pegliese abitante nella piccola isola tunisina, ora promontorio e sobborgo della cittadina di Tabarca, la popolazione di Calasetta, in analogia con quella della vicina Carloforte, definisce sé stessa come tabarchina, e l'idioma ligure parlato a Calasetta è detto tabarchino.

Alla metà del 1500 un gruppo di liguri, partiti da Pegli (sobborgo della metropoli di Genova) partirono per la piccola isola di Tabarka vicina alla costa della Tunisia, al seguito dei Lomellini, cospicuo casato genovese, che aveva avuto una concessione sul posto, per praticare commerci e la pesca del corallo.

Alla metà del 1700, essendo divenuta meno redditizia la pesca del corallo, ed essendo peggiorati i rapporti con i tunisini, i coloni abbandonarono la Tunisia ed ottennero dal re di Sardegna le concessioni a costituire insediamenti; il primo, nel 1738, nell'isola di San Pietro con la costituzione di Carloforte, e quindi poi di Calasetta in una parte pressoché disabitata dell'isola di Sant'Antioco.

Il Re, Carlo Emanuele III di Savoia, affidò così all'ordine religioso dei Santi: San Maurizio e San Lazzaro, che nel 1758 aveva ottenuto in feudo la parte nord-occidentale del territorio dell'Isola di Sant'Antioco, il compito di guidare l'insediamento di Calasetta. L'insediamento fu deciso formalmente nel 1770. Tra il 1770 e il 1771 fu elaborato un piano urbanistico per Calasetta che venne poi realizzato presso l'insenatura denominata Cala de Seda che influì sulla denominazione di Calasetta del nuovo borgo. L'erigendo nucleo abitato fu popolato nell'ottobre 1770 dai primi 130 coloni (38 famiglie), di origine ligure, che furono trasportati dal capitano ed armatore Giovanni Porcile, sulla nave Ancilla Domini verso l'isola di Sant'Antioco. Ai primi coloni, provenienti da centri della Tunisia: Tabarca e Tunisi, furono assegnati alloggi e terreni, beneficiando di esenzioni fiscali e di concessioni gratuite di terre coltivabili, ma a loro fu imposto anche il divietato di abbandonare la zona di Calasetta per alcuni anni. L'ubicazione del nuovo borgo fu attentamente studiato dai funzionari governativi del Re Carlo Emanuele III di Savoia, con la realizzazione dell'insediamento sulla sponda contrapposta al nuovo centro urbano di Carloforte, proprio in posizione strategica lungo le coste vicino al transito dei tonni[6].

Piazza Belly, intitolata ad uno dei progettisti dell'abitato calasettano.

Tra il 1773 e il 1774 si ebbe una successiva immigrazione di alcuni coloni piemontesi, la maggior parte originaria di Carignano (in Provincia di Torino), che terminò con un sostanziale fallimento, in una situazione sanitaria durissima (il paese fu decimato nei primi anni da ripetute terribili epidemie), ma produsse comunque un prezioso afflusso di tecniche culturali di coltivazione della vite, sviluppando così un'autonoma e pregevole capacità nella produzione agricola, ed in particolare nella produzione del vino di alta qualità: il famoso Carignano del Sulcis. Le poche persone di origine piemontese che riuscirono a resistere ed a sopravvivere, furono comunque rapidamente e completamente assorbite dalla comunità tabarchina, assumendone la parlata ligure ma mantenendo l'abbigliamento tradizionale piemontese, come si evidenzia ancora nelle sfilate folcloristiche con il costume tipico di Calasetta esibito in diverse manifestazioni.

La costruzione dell'abitato, su progetto dell'ingegnere militare piemontese Pietro Belly, iniziò su due assi portanti viari ortagonali, corrispondenti alla via Roma (già via Grande) e via Guglielmo Marconi, ai lati delle quali furono costituiti i primi lotti con abitazione e superficie coltivabile, con tipologie abitative prescelte a difesa delle possibili incursioni piratesche. L'insediamento iniziale, che riproduce il castro romano, ebbe le seguenti dimensioni: in direzione est-ovest (corrispondente al decumano) si sarebbe sviluppato nelle strade principali per una lunghezza di 120 trabucchi piemontesi (uguali a 370 metri), e in direzione nord-sud (corrispondente al cardo o cardine) per 60 trabucchi (uguali a 185 metri); invece nelle vie secondarie la lunghezza fu di 36 trabucchi (uguali a 111 metri). L'agglomerato così progettato ebbe un impianto cartesiano caratterizzato da isolati regolari e spazi rettangolari o quadrati, seguendo i dettami dei piani urbanistici sabaudi allora in voga, dove il fulcro principale (in coincidenza dell'incrocio tra i due assi portanti viari ortagonali) era costituito dall'area di piazza Municipio (una specie di foro del pretorio), successivamente intitolata a Pietro Belly. Successivamente, l'ingegnere sabaudo Giovanni Francesco Daristo dispose nel 1773 l'ampliamento del nuovo abitato, sviluppando l'impianto matrice dell'ingegnere Belly, che si caratterizza per gli elementi dell'architettura domestica della costa ligure tipicamente sette-ottocentesca.

In un accordo formale, già sottoscritto a Torino il 29 novembre 1767, tra un gruppo di capi-famiglia dei primi abitanti di Calasetta e rappresentanti governativi, si stabilirono in una specie di concordato i primi regolamenti civici per la popolazione calasettana. Inoltre, si decise che in presenza di un podestà governativo i coloni di Calasetta avrebbero eletto su base censuaria tre rappresentanti per la carica di un sindaco, di primo e secondo consigliere, con un mandato di durata annuale.

Società e comunità calasettana dalla fine del Settecento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine del 1700 ad oggi la comunità calasettana ha mantenuto, quasi costantemente, sistemi di organizzazione sociale di origine tabarchina (linguaggio e tradizioni marinaresche), come Carloforte, ma con la differenza di subire anche l'influenza della cultura sarda proveniente dalla vicina cittadina di Sant'Antioco. Tutto ciò è stato favorito dal fatto che a Calasetta, non essendo isolata come Carloforte, si combinano e si intrecciano spesso tradizioni culturali tabarchine con quelle sarde e sulcitane, nonostante la manifestata e orgogliosa appartenenza derivante dai legami con il territorio ligure e genovese in particolare. L'originaria cultura piemontese è rimasta solo in modo notevole nelle tecniche di coltivazione della vite e della produzione del pregevole vino Carignano del Sulcis, che viene commercializzato da un'importane cantina sociale. La pesca, con le connesse attività marinare e marittime, e l'agricoltura, in particolare la coltivazione di pregiate uve per la produzione del vino, costituiscono l'economia prevalente del paese affiancate da importanti servizi turistici per la permanenza e la ristorazione che stanno caratterizzando sempre di più Calasetta, diventata e affermatasi come notevole e rilevante centro balneare e di soggiorno nel territorio e in Sardegna.

Il 27 maggio 2006 Calasetta è stato riconosciuto come comune onorario dalla Provincia di Genova in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure. È inoltre gemellata con Genova Pegli dal 2006.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Acquedotto comunale: vicino alla torre Sabauda, in via Tunusi, si trova in buone condizioni l'acquedotto comunale dismesso che presenta intatti simboli littori del passato regime fascista.
  • Vecchia tonnara di Calasetta - impianti, forni e caseggiati in località Spiaggia Grande.
  • Vecchio fanale di terra in località Mangiabarche
  • Palazzo municipale (con torretta-casotto dell'orologio realizzato nel 1927): tra i primi edifici del paese, già sede del consiglio comunitativo, istituito dal R.E. 25 settembre 1771, per l'amministrazione degli affari e degli interessi della comunità, poi, nel 1848, in seguito alla riforma prevista dal R.D. 7 ottobre 1848 n. 295, luogo del comune moderno.
  • Ponte di Riu Cabriolu (1929 - 1930): vicino al litorale di Cussorgia
  • Ponte Su Fossu (1929 - 1930): vicino al litorale di Cussorgia
  • Vecchio cinema: interessante edificio degli anni trenta, non in uso da tempo per attività di spettacolo, alterato da recenti utilizzi.
  • Case urbane tipiche: caratteristici edifici ubicati in diverse parti del borgo storico.
  • Case rurali tradizionali: caratteristiche abitazioni poste nella campagna di Calasetta.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La torre
  • Torre Sabauda: la possente torre (detta torre nêua ossia nuova, poi denominata torre Litoranea) per la guardia del territorio, che ancora oggi domina il centro storico dell'abitato, fu costruita nel 1756 in conci di pietra vulcanica, secondo il progetto dell'ingegnere militare piemontese Vallin.
  • Vecchie batterie antiaeree e antinave: in località "Mangiabarche", postazioni militari abbandonate del secondo conflitto mondiale, quasi in rovina, con trincee di protezione (con passaggi sotterranei), depositi andati in rovina e l'imponente (ma pericolante) centrale di tiro che domina il paesaggio lungo la costa.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Statua di soldato in vedetta: Monumento ai caduti di tutte le guerre, scultura bronzea (opera realizzata a Roma nel 1927 dallo scultore perugino Torquato Tamagnini), che si trova al centro della piazza Municipio, successivamente intitolata a Pietro Belly.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Calasetta sono presenti i seguenti nuraghi (con indicazione dell'altezza del sito):

  • Acqua Sa Murta (59 m)
  • Bricco Piane o delle Piane (11 m)
  • Bricco di Ciotti (36 m)
  • Bricco Scarperino (48 m)
  • Mercureddu (59 m)
  • S'Ega de Ciredu (74 m)
  • Sisineddu (40 m)
  • Spiaggiagrande (10 m)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il tabarchino è un dialetto del ligure.

Ad effetto della cultura sviluppata, maggiormente di tipo contadino piuttosto che pescatore, e per il contatto in una più stretta contiguità geografica con la popolazione di lingua sarda, con cui condivide l'Isola di Sant'Antioco, la lingua di Calasetta ha acquisito in misura maggiore rispetto a Carloforte diversi termini linguistici sardi.

Peraltro la minore apertura ai traffici marittimi rispetto a Carloforte, e la peculiare caratteristica conservatrice della cultura contadina, ha permesso un migliore mantenimento, rispetto a Carloforte (oggetto di maggiori contatti con l'evoluzione del linguaggio della Liguria) anche di alcune particolari notazioni del dialetto ligure nella forma arcaica.

È da sottolineare tuttavia che la coesistenza con le popolazioni di origine sarda e le diverse assunzioni linguistiche dal sardo hanno determinato che il dialetto tabarchino parlato a Calasetta è sostanzialmente diverso nella pronuncia e in alcuni tratti semantici rispetto a quello utilizzato a Carloforte, dove si è mantenuto invece globalmente in una forma più aderente al pegliese di origine.

Ad un esperto osservatore esterno la lingua appare per diversi aspetti analoga, ma non uguale, a quelle ad oggi usate nel genovesato e nella prima Riviera di Ponente ligure, con alcune forme linguistiche liguri antiche.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo d'arte contemporanea: allestito nel "vecchio mattatoio"" comunale, dismesso da anni e ristrutturato allo scopo. Gli spazi espositivi interni, articolati su due piani, raccolgono dal 2000 collezioni, curate da Ermanno Leinardi (1933-2006), importante artista sardo locale, di numerose opere di diversi artisti moderni.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro comunale di Calasetta, lo storico Borgo (in tabarchino Borgu e in sardo Brugu), è costituito da due vasti isolati urbani o piccoli Rioni (in tabarchino Riùn e in sardo Parti): Marina (in tabarchino Màina e in sardo Marina), dove gli abitanti sono denominati in tabarchino marràixi, e Torre (in tabarchino Ture e in sardo Turri), nel quale i residenti sono chiamati in tabarchino turràixi. La Via Roma (già Via Grande) divide i due Rioni sunnominati. Nella parte sud-occidentale del centro storico si trova il più recente rione residenziale di Sottotorre o Sotto Torre (in tabarchino Sutta Ture e in sardo Sutta Turri), abitato, e molto frequentato, soprattutto nel periodo estivo; mentre nella parte meridionale vi è una zona di espansione abitativa denominata La Costiera (in tabarchino A Custea e in sardo Sa Costera), sorta anch'essa successivamente al borgo originario.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte del comune anche la frazione di Cussorgia (64 abitanti al 2001[8]); e le località e casali di Cascinole U Vègiu Magasìn ("casale vecchio magazzino"), Mangiabarche, Mercureddu, Mercuri, Salina (o Saline), Sisineddu, Tonnara e Tupei.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Traghetto Eolo della Delcomar in arrivo al porto di Calasetta

La principale arteria viaria che raggiunge Calasetta è la SS 126 dir, che collega il comune con Sant'Antioco, passando sulla parte nord-est dell'isola omonima. Il collegamento con il centro antiochense (alla cui periferia è presente il ponte stradale che collega l'isola di Sant'Antioco alla Sardegna) dal 2006 è possibile anche attraverso la strada provinciale 76, che si sviluppa lungo la costa ovest dell'isola (rendendo così possibile il giro completo dell'isola lungo la costa).

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto

Calasetta è dotata di un porto turistico e per pescherecci, oltre che commerciale. Il sito portuale non ha alti fondali (è poco profondo) e quindi è limitato a natanti di piccola stazza: il porto ha un'ottima esposizione meteomarina, essendo ridossato da maestrale, che localmente è il vento di massima traversia, ma anche alquanto da scirocco, il secondo per rilevanza; e perfettamente riparato a libeccio.

Dalle banchine dello scalo è possibile raggiungere Carloforte, unico centro abitato dell'isola di San Pietro, tramite collegamenti giornalieri espletati dalla Delcomar, operativa anche nelle ore notturne: data la posizione naturalmente sicura del porto, l'approdo di Calasetta è sempre ben agibile in tutte le condizioni meteomarine.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Autobus dell'ARST in sosta presso l'ex stazione ferroviaria di Calasetta, nelle vicinanze del porto.

Calasetta è collegata con Sant'Antioco e col Sulcis-Iglesiente dagli autobus extraurbani dell'ARST, la quale in periodo estivo attiva anche delle corse per collegare l'abitato con le sue spiagge principali. L'ARST gestisce anche le relazioni che sino al 1974 erano espletate attraverso la ferrovia Siliqua-San Giovanni Suergiu-Calasetta, di cui l'ex stazione capolinea è fermata terminale delle autocorse nel centro.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo è forse l'attività economica più rilevante nel Comune di Calasetta con servizi di soggiorno e ristorazione, ma anche con la presenza di numerose seconde case lungo la costa. Le tradizionali attività marinare della pesca sono presenti con servizi marittimi; così anche l'agricoltura come la coltura della vite con ottime produzione di vino Carignano.

Persone legate a Calasetta[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Belly (... - Torino, 14 luglio 1791), sottotenente del Regno sabaudo e ingegnere, fu progettista della pianta urbana di Calasetta negli anni della sua fondazione[9].
  • Paride Rombi (Calasetta, 1920 - Napoli, 1997), giurista, scrittore (premio Grazia Deledda).
  • Bruno Rombi (Calasetta, 1931), scrittore, poeta, critico letterario, pubblicista, pittore.
  • Ermanno Leinardi (Pontedera, 1933 - Calasetta, 2006), pittore.
  • Piero Biggio (Calasetta, 1937 - Calasetta, 2007), arcivescovo, diplomatico della Chiesa cattolica.
  • Pietro De Negri (Calasetta, 1956), personaggio della criminalità organizzata.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dall'insediamento dell'abitato e della comunità, anno 1770, Calasetta ha avuto le seguenti amministrazioni municipali con i titolari delle cariche istituzionali[10][11]:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1920 1927 Rombi Francesco Partito Nazionale Fascista Sindaco poi Podestà
1927 1930 Mercenaro Salvatore Partito Nazionale Fascista Commissario Prefettizio poi Podestà
1931 1931 Sanna Tommaso Partito Nazionale Fascista Commissario Prefettizio
1931 1934 Serra Giovanni Partito Nazionale Fascista Commissario Prefettizio
1935 1937 Ravot Ernesto Partito Nazionale Fascista Commissario Prefettizio
1938 1943 Sollai Priamo Partito Nazionale Fascista Commissario Prefettizio poi Podestà
1944 1944 Biggio Rombi Salvatore Commissario Prefettizio
1945 1945 Ballero Carlo Commissario Prefettizio
1945 1945 Rombi Aurelio Commissario Prefettizio
1946 1952 Rombi Manconi Salvatore Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1946
1952 1956 Rombi Enea Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1952
1956 1960 Cincotti Giuseppe Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1956
1960 1962 Cincotti Antioco Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1960
1962 1966 Cabras Giovanni Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1962
1966 1972 Cipollina Giuseppe Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1966
1972 1978 Cabras Giovanni Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1972
1978 1984 Biggio Alessandro Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1978
1984 1989 Aversano Adriano Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1984
1989 1994 Aversano Adriano Democrazia Cristiana (DC) Sindaco Elezioni Comunali 1989
1994 1999 Aversano Adriano U.D.C. Sindaco Elezioni Comunali 1994
1999 2004 Scopelliti Remigio U.D.C. Sindaco Elezioni Comunali 1999
2004 2009 Scopelliti Remigio Lista Civica Sindaco Elezioni Comunali 2004
2009 2014 Vigo Antonio Lista Civica Sindaco Elezioni Comunali 2009
2014 in carica Vigo Antonio Lista Civica Sindaco Elezioni Comunali 2014


Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 30 novembre 2015
  2. ^ Adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 30.09.2010
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 115.
  4. ^ Salvatore Colomo, Sardegna - Guida alle Coste, Cagliari, Società Editrice L'Unione Sarda, 2010.
  5. ^ Vittorio Angius, voce "Cala-seta", in Goffredo Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, III, Torino, G. Maspero, 1836, pp. 305-306
  6. ^ Marcello Schirru, La fondazione di Calasetta. Un progetto urbano settecentesco nel Regno di Sardegna, Edizioni Kappa, Roma 2013
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Dato ISTAT al 2001
  9. ^ Elvira Usai, La realtà tabarchina sarda ieri e oggi 1738-1770, nascono Carloforte e Calasetta, su Sardinews.it. URL consultato il 18 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2010).
  10. ^ Irma Armeni, Calasetta e il Fascismo. La documentazione inedita dell'Archivio storico comunale, edizione self-publishing Youcanprint, 2015
  11. ^ Fonte Albo Pretorio del Comune di Calasetta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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