Meana Sardo

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Meana Sardo
comune
(IT) Meàna Sardo
(SC) Meàna
Meana Sardo – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
SindacoMarco Demuru (lista civica) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°16′15.65″N 9°24′09.91″E / 40.271013°N 9.402752°E40.271013; 9.402752 (Meana Sardo)Coordinate: 40°16′15.65″N 9°24′09.91″E / 40.271013°N 9.402752°E40.271013; 9.402752 (Meana Sardo)
Altitudine588 m s.l.m.
Superficie73,8 km²
Abitanti1 784[1] (31-10-2017)
Densità24,17 ab./km²
Comuni confinantiAritzo, Atzara, Belvì, Laconi (OR), Samugheo (OR)
Altre informazioni
Cod. postale08030
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091047
Cod. catastaleF073
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 800 GG[2]
Nome abitanti(IT) meanesi
(SC) meanesos/meanesus
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Meana Sardo
Meana Sardo
Meana Sardo – Mappa
Posizione del comune di Meana Sardo
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Meana Sardo (Meàna in sardo) è un comune italiano di 1 784 abitanti, della provincia di Nuoro nella regione della Barbagia di Belvì.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Meana deriva dalla parola "mediana", in quanto nel territorio del paese passava la strada romana che da Cagliari, attraversando Bhiora (Serri), Valenza (Nuragus), Mediana (Meana Sardo), Augustis (Austis), Sorabile (presso Fonni) e Caput Tirsi, (presso Orune, Sant'Efis) raggiungeva Olbia. Mediana appunto era situata a metà percorso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata in epoca nuragica e romana, per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi e di necropoli ed oppidum romani.

Durante il medioevo appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Barbagia di Meana, della quale inizialmente fu anche capoluogo finché lasciò il posto a Belvì. Alla caduta del giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla definitiva sconfitta degli arborensi (1478) passò sotto il dominio aragonese e fu incorporato nella signoria della Barbagia di Belvì. In seguito entrò a far parte della contea di Santa Sofia. Dopo essere stata ceduta a diversi feudatari, fu governata da Raffaele Lostia, sotto il quale rimase fino ai quali fu riscattato nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Bartolomeo: situata al centro del paese, in cima ad una scalinata, viene citata per la prima volta in un documento datato 17 gennaio 1341. Tuttavia non si riscontra alcun elemento architettonico risalente al XIV secolo, per cui si può supporre che la costruzione attuale sia stata edificata su una struttura preesistente di cui non viene conservata memoria. Un'iscrizione sul timpano triangolare del portale permette di datare la costruzione al 1589. L'edificio presenta una struttura a tre navate fiancheggiate da sette cappelle e da un presbiterio quadrato. A destra della facciata si erge un campanile a base quadrata, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1653.
  • Chiesa di Sant'Antonio: è una piccolissima chiesa, situata nell'omonimo quartiere, restaurata nel 1962. Presenta un ambiente unico di forma rettangolare e viene utilizzata di rado, quasi esclusivamente in occasione della ricorrenza di sant'Antonio Abate.
  • Chiesa di San Salvatore: più volte pesantemente rimaneggiata nel corso del tempo, tanto da non poter oggi risalire alla sua struttura originaria, che risale al XV secolo.
  • Chiesa di San Francesco: è la più recente delle strutture di culto meanesi: la sua costruzione risale infatti agli inizi del XX secolo. Per la sua costruzione vennero utilizzati anche materiali provenienti dall'antica chiesa dedicata a san Francesco, sconsacrata nel 1851, e in stato di completo abbandono.
  • Chiesa di San Lussorio: chiesa campestre di recente ricostruzione dedicata a san Lussorio, situata in una collina a nord est del paese; presenta un ambiente unico a pianta rettangolare, con copertura a capanna. Nell'altare in pietra è inserito il fregio circolare originariamente situato sopra il portale dell'antica chiesa di San Francesco.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

A 6 km dal paese, a 739 metri slm si erge il nuraghe quadrilobato Nolza, studiato dall'archeologo Giovanni Lilliu.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Meana Sardo è riconducibile alla Limba de mesania.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Cortes Apertas: è una manifestazione che si svolge nel mese di ottobre, ed è inserita nel circuito Autunno in Barbagia. Per l'occasione vengono aperti le cortes (cortili) delle case private, le domos antigas (case antiche), e i magasinus (cantine), con esposizione e vendita di prodotti tipici sia alimentari che di artigianato.[4]
  • Festa di San Bartolomeo apostolo (24 agosto): la festa in onore del Santo patrono dura tre giorni. Le celebrazioni religiose iniziano il giorno della vigilia con un ciclo di preghiere.
  • Festa di San Giovanni (24 giugno): in concomitanza con i festeggiamenti religiosi si svolge anche la Mostra regionale dei formaggi ovi-caprini della Sardegna.
  • Pasquetta Santu Lussulgiu
  • Su fogadone de Sant'Antoni
  • Festa di San Sebastiano: (19 gennaio): i festeggiamenti iniziano con la preparazione de Su fogadone (il falò) nei due rioni del centro storico, dopo di che si procede con l'accensione dei fuochi, e la distribuzione di dolci tipici e dei primi vini di stagione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Isili-Sorgono dell'ARST, impiegata dal 1997 esclusivamente per finalità turistiche. La stazione di riferimento per il comune è quella di Meana Sardo, posta alcuni chilometri a sud-est dell'abitato; più distante è lo scalo di Ortuabis, in passato attivo in particolare per il traffico passeggeri e merci legato alla miniera di Funtana Raminosa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Giovanni Cogoni lista civica di centro-sinistra Sindaco [5]
16 aprile 2000 24 maggio 2003 Bernardino Mura lista civica di centro-sinistra Sindaco [6]
24 maggio 2003 15 giugno 2008 Giovanni Cogoni lista civica di centro-sinistra Sindaco [7]
15 giugno 2008 26 maggio 2013 Angelo Nocco lista civica "Nuraghe e Cielo Azzurro" Sindaco [8]
26 maggio 2013 11 giugno 2018 Angelo Nocco lista civica "Nuraghe e Cielo Azzurro" Sindaco [9]
11 giugno 2018 - Marco Demuru lista civica "Nuraghe e Cielo Azzurro" Sindaco [10]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A Meana Sardo lo sport maggiormente praticato è il calcio. A livello maschile la formazione principale è il "Gruppo Sportivo Meana Sardo", dai colori sociali gialloverdi e militante in Prima Categoria. A livello femminile è originaria del paese la calciatrice Daniela Mattana che ha militato da giovanissima in Serie A con l'Atletico Oristano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  5. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 25/05/2003, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 15/06/2008, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 26/05/2013, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 10/06/2018, Ministero dell'interno. URL consultato il 13 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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