Urbi et Orbi

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Urbi et Orbi è una locuzione latina che significa "Alla città (di Roma) e al mondo" (letteralmente: all'Urbe e all'Orbe).[1]

Al giorno d'oggi tale formula viene utilizzata nelle bolle papali, altri documenti pontifici, messaggi[2] e benedizioni dirette ai fedeli di Roma e del mondo intero.

Nel linguaggio quotidiano Urbi et Orbi può essere usato in tono scherzoso per denotare qualcosa detto o pubblicato ai quattro venti, facendolo sapere a tutti.

Impartizione della benedizione[modifica | modifica wikitesto]

La benedizione apostolica Urbi et Orbi è la prima benedizione pubblica di un papa subito dopo la propria elezione al soglio pontificio. Viene inoltre impartita dal pontefice nei giorni di Natale e Pasqua e in occasioni particolari. Alla benedizione è annessa l'indulgenza plenaria, la quale comporta la remissione di tutte le pene dovute per i peccati per i fedeli presenti in piazza San Pietro e per coloro che la ricevono tramite i vari mezzi di comunicazione sociale (radio, televisione, streaming in internet), alle solite condizioni (animo sgombro dall'attaccamento al peccato anche veniale, confessione e comunione entro gli otto giorni prima o dopo, preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice).

Rito della benedizione Urbi et Orbi[modifica | modifica wikitesto]

Di solito, la benedizione è impartita dalla loggia centrale della basilica di San Pietro. Dopo la perdita del potere temporale (20 settembre 1870) e fino al 1921 i papi non si affacciarono su piazza San Pietro, ma sulla loggia interna a significare che si consideravano "prigionieri in Vaticano". Pio XI, eletto nel 1922, tornò a dare la benedizione dalla loggia esterna a significare l'intenzione di risolvere la questione romana.

Fino a Pio XI, il papa, preceduto dal crocifero e accompagnato da due cardinali diaconi, dal maestro delle cerimonie e dagli accoliti, si recava alla loggia delle benedizioni in sedia gestatoria col baldacchino, indossando i paramenti pontificali e il triregno. I successori si recavano a piedi (dal beato Paolo VI in poi senza il triregno), talora con gli abiti pontificali talaltra con l'abito corale (rocchetto, mozzetta e stola). L'attuale papa Francesco ha semplificato ulteriormente il cerimoniale, limitandosi ad indossare la stola sopra la veste talare per il solo tempo della benedizione.

Dopo la Conciliazione tra la Santa Sede e l'Italia (11 febbraio 1929) in piazza, oltre la folla, ad accogliere il papa ci sono le rappresentanze militari dello Stato della Città del Vaticano e dell'Italia e le bande dei due Stati: quella della Gendarmeria Vaticana che esegue l'inno nazionale italiano e quella dei Carabinieri che esegue l'inno pontificio. Dopo i saluti militari della Guardia Svizzera Pontificia e delle Forze Armate Italiane, il papa pronuncia il messaggio Urbi et Orbi, cui segue la benedizione. Questo cerimoniale viene attualmente seguito sia nelle ricorrenze di Natale e Pasqua sia in occasione della benedizione del papa neoeletto. I papi precedenti al servo di Dio Giovanni Paolo I non tenevano alcun discorso in tale circostanza.

La benedizione contiene una formula che fa riferimento alla remissione dei peccati e all'indulgenza. Va notato che la formula di remissione dei peccati non ha valore di assoluzione, ma impetratorio. La concessione dell'indulgenza è annunciata dal cardinale protodiacono.

La benedizione viene pronunciata in latino, i fedeli rispondono "Amen":

(LA)

« "Sancti Apóstoli Petrus et Paulus, de quórum potestáte et auctoritáte confídimus, ipsi intercédant pro nobis ad Dóminum." "Amen."
"Précibus et méritis beátæ Maríæ semper Vírginis, beáti Michaélis Archángeli, beáti Ioánnis Baptístæ, et sanctórum Apostolórum Petri et Pauli et ómnium Sanctórum, misereátur vestri omnípotens Deus et dimíssis ómnibus peccátis vestris, perdúcat vos Iesus Christus ad vitam ætérnam." "Amen."
"Indulgéntiam, absolutiónem, et remissiónem ómnium peccatórum vestrórum, spátium veræ et fructuósæ pæniténtiæ, cor semper pǽnitens, et emendatiónem vitæ, grátiam, et consolatiónem Sancti Spíritus, et finálem perseverántiam in bonis opéribus, tríbuat vobis omnípotens, et miséricors Dóminus." "Amen."
"Et benedíctio Dei omnipoténtis, Patris †, et Filii †, et Spíritus † Sancti descéndat super vos et máneat semper." "Amen." »

(IT)

« I Santi apostoli Pietro e Paolo, nel cui potere e autorità confidiamo, intercedano per noi presso Dio. Amen.
Per le preghiere e i meriti della beata sempre Vergine Maria, del beato san Michele arcangelo, del beato Giovanni Battista, dei santi apostoli Pietro e Paolo, e di tutti i santi, Dio onnipotente abbia misericordia di voi, e, perdoni tutti i vostri peccati, Gesù Cristo vi conduca alla vita eterna. Amen.
Il Signore onnipotente e misericordioso vi conceda l'indulgenza, l'assoluzione e la remissione di tutti i vostri peccati, un periodo di pentimento genuino e fruttuoso, un cuore sempre penitente e una conversione della vita, la grazia e il consiglio dello Spirito Santo, e la perseveranza continua nelle opere buone. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre † e Figlio † e Spirito † Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. »

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Urbi e Orbi sono rispettivamente il dativo di Urbs, -is e Orbis, -is della III declinazione. Esprimono entrambi il complemento di termine.
  2. ^ Nel sito internet della Santa Sede http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html sono riportati tutti i messaggi Urbi et Orbi dei Sommi Pontefici recenti, da san Giovanni XXIII ad oggi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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