Ufficio delle Tenebre

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Tenebrae" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo romanzo di Danila Comastri Montanari, vedi Tenebrae (romanzo).
Quindici candele poste su una saettia per la celebrazione dell'Ufficio delle Tenebre nel Duomo di Magonza. Le candele sono spente dopo ciascun salmo durante la recita dell'Ufficio.

L'Ufficio delle Tenebre o semplicemente le Tenebre (latino: Tenebrae) è un ufficio liturgico della Chiesa cattolica, successivamente mutuato da altre confessioni cristiane, che si recita nei tre giorni che precedono la Pasqua ed è caratterizzato dallo spegnimento di quindici candele poste su una saettia, uno speciale candelabro di forma triangolare, e da un "terremoto" o "strepitus", un momento alla fine dell'ufficio in cui nella totale oscurità si battono i banchi con i libri o con le mani, producendo appunto uno strepito.

Le Tenebre sono la celebrazione dei mattutini e delle lodi degli ultimi tre giorni della Settimana Santa: Giovedì Santo, Venerdì Santo e Sabato Santo che viene anticipata alla sera precedente.[1]

Liturgia cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Forma tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa cattolica le Tenebre erano celebrate, con le speciali cerimonie previste, con la recita dei mattutini e delle lodi, le prime due ore canoniche dell'Ufficio divino di ognuno dei tre ultimi giorni della Settimana Santa. Nel rito romano le Tenebre erano celebrate in tutte le chiese con clero sufficiente fino alla riforma liturgica della Settimana Santa nel 1955. Le tradizioni delll'Ufficio delle Tenebre risalgono almeno al IX secolo.[2] I mattutini, originariamente erano recitati nella notte, qualche ora dopo la mezzanotte, mentre le lodi erano celebrate all'alba, ma nel basso Medioevo furono anticipate al pomeriggio o alla sera precedenti,[3] e presero il nome di "Tenebre" perché si concludevano nell'oscurità.[4]

In seguito alla riforma della Settimana Santa del 1955 non è più possibile anticipare l'Ufficio delle Tenebre, tranne nel caso di chiese cattedrali in cui il Giovedì santo a mattina si debba svolgere la Messa crismale.[5]

In seguito alla riforma la recita dell'Ufficio delle Tenebre declinò completamente e l'Ufficio divino fu celebrato senza le speciali cerimonie tradizionali. Tuttavia, nella forma extraordinaria del rito romano, laddove non si osserva la riforma della Settimana Santa, l'Ufficio delle Tenebre si è conservato nella sua forma tradizionale.

Struttura delle Tenebre[modifica | modifica wikitesto]

La strutture si ripete identica per ciascuno dei tre giorni. La prima parte è costituita dal mattutino, che è composto di tre notturni, ognuno con tre salmi, un versetto con responsorio, un Pater Noster recitato tutto in silenzio, seguito da tre lezioni, ognuna seguita da un responsorio. La seconda parte prevede la recita delle lodi che prevedono cinque salmi, un versetto con responsorio, e il Benedictus seguito dal Christus factus est, da un Pater Noster recitato tutto in silenzio e dall'orazione conclusiva. Come nel resto del tempo di Passione, non si aggiunge il Gloria Patri al termine dei salmi.[6][7]

La principale cerimonia che accompagna l'ufficio è lo spegnimento delle candele poste su una saettia collocata nel presbiterio.[8] Lo spegnimento delle candele segue un ordine preciso, le prime quattordici candele sono spente dopo ciascuno dei nove salmi del mattutino e dei cinque salmi delle lodi, partendo dalle candele più basse e spegnendone alternativamente una a destra e una a sinistra. Rimangono accese fino al Benedictus le sei candele dell'altare.[9] Al termine del Benedictus ogni altra luce presente in chiesa deve essere spenta e l'ultima candela rimasta accesa viene tolta dalla saettia e collocata dietro l'altare, in modo che la sua luce sia schermata dall'altare stesso,[10] e così l'ufficio termina nell'oscurità totale. Il "terremoto" o strepitus[11], che si produce sbattendo i libri o le mani contro il banco o anche sbattendo i piedi, simboleggia il terremoto verificatosi alla morte del Signore, ma potrebbe essere stato in origine un segnale di congedo.[3] Dopo aver mostrato la candela accesa al popolo, la si spegne e la si mette sul tavolo della credenza o la si porta in sacrestia. Il congedo avviene in silenzio.[12]

I contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Nota: La numerazione dei salmi
è quella della Vulgata
Giovedì Venerdì Sabato Cerimonie
Mattutino
I Notturno (lezioni delle Lamentazioni di Geremia)
Antifona Zelus domus Astiterunt reges terrae In pace
Salmo Salmo 68 Salmo 2 Salmo 4 Si spegne la I candela[9]
Antifona Avertantur retrorsum Diviserunt sibi Habitabit in tabernaculo
Salmo Salmo 69 Salmo 21 Salmo 14 Si spegne la II candela
Antifona Deus meus eripe me Insurrexerunt in me Caro mea
Salmo Salmo 70 Salmo 26 Salmo 15 Si spegne la III candela
Versetto Avertantur retrorsum Diviserunt sibi In pace in idipsum
Pater Noster (in silenzio)
I lezione Lamentazioni 1,1–5 Lamentazioni 2,8–11 Lamentazioni 3,22–30
I responsorio In monte Oliveti Omnes amici mei Sicut ovis
II lezione Lamentazioni 1,6–9 Lamentazioni 2,12–15 Lamentazioni 4,1–6
II responsorio Tristis est anima mea Velum templi Jerusalem surge
III lezione Lamentazioni 1,10–14 Lamentazioni 3,1–9 Lamentazioni 5,1–11
III responsorio Ecce vidimus Vinea mea Plange quasi virgo
II Notturno (lezioni del Trattato sui salmi di Sant'Agostino)
Antifona Liberavit Dominus Vim faciebant Elevamini
Salmo Salmo 71 Salmo 37 Salmo 23 Si spegne la IV candela
Antifona Cogitaverunt impii Confundantur Credo videre
Salmo Salmo 72 Salmo 39 Salmo 26 Si spegne la V candela
Antifona Exsurge, Domine Alieni insurrexerunt Domine, abstraxisti
Salmo Salmo 73 Salmo 53 Salmo 29 Si spegne la VI candela
Versetto Deus meus, eripe me Insurrexerunt in me Tu autem
Pater Noster (in silenzio)
IV lezione Sul Salmo 54[13] Sul Salmo 63[14]
IV responsorio Amicus meus Tamquam ad latronem Recessit pastor noster
V lezione Sul Salmo 54[13] Sul Salmo 63[14]
V responsorio Judas mercator pessimus Tenebrae factae sunt O vos omnes
VI lezione Sul Salmo 54[13] Sul Salmo 63[14]
VI responsorio Unus ex discipulis Animam meam dilectam Ecce quomodo
III Notturno (lezioni dal Nuovo Testamento)
Antifona Dixi iniquis Ab insurgentibus Deus adjuvat me
Salmo Salmo 74 Salmo 58 Salmo 53 Si spegne la VII candela
Antifona Terra tremuit Longe fecisti In pace factus
Salmo Salmo 75 Salmo 87 Salmo 75 Si spegne l'VIII candela
Antifona In die tribulationis Captabunt Factus sum
Salmo Salmo 76 Salmo 93 Salmo 87 Si spegne la IX candela
Versetto Exsurge, Domine Locuti sunt adversum me In pace factus est
Pater Noster (in silenzio)
VII lezione 1 Corinzi 11,17–22 Ebrei 4,11–15 Ebrei 9,11–14
VII responsorio Eram quasi agnus innocens Tradiderunt me Astiterunt reges terrae
VIII lezione 1 Corinzi 11,23–26 Ebrei 4,16–5,3 Ebrei 9,15–18
VIII responsorio Una hora Jesum tradidit Aestimatus sum
IX lezione 1 Corinzi 11,27–34 Ebrei 5,4–10 Ebrei 9,19–22
IX responsorio Seniores populi Caligaverunt oculi mei Sepulto Domino
Lodi
Antifona Justificeris, Domine Proprio Filio O mors
Salmo Salmo 50 Si spegne la X candela
Antifona Dominus tamquam ovis Anxiatus est Plangent eum
Salmo Salmo 89 Salmo 142 Salmo 91 Si spegne l'XI candela
Antifona Contritum est cor meum Ait latro ad latronem Attendite
Salmo Salmo 62+66 (fino al 1912)
Salmo 35 (dal 1912)
Salmo 62+66 (fino al 1912)
Salmo 84 (dal 1912)
Salmo 62+66 (fino al 1912)
Salmo 63 (dal 1912)
Si spegne la XII candela
Antifona Exhortatus es Dum conturbata A porta inferi
Antico Testamento
cantico
Cantico di Mosè
Esodo 15,1–18
Cantico di Abacuc
Abacuc 3,2–19
Cantico di Ezechia
Isaia 38,10–20
Si spegne la XIII candela
Antifona Oblatus est Memento mei O vos omnes qui transitis
Salmo Salmo 148+149+150 (fino al 1912)
Salmo 146 (dal 1912)
Salmo 148+149+150 (fino al 1912)
Salmo 147 (dal 1912)
Salmo 148+149+150 (fino al 1912)
Salmo 150 (dal 1912)
Si spegne la XIV candela
Versetto Homo pacis meae Collocavit me Caro mea
Antifona Traditor autem Posuerunt super caput Mulieres sedentes
Benedictus Cantico di Zaccaria
Luca 1,68–79
Si spengono le candele dell'altare
L'ultima candela accesa è nascosta
dopo la ripetizione dell'antifona
Christus factus est Filippesi 2,8–9
Pater Noster (in silenzio)
Salmo 50[15][16]
Orazione Respice quaesumus Seguita dallo strepitus;
la candela accesa viene mostrata

Musica[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio delle Lamentazioni di Geremia è stato definito "la melodia più triste di tutto il repertorio musicale"

Le lezioni del I notturno di ciascun giorno sono prese dal Libro delle Lamentazioni e sono cantate su un tono gregoriano specifico (tonus lamentationum),[17] che è stato definito "la melodia più triste di tutto il repertorio musicale".[18] Fa eccezione la III lezione del Sabato Santo, in cui l'Oratio Jeremiae si può cantare facoltativamente[19] su una melodia più ornata di origine mozarabica.[20]

Le Lamentazioni di Geremia sono state musicate in polifonia da molti compositori, fra cui Giovanni Pierluigi da Palestrina, Thomas Tallis e Orlando di Lasso. Il testo di queste composizioni è comune al genere musicale delle Leçons de ténèbres che si sviluppa nell'ambito della musica barocca francese, in cui spiccano le composizioni di Marc-Antoine Charpentier e di François Couperin. Nel XX secolo Ernst Krenek fu autore delle sue Lamentatio Jeremiae prophetae, Op. 93.

Le lezioni del II e del III notturno sono recitate sul consueto tono delle lezioni (tonus lectionum) e sono state quasi sempre ignorate dai compositori, con l'eccezione di Manuel Cardoso.

I responsori delle Tenebre invece sono stati messi in musica da molti compositori, fra cui Lasso, Gesualdo, Victoria, Marc-Antoine Charpentier e Jan Dismas Zelenka. Il Miserere di Gregorio Allegri, per il mattutino, è la composizione più nota per le Tenebre. Anche Gesualdo prevede un suo Miserere per i Tenebrae Responsoria, insieme a un Benedictus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Philip Kosloski, Into the darkness of Good Friday: The ancient liturgy of Tenebrae, 12 aprile 2017. URL consultato il 17 aprile 2019..
  2. ^ (EN) James Monti, The Week of Salvation: History and Traditions of Holy Week p. 79 ff. Archiviato il 10 aprile 2015 in Internet Archive. Our Sunday Visitor Publishing, 1993 ISBN 0879735325 ISBN 9780879735326
  3. ^ a b (EN) Herbert Thurston, "Tenebrae," Catholic Encyclopedia, vol. 14 (New York: Robert Appleton Company, 1912).
  4. ^ (EN) Theresa Sanders, "Festivals of Holy Pain : In the Wake of Good Friday" in Marko Zlomislic, Neal DeRoo (editors), Cross and Khora (Wipf and Stock 2010)
  5. ^ (LA) Decreto Maxima redemptionis nostrae mysteria AAS 47 (1955), pp. 838-847.
  6. ^ (EN) The Complete Office of Holy Week According to the Roman Missal and Breviary, in Latin and English, pp. 184–250; 282–336; 380–418 Benziger brothers, 1875
  7. ^ Prosper Guéranger, Passiontide and Holy Week, Volume VI of The Liturgical Year, pp. 304–352; 414–450; 519–546 Dublin, 1870.
  8. ^ Leo Kelly, "Tenebrae Hearse," The Catholic Encyclopedia, vol. 7 (New York: Robert Appleton Company, 1910).
  9. ^ a b (LA) P. J. B. de Herdt, Sacrae liturgiae praxis, juxta ritum romanum (Vanlinthout, Louvain, 1863), vol. 3, p. 41
  10. ^ (FR) De l'office des Ténèbres, Cérémonies à observer, 338,3
  11. ^ «Ad Laudes tamen, finita Oratione, fit fragor et strepitus aliquantulum» cfr. Officium majoris hebdomadae, editio IV Taurinensis post typicam, Taurinorum Augustae, Marietti, 1933, p. 455
  12. ^ Adrian Fortescue, The Ceremonies of the Roman Rite Described, 1917, p. 288.
  13. ^ a b c (EN) Augustine, Exposition on Psalm 55
  14. ^ a b c (EN) Augustine, Exposition on Psalm 64
  15. ^ Breviarium Romanum 1981 (totum), pp. 501, 512, 521
  16. ^ Liber Usualis 1981, pp. 660, 719, 776C
  17. ^ Liber Usualis, p. 631. Altre melodie gregoriane si possono trovare sui manoscritti, ma il tonus lamentationum è l'unico usato comunemente. Vedi: Lamentations, Book of.
  18. ^ (EN) John F. Sullivan, The Externals of the Catholic Church (Aeterna Press 1951)
  19. ^ Alter tonus, ad libitum
  20. ^ Struttura del canto monofonico ed evoluzione del tono romano. Dal Medioevo al Quattrocento

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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