Primo libro dei Maccabei

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Antico Testamento
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Meghillot:

Sino a qui riferimenti ebraici

Deuterocanonici
(non canonici per/secondo gli ebrei,
canonici per cattolici e ortodossi,
apocrifi per protestanti)
Ortodosso
Siriaco (Peshitta)
Progetto Religione
uso tabella

Il Primo libro dei Maccabei (greco A' Μακκαβαίων, 1 makkabáion; latino 1 Machabaeorum) è un testo contenuto nella Bibbia cristiana (Settanta e Vulgata) e non accolto nella Bibbia ebraica (Tanakh). Come gli altri libri deuterocanonici è considerato ispirato nella tradizione cattolica e ortodossa, mentre la tradizione protestante lo considera apocrifo.

Ci è pervenuto in una versione greca composta in Giudea attorno al 100 a.C., sulla base di un prototesto ebraico perduto.

È composto da 16 capitoli e descrive la lotta per l'indipendenza della Giudea dei fratelli Maccabei (Giuda, Gionata, Simone) contro i re seleucidi della Siria, narrando eventi accaduti tra il 332 a.C. e il 134 a.C.

Autore, data e lingua[modifica | modifica wikitesto]

È sconosciuto il nome dell'autore del Primo libro di Maccabei. Analizzando il testo sappiamo che si tratta di un giudeo palestinese, fedele e leale alla sua patria e alla sua religione. Era, inoltre un profondo conoscitore delle questioni tecniche attinenti alla teologia.

Il libro fu scritto tra gli anni 140 a.C. e 130 a.C. in lingua ebraica ed è andato perso. Ne conserviamo la versione in lingua greca dei LXX. Il libro è quasi contemporaneo ai fatti che narra: la ribellione dei Maccabei avvenne tra gli anni 175 a.C. e 135 a.C..

Indicazioni cronologiche[modifica | modifica wikitesto]

Le indicazioni cronologiche presenti nel Primo Libro dei Maccabei sono le seguenti:

  • Antioco IV Epìfane, figlio del re Antioco che era stato ostaggio a Roma, e assunse il regno nell'anno centotrentasette del dominio dei Greci (I, v. 10). Epifane succede al trono nel 175 a.C. fino al 164, data della sua morte. Due anni dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., la Spartizione di Triparadiso porta Seleuco I, diadoco dell'imperatore, ad essere satrapo di Babilonia. Soltanto nel 312a.c. Seleuco I recupera il suo dominio, aggiungendovi la Media e la Susiana.
  • "Ritornò quindi Antioco dopo aver sconfitto l'Egitto nell'anno centoquarantatrè, si diresse contro Israele e mosse contro Gerusalemme con forze ingenti". La spedizione in Egitto è datata al 168 a.C.
  • ""Nell'anno centoquarantacinque, il quindici di Casleu il re innalzò sull'altare un idolo. Anche nelle città vicine di Giuda eressero altari [55]e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. " (I, v. 54).
  • [ Mattatia ] "Morì nell'anno centoquarantasei e fu sepolto nella tomba dei suoi padri in Modin" (II, 70).
  • "Il re poi prese l'altra metà dell'esercito e partì da Antiochia, la capitale del suo regno, nell'anno centoquarantasette; passò l'Eufrate e percorse le regioni settentrionali" (III, 37).
  • (Giuda e i suoi fratelli) "Posero ancora i pani sulla tavola e stesero le cortine. Così portarono a termine le opere intraprese. Si radunarono il mattino del venticinque del nono mese, cioè il mese di Casleu, nell'anno centoquarantotto" (IV, 51-52).
  • "Si organizzarono dunque e posero l'assedio attorno all'Acra nell'anno centocinquanta e Giuda fece costruire terrapieni e macchine." (VI, 20-21).
  • "Nell'anno centocinquantatrè, nel secondo mese, Alcimo ordinò di demolire il muro del cortile interno del santuario; così demoliva l'opera dei profeti. Si incominciò dunque a demolire" VIII, 54: Gionata Capo dei Giudei e Sommo Sacerdote. (160-143 a.C.)-fortificazione di Bacchide).
  • "Nell'anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antioco, s'imbarcò e occupò Tolemàide; vi fu riconosciuto re e cominciò a regnare." (X, 1: Competizione di Alessandro Balas-Giònata nominato sommo sacerdote ).
  • "Tolomeo partì dall'Egitto con la figlia Cleopatra e si recò a Tolemàide nell'anno centosessantadue" (X, 57: Matrimonio di Alessandro con Cleopatra-Gionata stratega e governatore).
  • "Nell'anno centosessantacinque Demetrio, figlio di Demetrio, venne da Creta nella terra dei suoi padri" (X, 67: Demetrio II. Apollonio governatore di Celesiria, battuto da Gionata)
  • "Così Demetrio divenne re nell'anno centosessantasette." (XI, 19: Tolomeo VI sostiene Demetrio II e muore con Alessandro Balas)
  • "Nell'anno centosettanta fu tolto il giogo dei pagani da Israele [42]e il popolo cominciò a scrivere negli atti pubblici e nei contratti: «Anno primo di Simone il grande, sommo sacerdote, stratega e capo dei Giudei». " (XIII, 41-42: Favori di Demetrio II a Simone ).
  • "Nell'anno centosettantadue il re Demetrio radunò le sue milizie e partì per la Media per raccogliere rinforzi e combattere Trifone." (XIV, 1: Elogio di Simone ).
  • "Nell'anno centosettantaquattro Antioco entrò nella terra dei suoi padri e si schierarono con lui tutte le milizie, così che pochi rimasero con Trifone" (XV, 10: Lettere di Antioco VII e assedio di Dora ).
  • "Simone era in visita alle città della regione e si interessava delle loro necessità. Venne allora in Gerico insieme con Mattatia e Giuda suoi figli, nell'anno centosettantasette, nell'undicesimo mese, cioè il mese di Sabat. " (XVI, 14: Morte tragica di Simone a Dok. Gli succede il figlio Giovanni).

Argomento[modifica | modifica wikitesto]

Il libro parla dell'intento di ellenizzazione forzata dei giudei da parte di Antioco IV Epifane, un re della dinastia dei Seleucidi. I giudei più fedeli non si adattarono a questa sorte di ingerenza sociale e religiosa, si sollevarono e ribellarono, guidati da Mattatia, anziano leader religioso.

I tre figli di Mattatia si chiamavano Giuda, Gionata e Simone. Essi divennero gli autori principali dell'unificazione del popolo ebraico nella resistenza contro gli invasori greci.

Storicità[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dei libri storici anteriori, come il libro di Tobia, il libro di Giuditta e il libro di Ester, questo libro non nasconde o modifica i fatti storici per esaltare l'opera di Dio in favore del popolo giudaico. L'autore infatti prende in esame un fatto storico reale (la ribellione dei Maccabei) e lo descrive con obiettività e in modo abbastanza imparziale. Questo rende il libro un documento storico apprezzabile, anche se in molti passaggi si osserva l'entusiasmo con cui descrive i personaggi e le nobili cause che sta descrivendo.
Osservano gli studiosi della Bibbia Edizioni Paoline[1] come l'agiografo che scrisse il libro, nonostante "la sua fondamentale onestà nel narrare e la serietà dell'informazione", incorre comunque in vari errori storici in quanto "presenta gli avvenimenti senza nesso cronologico e causale [...] le lettere e i documenti di archivio sono riportati con una certa libertà, le cifre sono spesso maggiorate. I Romani e le loro imprese sono oggetto di una ingenua ammirazione; i campioni dell'indipendenza giudaica sono approvati senza riserva, mentre i re della Siria sono trattati con una severità che spesso è eccessiva". Anche gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico"[2], pur ritenendo l'autore abbastanza attendibile "nel contesto della sua cultura e secondo i canoni della storiografia allora vigenti", sottolineano che "sono state sollevate riserve sull'attendibilità storica di 1 Mac" e "i problemi storici più delicati insorgono quando si tratta di rapportare tra loro i due libri [1Mac e 2Mac]"; ad esempio, in merito alla cronologia relativa alla morte di Epifane e alla purificazione del tempio[3] gli studiosi della interconfessionale Bibbia TOB osservano che "su questo punto è da preferire l'ordine di 2Mac (9: morte Epifane; 10: purificazione tempio), benché anch'esso non sia indenne da confusioni (per es. le lettere del c.11)"[4]. I primi due libri dei Maccabei riportano inoltre tre diversi scenari - tra loro inconciliabili e tutti storicamente infondati - riguardo alla morte di re Antioco IV Epifane: per le conseguenze di una caduta da un carro da guerra[5] oppure in seguito ad una profonda crisi depressiva[6] o, infine, assassinato dai sacerdoti della dea Nanea[7]; Antioco IV morì, in realtà, in Tabe di Persia nel 163 a.C., malato di tisi[8]. Anche l'episodio biblico[9] secondo il quale Giuda Maccabeo viene a sapere della potenza dei Romani e della loro vittoria sulla Lega Achea dei Greci non può essere considerato storico in quanto Giuda Maccabeo morì in battaglia nel 160 a.C.[10] e, quindi, non poté mai sapere della vittoria dei Romani contro la Lega Achea, avvenuta nel 146 a.C., ovvero 14 anni dopo la sua morte[11].

Sentimento religioso[modifica | modifica wikitesto]

Il libro introduce un notevole rispetto per la fede e per la pietà. Per esempio Dio non viene chiamato Yahvè oppure Signore, ma viene chiamato eufemisticamente cielo.

Molte volte i combattenti ricorrono alla preghiera per aumentare la loro forza e mostrano una fede incrollabile nel fatto che Dio aiuta coloro che versano il loro sangue nella lotta per la causa giudaica.

Quando alla fine i Maccabei trionfano, l'autore biblico attribuisce questo esito all'appoggio e all'aiuto che Dio ha prestato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 649, ISBN 88-215-1068-9.
  2. ^ Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 552, ISBN 88-399-0054-3.
  3. ^ 1Mac6,1-17; 2Mac9,1-29; 10,1-8.
  4. ^ Anche gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), concordemente a quelli del "Nuovo Grande Commentario Biblico", rilevano che "2Maccabei è da preferirsi a 1Maccabei su un punto importante in cui essi non sono d'accordo: 1Mac 6,1-13 pone la purificazione del tempio prima della morte di Antioco Epìfane; 2Mac 9,1-29 la situa dopo". (Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 1897, ISBN 88-01-10612-2; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 1009, ISBN 978-88-10-82031-5; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 562, ISBN 88-399-0054-3.).
  5. ^ 2Mac9,7-28.
  6. ^ 1Mac6,8-16.
  7. ^ 2Mac1,13-16.
  8. ^ A dispetto di quanto riportato nei libri dei Maccabei, per Antioco IV il dominio della Giudea fu una questione secondaria e preferì rivolgere le sue mire verso Oriente. Gli esegeti della Bibbia di Gerusalemme osservano che "[2Mac1,13:] questo racconto popolare della fine di Antioco non corrisponde né a quello di 9,1s, né a quello di 1Mac6,1s. Le circostanze reali della sua morte non erano ancora note e forse sono state ricalcate fittiziamente su quelle di Antioco III, che mori in un'imboscata con tutto il suo esercito, dopo aver saccheggiato un tempio di Bel, sempre in Elimàide" e "[2Mac9,3:] Ecbàtana, l'attuale Hamadan, 700 km a nord-est di Persèpoli. In realtà Epìfane mori a Tabe, a mezza strada tra queste due città"; anche gli studiosi del "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano che "[2Mac1,13:] il testo greco suscita l'impressione che (soltanto) Antioco sia stato intrappolato e ucciso in questa maniera. Di fatto fu scacciato e morì più tardi (9,2-3.28-29; 1Mac6,4-16). Può darsi che l'informazione disponibile all'autore di questa lettera abbia confuso la morte di Antioco IV con quella del padre, Antioco III, il quale fu ucciso mentre cercava di depredare il tempio di Bel a Elam" e quelli della Bibbia Edizioni Paoline evidenziano che "[Mac1,14-17:] favoloso racconto della morte del persecutore, diverso da quello riportato in 9,1-29 e in 1Mac6,1-16. Probabilmente c'è un fittizio ricalco della morte del padre, Antioco III, che perì in Persia dopo aver saccheggiato il tempio di Bel". (Antioco IV in Enciclopedia Italiana. URL consultato il 13 febbraio 2019, Archivio ; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 1070, 1090, ISBN 978-88-10-82031-5; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 575, ISBN 88-399-0054-3; La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 688, ISBN 88-215-1068-9.).
  9. ^ 1Mac8,1-10.
  10. ^ Come ricordato anche in 1Mac9,3-19.
  11. ^ Tale vittoria fu ottenuta da "un solo generale" (1Mac8,9-10), il console Lucio Mummio Acaico, nella battaglia di Corinto, che fu poi rasa al suolo dai Romani. Anche gli studiosi del "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano che "1Mac registra la disfatta della Lega Achea nel 146 ad opera del console romano Lucio Mummio, che dopo aver preso Corinto la devastò. Il riferimento al 146 è anacronistico a questo punto del racconto di 1Mac [...] Giuda fu ucciso nella battaglia di Elasa [...] nel maggio del 160"; concordemente gli esegeti della Bibbia di Gerusalemme osservano che "1Mac8,9-10: questi due vv non possono riferirsi che alla sconfitta della Lega Achea, alla distruzione di Corinto e alla riduzione della Grecia a provincia romana nel 146, l'autore supera largamente l'orizzonte di Giuda [Maccabeo]". (Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 565-566, ISBN 88-399-0054-3; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 1037-1038, ISBN 978-88-10-82031-5; Giuda Maccabeo nell'Enciclopedia Treccani. URL consultato il 13 febbraio 2019, Archivio; Lega Achea nell'Enciclopedia Treccani. URL consultato il 13 febbraio 2019, Archivio ; cfr anche: La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, pp. 666-667, ISBN 88-215-1068-9 e Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 1922, ISBN 88-01-10612-2.).

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