Gavoi

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Gavoi
comune
Gavoi – Stemma Gavoi – Bandiera
Gavoi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Giovanni Cugusi (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 40°10′N 9°12′E / 40.166667°N 9.2°E40.166667; 9.2 (Gavoi)Coordinate: 40°10′N 9°12′E / 40.166667°N 9.2°E40.166667; 9.2 (Gavoi)
Altitudine 777 m s.l.m.
Superficie 38,06 km²
Abitanti 2 678[2] (31-7-2016)
Densità 70,36 ab./km²
Comuni confinanti Fonni, Lodine, Mamoiada, Ollolai, Ovodda
Altre informazioni
Cod. postale 08020
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091028
Cod. catastale D947
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gavoesi[1]
Giorno festivo San Gavino (25 ottobre)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gavoi
Gavoi
Gavoi – Mappa
Posizione del comune di Gavoi
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Gavoi è un comune italiano di 2 678 abitanti della provincia di Nuoro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lago di Gusana

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nel cuore della Barbagia di Ollolai, in posizione strategica fra Nuoro ed il Gennargentu, sorge sul fianco sud-orientale di una collina (Monte 'e su Sennore) fronteggiata dai monti di Pisanu Mele, fra boschi e corsi d'acqua.

Nelle vicinanze si trova il lago artificiale di Gusana, bacino di primo salto per la produzione idroelettrica della centrale di Coghinadorzas e meta turistica. Nel territorio ci sono diversi siti archeologici di età nuragica e romana.

Gavoi possiede da sempre un'enclave in territorio del vicinante comune di Lodine, in località "Sa Itria", dove è ubicato il santuario dei gavoesi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria e storia antica[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'uomo nel territorio è attestata sin dal neolitico, epoca di cui rimangono cospicue tracce come il menhir Sa Perda Longa e le domus de janas di Uniai e Istelathe. Nell'età del bronzo (II millennio a.C.) la civiltà nuragica edificò nella zona diversi nuraghi e alcune tombe dei giganti [3].

Dell'età romana resta un ponte, oggi sommerso dal lago artificiale.

Medioevo e periodo Aragonese[modifica | modifica wikitesto]

In età medievale, quando il centro faceva parte del giudicato di Arborea, si hanno cenni di Gavoi nell'elenco dei centri abitati sardi che nella metà del XIV secolo versavano le decime alle curie di Roma. Altre citazioni al villaggio si hanno, tramite Bernardu Lepore (o Leporo), delegato di Gavoi della Barbagia di Ollolai e della curatoria di Austis, nell'elenco dei firmatari del trattato di pace del 1388 tra la giudichessa Eleonora d'Arborea e Giovanni I d'Aragona.

La chiesa parrocchiale di San Gavino

Al tempo, il paese apparteneva alla giurisdizione della diocesi di Santa Giusta. Presto avrebbe accresciuto il suo territorio di parte delle terre di Oleri (distrutta dalla peste nel 1401) e nel 1504 divenne feudo di Pietro Carroz d'Arborea. In questo periodo fu eretta la chiesa di Sant'Antioco.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1604 il paese fu annesso al Ducato di Mandas.

Il Settecento fu un secolo importante per la comunità locale, che grazie ai suoi poeti estemporanei cominciò ad essere sempre più conosciuta nel resto dell'Isola. La tradizione orale ha salvaguardato rime di numerosi autori che, nel confronto con quanto tramandato in altre aree sarde, testimonia la presenza di una produzione artistica corposa e apprezzata.

Un giovane intagliatore di legno in abito sardo completo di Sa Berritta

Sulla fine del Settecento, gli echi delle pestilenze che avevano spopolato le coste sarde giunsero anche nelle Barbagie e a Gavoi, che da sempre si caratterizzava per la mobilità dei suoi abitanti (dediti alla pastorizia nomade ed al commercio ambulante) e che per questo subì questo flagello prima di altri paesi dintorno[4].

Ottocento e Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Ottocento, la confluenza delle colline a Sud-Est del paese fu indicata dal generale Alessandro Lamarmora (che per conto dei Savoia, nuovi re di Sardegna, esplorava l'isola e ne effettuava rilevazioni geodetiche) come sede ottimale di un invaso artificiale per lo stivaggio dell'acqua potabile soprattutto proveniente dal fiume Taloro. Il progetto pare sia stato fortemente caldeggiato da un tal Piras, gavoese, al tempo medico dei Reali a Torino, ma non ebbe seguito immediato. All'inizio del Novecento, con l'introduzione dell'energia elettrica, il progetto riprese corpo e nel 1926 la società incaricata dello studio e della realizzazione acquisì un intero quartiere di Gavoi per stabilirvi i suoi uffici, iniziando poco dopo le operazioni che si sarebbero concluse in via definitiva solo dopo la Seconda guerra mondiale.

Gavoi era al tempo conosciuta per l'attività dei Zillonarzos, ambulanti che vendevano i prodotti del paese, come orbace, coltelli, finimenti, selle, tamburi, ed il formaggio "Fiore Sardo".

Nel dopoguerra Gavoi ebbe uno sviluppo intenso sia nelle attività tradizionali (pastorizia, artigianato,[5] produzioni alimentari) che nei campi finanziari, in cui numerosi gavoesi raggiunsero posizioni di estrema importanza sia nelle carriere pubbliche che in quelle private, instradando poi la vispa imprenditoria locale su sentieri efficacemente vantaggiosi. Ciò si tradusse in una veloce crescita delle risorse disponibili ed in una ragguardevole capacità di investimento anche in anni di crisi generale, portando il paese a detenere quote ingenti dei possedimenti e delle aziende dell'intera regione, superando addirittura la stessa Nuoro.

Contemporaneamente, e sino ad anni recenti, Gavoi ha restaurato le sue tradizioni culturali e urbanistiche, affacciandosi con poco sforzo al turismo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Carmelo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del Carmelo
  • Chiesa di San Gavino
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa di Sant'Antioco
  • Santuario di Sa Itria

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Costume tradizionale di Gavoi
Costume tradizionale di Gavoi

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Festività e tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Festival Letterario della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

A Gavoi dal 2004 si svolge ogni anno, nei primi giorni di luglio, il Festival Letterario della Sardegna, organizzato dall'associazione culturale Isola delle storie, fondata da un gruppo di scrittori sardi tra i quali Flavio Soriga, Giorgio Todde, Giulio Angioni, Marcello Fois, Luciano Marrocu e in seguito Michela Murgia. Tra i più convinti sostenitori del Festival il regista Ermanno Olmi, maestro del cinema italiano che ha partecipato a diverse edizioni del festival, festeggiando i suoi 80 anni nel corso dell'edizione del 2011. Il Festival ha acquisito sempre maggiore visibilità e importanza in Italia e in Europa e oggi è considerato uno dei più interessanti e originali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gavoi, su Treccani.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2016.
  3. ^ Sito istituzionale del Comune di Gavoi, Archeologia
  4. ^ Comunas, Storia di Gavoi
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 21.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN140245839
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