Stabat Mater

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Stabat Mater
Altri titoliStava la madre
Tizian 088.jpg
Tiziano Vecellio, Mater Dolorosa, Museo del Prado, Madrid
AutoreJacopone da Todi
1ª ed. originaleXIII secolo
GenerePoesia
Sottogeneresequenza
Lingua originale latino

Lo Stabat Mater (dal latino per Stava la madre) è una preghiera - più precisamente una sequenza - cattolica del XIII secolo tradizionalmente attribuita al Beato Jacopone da Todi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La prima parte della preghiera, che inizia con le parole Stabat Mater dolorósa ("La Madre addolorata stava") è una meditazione sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la crocifissione e la Passione di Cristo. La seconda parte della preghiera, che inizia con le parole Eia, mater, fons amóris ("Oh, Madre, fonte d'amore") è una invocazione in cui l'orante chiede a Maria di farlo partecipe del dolore provato da Maria stessa e da Gesù durante la crocifissione e la Passione.

Anche se il testo è in latino, la struttura ritmica è quella del latino medievale e che poi sarà anche dell'italiano: non si hanno sillabe lunghe e brevi, ma toniche e atone, in una serie di ottonari e senari sdruccioli, che rimano secondo lo schema AAbCCb (oltre ad alcune rime interne).

La più antica attestazione del testo con notazione musicale si trova in un codice di fine Duecento del monastero femminile domenicano di Santa Maria Maddalena a Bologna.[1]

Utilizzo liturgico[modifica | modifica wikitesto]

È recitata in maniera facoltativa durante la messa dell'Addolorata (15 settembre) e le sue parti formano gli inni latini della stessa festa.

Prima della Riforma liturgica era utilizzata nell'ufficio del venerdì della settimana di passione (Madonna dei sette dolori - venerdì precedente la Domenica delle Palme). Ma popolarissima era soprattutto perché accompagnava il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo: un canto amato dai fedeli non meno che da intere generazioni di musicisti colti.

Compositori di "Stabat Mater"[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della musica classica si ricordano i seguenti compositori:

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,

contristátam et doléntem

pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta

fuit illa benedícta

Mater Unigéniti!

Quae moerébat et dolébat,

Pia Mater dum videbat

nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,

Matrem Christi si vidéret

in tanto supplício?

Quis non posset contristári,

Christi Matrem contemplári

doléntem cum Filio?

Pro peccátis suae gentis

vidit Jesum in torméntis

et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum

moriéntem desolátum,

dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,

me sentíre vim dolóris

fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum

in amándo Christum Deum,

ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,

crucifíxi fige plagas

cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,

tam dignáti pro me pati,

poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,

Crucifíxo condolére

donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,

Te libenter sociáre

in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,

mihi iam non sis amára,

fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,

passiónis fac consortem

et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,

cruce hac inebriári

ob amorem Fílii.

Inflammatus et accensus,

per te, Virgo, sim defénsus

in die iudícii.

Fac me cruce custodíri

morte Christi praemuníri,

confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,

fac, ut ánimae donétur

paradísi glória.

Amen.

La Madre addolorata stava

in lacrime presso la Croce

su cui pendeva il Figlio.

E il suo animo gemente,

contristato e dolente

era trafitto da una spada.

Oh, quanto triste e afflitta

fu la benedetta

Madre dell'Unigenito!

Come si rattristava, si doleva

la Pia Madre vedendo

le pene del celebre Figlio!

Chi non piangerebbe

al vedere la Madre di Cristo

in tanto supplizio?

Chi non si rattristerebbe

al contemplare la pia Madre

dolente accanto al Figlio?

A causa dei peccati del suo popolo

Ella vide Gesù nei tormenti,

sottoposto ai flagelli.

Vide il suo dolce Figlio

che moriva abbandonato

mentre esalava lo spirito.

Oh, Madre, fonte d'amore,

fammi provare lo stesso dolore

perché possa piangere con te.

Fa' che il mio cuore arda

nell'amare Cristo Dio

per fare cosa a lui gradita.

Santa Madre, fai questo:

imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso

fortemente nel mio cuore.

Del tuo figlio ferito

che si è degnato di patire per me,

dividi con me le pene.

Fammi piangere intensamente con te,

condividendo il dolore del Crocifisso,

finché io vivrò.

Accanto alla Croce desidero stare con te,

in tua compagnia,

nel compianto.

O Vergine gloriosa fra le vergini

non essere aspra con me,

fammi piangere con te.

Fa' che io porti la morte di Cristo,

fammi avere parte alla sua passione

e fammi ricordare delle sue piaghe.

Fa' che sia ferito delle sue ferite,

che mi inebri della Croce

e del sangue del tuo Figlio.

Che io non sia bruciato dalle fiamme,

che io sia, o Vergine, da te difeso

nel giorno del giudizio.

Fa' che io sia protetto dalla Croce,

che io sia fortificato dalla morte di Cristo,

consolato dalla grazia.

E quando il mio corpo morirà

fa' che all'anima sia data

la gloria del Paradiso.

Amen.

Traduzione e preghiera adattata[modifica | modifica wikitesto]

Stava Maria dolente
Senza respiro e voce
Mentre pendeva in croce
Del mondo il redentor.
E nel fatale istante
Crudo materno affetto
La trafiggeva il petto
Le lacerava il cor.
Qual di quell'anima bella
Fosse lo strazio indegno
No che l'umano ingegno
Immaginar no ' l può.
Veder un Figlio... un Dio...
Che palpita, che muore...
Sì barbaro dolore
Qual madre mai provò?
Alla funerea scena
Chi tiene il pianto a freno,
Ha un cor di pietra in seno,
O amore in seno non ne ha.
Chi può non mirare in tanto
dole una madre pia col Figlio,
E non sentire pietà?
Per cancellar le colpe
D'un popol empio, ingrato,
Vide Gesù piagato
Languire e spasimar.
Vide sul maligno monte infame
Il Figlio suo diletto
Chinar la fronte al petto
E l'anima esalar.
O dolce Madre, o pura
Fonte di Santo Amore
Parte del tuo dolore
Fa che a me possa arrivar.
Fa ch'ogni altro ardor profano
Sdegnosamente io sprezzi,
Che a compiacer m'avvezzi
Sol nel divin amor.
Santa Madre, le barbare ferite,
Prezzo del mio delitto,
Dal Figlio tuo trafitto,
Passino in me.
A me dovuti son, gli strazi
ch'Ei per me soffrio
fa ch' almen io possa
pianger anche qui con te.
Teco si strugga in lagrime
Quest'anima gemente
E se ella non fu innocente,
Terga le di Lui piaghe almen.
Teco alla giusta croce accanto
Stare, Santa Madee, io voglio
Compagno del cordoglio,
Che ti divora il sen.
A tu che delle vergini
Reina in ciel t'assidi,
A tu propizia arridi
Ai voti del mio cor.
Del buon Gesù spirante
Sul fero legno esangue
La croce, le piaghe, il sangue
Fa ch'io rammenti ognor.
Del Salvator rinnova
In me lo scempio atroce:
Il sangue, il fiel, la croce
Per amor del Figlio, provar mi fa.
Ma Infiammato di te e d'amor acceso,
Nell'estremo giorno,
Rendalo a me placato,
Maria, la tua pietà.
Cristo che nulla neghi,
A chi Tua madre implora,
Del mio morir nell'ora,
Grazia dalla croce mi ristori.
E quando fia disciolto
Dal suo corporeo velo,
Fa che la mia alma in cielo
Voli a regnar con Te.

Invocazione a San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Alla devozione a Maria tramite una preghiera o un canto, per completare una più forte invocazione alla intera Famiglia di Gesù, in genere i fedeli fanno seguire una preghiera anche a San Giuseppe, Suo sposo.
Papa Leone XIII (vedasi Exorcismus in satanam et anagelos apostaticos) trascrisse questa preghiera a San Giuseppe, da recitarsi specialmente nel mese di Ottobre: <<aggiunta alla recita del Santo Rosario (es. delle Spine) prima o dopo la Messa, o davanti al SS. Sacramento esposto, per tutto il mese di Ottobre, si merita l'indulgenza di 7 anni e di 7 quarantene ogni volta; recitandolo in altro tempo qualsiasi, si ottengono 300 giorni d'indulgenza, una volta al giorno>>.[2].

A te, o Santo Giuseppe, afflitti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il Tuo Patrocinio, dopo soltanto quello della Tua Santa Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità che Ti unì alla Madre di Dio, Immacolata

Vergine Assunta, nostra Ausiliatrice e Avvocata, e per il paterno amore che portasti al fanciullo Gesù, riguarda -Te ne preghiamo- con cuore benigno, la preziosa eredità che Gesù Cristo risorto guadagnò col Suo sangue, e col Tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri veri bisogni.

Proteggi, o provvido Custode della Divina Famiglia, la diletta prole di Gesù Cristo; cessa da noi, padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assisti noi, propizio dal cielo, in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo Difensore; e come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita dell'infante Gesù, così ora con l'Arcangelo San Michelee il suo Angelico celeste esercito, difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi sopra ciascuno di noi il Tuo patrocinio, affinché a Tuo esempio, e forti del Tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e così conseguire l'eterna beatitudine in Cielo. Così sia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La preghiera del mattino e della sera. Liturgia delle ore secondo il rito romano, CEI, Libreria Editrice Vaticana, 2005. Esistono diverse traduzioni in italiano dello Stabat Mater: per una migliore comprensione questa traduzione è libera e più aderente alle parole latine.

AA.VV. Mater. Percorsi simbolici sulla maternità. A cura di Elena Fontanella, Annamaria Andreoli e Cosimo Damiano Fonseca. Catalogo della mostra. Milano, 2015, L'Erma di Bretschneider, ISBN 978-88-913-0777-4. Sulla musica, contiene: Gian Mario Benzing, La “Mater dolorosa” e la musica: breve storia di un lungo percorso espressivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesarino Ruini, Un'antica versione dello Stabat Mater in un Graduale delle domenicane bolognesi, su riviste.paviauniversitypress.it, 2010. URL consultato l'11 maggio 2017.
  2. ^ Giovanni Bosco, Il giovane provveduto per la pratica dei suoi doveri religiosi, Società Editrice Internazionale, Tipografia S.E.I. (M. E. 9736), anno 1935, Torino corso Regina Margherita n. 176: nuova edizione, arricchita delle preghiere secondo il catechismo, di Messe e di antifone in canto gregoriano, e autorizzata da don Paolo Albera, Rettor Maggiore della Pia Società Salesiana

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Note