Dualchi

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Dualchi
comune
(IT) Dualchi
(SC) Duàrche
Dualchi – Stemma
Dualchi – Bandiera
Dualchi – Veduta
Dualchi – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Sardegna
Provincia Nuoro
Amministrazione
SindacoGiovanni Muroni (lista civica) dall'11-10-2021
Territorio
Coordinate40°13′48.13″N 8°53′54.28″E / 40.230037°N 8.898411°E40.230037; 8.898411
Altitudine321 m s.l.m.
Superficie23,41 km²
Abitanti570[1] (30-9-2022)
Densità24,35 ab./km²
Comuni confinantiAidomaggiore (OR), Birori, Borore, Bortigali, Noragugume, Sedilo (OR), Silanus
Altre informazioni
Cod. postale08010
Prefisso0785
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091018
Cod. catastaleD376
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) dualchesi
(SC) duarchesos
Patronosan Leonardo
Giorno festivo6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dualchi
Dualchi
Dualchi – Mappa
Dualchi – Mappa
Posizione del comune di Dualchi
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale
Le spianatine di Dualchi

Dualchi (Duarche in sardo) è un comune italiano di 570 abitanti della provincia di Nuoro nella subregione del Marghine. Il paese è situato a 321 metri sul livello del mare nella zona settentrionale dell'altopiano di Abbasanta. Fa parte del Gal Marghine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Area abitata già in epoca nuragica, per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi, nel Medioevo appartenne al giudicato di Torres e fece parte della curatoria del Marghine. Quando nel XIV secolo la curatoria di Parte Barigadu del giudicato di Arborea assorbì parte della curatoria del Marghine, il paese passò sotto l'influenza dei giudici di Arborea. Alla caduta del giudicato (1429) entrò a far parte del marchesato di Oristano. Nel corso della guerra, combattuta nel 1478, tra Leonardo Alagon marchese di Oristano e il viceré di Aragona, gli abitanti di Dualchi furono fedeli al marchese, combatterono contro gli aragonesi ma furono sconfitti. Il paese passò quindi sotto il dominio aragonese e divenne un feudo. Nel XVIII secolo fu incorporato nel marchesato del Marghine, di cui i titolari erano i Pimentel. Dai Pimentel passò ai Tellez-Giron, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuraghe monotorre chiamato Ponte.

Nel 2021 sono stati effettuati degli scavi che hanno restituito i resti di una capanna nuragica a forma circolare.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Dualchi sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 gennaio 1999.[3][4] Lo stemma si blasona:

«troncato: il primo, di azzurro, alla lettera maiuscola D d'oro, accompagnata da quattro stelle di otto raggi dello stesso; il secondo, d'argento, alla locale chiesa di San Pietro, in prospettiva, su campagna erbosa, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di azzurro.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Dualchi è il logudorese centrale o comune.

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa in onore dei SS. Apostoli Pietro & Paolo

Il 28 e 29 Giugno in occasione dei festeggiamenti, nel percorso campestre chiamato "Iscammeddu" si svolge una corsa a cavallo che viene chiamata "Ardia". Da tradizione la corsa ha inizio il tardo pomeriggio del 28 Giugno per poi ripetersi il 29 mattina. Lo svolgimento prevede la processione religiosa che accompagna il simulacro del Santo alla Chiesa campestre di San Pietro.. In testa alla processione il capo corsa detta: "sa bandela mazzore" porta lo stendardo del Santo.. seguita dalla seconda Bandela che porta lo stendardo di San Paolo...che a loro volta son "protetti" da 3 cavalieri rinominati "scorte" che hanno il compito di evitare che i restanti cacalieri possano superare le 2 Bandele.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Aldo Porcu Democrazia Cristiana sindaco [6]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Aldo Porcu lista civica sindaco [7]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Ignazio Piras liste civiche di centro-sinistra sindaco [8]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Ignazio Piras lista civica sindaco [9]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Antonio Sedda lista civica "Insieme per Dualchi" sindaco [10]
5 giugno 2016 11 ottobre 2021 Ignazio Piras lista civica "Insieme per Dualchi" sindaco [11]
11 ottobre 2021 in carica Giovanni Muroni lista civica "Po Duarche" Sindaco [12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2022 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Dualchi, decreto 1999-01-19 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 16 luglio 2022.
  4. ^ Stemma e gonfalone, su Comune di Dualchi.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comunali 06/06/1993, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 27/04/1997, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 13/05/2001, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 28/05/2006, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 15/05/2011, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 05/06/2016, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  12. ^ Comunali Sardegna 10/11 ottobre 2021, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 17 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2021).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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