Te Deum

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Il Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, latino per "Noi ti lodiamo Dio") è un inno cristiano in prosa di origine antica.

Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente recitato al termine dell'ufficio delle letture della domenica, durante tutto l'anno liturgico ad eccezione del periodo quaresimale. Viene, inoltre, cantato durante alcune solennità,[1] la sera del 31 dicembre - per ringraziare dell'anno appena trascorso - oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave oppure a conclusione di un Concilio.

Nella Liturgia delle ore trova il suo posto alla fine dell'Ufficio delle letture nelle solennità, nelle feste, in tutte le domeniche, tranne quelle di Quaresima, nei giorni fra l'ottava di Natale e quelli fra l'ottava di Pasqua.

È utilizzato anche assieme ai cantici ordinari delle Preghiere del Mattino nel Libro delle preghiere comuni, ed è ancora in uso presso molte Chiese riformate.

Nel momento della morte di papa Giovanni Paolo II, le poche persone presenti anziché recitare una preghiera tradizionale per i morti, hanno intonato in forma spontenea e non preparata un Te Deum di ringraziamento "per la ricchezza di quella vita".[2]

Attribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Diversi autori si contendono la paternità del testo. Tradizionalmente veniva attribuito a san Cipriano di Cartagine oppure, secondo una leggenda dell'VIII secolo, si è sostenuto che fosse stato composto a due mani da sant'Ambrogio e da sant'Agostino il giorno di battesimo di quest'ultimo, avvenuto a Milano nel 386, per questo è stato chiamato anche "inno ambrosiano".

Oggi gli specialisti attribuiscono la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana (oggi Bela Palanka) alla fine del IV secolo[3].

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Dall'analisi letteraria, l'inno si può dividere in tre parti[4].

  • La prima, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile a un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus.
  • La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore.
  • L'ultima, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi.

Solitamente viene cantato a cori alterni: presbitero o celebrante e il popolo.

Latino

Te Deum laudamus: te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem, omnis terra veneratur.
Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:

"Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra

majestatis gloriae tuae."
Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.
Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.
Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.
Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quemadmodum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.

(Traduzione letterale)

Noi ti lodiamo, Dio, affermiamo [che sei] Tu il Signore

Tutta la terra venera Te, eterno Padre.
A Te tutti gli angeli
a Te le potenze del cielo e dell'universo
a Te i Cherubini e i Serafini,
cantano con voce incessante:
"Santo, Santo, Santo
il Signore Dio degli eserciti.
I cieli e la terra sono pieni
della maestà della tua gloria.
Ti loda il coro glorioso degli apostoli
il numero lodevole dei profeti,
la candida schiera dei martiri;
In tutto il mondo
la santa Chiesa proclama Te
Padre d'immensa maestà;
il Tuo venerabile e unico vero Figlio
e anche lo Spirito Santo Paraclito.
Tu re della gloria, Cristo,
Tu sei il Figlio eterno del Padre,
Tu per liberare l'uomo,
non disdegnasti il grembo della Vergine
Tu, sconfitto l'aculeo della morte,
apristi ai credenti il regno dei Cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Confidiamo che sarai il giudice che viene.
Dunque Ti chiediamo: soccorri i tuoi servi
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Fa che siano contati coi Tuoi Santi nella gloria.
Salva il tuo popolo, Signore,
e benedici la tua eredità.
e guidali e sorreggili in eterno
Ogni giorno Ti benediciamo,
e lodiamo il tuo nome nel mondo,
e in eterno.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi.
Sia su di noi, Signore, la Tua misericordia,
nella misura in cui abbiamo sperato in Te.
In Te, Signore, ho sperato:
non sarò confuso in eterno.

Italiano

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

Si aggiunge una traduzione in forma semi-poetica, rimata:[5]

Italiano (trad. semipoetica)

Te con lodi, te con cantici
Confessiamo, o gran Signore
E risponde al labbro il core
Nel lodarti, eterno Re.
Non v'haclima, non v'ha popolo
Che la tua possenza ignori
Che il tuo nome non adori,
Che non tremi innanzi a te.
Nel lodarti ognor gareggiano
Le ruotanti immense sfere
E degli angioli le schiere
Colle empiree Podestà.
Cherubini e Serafini
Al tuo trono umili e chini
Santo, santo, santo acclamanti
Dio d'immensa maestà.
Da te scende negli eserciti
La sconfitta e la vittoria;
Tutto è pien della tua gloria
Terra, cielo e mare ancor.
De'profeti, degli Apostoli,
Ti decanta il gran senato,
E lo studio candidato,
De' tormenti sprezzator.
Dall'Idaspe al mar d'Atlante
Ti confessa la tua Chiesa
Sempre santa, sempre illesa
Fra il conflitto più crudel.
In te, sommo Genitore.
Nel tuo vero unico Figlio,
Nel divino eterno Amore,
Sempre adora il re del ciel.
Re di gloria tu se', Cristo,
Di Dio Padre eterna prole:
Tu perfar dell'uomoacquisto
Che gemeva in servitù,
Vergin seno non sdegnasti,
E di morte vinto il pungolo
Ai credenti spalancasti,
L'auree porte di lassù.



Tu alla destra di Dio Padre
Glorioso assiso or stai,
E tremendo un dì verrai
L'universo a giudicar.
O benigno, pietoso,
Odi il prego de' tuoi servi
Che col sangue tuo prezioso
Ti degnasti riscattar.
Dagli assalti de' nemici
Tu li guarda e benedici:
Son gli eredi del tuo regno,
Son tuo popolo, Signor.
Fino all'ultimo respiro,
Tu li reggi, e co'tuoi Santi
Li congiungi nell'Empiro,
Li perpetua nell'amor.
Non v'ha giorno in nostra vita
Che tue lodi non cantiamo:
E il tuo nome confidiamo
Di lodar per ogni età.
Dal peccato, deh ti degna
Preservarne in questo giorno
E a noi vegli ognor d'intorno
La paterna tua pietà.
La pietà che fu mai sempre
Del cor nostro la speranza,
La pietà che sempre avanza
Ogni voto, ogni desir.
In te solo, mio Signore,
Spero adesso, e ognor sperai,
Né confusa fin giammai
La mia speme in avvenir.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il Te Deum è stato musicato da diversi autori, quali Palestrina, de Victoria, Domenico Cimarosa, Purcell, Händel, Bruckner, Berlioz, Giovan Battista Lulli, Mendelssohn, Mozart, Haydn, Verdi, Galassi, Pärt e Reger.

Il preludio del Te Deum H. 146 di Charpentier è utilizzato quale sigla di inizio e fine delle trasmissioni in Eurovisione.

Il Te Deum viene inoltre intonato dal coro nel finale del primo atto della Tosca di Giacomo Puccini.

Alan Menken e Stephen Schwartz hanno preso vari versi di questo testo sacro per la colonna sonora Sanctuary! nel film Il gobbo di Notre Dame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Te Deum, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ La storia siamo noi, Intervista a Navarro Valls - Spirò, di Giovanni Minoli, marzo 2008
  3. ^ Te Deum laudamus, su vatican.va.
  4. ^ dom D. Saulnier, Il canto gregoriano, Casale Monferrato, Piemme, 1998.
  5. ^ don Giuseppe Riva, coi Tipi di Antonio Valentini e C., Manuale di Filotea, ed.ne decimaterza (riveduta e aumentata), Milano, Libraio Serafino Maiocchi, Contrada de' Profumieri n. 3219, Agosto 1860, pp. 919-920 (di 940), conclude il Manuale.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Te Deum dei Lombardi stampato il 30 marzo 1848 narra dell'insurrezione in armi dei milanesi contro gli oppressori austriaci nella quale fu sconfitto l'esercito del Maresciallo Radetzky dopo cinque giornate di combattimenti nelle strade della città.
  • Per un Te Deum di Parini scritto in onore di una vittoria austriaca da Giuseppe Parini sotto incitazione del conte Carlo Giuseppe de Firmian, un ministro rappresentante l'Austria in Lombardia il quale lo aveva messo sotto la sua protezione.
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