Embolismo (liturgia)

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la parte centrale del prefazio, chiamata anch'essa embolismo, vedi Prefazio.

L'embolismo (dal greco ἐμβολισμός, "intercalare") è una breve orazione che nella liturgia cristiana è detta o cantata dopo il Padre nostro. Riprende l'ultima petizione del Padre nostro ("...liberaci dal male"), amplificandola e articolandola nelle sue varie implicazioni.[1]

L'embolismo è presente nei riti latini e in diversi riti orientali, soprattutto siriaci, mentre è assente dal rito bizantino.[2][3] Nel rito mozarabico l'embolismo è presente non solo alla Messa, ma anche nell'ufficio.[2]

Rito romano[modifica | modifica wikitesto]

Forma ordinaria[modifica | modifica wikitesto]

Nel rito romano l'embolismo è presente solo nella messa ed è seguito dalla dossologia.[4]

Il celebrante dice o canta:

Libera nos, quaesumus, Domine, ab omnibus malis, da propitius pacem in diebus nostris, ut, ope misericordiae tuae adiuti, et a peccato simus semper liberi, et ab omni perturbatione securi: expectantes beatam spem et adventum Salvatoris nostri Iesu Christi.[5]

Nella traduzione italiana:

Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l'aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.

Forma extraordinaria[modifica | modifica wikitesto]

Nella Messa tridentina l'embolismo è seguito direttamente dalla frazione del pane.

L'embolismo è recitato dal celebrante tutto sottovoce, a eccezione della conclusione "Per omnia saecula saeculorum". Il testo è il seguente:

Libera nos, quaesumus Domine, ab omnibus malis, praeteritis, praesentibus et futuris: et intercedente beata et gloriosa semper Virgine Dei Genitrice Maria, cum beatis Apostolis tuis Petro et Paulo, atque Andrea, et omnibus Sanctis, da propitius pacem in diebus nostris: ut, ope misericordiae tuae adiuti, et a peccato simus semper liberi et ab omni perturbatine securi. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum. Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus. Per omnia saecula saeculorum.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'embolismo fu composto forse da papa Gregorio I o addirittura in epoca più remota: è già presente nel Sacramentario gelasiano. La petizione della pace è anche una preparazione al bacio di pace susseguente e nel contempo è un richiamo dell'aggiunta al Canone delle parole diesque nostros in tua pace disponas. L'intercessione è affidata a Maria Santissima, ai due patroni di Roma Pietro e Paolo e a sant'Andrea apostolo. Il motivo della menzione di sant'Andrea è dibattuto: benché il culto di sant'Andrea a Roma nel V secolo fosse diffuso, perché importato da Costantinopoli, si è considerato che Gregorio Magno era vissuto al monastero di Sant'Andrea al Celio e che sant'Andrea fosse un santo, come san Pietro suo fratello, che patì il martirio per crocifissione.

Fino al Medioevo era poi consentito aggiungere altri nomi di santi ad libitum del celebrante, e comunemente si potevano menzionare san Michele arcangelo, san Giovanni Battista, santo Stefano e il patrono o il titolare del monastero o della diocesi.

Anticamente l'orazione era recitata ad alta voce, così come si è mantenuta nella Liturgia dei presantificati e nel rito ambrosiano.[7]

La riforma del Messale romano ha eliminato la precisazione praeteritis, praesentibus et futuris, l'intercessione dei santi [8], mentre sono state aggiunte le parole paoline di Tito 2,13 expectantes beatam spem et adventum Salvatoris nostri Iesu Christi, che nella spiegazione del Catechismo della Chiesa Cattolica sono giustificate dal fatto che, sebbene la presenza del Signore nell'eucaristia sia reale, rimane tuttavia nascosta ai sensi umani, e che la liturgia terrena sia un'anticipazione di quella celeste.[9]. La dossologia che segue l'embolismo è invece una ripresa di una dossologia antica.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nicholas Ayo, The Lord's Prayer: A Survey Theological and Literary, Oxford, Rowman & Littlefield, 1992, p. 196, ISBN 978-0-7425-1453-9. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  2. ^ a b (EN) Catholic Encyclopedia: Embolism
  3. ^ [1]
  4. ^ (EN) Michael Kunzler, The Church's Liturgy, New York, Continuum Int'l Publ'g, 2001, p. 237, ISBN 978-0-8264-1353-6. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  5. ^ Catechism of the Catholic Church no. 2854 n.175, che cita il Missale Romanum.
  6. ^ Missale Romanum (1962)
  7. ^ a b Mario Righetti, Storia liturgica, vol. III, Milano, Ancora, 1949, p. 397
  8. ^ Antonio Bacci, Alfredo Ottaviani, Breve esame critico del Novus Ordo Missae, V
  9. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica, 1404

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Righetti, Storia liturgica, vol. III, Milano, Ancora, 1949, p. 397
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