Samugheo

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Samugheo
comune
(ITSC) Samughèo
Samugheo – Stemma
Samugheo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoAntonello Demelas (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate39°56′51.41″N 8°56′26.76″E / 39.947615°N 8.940768°E39.947615; 8.940768 (Samugheo)Coordinate: 39°56′51.41″N 8°56′26.76″E / 39.947615°N 8.940768°E39.947615; 8.940768 (Samugheo)
Altitudine370[1] m s.l.m.
Superficie81,28 km²
Abitanti2 982[2] (30-6-2018)
Densità36,69 ab./km²
Comuni confinantiAllai, Asuni, Atzara (NU), Busachi, Laconi (OR), Meana Sardo (NU), Ortueri (NU), Ruinas (OR), Sorgono (NU)
Altre informazioni
Cod. postale09086
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095045
Cod. catastaleH756
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) samughesi
(SC) samughesos
Patronosan Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Samugheo
Samugheo
Samugheo – Mappa
Posizione del comune di Samugheo all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Samugheo è un comune italiano di 2 982 abitanti[2] della provincia di Oristano in Sardegna.

Il comune, che si caratterizza sia per le tradizioni che ancora la sua gente conserva (come il carnevale, la lavorazione del pane, o la produzione vitivinicola) che per gli importanti reperti archeologici, è posto a circa 400 metri sul livello del mare[1], nella regione storica della Barbagia del Mandrolisai[3][4][5] (conosciuta anche col nome di Barbagia d'Olisay, o Mandr-e-Olisay), in una zona chiamata Brabayanna[5] (porta della Barbagia, quanto a testimoniare l'inizio della sub-regione barbaricina proprio nel territorio samughese, per poi terminare, delineando i confini di quest'ultima a nord nei territori dell'antica Barbagia di Bitti).

Il territorio di Samugheo, che si estende per 81,27 km², confina a nord con Busachi, Ortueri e Sorgono, ad ovest con Allai e Ruinas, a sud con Asuni, ad est con Atzara, Meana Sardo e Laconi. Raggiunge l'altezza massima di 650m.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato nella subregione del Mandrolisai[3][5], caratterizzata da monti solitari e selvaggi e da una successione di gole, dirupi e imponenti pareti rocciose.

Il territorio si presenta ricco di fresche sorgenti che lo rendono estremamente fertile e rigoglioso. Boschi di querce, uliveti, vigneti e ampie distese lasciate a pascolo caratterizzano le colline circostanti, dove si muove una ricca fauna costituita da cinghiali, volpi, lepri e conigli.

Samugheo offre molto anche dal punto di vista paesaggistico: il suo territorio è infatti ammantato da una vegetazione folta e ricca che incornicia numerose grotte, meta ideale per gli amanti di speleologia. Tra le tante grotte possiamo ricordare quella di Sa conca 'e su Cuaddu nella valle del Riu Settilighe, la grotta dell'Aquila sul monte de Sa Pala de is Fais (qui vi si accede solo calandosi dall'alto per circa 25 m con funi e scalette) e quelle vicine al castello di Medusa, come il suggestivo buco della chiave con la caratteristica forma a clessidra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la teoria più accreditata il toponimo di Samugheo deriverebbe dall'antica chiesa di San Michele, in catalano chiamata San Migueu e in castigliano San Miguel, nome che poi corrotto sarebbe diventato quello attuale.

Il territorio fu certamente popolato fin dal neolitico, come testimoniano le domus de janas che lo costellano. L'area fu occupata prima dai Punici e poi dai Romani.

All'epoca bizantina risale il Castello di Medusa, a circa otto chilometri dal paese, utilizzato fino al XIV secolo.

Durante il medioevo Samugheo appartenne al Giudicato d'Arborea, e fece parte della curatoria del Mandrolisai. Alla caduta del giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla definitiva sconfitta degli arborensi (1478) passò sotto il dominio aragonese. La villa, incorporata nell'Incontrada del Mandrolisai, ottenne nel 1507 di essere governata, insieme a tutto il territorio al quale apparteneva, da un signore scelto tra i nativi dell'Incontrada mediante elezione: il re d'Aragona doveva scegliere il funzionario (oficial) da una terna presentata annualmente dagli abitanti locali. Nel 1711 fu annessa alla contea di San Martino, feudo dei Valentino, ai quali fu riscattata nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Samugheo si trovano vari reperti e siti archeologici. Tra questi da citare il castello di Medusa, la cui storia è avvolta nella leggenda: esso sorge a picco sulla gola formata dal Riu Araxixi ed è interamente scavato nel marmo. Fu costruito in epoca bizantina con funzione di controllo del territorio e di protezione dai barbaricini, che spesso penetravano nelle terre della Marmilla per saccheggiarne i villaggi. Oggi la visita è resa difficoltosa dalla vegetazione troppo fitta e lussureggiante. Secondo la leggenda il castello ospiterebbe ancora il fantasma della fantomatica regina Medusa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

La variante del sardo parlata a Samugheo è riconducibile alla Limba de mesania.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Mamutzones alla Cavalcata sarda

Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

Le maschere tipiche del carnevale samughese sono i cosiddetti mamutzones, riscoperte e portate alla luce all'inizio degli anni ottanta.

Il costume è composto da una mastrucca di pelle di capra nera (bianca per il capogruppo), campane in bronzo e campanacci (campaneddas e trinittos), scarponi artigianali, (cosìngios), pantaloni in velluto nero, stretti da gambales in pelle nera, e il tipico copricapo su casiddu. Di sughero, sormontato da autentiche corna caprine e rivestite in pelle di questo animale, su casiddu è un simbolo di fertilità e abbondanza, rimandando sia al moju, recipiente che contiene il miele, il latte e misura il grano e i cereali, sia ai riti dionisiaci.

Durante la sfilata il gruppo utilizza la propria danza cadenzata dal frastuono dei campanacci percorrendo le vie del paese; di tanto in tanto il gruppo, sempre con stesso passo e stessa ritmica, esegue il "cerchio": creando un'unica fila circolare, nel cui centro è posto il capogruppo, i membri a turno tolgono su casiddu per poi riporlo nel centro.

Minchilleo[modifica | modifica wikitesto]

La maschera di Minchilleo (sa mascàra de Minchillèo) è una delle tante figure del carnevale samughese. È composta da due personaggi principali: Minchilleo e "I' fiudas", ovvero le vedove (dette comunemente mammais, anziane). La figura di Minchilleo veste una tonaca bianca, la mitra papale e un campanaccio appeso alla vita. Siede sopra un carretto trainato da un asino ove è disposta una botte contenente vino. Le anziane vestono pantaloni in velluto o fustagno coperti da una gonna nera, s'isciallu (la mantellina tipica delle anziane) e su muncadore (un fazzoletto adibito alla testa che viene legato sotto al mento) e i caratteristici cosingios (scarpe in pelle fatte a mano); ambedue le figure tingono il proprio volto con su tzintzieddu (sughero bruciato). Durante la sfilata le vedove proseguono in una processione disordinata dietro al carretto, venerando Minchilleo, cantando salmi e poesie di fantasia (che alludono al vino) e offrendo vino ai passanti. Questa maschera rappresenta ironicamente la fede che le bigotte ripongono nella chiesa.

Particolare del costume tradizionale di Samugheo

Feste ed eventi tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno nel mese di agosto si svolge Tessingiu Mostra dell'artigianato sardo[7], arrivata nel 2013 alla 46ª edizione, con l'esposizione e la vendita dei tappeti, uno dei tratti più caratteristici e inconfondibili, radicati nella tradizione manifatturiera e artistica del paese.[8] Ma la festività più celebre è sicuramente "A Maimone" il carnevale antico samughese, una rassegna delle maschere di tutta la Barbagia e non, che ogni anno intrattiene migliaia di persone da tutta la Sardegna, con esposizioni riguardanti l'artigianato paesano, il tutto accompagnato dal ottimo vino proveniente dai vigneti del paese del Mandrolisai.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Samugheo è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è l'U.S. Samugheo che milita nel girone C sardo di 1ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Risultati 14º Censimento ISTAT, Istat. URL consultato il 10-agosto 2013.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  3. ^ a b Floris, vol.8 p.191.
  4. ^ Angius, pp. 126, 1345.
  5. ^ a b c Comune di Samugheo, Il territorio, su comune.samugheo.or.it. URL consultato il 2 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2018).
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Sito del Museo unico regionale arte tessile sarda
  8. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  9. ^ Gemellaggio Samugheo Tricarico, su lemaschereditricarico.it. URL consultato il 3 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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