Regina Caeli

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Il Regina Caeli o Regina Coeli (in italiano: Regina del Cielo o Regina del Paradiso) è una preghiera cattolica in onore della beata Vergine Maria che con cui i fedeli chiedono alla madre del Risorto di intercedere per loro presso Dio.

Il nome deriva dalle prime due parole del testo latino.

Nella sua forma originaria è composta di quattro brevi testi recitati a versetto e responsorio, che costituiscono una delle antifone mariane che si recitano o cantano nel Tempo di Pasqua al termine della compieta, la preghiera della Liturgia delle Ore prima del riposo notturno.[1]

Questa gioiosa preghiera dal 1742, viene anche cantata o recitata, sempre nel tempo pasquale, in sostituzione dell'Angelus «all'aurora, a mezzogiorno e al tramonto».[2]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La sua composizione risale al X secolo, ma l'autore è sconosciuto.

La tradizione vuole che papa Gregorio Magno (590-604), una mattina di Pasqua in Roma, udì degli angeli cantare le prime tre righe del Regina Caeli, alla quale aggiunse la quarta. Un'altra teoria afferma che l'autore sia papa Gregorio V (996-999).

La melodia in uso risale al XII secolo, ma è stata semplificata nel XVII.

Regina Caeli.wav (info file)
Regina Caeli eseguita a cappella

Utilizzo e testi[modifica | modifica wikitesto]

L'antifona trova la sua collocazione liturgica al Magnificat nei vespri del giorno di Pasqua e dell'ottava fin dal XII secolo. [senza fonte] Attualmente è prescritta come antifona mariana al termine della compieta, la preghiera della Liturgia delle Ore prima del riposo notturno nel seguente testo:[3]

(LA)

«℣ Regina caeli, laetare, alleluia.

℟ Quia quem meruisti portare, alleluia.

℣ Resurrexit, sicut dixit, alleluia.

℟ Ora pro nobis Deum, alleluia.»

(IT)

«℣ Regina del cielo, rallegrati, alleluia.

℟ Perchè meritasti di portarlo, alleluia.

℣ È risorto, come ebbe detto, alleluia.

℟ Prega il Signore per noi, alleluia.

℣. Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.»

Inoltre, il Regina Caeli dal 1742 viene cantato o recitato, in sostituzione dell'Angelus, nel tempo pasquale, attualmente dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste[4] con l'aggiunta di un altro versetto e relativo responsorio, un'orazione, e, come nell'Angelus, tre Gloria, un Requiem e la benedizione, come segue:

(LA)

«℣ Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.

℟ Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

℣ Oremus. Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Iesu Christi mundum laetificare dignatus es, praesta, quaesumus, ut per eius Genetricem Virginem Mariam perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum.

℟ Amen.

℣ Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.

℟. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

℣ Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.

℟. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

℣ Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.

℟. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

℣ Pro fidelibus defunctis:

℣ Rèquiem aetèrnam dona eis, Domine,

℟. et lux perpètua lùceat eis.

℣ Requiéscant in pace.

℟. Amen.

Conclusione

Se chi presiede è un laico:

℣ Dóminus nos benedícat, ✠ et ab omni malo deféndat, et ad vitam perdúcat ætérnam.

℟. Amen.

Se chi guida la preghiera è sacerdote o diacono può concludere dicendo:

℣ Benedícat vos omnípotens Deus, Pater et Fílius ✠ et Spíritus Sanctus.

℟. Amen.

Se chi guida la preghiera è il papa o un vescovo:

℣. Sit nomen Domini benedictum.

℟. Ex hoc nunc et usque in sæculum.

℣. Adiutorium nostrum in nomine Domini.

℟. Qui fecit caelum et terram.

℣. Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, ✠ et Spiritus Sanctus.

℟. Amen.

Nel giorno di Pasqua, in luogo di quest'ultima formula, il papa usa il formulario della benedizione Urbi et Orbi.»

(IT)

«℣. Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.

℟ Il Signore è veramente risorto, alleluia.

℣ Preghiamo. O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.

℟ Amen.

℣ Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

℟ com'era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

℣ Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

℟ com'era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

℣ Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

℟ com'era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

℣ Per i fedeli defunti:

℣ L'eterno riposo dona a loro, o Signore

℟ e splenda ad essi la luce perpetua.

℣ Riposino in pace.

℟ Amen.

℣. Il Signore ci benedica, ✠ ci preservi da ogni male, e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

℣. Vi dica Dio onnipotente, Padre e Figlio ✠ e Spirito Santo.

℟. Amen.

℣ Sia benedetto il nome del Signore.

℟ Ora e sempre.

℣ Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

℟ Egli ha fatto cielo e terra.

℣ Vi benedica Dio onnipotente, Padre, e Figlio, ✠ e Spirito Santo.

℟ Amen.»

Indulgenze[modifica | modifica wikitesto]

Benedetto XVI alla recita del Regina Caeli dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Benedetto XIV il 20 aprile 1742 stabilì che il Regina Caeli sostituisse l'Angelus in tutto il Tempo Pasquale, ordinò che si recitasse stando in piedi, e concesse le stesse indulgenze dell'Angelus, vale a dire quelle concesse da Benedetto XIII con indulto del 14 settembre 1724: indulgenza plenaria una volta al mese, in un giorno a scelta, a chi, confessato, contrito e comunicato, avesse recitato devotamente la preghiera al mattino, a mezzogiorno e alla sera, al suono della campana, e 100 giorni d'indulgenza allo stesso modo a chi l'avesse recitato negli altri giorni, con facoltà di non perdere l'indulgenza per chi avesse recitato l'Angelus non sapendo il Regina Caeli e successiva facoltà accordata il 5 dicembre 1727 ai religiosi occupati al suono della campana di recitare la preghiera in altro momento.[2] Leone XIII (1878-1903) modificò, rendendole più facili, le condizioni per ottenere il dono dell'indulgenza. Fino alla riforma delle indulgenze attuata da papa Paolo VI nel 1967[5] era ancora concessa la stessa indulgenza.[6]

L'Enchiridion Indulgentiarum attualmente include un'indulgenza parziale per i fedeli che recitano nel tempo pasquale il Regina Carli nei tre momenti prescritti della giornata.[7] Per ottenere il dono dell'indulgenza non è necessaria la recita dei Gloria e di quel che segue. La concessione è data per i testi approvati dalla Santa Sede, quindi è necessario che i testi in lingua volgare siano approvati dalle Conferenze episcopali e successivamente confermati della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Pertanto le traduzioni difformi non sono indulgenziate e possono essere eventualmente usate per la recita privata. Come per tutte le indulgenze, è necessario essere in stato di grazia; inoltre, l'indulgenza è applicabile a sé stessi o alle anime dei defunti, ma non è applicabile ad altre persone viventi sulla terra.[8]

Il Regina Caeli nella poesia[modifica | modifica wikitesto]

Dante, nel canto XXIII del Paradiso, descrive il coro dei diletti che si rivolgono alla Madonna con le parole del Regina Caeli:[9]

«E come fantolin che 'nver' la mamma

tende le braccia, poi che 'l latte prese,

per l'animo che 'nfin di fuor s'infiamma;

ciascun di quei candori in sù si stese

con la sua cima, sì che l'alto affetto

ch'elli avieno a Maria mi fu palese.

Indi rimaser lì nel mio cospetto,

`Regina celi' cantando sì dolce,

che mai da me non si partì 'l diletto.»

(Dante Alighieri, Paradiso, c. XXIII, vv. 121-128.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le altre antifone mariane sono: l'Alma Redemptoris Mater, l'Ave Regina Caelorum, l'Ave Maria, il Sub tuum praesidium, la Salve Regina, l'Inviolata, integra et casta es Maria, la Virgo Marens Christi (vedi Liturgia delle Ore secondo il rito romano, in «Ufficio Divino rinnovato a norma dei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II e promulgato da Paolo VI», Vol. II. Tempo di Quaresima, Triduo Pasquale, Tempo di Pasqua, prima edizione 1975, prima ristampa 1976, Roma, Conferenza Episcopale Italiana s.r.l., pp. 978-981.
  2. ^ a b Cfr. Charles-Louis Richard e Jean Joseph Giraud, voce indulgenza, in Biblioteca sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche che comprende la storia della religione, della sua istituzione e dei suoi dogmi; la storia parimenti della Chiesa nella sua disciplina, ne' riti, nelle cerimonie e ne' sacramenti; la teologia dogmatica e morale, la decisione dei casi di coscienza, il diritto canonico; i santi e i principali personaggi dell'Antica e della Nuova Legge, gli scrittori piu' illustri in materia di religione, i papi, i concilj, le sedi episcopali di tutta la cristianita'; finalmente la storia degli ordini religiosi, degli scismi e delle eresie, ora e per la prima volta in italiano tradotta ed ampliata da una società di ecclesiastici, vol. 11, Ranieri Fanfani, 1835, pp. 193-194. URL consultato il 2 aprile 2018.
  3. ^ Strumenti: Canti: Regina Coeli laetare, su unavox.it. URL consultato il 16 aprile 2009 (archiviato il 1º aprile 2009).
  4. ^ Con la riforma del calendario liturgico del 1969 è stata soppressa l'ottava di Pasqua. Fino a quell'anno il Tempo di Pasqua si concludeva con la domenica della Santissima Trinità nell'ottava di Pentecoste.
  5. ^ Vedi Paolo VI, Costituzione apostolica «Indulgentiarum Doctrina», su La Santa Sede, 1º gennaio 1967.
  6. ^ Cfr. Massime Eterne, 80ª edizione, Libreria Editrice “Aquileia”, Udine, 1922, pag. 8.
  7. ^ Vedi Paenitentiaria Apostolica, Enchiridion indulgentiarum, quarto editur, 16 luglio 1999, su La Santa Sede, Concessiones 17, § 2.
  8. ^ Cfr. Penitenzieria Apostolica, Il dono dell'Indulgenza, su La Santa Sede, Roma, 29 gennaio 2000, nn. 3.7. URL consultato l'11 febbraio 2021.
  9. ^ Dante Alighieri, Paradiso, c. XXIII, vv. 121-129 su @.The Word.

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