Desulo

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Desulo
comune
Desulo – Stemma Desulo – Bandiera
Desulo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
SindacoGian Luigi Littarru (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°00′N 9°14′E / 40°N 9.233333°E40; 9.233333 (Desulo)Coordinate: 40°00′N 9°14′E / 40°N 9.233333°E40; 9.233333 (Desulo)
Altitudine888[1] m s.l.m.
Superficie74,5 km²
Abitanti2 322[2] (30-6-2017)
Densità31,17 ab./km²
FrazioniAsuai, Issiria, Ovolaccio
Comuni confinantiAritzo, Arzana, Belvì, Fonni, Ovodda, Tiana, Tonara, Villagrande Strisaili
Altre informazioni
Cod. postale08032
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091016
Cod. catastaleD287
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidesulesi, desulesos
Patronosant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Desulo
Desulo
Desulo – Mappa
Posizione del comune di Desulo
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale
Costume tradizionale
La spianata di Desulo

Desulo (Dèsulu in sardo[3]) è un comune italiano di 2 322 abitanti della provincia di Nuoro in Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato a 888 metri sul livello del mare, Desulo è parte integrante del Mandrolisai. È costituito da tre rioni: Issiria, Ovolaccio e Asuai, separati prima della costruzione della strada Desulo-Fonni e uniti in seguito ad un boom edilizio negli anni sessanta e settanta.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Fonti riportate sulle carte di Arborea, rivelatesi tuttavia un falso storico, facevano derivare etimologicamente il nome da esule o esilium, a indicare un gruppo di cristiani cacciati da Calmedia, l'odierna Bosa. Altre ricerche etimologiche vorrebbero origine del nome da "esulene" (luogo esposto al sole), o dal fenicio "desce" (erba, pascolo, luogo adatto al pascolo).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Desulo nel medioevo faceva parte del Giudicato di Arborea, collocata nella curatoria del Mandrolisai. Alla sconfitta del giudicato (1420) passò sotto il dominio aragonese, ma ottenne, come tutto il Mandrolisai, di essere governato da un signore nativo della contrada e scelto per elezione. Nel 1711 fu incorporato nella contea di San Martino, feudo dei Valentino, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La vecchia parrocchia dedicata a sant'Antonio Abate (patrono di Desulo), struttura importante dal punto di vista architettonico e storico-artistico.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico, caratterizzato dalle tipiche case realizzate in pietra di scisto, conserva scorci immutati nel tempo.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Da segnalare il nuraghe più alto della Sardegna in località Ura 'e Sole, la tomba dei giganti di Sa Sedda 'e s'ena e le domus de janas di Occile.

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Attrazioni turistiche sono la montagna ricca di boschi e foreste incontaminate come Girgini. Desulo è la base di partenza ideale per le escursioni sulla vetta più alta della Sardegna, punta La Marmora, a 1834 m s.l.m. Sempre da Desulo, percorrendo la strada provinciale 7 per Fonni, è possibile raggiungere il passo di Tascusì, considerato il valico automobilistico più alto della Sardegna a circa 1245-1248 m s.l.m.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Desulo è riconducibile alla Limba de mesania.

Tradizione e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Festività e tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

(SC)

« Fiera e ruzza, in mesu a sos castanzos
seculares, ses posta, o bidda mia;
attaccada a sos usos de una ‘ia,
generosa, ospitale a sos istranzos.
Sos fizos tuos, pienos d'energia,
chircan in donzi parte sos balanzos
cun cuddos cadditteddos fortes, lanzos,
carrigos de diversa mercanzia.
Gai passende vida trista e lanza
giran s'isula nostra ventureris;
e cand'intran in calchi bidd'istranza
tott'isclaman: Accò sos castanzeris!
E issos umiles naran: Eh… castanza!
E chie comporat truddas e tazzeris? »

(IT)

« Fiera e grezza in mezzo ai castagni
secolari, sei posto, oh paese mio;
aggrappato agli usi di una volta,
generoso, ospitale con gli stranieri.
I figli tuoi, pieni di energia,
Cercano dappertutto di che vivere
con quei cavallini forti, magri,
carichi di diversa mercanzia.
Così passando una vita triste e misera
girano la nostra isola all'avventura;
e quando entrano in qualche altro paese
esclamano tutti: Ecco i venditori di castagne!
ed essi umilini gridano: Eh... castagne!
Chi ci compra mestoli e taglieri? »

(Antioco Casula (Montanaru). A Desulu)
  • La sagra "La Montagna Produce" si tiene dal 31 ottobre al 2 novembre dal 1991 promuove e valorizza i prodotti tipici della montagna, l'artigianato artistico e le secolari tradizioni. Durante la sagra viene assegnato il premio letterario Montanaru, riservato ai poeti sardi. Numerose sono le iniziative culturali collaterali alla manifestazione. Altre festività sono la Sagra della Madonnina della neve, sagra che si tiene la prima settimana di agosto nel passo di Tascusì, la festa del patrono Sant'Antonio Abate a gennaio con l'accensione di un grande falò ("su fogu 'e sant'antoni), Inoltre le feste di san Basilio e san Sebastiano patroni di Ovolaccio e di Asuai.

Attualmente si cerca di riportare in uso varie tradizioni come la transumanza, con le pecore portate all'arrivare della primavera dal Campidano al paese. A Desulo è ancora possibile vedere le donne anziane col costume tradizionale, fatto in orbace rosso e ricamato con colori vivissimi.

Persone legate a Desulo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Asuai[modifica | modifica wikitesto]

Asuai è uno dei tre borghi montani che compone il centro abitato di Desulo, in provincia di Nuoro. È localizzato a 820 metri sul livello del mare e ha una popolazione di 1092 abitanti. Sino all'Ottocento era staccato di oltre un chilometro dal resto di Desulo e aveva una propria cartellonistica. Tanto che in diverse cartine geografiche, veniva sino a poco tempo fa, indicato separatamente. Storicamente conosciuto come Asnay, poi divenuto Asuai, il nome senza dubbio fa emergere una origine sardiana o comunque protosardiana[5]. Viene citato anche nelle fonti come villaggio che pagava le decime alla curia Romana al posto di Desulo ( M. Pittau op.cit). E' noto per essere il rione degli ambulanti desulesi ( viagiantes o camminantes) che portavano le loro mercanzie in giro per la Sardegna. Agli ambulanti è anche dedicata una piazza antistante la chiesa di San Sebastiano martire. Altro luogo di interesse è la piazzetta Tonino Puddu[6], dedicata al grande maestro del folklore di Nuoro, prematuramente scomparso. Il sito si trova lungo la strada principale, ovvero la via Cagliari.

Monumenti:

Il borgo non presenta particolari costruzioni storiche, tranne il nucleo abitativo di matrice ottocentesca presente nella zona Carrottu e la chiesa di San Sebastiano, patrono, su base secentesca e modificata da successivi rifacimenti. All'interno del suo territorio non sono censiti altri presidi religiosi.

Curiosità: contrariamente a quello che accade nel resto del paese di Desulo, Asuai celebra san Sebastiano con due ricorrenze votive. Una invernale, con gli eventi del 19 e 20 gennaio e l'altra estiva, la prima domenica di luglio. Prima della festa, gli appartenenti al comitato, eseguono una questua rituale per raccogliere i proventi per la festa in tutte le abitazioni di Asuai prima e poi nel resto del paese.

Nel territorio di Asuai esistono ancora una ventina di vigne attive. Si tratta di alcuni dei vigneti più alti in Sardegna, quasi a ridotto degli ottocento metri. In passato, infatti il territorio di Asuai, a partire dalla fine del paese fino a giungere alla stazione ferroviaria di Montecorte ( Desulo-Tonara) era adibito alla coltivazione di vite e frutteto. Nonostante il progressivo abbandono dei vigneti, almeno una decina di famiglie si occupa della loro cura.

Issiria[modifica | modifica wikitesto]

Anche issiria è uno dei tre borghi montani che compone il centro abitato di Desulo. Situato a 900 metri sul livello del mare, è uno dei rioni più importanti e popolosi.

Ovolaccio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Francesco Mammoliti lista civica di centro-sinistra Sindaco [7]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Salvatore Ignazio Borto centro Sindaco [8]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Giuseppe Antonio Zanda lista civica Sindaco [9]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Gian Luigi Littarru lista civica "Desulo nel Cuore" Sindaco [10]
31 maggio 2015 - Gian Luigi Littarru lista civica "Desulo nel Cuore" Sindaco [11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tavola: Popolazione residente - Nuoro (dettaglio loc. abitate) - Censimento 2001, su Istat.it. URL consultato il 28 novembre 2015.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 249.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Massimo Pittau, I Toponimi della Sardegna Meridionale.
  6. ^ Tonino Puddu compositore, artista, poeta e maestro di polifonia vocale. Era nato a Nuoro nel 1951 ed è venuto a mancare nel 2008. Puddu è stato uno dei maggiori esponenti della realtà corale nuorese e sarda in genere. Dal 1990 è stato direttore dell'Accademia di tradizioni popolari su Nugoresu di Nuoro e dal 1997 al 2006 ha diretto il coro Montanaru di Desulo. Nel 1993 venne insignito al titolo di Maestro del folklore. Il suo libro "Cantare la Sardegna" è uno dei testi di riferimento per il canto corale in Sardegna..
  7. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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