Pula (Italia)

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Pula
comune
(IT) Pula
(SC) Pùla
Pula – Stemma
Pula – Veduta
Via del paese
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
Città metropolitanaProvincia di Cagliari-Stemma.svg Cagliari
Amministrazione
SindacoCarla Medau (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°00′34.01″N 9°00′01.98″E / 39.009447°N 9.000549°E39.009447; 9.000549 (Pula)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie138,92 km²
Abitanti7 097[1] (31-5-2021)
Densità51,09 ab./km²
FrazioniSanta Margherita di Pula, Is Molas
Comuni confinantiDomus de Maria (SU), Santadi (SU), Sarroch, Teulada (SU), Villa San Pietro
Altre informazioni
Cod. postale09050
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT092050
Cod. catastaleH088
TargaCA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) pulesi
(SC) pulesus
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pula
Pula
Pula – Mappa
Posizione del comune di Pula nella città metropolitana di Cagliari
Sito istituzionale

Pula è un comune italiano di 7 097 abitanti[1] della città metropolitana di Cagliari in Sardegna, situato a sud-ovest del capoluogo. Fondata nel periodo medievale e sviluppatasi nel XVIII secolo, è famosa per il sito archeologico di Nora, risalente al periodo fenicio e romano. Grazie alle sue spiagge, nel XX secolo è diventata un'importante meta turistica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pula sorge nelle vicinanze dell'antica città di Nora, fondata secondo la leggenda dagli Iberi condotti in Sardegna da Norace. L'antico centro urbano fu edificato dai fenici intorno all'VIII secolo a.C. probabilmente su preesistenti insediamenti nuragici di cui rimangono alcune testimonianze[3]. Passò nei secoli successivi prima ai punici e poi ai romani che la elevarono per un breve periodo a capitale della provincia di Sardegna e Corsica, per poi cedere la carica alla vicina Caralis (odierna Cagliari). Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a causa delle continue scorrerie, prima da parte dei vandali e in seguito dei pirati saraceni, la città di Nora, analogamente a molte altre città costiere sarde, cessò di esistere a partire dall'VIII secolo d.C. circa[4].

Nel medioevo il villaggio di Padulis de Nura (Palude di Nora), sorto nei pressi dell'antica città di Nora attorno all'anno 1000, fece parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Nora. Alla caduta del giudicato (1258) passò alla famiglia pisana Della Gherardesca. Dopo la morte del conte Ugolino, avvenuta nel 1289, e la fallita rivolta dei figli, fu amministrata dal comune di Pisa[5]. Nel 1324 avvenne la conquista aragonese, e gli aragonesi la inglobarono nei possedimenti della corona.

Durante le guerre tra il giudicato di Arborea e il Regno di Sardegna (1365-1409) la villa venne occupata più volte dalle armate arborensi. Tornato definitivamente in mano aragonese, il villaggio, ormai pressoché disabitato, fu infeudato alla potente famiglia iberica dei Carroz.

Tra XVI e XVII secolo gli spagnoli edificarono lungo la costa tre torri d'avvistamento in funzione anti-barbaresca.

Intorno al 1363 il feudo venne incorporato, col nome di San Pietro Pula, nella contea di Quirra, trasformata in marchesato nel 1603 dei nuovi feudatari Centelles, che a partire dal 1630 ne favorirono il ripopolamento. La ripresa demografica non durò però a lungo; l'epidemia di peste del 1652 decimò la popolazione (che doveva inoltre difendersi dalle continue incursioni dei pirati barbareschi) e il nascente borgo si spopola nuovamente. Nel 1674 il territorio passò ai Borgia di Gandia e da questi ai Català nel 1726. Nel XVIII secolo il paese torna a nuova vita grazie alle iniziative dei frati mercedari e all'afflusso nella zona di agricoltori e pastori[6].

Nel 1839, in epoca sabauda, con la fine del sistema feudale, Pula venne riscattata all'ultimo feudatario, Filippo Osorio, e divenne comune del Regno di Sardegna[7] e poi del Regno d'Italia dal 1861.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista
Interno della chiesa di Sant'Efisio
Santuario della Madonna della Consolazione

Tra i luoghi di culto si evidenziano:

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Santa Maria: villa aristocratica progettata dall'architetto Gaetano Cima nella prima metà dell'Ottocento sui ruderi dell'antica chiesa omonima.
  • Nuraghe Santa Margherita, in ottimo stato di conservazione, si trova nei pressi della spiaggia omonima[9].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre del Coltellazzo vista dall'area archeologica di Nora
Colonna nel sito di Nora

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nora (Italia).

Nel promontorio di Capo Pula sorgono i resti dell'antica città di Nora fondata dai fenici, che con tutta probabilità è il primo e più importante centro antico sull'isola. Il periodo fenicio è testimoniato dalla necropoli mentre tra i più interessanti ritrovamenti del successivo dominio romano vi sono colonne e pavimenti a mosaico.[8]

I resti furono scoperti casualmente, quando una violenta mareggiata riportò alla luce una parte dell'edificio funerario del tophet. Le scoperte eccezionali si susseguirono, il ritrovamento più eclatante fu il teatro, probabilmente anche per le sue buone condizioni di conservazione. Quest'opera viene attualmente utilizzata per un'interessante rassegna culturale.

Poco distante, una singola colonna è quanto rimane del tempio romano e adiacente ad essa il Foro, centro sociale ed economico della città. Non lontano si trova il tempio dedicato alla dea Tanit, supposizione avanzata dopo il ritrovamento di una pietra piramidale che raffigurerebbe la divinità. Particolarmente interessante è il complesso termale, i cui ruderi danno l'idea dell'imponenza della struttura.

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Pula si sviluppa intorno a piazza del Popolo, elegante centro della vita cittadina che ospita bar, ristoranti e, durante l'estate, spettacoli ed eventi culturali[10].

Spiaggia del Pinus Village a Santa Margherita

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

Pula è famosa per le sue spiagge che sono diventate meta di surfisti e di appassionati di pesca subacquea e immersioni. Ai piedi del promontorio di Capo Pula si trova la spiaggia di Nora, dove il mare ha un fondale basso; è fraquentata soprattutto da famiglie e surfisti. La spiaggia di Santa Margherita di Pula è caratterizzata da sabbia bianca e dalla vasta pineta in cui è immersa; racchiude diverse calette come Cala d'Ostia e Cala Verde, nella quale si trova il porto turistico[9]. Altre spiagge della zona sono quelle di Su Guventeddu, Punta d'Agumu e Foxi 'e Sali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera ammontava a 215 individui pari al 2,9% circa della popolazione totale. Le nazionalità principali erano:[12]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Pula è il campidanese comune.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una delle feste popolari più importanti di Pula è il tradizionale rito del pellegrinaggio in onore di Sant'Efisio. Si tiene a maggio con partenza dal centro cittadino e arrivo alla chiesa di Sant'Efisio a Nora[10].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Parco tecnologico, sede

Parco Scientifico e Tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

Pula è anche la sede del "Parco Tecnologico", uno dei centri operativi del consorzio "Sardegna Ricerche". In queste strutture sono alloggiati uffici e laboratori di alta tecnologia, espressione della volontà di proporre la Sardegna come possibile "California": terreno dove sviluppare idee e sperimentare il presente e il futuro della ricerca scientifica.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Antonio Giulio Corronca lista civica "eterogenea" Sindaco [13]
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Mario De Donato lista civica Sindaco [14]
26 maggio 2002 12 giugno 2004 Francesco Loi lista civica Sindaco [15]
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Walter Cabasino lista civica Sindaco [16]
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Walter Cabasino lista civica "Continuare per il Domani" Sindaco [17]
25 maggio 2014 11 giugno 2017 Carla Medau lista civica "Cittadinanza Attiva" Sindaco [18]
11 giugno 2017 - Carla Medau lista civica "Uniti per Pula" Sindaco [19]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è l'FCD Pula, fondata dopo la caduta dell'A.S.D. Calcio Pula.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Fondato nel 2017, il Futsal Femminile Pula disputa il campionato di Serie C regionale di calcio a 5 femminile; disputa le partite casalinghe al palazzetto comunale di Villa San Pietro.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Il Tennis club del Forte Village in località Santa Margherita organizza ogni anno diversi tornei dei circuiti ITF maschile e femminile, che permettono a tennisti/e professionisti/e di migliorare il proprio ranking ATP e WTA al fine di accedere ai tornei internazionali più prestigiosi[20]. Dall'ottobre 2020, sui campi del Forte Village si tiene inoltre il primo torneo del circuito maggiore mai ospitato in Sardegna, l'ATP 250 Sardegna Open[21].

Golf[modifica | modifica wikitesto]

In località Is Molas si trova il campo da golf dell'A.S.D. Circolo Golf Is Molas; è dagli anni 1980 uno dei più rinomati a livello nazionale e punto di riferimento per il golf in Sardegna. Situato in prossimità del mare e protetto dalle colline che lo circondano, gode di un clima particolarmente favorevole che lo rende utilizzabile tutto l'anno[22].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Sardegna Cultura, Pula, Città fenicio-punica di Nora, su sardegnacultura.it, Regione sardegna.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  4. ^ Ultime fasi e decadenza della città, su nora.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2012).
  5. ^ Sandro Petrucci, Re in Sardegna a Pisa cittadini p.160
  6. ^ Dizionario Angius-Casalis, Pula, su unionesarda.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  7. ^ La storia di Pula , su sufurriadroxu.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  8. ^ a b c Pula Città millenaria, su comune.pula.ca.it. URL consultato il 30 settembre 2020.
  9. ^ a b Le Spiagge di Pula, su comune.pula.ca.it. URL consultato il 30 settembre 2020.
  10. ^ a b Il Comune, su comune.pula.ca.it. URL consultato il 30 settembre 2020.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Cittadini stranieri in Italia - Pula, su tuttitalia.it, 31 dicembre 2019.
  13. ^ Comunali 21/11/1993, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  14. ^ Comunali 16/11/1997, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  15. ^ Comunali 26/05/2002, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  16. ^ Comunali 12/06/2004, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  17. ^ Comunali 07/06/2009, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  18. ^ Comunali 25/05/2014, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  19. ^ Comunali 11/06/2017, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  20. ^ Tennis ITF Forte Village, su asdtennisfortevillage.com. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  21. ^ Tennis: nuovo Atp 250 in Sardegna il 12 ottobre, su ansa.it, ANSA, 10 settembre 2020.
  22. ^ Is Molas, la storia del golf in Sardegna, su ismolas.it. URL consultato il 18 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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