Scano di Montiferro

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Scano di Montiferro
comune
(IT) Scàno di Montifèrro
(SC) Iscànu
Scano di Montiferro – Stemma Scano di Montiferro – Bandiera
Scano di Montiferro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoAntonio Flore (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°12′54.46″N 8°35′14.34″E / 40.215128°N 8.587318°E40.215128; 8.587318 (Scano di Montiferro)Coordinate: 40°12′54.46″N 8°35′14.34″E / 40.215128°N 8.587318°E40.215128; 8.587318 (Scano di Montiferro)
Altitudine385 m s.l.m.
Superficie60,47 km²
Abitanti1 522[1] (30-11-2015)
Densità25,17 ab./km²
Comuni confinantiBorore (NU), Cuglieri, Flussio, Macomer (NU), Sagama, Santu Lussurgiu, Sennariolo, Sindia (NU)
Altre informazioni
Cod. postale09078
Prefisso0785
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095051
Cod. catastaleI503
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) scanesi
(SC) iscanesos
Patronosan Pietro Apostolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scano di Montiferro
Scano di Montiferro
Scano di Montiferro – Mappa
Posizione del comune di Scano di Montiferro all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Scano di Montiferro (Iscanu in sardo) è un comune italiano di 1.522 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna.

Scano si trova a 385 metri sul livello del mare nella subregione del Montiferru e fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato in prossimità della costa centro-occidentale della Sardegna, ai piedi della catena montuosa del Montiferru, a circa 380 metri sul livello del mare. Dista 65 km da Alghero, 18 km da Bosa, 18 km da Macomer e 50 km da Oristano. Il clima è umido temperato. L'abitato è situato a ridosso dei colli di San Giorgio, Santa Croce, Iscala rubja e del promontorio di Monte Ruinas.

Vista panoramica

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dell'abitato sono presenti numerose fontane e sorgenti nonché corsi d'acqua quali:

  • Su canale 'e Panne Manca - Riu 'e Puba - Riu 'e Salighes - Riu 'e Tuvu
  • Riu 'e Tusio - Riu 'e Frida
  • Rioro
  • Fissula
  • Maramadau - S'assoju

Nel territorio comunale sono da ricordare le sorgenti di Sant'Antioco che forniscono l'acqua potabile a numerosi paesi del circondario. Sono tra le più grandi della Sardegna, con una portata d'acqua che, in inverno e in primavera, raggiunge i 200 litri al secondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro (Scano Montiferro)
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo
  • Oratorio del Rosario
  • Lettoriu de subra
  • Oratorio delle Anime
  • Oratorio di San Nicolò
  • Chiesa di San Giorgio (Campestre)
  • Chiesa di Sant'Antioco (Campestre)
  • Chiesa di Santa Barbara (Campestre)
  • Chiesa di Santa Croce (Campestre)
  • Chiesa di Santa Vittoria (Campestre)
  • Chiesa di Pedras doladas (Campestre)

Chiesa di Sant'Antioco[modifica | modifica wikitesto]

Tra tutte merita un particolare approfondimento la chiesa rurale di Sant'Antioco, ubicata a circa 6 km dal Comune. La chiesa fu costruita probabilmente nel 1636. L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su entrambi i lati dai "pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo.

La chiesa con in evidenza le porte di ingresso dei "pendentes"

La facciata della chiesa, a capanna, ha la parte centrale, in cui si apre il portale, in pietre squadrate lasciate a vista, e un coronamento a cornice alle cui estremità sono inseriti due acroteri a forma piramidale. Al centro è conclusa da un campanile a vela.

Sopra il portale si apre una grande finestra rettangolare, unica fonte di luce per la chiesa. L'edificio ha copertura in legno a due spioventi, su archi a tutto sesto, in pietra a vista. Il pavimento è in lastre di trachite.

Pur essendo una chiesa campestre, rispetto alle altre presenti nel territorio di Scano Montiferro ha struttura più elaborata, forse perché la devozione al Santo in essa venerato, che attirava grande folla anche dai paesi del circondario, aveva generato il bisogno di ingrandire la chiesa con l'annessione dei sopra indicati "pennentes".

Ancora oggi centinaia di fedeli provenienti da Scano e da tutto il circondario, pregando devotamente Sant'Antioco gli chiedono la grazia di ottenere la guarigione e il conforto nella sofferenza. Nel presbiterio quadrangolare è ubicato l'altare ligneo acquistato nel 1848 dalla chiesa bosana di Santa Croce per il prezzo di 15 lire. Recentemente restaurato (nel 1999, ma non a regola d'arte in quanto l'operazione ha fatto perdere la doratura dei fregi floreali in oro zecchino su sfondo blu cobalto dando al monumento un aspetto monocromatico color legno con sfondo tendente al verde con venature finto marmo. Inoltre è stato privato del sima, cioè del cornicione terminale soprastante, per cui oggi l'altare appare incompleto...), esso è adibito ad ospitare la statua del Santo che viene portata in processione dal vicino paese di Scano nelle località campestre due volte all'anno, in occasione delle feste che si svolgono il secondo lunedì dopo Pasqua e l'ultimo lunedì di agosto (ovvero il secondo lunedì dopo ferragosto), ma su questa data è ancora oggi in corso una discussione se si debba prendere in considerazione l'ultimo lunedì,festa del santo o l'ultima domenica,giorno in cui, una volta, veniva trasportato il simulacro dal paese alla chiesa di campagna per la celebrazione della festa.

In assenza della statua l'altare ospita una tavola dipinta ad olio con l'effigie del Santo, opera del pittore svizzero Emilio Scherer che soggiornava a Bosa verso la fine del XIX secolo.

Il culto di Sant'Antioco è molto antico ed ebbe un enorme impulso dopo il ritrovamento delle reliquie del Santo avvenuto nell'isola di Sant'Antioco il 18 marzo 1615 per opera dell'arcivescovo di Cagliari, monsignor Francesco d'Esquivel. Il Santo, originario della Mauritania (regione dell'Africa settentrionale), venne fatto esiliare dall'imperatore Adriano nell'isola di Sulci (odierna Sant'Antioco di Sulcis) in quanto professava la fede cristiana e si rifiutava di adorare gli dei pagani.

Qui egli esercitò la sua attività di medico operando nello stesso tempo molte conversioni. La tradizione vuole che Antioco morisse il 13 novembre dell'anno 127.

Grazie al gesuita scanese Salvatore Pala, docente di matematica e teologia all'Università di Cagliari, Scano ebbe la fortuna di avere nello stesso anno del ritrovamento delle reliquie una vertebra del santo, e fu proprio questa circostanza a far nascere l'idea della costruzione di una chiesa in suo onore in un territorio ricco di acque, dalla rigogliosa vegetazione, e che inoltre presentava il vantaggio di trovarsi a poca distanza dal paese.

Nuraghi[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbauddi
  • Altòriu
  • Arbucchi
  • Baddeona
  • Barisone
  • Beranula
  • Mura de Bolaola
  • Columbalzos (o Cuncula B)
  • Cuncula
  • Cunculu
  • Curadores
  • Donnigheddu
  • Ennari
  • Funtana 'e Corbos
  • Jannas (Scano di Montiferro - Flussio - Sagama)
  • Leari
  • Lobos
  • Lobos B
  • Mura de Mazzala
  • Mazzaledda
  • Mesu 'e rios
  • Muradu Arca
  • Mura de Nuracale
  • Mura de Nurtaddu
  • Orosu
  • Padra
  • Pischinales
  • Porcos
  • Primidiu
  • Rittos
  • Sa Chessa
  • Sa Cobelcada (Sagama?)
  • Sa figu ranchida
  • Sagòla
  • Salàggioro
  • Salamàttile
  • Mura de Sant'Albara
  • S'adu 'e Santa Silbana
  • S'Arca
  • S'Arca B
  • S'Ena
  • S'ozzu 'e lavru
  • Su Cadalanu
  • Sulù
  • Tibuddari
  • Tripichi o Bentr'e Pichiri
  • Uràssala
  • Villaggio nuragico di Luzzanas

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Scano di Montiferro è quella logudorese centrale o comune.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Costume tradizionale

Le tradizioni di Scano sono mantenute vive dalla storia del paese, dalla sua collocazione geografica e dall'onore dei suoi abitanti. Scano presenta il tipico canto "cuncordu", comune a tutta l'area del Montiferru-Planargia. Su cuncordu accompagna da secoli i riti della Settimana Santa con i canti del Miserere, dello Stabat mater e delle Laudi mattutine del Venerdì Santo. In passato esistevano i canti ordinari della liturgia che venivano eseguiti da su cuncordu, ma sono andati perduti nel tempo. Su cuncordu possiede inoltre un repertorio profano, rappresentato dai canti come su traju, sos muttos, sa 'oghe rea, su ballu tundu, sa dansa e su ballu cantigu. È ancora molto viva anche la tradizione del ballo. I balli di Scano sono: su ballu sardu (a ballu tundu), sa dansa, su ballu cantigu (a passu torrau), su ballittu e su dillaru. Fra i suonatori del ballo scanese si ricordano Salbadore Rosa (Ti' Mericanu), che succedendo al padre in questo ruolo ha caratterizzato singolarmente il ballo di Scano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Rioni del paese[modifica | modifica wikitesto]

Carrel'e funtana
  • Carrela 'e Cresja
  • Carrela 'e Funtana
  • Carrela 'e Iscola
  • Carrela manna / Istrada
  • Carrela 'e mesu
  • Carrela 'e Puthu
  • Frida
  • Funtana 'ezza
  • Iscala rubja
  • Ladaralzos
  • Maramadau
  • Montrigu 'e Reos
  • Puba
  • Puthu 'e cannas
  • Rioro
  • Sa rocchitta
  • Sa serra
  • Sajoro
  • Salighes
  • Sant'Anna
  • Santu Jolzi
  • Santu Nigola
  • S'iscal'e sa corte
  • Su furraghe
  • Su samunadolzu
  • Turre
  • Tusio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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