Latera

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Latera
comune
Latera – Stemma
Latera – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
SindacoFrancesco Di Biagi (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate42°37′48″N 11°49′42″E / 42.63°N 11.828333°E42.63; 11.828333 (Latera)Coordinate: 42°37′48″N 11°49′42″E / 42.63°N 11.828333°E42.63; 11.828333 (Latera)
Altitudine508 m s.l.m.
Superficie22,43 km²
Abitanti825[1] (31-8-2017)
Densità36,78 ab./km²
FrazioniCantoniera di Latera, La Buca, Valle dell'Oppio, Poggio Evangelista
Comuni confinantiCapodimonte, Farnese, Gradoli, Onano, Pitigliano (GR), Sorano (GR), Valentano,
Altre informazioni
Cod. postale01010
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056032
Cod. catastaleE467
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantilateresi
Patronosan Clemente
Giorno festivo23 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Latera
Latera
Latera – Mappa
Posizione del comune di Latera nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Latera (pronunciare Làtera) è un comune di 825 abitanti della provincia di Viterbo distante circa 42 chilometri dal capoluogo. Attraversato dal Sentiero del Brigante, Latera gode di un territorio ricco di storia, religione e tradizioni. Come si presenta oggi, Latera ha origini Medievali, ma sono i farnese a fare da fulcro nella storia di questo borgo, in cui si trova, ubicato insieme alla Chiesa patronale, il Castello di Latera. Nel piccolo Borgo all'interno di una caldera, immerso nel verde di quello che era un vulcano, Latera presenta un territorio che si descrive da solo, sette chiese presenti sia fuori che dentro le mura, il castello, antiche fontane e un borgo come alle sue origini per citare alcune delle sue bellezze. Per gli amanti delle attività all'aria aperta, oltre ai parchi pubblici, Latera si trova in un punto strategico che unisce Lago, Mare e Montagna. Il comune di Latera si trova infatti distante solo qualche minuto in auto dal Lago di Bolsena, circa una mezz'ora da Marina di Montalto di Castro e tre quarti d'ora dal Monte Amiata.

Paranoma dalla località Cantoniera di tutto l'abitato
Arcata d'uscita dalla chiesa e al Palazzo Farnese
Facciata esterna del Palazzo Farnese, su Piazza della Rocca.
Suggestiva foto di notte di piazza San Clemente del Comune di Latera
I caratteristici quattro archi, a ridosso del Palazzo Farnese.
Piazza VI Novembre

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Latera è situata in una posizione decisamente particolare: confinante con la Toscana a nord, precisamente con i comuni di Pitigliano e Sorano e luogo dove cessa la Strada statale 312 Castrense, che taglia nettamente il territorio dell'Alta Tuscia dalle zone marine laziali e toscane, è posizionata a pochi chilometri ad ovest del Lago di Bolsena, all'interno del territorio dei Monti Volsini, pur non potendo annoverare alcuna spiaggia o terra bagnata nel proprio territorio comunale. Situazione analoga si ripresenta ad ovest con un altro lago molto più piccolo, il Lago di Mezzano, talvolta raggiunto dai locali anche a piedi, ma anch'esso non compreso nel territorio (la via più breve in automobile è di 4,6 km).

Il paese è arroccato a chiocciola su un colle situato al margine nord-orientale di una vallata di origine vulcanica, circondata da altre colline più alte e formatasi con lo sprofondamento di un'enorme caldera, la stessa che ha originato i laghi vicini. Il sottosuolo laterese è tuttora caratterizzato da attività vulcaniche e soprattutto da effusioni geotermiche (la Caldera di Latera, proposta come sito di interesse comunitario nel 2005[2]): la vallata, piuttosto pianeggiante, è posta a sud del paese e viene chiamata la Piana. È condivisa territorialmente con il comune di Valentano.

Caratteristica, seppur soltanto a livello amministrativo, è anche la frazione Cantoniera, situata ai due margini della strada Castrense sulle cime dei Volsini che sovrastano Latera: la parte occidentale della frazione è infatti parte di Latera, mentre quella orientale è del contiguo comune di Gradoli, molto più distante. La frazione, che per entrambi i comuni ha lo stesso nome, è composta quindi di case distanti pochi metri, che fanno territorialmente riferimento a due centri distanti una decina di chilometri. La frazione La Buca, contigua a La Cantoniera, è l'ultimo nucleo abitato prima della Toscana. Tutto il tratto finale della Statale Castrense, condiviso con i comuni di Valentano e Gradoli, è particolarmente panoramico, offrendo viste suggestive sul Lago di Bolsena, inoltrandosi nel bosco della Montagnola per poi affacciarsi sulla Caldera di Latera con l'abitato, il lago di Mezzano e la selva del Lamone. Nella giornate più limpide è possibile osservare dal territorio di Latera il monte Amiata a nord ed il Mar Tirreno dalla Cantoniera (in condizioni di eccezionale visibilità sono state viste e fotografate anche le vette della Corsica).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo Borgo del Comune di Latera gode pienamente del clima temperato mediterraneo, con inverni miti, mediamente piovosi e accompagnati nei primi mesi dell'anno, anche da modese nevicate, facendo diventare Latera, un Borgo pronto allo "Scatto d'autore". Presso il Comune di Latera, soprattutto durante il periodo estivo e primaverile, è possibile godere di ampi parchi Pubblici, in cui trascorre intere giornate godendo di un clima estivo mai troppo caldo. Dal punto di vista tecnico, Latera rientra nella Classificazione climatica: zona E, 2322 GR/G.

Lago[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Latera è emerso verso la fine del 2011 negli scavi della miniera di caolino in località Poggio Luce. Il Comune di Latera dovrebbe prendere in carico l'area verso la fine del 2018, per farne un polo di attrazione turistica.

Lago di Latera

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Latera.

Latera si racconta[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area di Latera era probabilmente presente qualche insediamento già nel 5 000 a.C. come testimoniano alcuni reperti di paleolitico e neolitico ritrovato nei dintorni.

Fu un'area di particolare attività etrusca successivamente e con buone probabilità la valle formata dalla caldera era luogo di un importante insediamento. Sono stati ritrovati vari reperti etruschi in località di campagna di Latera come Poggio Evangelista. Statonia, l'antica capitale etrusca, viene collocata da molti studiosi proprio in queste aree[senza fonte], in particolare poco a nord-ovest nel comune di Pitigliano.

Poco si sa dell'era romana, ma durante l'invasione longobarda fu sicuramente un insediamento conteso. L'attuale castello sorge infatti su un'antica fortificazione longobarda.

L'attuale paese ha evidente origine ed assetto medievale. Nel primo medioevo Latera divenne prima una rocca aldobrandesca, grazie ad una concessione del 1080 di papa Gregorio VII, e un possedimento di Orvieto poi, città a cui sarà legata amministrativamente altre volte in futuro. Proprio in questo periodo avvenne un fatto molto particolare: i lateresi si videro costretti a pagare le tasse sia allo Stato Pontificio sia ad Orvieto. I cittadini si ribellarono rifiutandosi di pagare. Il tutto venne risolto con un accordo tra i due Stati.

Di un castello a Latera si hanno notizie da un documento dell'XI secolo, che ne parla assieme ad una chiesa dedicata a San Martino.

Tuttavia la storia principale di questo piccolo comune è molto legata alla famiglia Farnese: dopo un secolo piuttosto buio di invasioni e scorribande, tra le quali quella di Ludovico il Bavaro nel 1351, l'abitato torna pochi anni dopo tra i possedimenti della Santa Sede grazie al recupero operato dalle truppe del cardinale Albornoz e nel 1408 papa Gregorio XII concede il vicariato a Ranuccio Farnese di Latera e dell'omonimo paese accanto (Farnese), costituendo così un ducato indipendente da quello limitrofo di Castro. Questo particolare non è di poca importanza, perché Latera e Farnese furono risparmiate dalla dissoluzione e distruzione che invece colpì il potente ducato di Castro, continuando ad essere governate dai membri della famiglia Farnese fino al 1668, morte dell'ultimo esponente della dinastia, Girolamo. Ai Farnese si devono gran parte delle costruzioni monumentali presenti a Latera, dalla rocca alla pregevole Fontana Ducale.

Tornata al termine della dinastia Farnese tra i possedimenti ecclesiastici, Latera passa nuovamente sotto il governo di Orvieto. Fu con l'unità d'Italia, nel 1870 che divenne comune indipendente con un proprio sindaco. Tra l'altro Latera fu testimone della campagna garibaldina per la liberazione di Roma del 1867. Poco si sa della storia successiva, ma fu zona di scorribande di numerosi briganti, tra cui Damiano Menichetti e Fortunato Ansuini.

Dalla preistoria ai longobardi[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana nel territorio di Latera fin dall'età Neolitica è stata dimostrata dal ritrovamento di insediamenti preistorici nel lago di Mezzano. Si susseguirono poi le civiltà appenninica, protovillanoviana, villanoviana e nell'ambito di quest'ultima quella Etrusca. Latera era situata al centro della federazione delle 12 città Etrusche. Da qui le ipotesi della collocazione del Fanum Voltumnae proprio presso il lago di Mezzano, suffragata anche dal nome di una località 'Voltina' non lontana dall'abitato. Divenuta Romana seguendo le sorti dell'Etruria, il territorio di Latera ha restituito molte testimonianze di questo periodo storico: cippi, monete, iscrizioni; una di queste con la scritta "Villa Traiani" può far pensare che qui vi fosse una villa dell'Imperatore Traiano. Con la fine dell'Impero Romano di Occidente anche il nostro territorio fu sottoposto alla sottomissione da parte degli Ostrogoti prima e dei Longobardi dopo. Sembra che proprio durante la dominazione di questi ultimi fu edificato il primo nucleo del Castello di Latera, oggi non più visibile.

I Farnese[modifica | modifica wikitesto]

Divenuta Comune nel XII secolo, il suo territorio fu lungamente conteso fra Orvieto e la Santa Sede. Subì numerose incursioni durante una delle quali, sembra da parte di Ludovico il Bavaro fu distrutto il castello. Nel 1408 papa Gregorio XII concesse il vicariato di Latera a Ranuccio Farnese. I discendenti del ramo della famiglia Farnese continuarono ad amministrare Latera fino al 1658 e si distinsero per il governo illuminato: istituirono già nel XVI secolo un "Monte" per i prestiti agli agricoltori, vietarono il taglio indiscriminato dei boschi e, nel 1648 il duca Pier Francesco Farnese ordinò la costruzione dell’acquedotto che ancora oggi alimenta la fontana, detta La fontana del Duca. Nel centro storico si ammira il Palazzo Ducale, eretto nel XVI secolo dai Farnese e la Chiesa di San Clemente, ricostruita nel seicento su precedenti strutture romaniche.

Lo stato pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1668 con la morte del Cardinale Gerolamo si estinse la casa Farnese dei Signori di Latera il cui territorio torno' sotto lo Stato Pontificio il cui dominio durera' per oltre due secoli. Il territorio di Latera, durante il periodo del risorgimento, fu teatro di scontri tra truppe garibaldine e pontificie e non fu immune dal fenomeno del brigantaggio con personaggi quali Tiburzi, Menichetti ed Ansuini, questi ultimi protagonisti della morte del brigadiere dei Carabinieri di Latera Sebastiano Pera. Nel 1870, seguendo le sorti dello Stato Pontificio, entro' a far parte del Regno d'Italia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 48 persone. Le nazionalità più rappresentate erano:[4]:

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Latera è un grazioso abitato di origine medievale e il centro storico conserva ancora in maniera discreta la natura dell'antico paese. Si sa con certezza che Latera ed il relativo castello avessero nei tempi più remoti del periodo medievale una vistosa torre che svettava imponente. Numerosi disegni e documenti ne attestano l'esistenza e una storica via del paese, via della Torre appunto, richiama la presenza dell'antico elemento architettonico.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le chiese e chiesette sparse nel territorio.

  • Seconda per importanza soltanto alla monumentale Pieve di San Clemente, vi è la chiesa di San Sebastiano, posta leggermente all'esterno del nucleo abitato in una zona già agricola. Restaurata in tempi abbastanza recenti, è sede di alcuni eventi religiosi e tradizionali del luogo.
  • Nel cuore del borgo, il rione storicamente popolare di Latera, vi è inoltre la chiesa di San Giuseppe, un piccolo edificio religioso in muratura simile alle case circostanti.
  • La caratteristica e minuta chiesa di San Rocco è situata invece già in aperta campagna, a breve distanza da quella di San Sebastiano.
  • Particolare menzione merita la chiesa della Madonna della Cava, una piccola chiesa situata in una zona di cave tufacee in una delle strade che portano alle aree agricole del paese: sia la chiesa, sia soprattutto un dipinto che raffigura la Madonna col bambino, sono oggetto di particolare devozione da parte degli abitanti di Latera. La chiesa, oggi ricostruita, fu infatti bombardata durante la Seconda guerra mondiale e ridotta ad un rudere, salvandosi dalle schegge e dalle esplosioni in maniera fortunosa soltanto il quadro in questione appeso dietro all'altare. È legata alla chiesa della Madonna della Cava una leggenda: si racconta che una ragazza dopo aver discusso con i genitori uscì di casa dicendo che avrebbe sposato il primo uomo che avesse incontrato per strada. Subito dopo lo incontrò; un uomo molto più grande di lei. Quando venne il momento di celebrare le nozze, che sarebbero dovute avvenire nella chiesa della Madonna della Cava, questi si rifiutò di entrare; poi costretto, si mise sull'uscio e si dissolse immediatamente in una nube nera che si fissò sulla parete sinistra della chiesa: era il diavolo. Tutt'oggi è ancora possibile vedere questa macchia nera, nonostante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che gli anziani chiamano " i' diavelo de la Madonna de la Cava".

Il giro delle sette Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Il "giro delle sette chiese" di Latera è un percorso storico-religioso che si snoda tra le vie medievali e rinascimentali di Latera , e che mette in contatto il visitatore con importanti testimonianze di storia e fede dei signori Farnese e del popolo laterese in epoca medievale e moderna. È un itinerario di circa 4 km tra natura e arte da compiere preferibilmente a piedi, che coinvolge tutte le chiese presenti nel territorio comunale, evocando tratti importanti di storia del Cristianesimo medievale e moderno e trasmettendo ai contemporanei la forte devozione presente nell'epoca medioevale e rinascimentale. Il percorso inizia dalla chiesa principale, la Pieve di San Clemente sec. VIII-XVIII insignita dal Duca Girolamo Farnese del titolo di collegiata situata nel cuore del centro storico del paese. Proseguendo si trova la chiesa della Madonna del soccorso sec. XVIII-XIX, salendo in via Piave si arriva alla chiesa della Madonna del Carmine sec. XIX, scendendo per corso Vittorio Emanuele III (detto il borgo ) si trova la chiesa di San Giuseppe sec. VIII-XVIII, continuando sulla stessa strada, si arriva alla chiesa di San Sebastiano sec. XV- XVII e poco dopo alla chiesa di San Rocco sec. XV. Infine per concludere il giro si arriva alla chiesa della Madonna della Cava sec. XV-XVII.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Rocca e pieve medievali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Latera.

Il nucleo medievale e monumentale del paese vecchio, costituito da una rocca farnesiana ed una chiesa adiacente, è senz'altro il più caratteristico ed interessante del paese. Il palazzo più antico di Latera è l'attuale rocca, eretta in sostituzione di una più antica, di età longobarda, nel XV secolo e dimora dei Farnese per numerosi secoli. Adiacente ed in posizione più elevata rispetto alla Rocca, affacciata su una piazza panoramica alberata denominata appunto Piazza della Rocca, sorge la chiesa parrocchiale, la Pieve di San Clemente, originariamente una piccola cappella che faceva parte del complesso della rocca. La chiesa attuale è più recente e fu ingrandita per volere della popolazione nel XVII secolo, mentre il pregevole campanile è del secolo successivo. Al nucleo medievale si accede tramite delle porte ad arco, una posta davanti alla chiesa su un caratteristico ponte, l'altra in un viottolo più basso posteriore chiuso dai cosiddetti Quattro Archi.

Parco Pubblico intitolato alla Duchessa Camilla Virginia Savelli Farnese

Le quattro fontane[modifica | modifica wikitesto]

Elemento caratterizzante di Latera sono da sempre le fontane, dislocate nel territorio in maniera omogenea così da risultare simbolo principale dei quattro rioni del paese, che si sono sviluppati in epoca medievale intorno al Palazzo Farnese e alla chiesa.

  • Canale: situata in una zona occidentale appena fuori il paese, fu costruita su uno sperone roccioso dal quale sgorgano due sorgenti di acqua fresca e leggermente frizzante. È contornata da macchia e boscaglia ed è stata ristrutturata negli anni novanta, pur preservando la forma originale con tre vasche, la prima per l'abbeveramento degli animali, la seconda per il risciacquo dei panni e la terza per l'insaponatura. Fa parte del rione la parte occidentale del paese e il colore simbolo è il verde.
    Fontana di Canale
  • Piscero: e la fontana orientale, anticamente conosciuta come Fontana del Viscero, fu costruita nel 1576 come testimonia una scritta scolpita nella vasca centrale in pietra, accompagnata dal giglio dei Farnese: la costruzione che ospita la fontana è curiosa, formata da un arco a tutto sesto con tetto spiovente. Le due vasche lavatoio, situate sulla destra della fontane, furono aggiunte successivamente. Il rione del Piscero comprende la parte orientale del paese e il colore simbolo è il viola.
    Fontana del Piscero
  • Ponte, il cui nome ufficiale è Fontana Ducale, fatta costruire nel 1648 dal duca Pietro Farnese. È formata da una vasca ottagonale in pietra, con al centro un sostegno a base piramidale che sorregge un catino dal quale fuoriesce l'acqua: sulle otto facce della vasca ci sono disegnati degli emblemi, tranne in uno sul quale è incisa una scritta in lingua latina che significa: "All'immortalità del duca Pietro Farnese, figlio di Mario, che regna amabilmente, la comunità dei lateresi dedica un nuovo spettacolo di abbondante acqua, impegno perenne di gioia a decoro del ducato e a sollievo dei cittadini, nell'anno di Cristo 1648". La zona del ponte comprende tutta la zona antica medievale meridionale, chiamata il Borgo e le Mura. Il colore è il rosso.
    Fontana Ducale o del Ponte
  • Trinchieri: l'ultima delle quattro fontane oggi non esiste in più, in quanto, già in stato di rovina, era situata in fondo ad un alto fossato ai piedi della parte settentrionale del paese, che oggi è stato riempito e coperto da uno spiazzale adibito ad orto botanico. Ne è stata costruita una sorta di "copia" che è stata collocata presso i giardini comunali nella parte settentrionale del paese. La zona di Trinchieri è quella settentrionale e quella delle nuove costruzioni, il colore è il giallo.
    Fontana Trinchieri

Oltre alle quattro fontane, ne esistono delle altre (Fontana Nuova, Fontana degli Asinelli) oltre altre sorgenti con relative fontane nel territorio comunale, come Acqua Cachi, oramai non più attiva, conosciuta in paese per la sua qualità spiccatamente ferrosa e frizzantina.

Cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

Della cinta muraria originaria rimane evidenza della parte occidentale che costituisce oggi il punto panoramico di Piazza della Rocca. Si tratta di una muraglia alta una quindicina di metri che si impone sull'abitato sottostante. Parte delle mura sono state sbancate storicamente ed è possibile risalirle lateralmente tramite un viale che porta in cima alla piazza.

Il borgo di Latera in direzione dei "Quattro Archi"

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo della Terra[modifica | modifica wikitesto]

Il museo della terra, inaugurato a Latera nel 1999, è basato sulla collezione di Luigi Poscia detto "Patatella": circa 2.000 oggetti della vita contadina e artigiana ormai desueti e sconosciuti alla maggior parte delle persone. Gli oggetti sono esposti in bacheche aperte e diventano pretesti per raccontare il mondo che rappresentano. Da qui un allestimento che valorizza i beni immateriali (storie, memorie, spiegazioni, riti, giochi, canti, feste, ecc.) riportato su installazioni multimediali, ascolti in cuffia, video. È situato alla base del paese, in un granaio del XII secolo appartenuto in passato ai monaci Cistercensi del monte Amiata.

Come nasce[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo della terra di Latera, inaugurato nel 2001, nasce dalla musealizzazione della collezione composta da circa 1500 oggetti e realizzata da Luigi Poscia. Quest’ultimo, un ex agricoltore, a partire dal 1972 ha raccolto a Latera e nel territorio ad essa limitrofo oggetti che testimoniano la dimensione materiale di quel mondo rurale che a partire dal dopoguerra ha iniziato a mutare volto in modo molto veloce. La collezione comprende arnesi da lavoro relativi ai mestieri artigiani ma anche all’agricoltura, all’allevamento, alla conduzione della casa e allo svolgimento delle attività domestiche e quotidiane. Essa quindi si contraddistingue per il fatto di documentare non solo, come spesso accade, un aspetto specifico della vita degli scorsi decenni, ma tutta la realtà locale tradizionale nei suoi aspetti più evidenti così come in quelli più nascosti. In una seconda fase rispetto a quella iniziale, grazie anche ai finanziamenti regionali ed europei, la struttura si è ampliata - attraverso approfondite ricerche sul campo - con la realizzazione di una nuova ala espositiva multimediale incentrata sui beni immateriali. È in questa fase che si è provveduto a progettare ed impiantare nei giardini del Museo l’ orto-frutteto. L’inaugurazione di questo secondo lotto risale al 2003.

Perché la terra[modifica | modifica wikitesto]

Fulcro centrale attorno al quale verte l’esposizione del Museo è la terra, quest’ultima intesa sia come risorsa economica connessa alla strutturazione di ben determinati rapporti sociali ed economici interni ed esterni alla comunità, sia come metafora della memoria, delle radici e delle identità. Il Museo della terra, alla luce della Missione che si è dato, intende costituirsi non solo come luogo di raccolta, conservazione e valorizzazione, ma soprattutto come strumento di conoscenza del territorio e di confronto critico con le esigenze, le funzioni e gli interessi locali.

Il percorso allestitivo[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso allestivo del Museo si articola in tre macro-sezioni. La prima è dedicata alla esposizione della collezione Poscia. Questo spazio è ordinato secondo tre grandi nuclei concettuali: il dentro, il fuori e lo scambio. Il primo riguarda le attività che si svolgevano in campagna (coltivazione, allevamento) e nel bosco; il secondo è relativo alle attività domestiche ed a quelle praticate nelle botteghe; infine il terzo polo vuol essere un momento di connessione tra i precedenti due (rappresentato dalla compravendita di quanto prodotto grazie al lavoro agricolo e trasformato dal lavoro artigiano). Diciotto bacheche aperte offrono circa quattrocento oggetti suddivisi per argomento e contestualizzati attraverso snelle didascalie e gigantografie che completano il percorso. L’allestimento del secondo piano del Museo è dedicato alla documentazione e alla restituzione degli aspetti immateriali della cultura di Latera e dei dintorni: le feste, i giochi, i canti, la storia orale. La prima sezione è la “Galleria delle Processioni”, composta da cinque grandi schermi sui quali sono proiettati in multivisione filmati relativi a sei feste tradizionali dell’Alta Tuscia. La postazione è stata pensata in modo tale da portare il visitatore a trovarsi al centro dell’evento festivo mostrato e di dargli la sensazione di viverlo in prima persona. I giochi e i canti sono resi fruibili attraverso la proiezione di diapositive coordinata all’ascolto di suoni e voci nella zona denominata “Quattro cantoni”. I “Bauli della memoria” chiudono il viaggio nella memoria raccontando il rapporto dei lateresi con la loro terra. L’allestimento è composto da pochissimi oggetti - selezionati tra quelli messi a disposizione dalle persone del paese e dalla collezione di Luigi Poscia - e pannelli che riportano la trascrizione della viva voce delle persone intervistate che raccontano la durezza del distacco nella migrazione e nell’emigrazione, le lotte per la conquista delle terre, la devastazione della guerra, la pericolosità della terra all’epoca dei briganti e la cucina tradizionale locale. Completa il percorso museale uno spazio espositivo esterno che illustra l’orto (contadino ma anche monastico, con le piante aromatiche e le erbe medicinali) e gli alberi da frutto tipici della zona, oltre che uno spazio di prato attrezzato con tavoli e panche dove i visitatori possono piacevolmente sostare. Questa sezione esterna ha l’intento di documentare il modo in cui l’uomo modella il paesaggio naturale attraverso le proprie attività e le proprie colture. Dal Museo partono dei percorsi di tipo storico-artistico, storico e naturalistico che conducono alla scoperta del territorio all’interno del quale la struttura è collocata.

L’edificio[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio che ospita la struttura è l’antico complesso della grancia e chiesa di San Pietro. È questa la più antica chiesa di Latera (notizie che la riguardano risalgono ai primi anni del 1000), che con il granaio attiguo rappresenta una delle testimonianze più remote della presenza monastica nel territorio dell’alta Tuscia. Il complesso nasce, infatti, come dipendenza dell’Abbazia Cistercense del Monte Amiata. La chiesa e la grancia, che nel corso degli anni hanno finito anche con l’essere usate come stalla, sono state interamente restaurate lasciando a vista l'intera muratura (pavimento in pietra, soffitto rivestito con travi di legno). Su quest’ultima si è innestata una progettazione di stampo “futuribile” caratterizzata da intelaiature metalliche e colori contrastanti, che proprio nel rapporto dialettico con l'edificio conferisce al Museo una forte impronta comunicativa. Nella grancia trova collocazione anche una postazione per video-proiezione ove si possono visionare documentari sulla collezione o, in caso di allestimento di mostre temporanee, filmati che introducono le medesime. In questa zona di recente è stata allestita la Mostra permanente delle chiavi appartenenti alla collezione del Museo.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo della terra svolge costantemente durante il corso dell’anno attività di documentazione audiovisiva riguardante il territorio, inoltre è sede di attività di tirocinio svolte da studenti universitari. Nell’attiguo ex-mattatoio, oggi centro culturale polifunzionale, è stato realizzato un laboratorio didattico permanente dotato di aule per esercitazioni pratiche e per seminari.Il Museo si fa costantemente promotore di iniziative culturali quali mostre, convegni, incontri e presentazione di libri. Il Museo della terra di Latera fa parte del Sistema museale del Lago di Bolsena e del Sistema museale regionale tematico antropologico DEMOS.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa principale di Latera è Sant'Angelo, che si tiene ad inizio settembre, con feste religiose e laiche e una fiera di origine abbastanza antica che ha luogo la prima domenica del mese. Questa festività è seguita tra ottobre e novembre dalla Sagra del Marrone di Latera, frutto autunnale molto diffuso nei Castagneti lateresi, che si tiene nelle ultime due domeniche di ottobre. Vista l'ostica data in cui si celebra il patrono del paese, San Clemente 23 novembre, la festa di Sant'Angelo ha sostituito quella patronale ingannando molti non autoctoni sulla vera identità del patrono.

Tempi indietro la festività patronale veniva celebrata con l'antico detto: "San Clemente con la barba prende i' porco per la zampa" indicando con tale dicitura la ricorrenza, allora importantissima, dell'uccisione del maiale.

  • La più antica festa nonché quella che ha dato lustro al paese di Latera è la processione del Cristo Morto che si tiene la sera del Venerdì Santo per le vie del paese completamente al buio e illuminato solo da lumi portati a mano dai partecipanti. Composto da più di 100 personaggi rigorosamente in costume storico, la processione è nota soprattutto per i canti del coro delle confraternite, che risalgono al tardo '600, rigorosamente in gregoriano e sono tramandati unicamente per tradizione orale da padre in figlio. Per questo motivo il coro delle confraternite ha partecipato nell'ambito dell'anno europeo della musica, ad una serie di concerti che hanno culminato con una rappresentazione a Venezia nella chiesa di San Stae, come unica rappresentante italiana di questo tipo di tradizione orale. I canti sono il Christus factus est, il Miserere e la Stabat Mater.
  • In estate sono pochi anni che prende vita il Bivacco Medievale, una rievocazione storica in costume dell'epoca medievale con banchetti e danze. Un'altra festa estiva è la sagra del pizzicotto, pasta tipica locale di farina e acqua tirata a mano che si svolge nella seconda settimana di luglio. Un'altra festa molto importante è la sagra della castagna che si svolge gli ultimi due week-end di ottobre e attira numerosi turisti da tutte le zone limitrofe. Le castagne vengono degustate dal pubblico arrostite oppure si possono acquistare sacchetti del prodotto tipico locale presso i numerosi stand e le varie cantine aperte per l'occorrenza.

Frequente d'estate anche un torneo calcistico giunto alla 20ª edizione (2006) con le 4 squadre locali che rappresentano le 4 contrade lateresi, contrassegnate ognuna da una fontana. Questo torneo, da pochi anni, ha assunto anche un carattere celebrativo in memoria di Sergio Procenesi, abitante di Latera scomparso da alcuni anni.

  • Da citare l'antichissima befanata laterese, unica testimonianza dell'alto Lazio di questua popolare derivante dalle befanate toscane, che si tiene la vigilia dell'Epifania. Nella sera del 5 gennaio il gruppo spontaneo della befana laterese formato da musicanti, dalla Befana, dal Befano (Conte di Buon'Umor) e da un banditore che con una formula scritta sulla pergamena introduce nelle case l'allegra brigata, gira per le case del paese augurando un buon raccolto e in cambio chiede un "pensiero" che anticamente era costituito da carne di maiale e salsicce, ma che oggi si è trasformato in soldi, panettoni, bottiglie di vino e di spumante.
  • La sera del 30 novembre, per Sant'Andrea, bambini e ragazzi corrono per le strade del paese, facendo confusione e trascinando delle corde alle quali sono attaccati dei barattoli.

Leggende paesane[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono i personaggi fantasiosi che si aggirano da secoli nelle macchie circostanti al paese o spesso nell'abitato stesso, ma solo e soprattutto nell'immaginario collettivo, anche se oggi col cambio generazionale stanno perdendo consistenza. Tra le figure più negative senz'altro ci sono la strega di canale e la marroca, l'ometto di ciancarella: la prima sarebbe una strega insediata nei paraggi della fontana di canale, questo perché spesso, probabilmente per la conformazione della collina, si nasconde nella direzione della fontana sempre una nuvola più o meno grande; la seconda invece non ha una spiegazione ben definita, e sembrerebbe essere anch'essa una strega o comunque una donna brutta e malvagia. L'ometto di ciancarella invece è una sorta di spiritello che si aggira nell'omonimo bosco a ridosso del paese. Il Canetto di San Rocco, invece, sarebbe una sorta di cagnolino fantasma che si aggira di sera nei pressi dell'omonima chiesetta. Da mettere in risalto anche un animale di fantasia detta logna, che i lateresi mettono sovente nei loro discorsi per far capire in metafora di una cosa che non esiste: "andar per logne" vuol dire perdere tempo. Da citare anche animali inventati dai bambini delle elementari negli anni settanta quali il trippanze ed il patollosauro.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione è dedita principalmente all'agricoltura, alla pastorizia e all'artigianato locale. Sono presenti sul territorio, nella zona artigianale, attività come carrozzeria, falegnameria, produzione pasture da pesca e piccoli artigiani con lavori in legno e in ferro. Non mancano, soprattutto nel centro storico di Latera, attività come bar, edicole, negozi alimentari e di tutti i prodotti di uso quotidiano. Ricca sul territorio di Latera è la prodizione di vino e Olio. Non mancano vaste coltivazioni di cereali e graminacei, oltre che a coltivazioni di Zafferano, Nocchie e Castagne.

Volontariato[modifica | modifica wikitesto]

A.V.P.C. LATERA[modifica | modifica wikitesto]

Volontari dell'A.V.P.C LATERA.

Il Comune di Latera gode sul proprio territorio della presenza di numerosi Volontari di Protezione Civile, facenti parte dell’associazione "A.V.P.C. LATERA" (Associazione Volontari di Protezione Civile Latera), fondata nel 2007 che oggi fa parte dell’Associazione Nazionale PROCIV ITALIA riconosciuta dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale.

L’associazione vanta della partecipazione in tutte le emergenze Regionali e Nazionali dal 2007 ad oggi, passando per il terremoto che ha colpito l’Abbruzzo, l’Emilia Romagna e per ultimo il devastante terremoto che ha colpito l’Italia Centrale; oltre alle varie alluvioni come Montalto Marina, Genova e le miriadi di emergenze locali come neve, acqua e incendi boschivi.

I volontari dell’A.V.P.C. LATERA, collaborano e promuovono inoltre attività con la fondazione TELETHON e con l’associazione AIPD (Associazione Italiana Persone Down).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Latera passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Campo Sportivo Comune di Latera

Latera è rappresentata calcisticamente dal G.S. Latera Calcio (ex Audace Latera), che milita nel girone A di Prima Categoria e gioca le sue partite casalinghe nel campo sportivo "Felice Napoleoni". Lo stesso campo d'estate ospita il tradizionale torneo calcistico dove si scontrano le rappresentative delle quattro fontane.

Emanuele Pirro, famoso ex pilota di Formula Uno e vincitore di 5 24ore di Le Mans, è di origine laterese da parte di madre e a Latera ha trascorso molte estati della sua infanzia.

Molto diffusa la caccia nelle numerose macchie circostanti.

Da qualche anno a questa parte molti lateresi hanno scoperto il piacere della corsa e sovente nella strada provinciale Latera Farnese si vedono moltissimi podisti alcuni dei quali fanno parte della sezione atletica della Polisportiva Montalto e gareggiano per le vie della Tuscia. Da segnalare nell'ambito della sagra della castagna la corsa " Maratonina del Marrone di Latera" giunta nel 2016 alla quindicesima edizione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Decreto 25 marzo 2005 (G.U. della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005) recante Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Codice pSIC: IT6010011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dati ISTAT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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