Salmo 51

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Davide redarguito da Natan si pente del suo peccato

Il Salmo 51 (numerazione greca: salmo 50) è ritenuto uno dei principali componimenti del libro biblico dei Salmi. Ha influenzato la teologia di Agostino e di Lutero e ispirato innumerevoli composizioni musicali.

Viene sovente chiamato Miserere dal titolo riportato dalla traduzione latina ed è un salmo penitenziale, perché in esso il peccatore esprime il suo pentimento ed invoca la misericordia divina.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il salmo è preceduto da una sovrascritta rabbinica che lo colloca in un momento particolare della vita di Davide, il re che con le sue grandezze e contraddizioni è come un caleidoscopio dell'intera umanità. Egli aveva tradito e mandato a morire in guerra Uria l'Ittita, marito di Betsabea, e il profeta Natan era stato inviato da YHWH ad accusarlo per la sua colpa di adulterio e omicidio. Secondo gli studiosi anche se potrebbe esserci "un nucleo davidico nella confessione iniziale è però certo che il salmo attuale riflette la teologia di almeno cinque secoli dopo (VI secolo a.C.)"[1]

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Testo italiano Testo latino
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Miserère mei, Deus, secùndum magnam misericòrdiam tuam.
Et secùndum multitùdinem miseratiònum tuàrum, dele iniquitàtem meam.
Àmplius lava me ab iniquitàte mea,
et a peccàto meo munda me.
Le mie colpe io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di Te, contro Te solo ho mancato,
quello che è male ai Tuoi occhi io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,
retto nei Tuoi giudizi.
Quòniam iniquitàtem meam ego cognòsco,
et peccàtum meum contra me est semper.
Tibi, tibi soli peccàvi,
et malum coram te feci,
ut justificèris in sermònibus tuis,
et vincas cum judicàris.
Ecco, io sono generato nella colpa,
concepito dagli ardori di mia madre.
Ma Tu vuoi la sincerità del cuore,
e nella mia notte, mi fai conoscere la sapienza.
Purificami con issòpo e sarò mondato;
lavami e sarò bianco ancor più della neve.
Ecce enim in iniquitàtibus concèptus sum,
et in peccàtis concèpit me mater mea.
Ecce enim veritàtem dilexìsti:
incèrta et occùlta sapièntiae tuae manifestàsti mihi.
Aspèrges me, Dòmine, hyssòpo, et mundàbor;
lavàbis me, et super nivem dealbàbor.
Fammi sentire letizia e gioia,
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli il Tuo sguardo da ogni mio peccato,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me un cuore puro, o Dio,
rinnova in me uno spirito saldo.
Audìtui meo dabis gàudium et laetìtiam,
et exsultàbunt ossa humiliàta.
Avèrte fàciem tuam a peccàtis meis,
et omnes iniquitàtes meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus,
et spìritum rectum ìnnova in viscèribus meis.
Non respingermi dalla Tua presenza
e non privarmi del Tuo santo Spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato,
e lo spirito generoso mi sostenga.
Ne proìcias me a fàcie tua,
et Spìritum sanctum tuum ne àuferas a me.
Redde mihi laetìtiam salutàris tui,
et spìritu principàli confìrma me.
Insegnerò le Tue vie agli erranti, i peccatori a Te torneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, e la mia lingua esalterà la Tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra,
e la mia bocca proclami la Tua lode;
Docèbo inìquos vias tuas, et ìmpii ad te convertèntur.
Lìbera me de sanguìnibus, Deus, Deus salùtis meae: et exsultàbit lìngua mea justìtiam tuam.
Dòmine, làbia mea apèries,
et os meum annuntiàbit làudem tuam.
poiché il sacrificio Tu non gradisci,
e, se io offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzerai.
Quòniam, si voluìsses sacrifìcium, dedìssem ùtique:
holocàustis, si òffero, non delectàberis.
Sacrifìcium Deo spìritus contribulàtus:
cor contrìtum et humiliàtum,
Deus, non despìcies.
Nel Tuo amore fai grazia a Sion,
le mura rialza di Gerusalemme.
I sacrifici prescritti allora gradirai,
l'olocausto e l'intera oblazione:
allora immoleranno vittime sul Tuo altare.
Benìgne fac, Dòmine, in bona voluntàte tua Sion,
ut aedificèntur muri Jerùsalem.
Tunc acceptàbis sacrifìcium justìtiae,
oblatiònes et holocàusta;
tunc impònent super altàre tuum vìtulos.

Versioni musicali[modifica | modifica wikitesto]

Esistono numerosissime versioni musicali del salmo, sia del testo completo che di parti. Fra i musicisti che ne hanno trattato in polifonia da ricordare Giovanni Martini, Josquin des Prez, Orlando di Lasso, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Andrea Gabrieli, Giovanni Gabrieli, Carlo Gesualdo, Johann Adolf Hasse, Wolfgang Amadeus Mozart, Johann Sebastian Bach (in tedesco, riprendendo la musica dello Stabat Mater di Pergolesi), Michael Nyman, Arvo Pärt, Saverio Selecchy (celebre la sua versione cantata durante la Processione del Venerdì Santo di Chieti, considerata la più antica d'Italia).

Tuttavia il più celebre è probabilmente il Miserere di Gregorio Allegri, custodito gelosamente in Vaticano per secoli e coperto addirittura dalla scomunica per chi lo avesse divulgato oltre le porte dei sacri palazzi. Lo stesso Mozart ne rimase talmente impressionato durante la sua visita a Roma che tentò di riprodurlo dopo averlo imparato a memoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianfranco Ravasi, I salmi, BUR, pp.183-184.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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