Aritzo

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Aritzo
comune
Aritzo – Stemma Aritzo – Bandiera
Aritzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Gualtiero Mameli (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 39°57′N 9°12′E / 39.95°N 9.2°E39.95; 9.2 (Aritzo)Coordinate: 39°57′N 9°12′E / 39.95°N 9.2°E39.95; 9.2 (Aritzo)
Altitudine 796[1] m s.l.m.
Superficie 75,58 km²
Abitanti 1 290[2] (30-6-2017)
Densità 17,07 ab./km²
Comuni confinanti Arzana, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Laconi (OR), Seulo
Altre informazioni
Cod. postale 08031
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091001
Cod. catastale A407
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 225 GG[3]
Nome abitanti aritzesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aritzo
Aritzo
Aritzo – Mappa
Posizione del comune di Aritzo
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Aritzo (Arìtzo in sardo[4]) è un comune italiano di 1 290 abitanti in provincia di Nuoro situato nell'antica regione della Barbagia di Belvì.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è noto in Sardegna soprattutto come centro di villeggiatura montana sia estivo che invernale,vista la posizione strategica ai piedi del monte Gennargentu, a 800 m sul livello del mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria della Barbagia di Meana. Sconfitta l'Arborea da parte degli Aragonesi nel secolo XV, fu incorporato nella signoria della Barbagia di Belvì, e vi rimase fino al 1840 quando fu riscattato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Percorrendo corso Umberto I, la via principale del paese, si può ammirare la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, di epoca cinquecentesca ma con la parte più antica del XI secolo ; le ex prigioni spagnole del 1600, dette Sa Bovida, dove nel 1793 vennero rinchiusi alcuni ufficiali francesi grazie alla massima sicurezza dell'edificio; la casa Devilla un complesso architettonico che conserva intatto il nucleo originario che può essere datato intorno al XVII secolo e nel cortile interno venne ucciso il poeta Bachisio Sulis; il castello Arangino, fatto costruire nel 1917 in stile neogotico dal cavalier Vincenzo Arangino. Un'altra caratteristica del paese sono poi alcune antiche case costruite in scisto e abbellite da balconi in legno. Di particolare interesse è il museo etnografico che ospita migliaia di oggetti della tradizione agro-silvo-pastorale.

Oltre alla parrocchiale ad Aritzo si trovano anche la chiesa di Sant'Antonio di Padova e la chiesa di Santa Maria della Neve. Un tempo erano esistenti anche le Chiese di Sant'Antonio Abate e Santa Vitalia di cui rimane memoria solo in alcune immagini, della chiesa di Sant'Antonio Abate rimangono dei pezzi dell'altare ligneo nel museo etnografico e alcuni pezzi architettonici custoditi gelosamente nei giardini delle case private.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata ad Aritzo è il campidanese barbaricino centro-meridionale.

Costumi tradizionali

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La "sagra delle castagne e delle nocciole", nata nel 1972, si tiene nell'ultimo fine settimana di ottobre, dove di riescono a contare quasi 50.000 visitatori nei 2 giorni festivi." Altre feste importanti sono Sant'Antonio Abate, San Michele, Sant'Antonio da Padova, San Giovanni, Sant'Isidoro, San Basilio, Madonna della neve e la sagra della Carapigna.

Persone legate ad Aritzo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Paese a vocazione prevalentemente turistica, ha comunque nel settore della pastorizia e dell'artigianato altri punti saldi della sua economia. Nel passato Aritzo commerciava anche la neve che, dopo essere stata raccolta nelle “neviere” (contenitori appositi), veniva utilizzata, dai cosiddetti "Niargios" durante l'estate per produrre un caratteristico sorbetto al limone denominato in lingua sarda “Sa Carapigna”. Aritzo è conosciuta in territorio regionale anche per la grande produzione di castagne, e celebra questo primato con una sagra annuale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Antonina Paba sinistra Sindaco [7]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Paolo Fontana lista civica di centro-destra Sindaco [8]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Paolo Fontana lista civica Sindaco [9]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Augusto Pili lista civica "Unione Democratica Texile" Sindaco [10]
31 maggio 2015 - Gualtiero Mameli lista civica "Per Aritzo" Sindaco [11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Polisportiva Aritzo 1977 che milita nel girone C sardo di 1ª Categoria. Dalla stagione 2013/2014 alla stagione 2014/2015 ha militato nel girone B sardo di Promozione. È nata nel 1977. I colori sociali sono: il bianco ed il verde.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Risultati 14º Censimento ISTAT, Istat. URL consultato il 21 novembre 2013.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 38.
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Vedi Aritzo ricorda Antonio Maxia, «La Nuova Sardegna», 15 dicembre 2007 (http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/12/15/SN5SO_SN502.html).
  7. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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