Fordongianus

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Fordongianus
comune
(IT) Fordongiànus
(SC) Fordongiànis
Fordongianus – Stemma
Fordongianus – Veduta
Fordongianus. A sinistra le terme di Forum Traiani
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoSerafino Pischedda (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate39°59′41.55″N 8°48′34.16″E / 39.994876°N 8.80949°E39.994876; 8.80949 (Fordongianus)Coordinate: 39°59′41.55″N 8°48′34.16″E / 39.994876°N 8.80949°E39.994876; 8.80949 (Fordongianus)
Altitudine35 m s.l.m.
Superficie39,48 km²
Abitanti886[1] (31-8-2017)
Densità22,44 ab./km²
Comuni confinantiAllai, Busachi, Ghilarza, Ollastra, Paulilatino, Siapiccia, Villanova Truschedu
Altre informazioni
Cod. postale09083
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095020
Cod. catastaleD695
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) fordongianesi
(SC) fordongianesus
Patronosan Pietro
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fordongianus
Fordongianus
Fordongianus – Mappa
Posizione del comune di Fordongianus all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Fordongianus (Fordongianus in sardo, Fordongianis nella variante locale)[senza fonte] è un comune italiano di 886 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, nella regione storica del Barigadu.

È situato sulla sponda sinistra della valle del Tirso, sorge sui resti dell'antica sede fortificata di Forum Traiani. Il paese è noto per la presenza di un complesso termale di età romana risalente al I secolo d.C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Terme di Forum Traiani
Terme di Forum Traiani

Fordongianus, l'ex Forum Traiani, è particolarmente importante per la sua posizione geografica che lo vede incuneato tra i monti della valle del Tirso, naturale via di penetrazione dalla pianura all'entroterra e punto di contatto tra i due diversi mondi. La città è presente nell'Itinerario antonino, lungo la strada che da Tibula attraversa l'interno dell'isola fino ad Othoca.[2]

Fin dalla sua fondazione fu un centro rinomato per le sue terme, che sfruttavano una fonte naturale di acqua calda e curativa.

Qui si trova un'iscrizione che testimonia come l'attività delle genti della Barbaria fosse ancora viva nel I secolo d.C. poiché furono queste a dedicare un'iscrizione ad un imperatore, probabilmente Tiberio, rinvenuta nel Forum Traiani.

L'antico nome di Forum Traiani parrebbe assai allusivo sulla sua fondazione, ma ingannevolmente: la città non fu fondata da Traiano, ma il forum suggerisce piuttosto che la città dovesse essere un punto di incontro e pacifico scambio commerciale tra le popolazioni romanizzate e quelle non ancora sottomesse a Roma e parzialmente indipendenti dell'interno.

Come già accennato in precedenza, tra le motivazioni originarie dell'insediamento, si pone la presenza di una fonte d'acqua naturalmente calda e curativa. Sfruttando la fonte sorse, proprio presso il fiume, un vasto edificio termale (che costituisce oggi il nucleo dell'attuale area archeologica) caratterizzato da una grande piscina, in origine coperta, in cui giungono le acque calde temperate con un'aggiunta di acqua fredda.

L'aspetto curativo delle terme è sottolineato dal rinvenimento di due statue del dio Bes, divinità legata ai culti salutiferi, e la loro importanza è messa in evidenza dalla recente scoperta di un piccolo spazio sacro dedicato alle ninfe, divinità delle acque.

Le terme presentano i resti di tre ambienti: il calidarium, il tiepidarium, il frigidarium. In origine le terme erano coperte da un tetto sostenuto da archi che univano tra loro le varie vasche creando delle volte a botte. Sui bordi delle vasche sono incisi dei disegni che rappresentano le ninfe che erano le divinità dell'acqua. Il pavimento era fatto a mosaico (rimangono alcune tracce) e il soffitto delle vasche era fatto con pasta vitrea azzurra per ricordare il riflesso dell'acqua. L'accesso alle terme era probabilmente a sud, dove si apriva un'ampia piazza lastricata, delimitata da una scalinata.

Nel V secolo Fordongianus era sede vescovile, verso il IX-X secolo la diocesi fu soppressa e unita alla diocesi di Santa Giusta.

In un'area vicina all'attuale centro abitato è stato rinvenuto l'anfiteatro, vicino alla necropoli tardo-antica sulla quale fu edificata nell'XI secolo la chiesa di San Lussorio.

Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fu capoluogo della curatoria di Parte Barigadu; nel XIV secolo però il capoluogo fu trasferito a Busachi. Alla caduta del Giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla sconfitta di quest'ultimo (1478) passò sotto il dominio aragonese, ove divenne un feudo incorporato nell'Incontrada di Parte Barigadu. Nel 1790, in epoca sabauda, fu dato in feudo alla famiglia Manca Ledà, che nel 1829 la unirono insieme a Villanova Truschedu nella contea di San Placido. Fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Caratteristiche geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente si è dato un nuovo impulso allo sfruttamento delle terme con la costruzione di uno stabilimento e di una struttura ricettiva. A Fordongianus le acque termali, sgorgano da sorgenti naturali. La classificazione chimico-fisica le definisce acque salse o cloruro sodiche e termoattive e sgorgano ad una temperatura di 56 °C per tutto l'anno. Sono utilizzate in diverse applicazioni come elemento multifunzionale di benessere, con risultati benefici sull'organismo e in particolare con effetti immunologici.

Il paese è conosciuto, inoltre, per le cave di trachite rossa, verde e grigia. Queste pietre vennero utilizzate per la costruzione delle case a Fordongianus ma anche nei paesi limitrofi. Ancora oggi la trachite viene utilizzata dagli scalpellini del luogo, non solo per edificare case ma anche per altre opere di abbellimento di edifici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Casa aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Casa aragonese
Casa aragonese

Costruita alla fine del Cinquecento-Seicento e così chiamata per i motivi gotico-aragonesi che la decorano. La casa fu abitata fino al 1978 e poi divisa in due parti, di cui una è oggi adibita a museo mentre l'altra è stata acquistata recentemente dal Comune di Fordongianus. La casa è preceduta da un ampio loggiato con colonne in trachite rossa, di cui alcune ristrutturate. Anche le finestre sono in trachite rossa, decorate con motivi floreali e religiosi.

La finestra più interessante è quella della cosiddetta "camera degli sposi". All'interno vi sono delle finestre costruite con una tecnica particolare chiamata "arco inflesso" o "carenato" di origine araba.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Fordongianus è il campidanese oristanese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Itinerario antonino, p. 82.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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