Zucchero Fornaciari

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Zucchero
Zucchero 03.JPG
Zucchero allo Skanderborg Festival nell'agosto 2007
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Blues
Soul
Periodo di attività musicale1970 – in attività
Strumentovoce, chitarra, pianoforte
Album pubblicati30
Studio14
Live4
Colonne sonore1
Raccolte11
Logo ufficiale
Sito ufficiale

Zucchero Fornaciari, pseudonimo di Adelmo Fornaciari (Roncocesi, 25 settembre 1955), è un cantautore e musicista italiano.

Annoverato fra i principali esponenti del blues in Italia, nell'arco di oltre trent'anni di carriera ha riscosso un ragguardevole successo commerciale, vendendo più di 60 milioni di dischi tra album e singoli;[1][2][3][4] le sue tournée mondiali e le frequenti collaborazioni con artisti affermati a livello internazionale – quali Andrea Bocelli, Eric Clapton, Joe Cocker, Miles Davis, B.B. King, Luciano Pavarotti, Sting e Paul Young – hanno contribuito in misura considerevole a estendere la sua popolarità oltre i confini italiani.[5][6][7][8][9]

Sotto il profilo stilistico, la produzione musicale del cantautore emiliano è caratterizzata da una sintesi originale della tradizione melodica mediterranea con elementi derivati dal blues, dal gospel e dal soul, generi tipici del sud degli Stati Uniti d'America.[9][10][11][12][5]

Il suo lavoro gli ha fruttato numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Tenco alla carriera,[13] due World Music Awards, sei IFPI Platinum Europe Awards,[14] una candidatura ai Grammy[15] e l'onorificenza di commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Adelmo Fornaciari nacque a Roncocesi, una frazione (successivamente quartiere periferico) di Reggio Emilia, il 25 settembre 1955, da Giuseppe Fornaciari e Rina Bondavalli (1929-2001). Il nome d'arte, Zucchero, deriva dal soprannome datogli da una maestra delle elementari.[16]

Cresciuto in una realtà rurale di provincia, fu tesserato dalla società calcistica della Reggiana come portiere nella squadra dei pulcini. Nel 1968 la famiglia si trasferì da Roncocesi a Forte dei Marmi, dove Adelmo frequentò la scuola media inferiore.[17] Tre anni più tardi, nel 1971, la famiglia Fornaciari si trasferì nuovamente, questa volta ad Avenza, un quartiere di Carrara. Ad Avenza, Zucchero frequentò per cinque anni l'I.T.I.S. "Galileo Galilei".[18][19]

Diplomato come perito elettronico, si iscrisse all'università nella facoltà di veterinaria; dopo aver superato trentanove esami su cinquantuno abbandonò gli studi per dedicarsi alla musica. A insegnargli i primi rudimenti di chitarra fu un suo compagno di università statunitense. Durante la lunga gavetta svolse vari lavori tra i quali il tornitore, il salumiere e il fornaio.[20][19]

1968-1981: Gli inizi e la vittoria al Festival di Castrocaro[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1968 e il 1978 suonò con alcuni gruppi: "I Duca" (1968), primo gruppo da lui fondato,[21][22] il trio "Amici del mare" (1971), che collaborarono come coristi al 45 giri Vorrei volare/Risposta non c'è di "Paolo Barberi e il Piano Verticale", esordio assoluto in sala d'incisione,[23] "I Monatti",[24] "Le Nuove Luci" (Juanita/Canto di maggio, City, c 6256),[25] "Sugar & Daniel",[26] "I Decals" (Un'ora, Atlas Records, AT 075)[27] e "Sugar & Candies" (Voulez vous danser/My Woman, Up 10019, Mi vida/Something in My Life, Up 10024, e Donna o bambina/Marylou, Harmony H 6069).[28] Di queste canzoni riprese in seguito alcuni versi di Juanita, nel ritornello di Quasi quasi (in Zucchero & The Randy Jackson Band) e My Woman, con un testo in italiano e il titolo cambiato in Bambino io, bambino tu (in Blue's).[19]

Nel 1979 scrisse la musica della canzone Il gallo, per l'album del cantautore Rinaldo Del Monte e Tutto di te per Fred Bongusto. Nel 1980 formò la band "Taxi" e nel 1981 si classificò primo al Festival di Castrocaro con il brano Canto te,[12] a pari merito con la cantante Marina Fiordaliso. La sua prima collaborazione importante fu con Michele Pecora, insieme al quale realizzò il brano di grande successo Te ne vai.[19]

Zucchero ha ripercorso tutti gli avvenimenti più significativi della sua infanzia e adolescenza, che spesso hanno portato alla stesura di una particolare canzone, oltre a quelli relativi alla sua successiva carriera di cantante affermato, nel libro autobiografico Il suono della domenica - Il romanzo della mia vita del 2011.[29]

1982-1986: Festival di Sanremo, primi album e l'inizio del successo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Un po' di Zucchero, Zucchero & The Randy Jackson Band e Rispetto (album Zucchero).

Nel 1982 esordì al Festival di Sanremo, presentando la canzone Una notte che vola via, con la quale giunse penultimo in finale davanti a Vasco Rossi, ultimo con Vado al massimo, e anche come produttore del brano Lisa, cantato da Stefano Sani.[9] L'anno successivo partecipò per la seconda volta al Festival dei Fiori nel 1983, col brano Nuvola, ammesso alla fase finale, ma che non ebbe successo. Fu inoltre autore della seconda canzone classificata, Volevo dirti, cantata da Donatella Milani e di altri tre brani della rassegna.[9] Nello stesso anno pubblicò il suo album d'esordio Un po' di Zucchero, deludente dal punto di vista commerciale e lontano dal genere ricercato, in quanto realizzato in parziale compromesso con la casa discografica PolyGram.[19][30] Deluso dalla sua situazione artistica, nel 1984 decise di imprimere un importante cambiamento alla sua carriera recandosi in California.[31] A San Francisco conobbe Corrado Rustici, suo futuro produttore, e registrò le basi per un nuovo disco, orientandosi verso sonorità più internazionali: il soul e il blues.[9] Ne scaturì, nel 1985, il secondo album Zucchero & The Randy Jackson Band, con testi di Mogol e Alberto Salerno, anticipato dal singolo Donne. La canzone, che partecipò a Sanremo, fu un grande successo, nonostante fosse stata inizialmente attaccata dalla critica e ignorata dalle giurie, classificandosi in penultima posizione.[9] Quella del 1985 fu la terza partecipazione di Zucchero al Festival di Sanremo.[19]

Nel 1986, dopo aver partecipato per la quarta e ultima volta al Festival di Sanremo col brano Canzone triste, piazzatosi alla ventunesima e penultima posizione come l'anno prima, cominciò a lavorare con il produttore Michele Torpedine. Quest'ultimo credette nel cantante, concedendogli una nuova occasione dopo il parziale insuccesso dei primi due album. Venne così concepito l'album Rispetto che, pregno di atmosfere e sonorità rhythm and blues, segnò la svolta della carriera di Zucchero.[9] Risalgono a quest'epoca la collaborazione con Gino Paoli, che scrisse il testo di Come il sole all'improvviso, e la frequentazione di Zucchero con il già affermato rocker Vasco Rossi, tramite il produttore di quest'ultimo: Guido Elmi. In Rispetto, promosso dal Rispetto Tour, si trova anche la canzone Nuovo, meraviglioso amico, dedicata dall'autore al suo idolo Joe Cocker.[19]

1987-1994: La consacrazione e i primi tour internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Blue's, Oro, incenso e birra e Miserere (album).
Zucchero ospite del collega Adriano Celentano nel programma TV Fantastico 8 (1987)

Nel 1987 venne pubblicato Blue's, con cui Zucchero raggiunse un ragguardevole livello di popolarità e di vendite con oltre 1 500 000 copie in Italia.[32] Fra i brani più noti di questo periodo: Con le mani e Hey Man (testi di Gino Paoli), Senza una donna, poi divenuto il suo più grande successo internazionale, Dune Mosse, Pippo, Non ti sopporto più e Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'Azione Cattolica. L'album Blue's vinse il Festivalbar 1987.[33] Nel conseguente Blue's Tour tenne tre concerti con Joe Cocker, durante i quali i due cantarono insieme una versione del brano With a Little Help from My Friends. Contemporaneamente al raggiungimento delle prime grandi soddisfazioni dal punto di vista musicale, tuttavia, Zucchero visse un profondo stato di depressione dovuta all'imminente separazione dalla prima moglie Angela Figliè.[34]

Nel 1988 suonò alla Fiera internazionale del disco di Cannes che contribuì a lanciarlo nel mercato estero e iniziò il suo primo tour europeo, lo European Tour '88.[19] Nell'album di Gino Paoli, L'ufficio delle cose perdute fu incluso il brano Hey Ma firmato da Zucchero. In aprile incontrò a New York Miles Davis, col quale incise una nuova versione di Dune mosse, pubblicata solo anni più tardi, in Zu & Co. In quell'occasione il musicista americano, rimasto colpito dalla canzone, propose di aggiungere una parte jazz alla tromba.[35][11] Nel novembre successivo uscì Snack Bar Budapest Original Movie Soundtrack, la colonna sonora del film Snack Bar Budapest di Tinto Brass, firmata da Zucchero.[19]

Il successo di Zucchero venne confermato dall'album Oro, incenso e birra, uscito nel giugno 1989. L'album, con oltre 8 000 000 di copie vendute nel mondo,[4] di cui oltre 1 840 000 copie solo in Italia,[36] rimase per sette anni l'album italiano più venduto nel mondo, superato poi da Romanza di Andrea Bocelli.[37] Tra i brani inclusi vi sono Diavolo in me, Overdose (d'amore), Madre dolcissima e Diamante, con testo di Francesco De Gregori, dedicata alla nonna di Zucchero. Nell'estate del 1989 Zucchero intraprese la prima parte dell'Oro, Incenso e Birra Tour. Da menzionare due particolari tappe della tournée, che videro il cantante affiancato da ospiti quali Joe Cocker e Miles Davis (Viareggio, 29 giugno) e Ray Charles e Dee Dee Bridgewater (Arena di Verona, 5 settembre). Charles, dopo l'esibizione, disse del bluesman italiano:

«Questo ragazzo è così talentuoso... Una voce incredibile... Sicuramente uno dei migliori artisti blues con cui abbia mai lavorato.[38]»

(Ray Charles)

Il successivo 4 ottobre Italia 1 mandò in onda in prima serata uno speciale,[39] presentato da Red Ronnie, realizzato durante il concerto di Fornaciari all'Ex mattatoio di Roma del 28 settembre precedente, serata in parte funestata da problemi atmosferici e organizzativi, ma nella quale il cantante reggiano ospitò importanti artisti internazionali, come Eric Clapton, Paul Young, Dee Dee Bridgewater e Clarence Clemons.[32]

Da allora, oltre a confermarsi come uno dei maggiori esponenti della musica leggera italiana, Zucchero intraprese una frenetica opera di collaborazione con diversi colleghi. Al Festivalbar 1989 venne premiato con il "Premio Speciale Europa".[40] Il 1989 si chiuse con un progetto nato con spirito goliardico: il 31 dicembre, durante una vacanza sulle Dolomiti Ampezzane, Zucchero formò, insieme a Dodi Battaglia, Fio Zanotti, Maurizio Vandelli, Michele Torpedine e Umbi Maggi, quella che poi si trasformò in una vera e propria formazione musicale, Adelmo e i suoi Sorapis, che pubblicò quattro anni dopo l'album Walzer d'un Blues (1993), inciso in soli nove giorni del 1989 negli studi di registrazione del bassista Maggi.[41]

Da destra: Zucchero, Lucio Dalla, Luciano Pavarotti e il giornalista Vincenzo Mollica durante il primo Pavarotti & Friends nel 1992.

Nel 1990 cominciò la seconda parte del tour con ventotto date a supporto di Eric Clapton,[38] di cui dodici consecutive svolte alla Royal Albert Hall di Londra. In concomitanza della terza e ultima parte della tournée, uscì la raccolta Zucchero Sings His Hits in English, destinata al mercato internazionale, dove l'artista cantò i suoi maggiori successi tradotti in lingua inglese. Risultò, poi, essere il primo artista occidentale a suonare al Cremlino di Mosca dopo la caduta del muro di Berlino, dove tenne due esibizioni consecutive, l'8 e il 9 dicembre 1990. Il secondo concerto, conclusivo dell'intera tournée, venne trasmesso in diretta televisiva mondiale dalla Rai. Da queste performance fu ricavato Live at the Kremlin, pubblicato nel novembre successivo.[42]

Nel 1991 uscì il singolo Senza una donna (Without a Woman) cantato con Paul Young, che risulta la canzone più conosciuta e di maggiore successo di Zucchero in ambito internazionale,[4] nonché l'unico singolo di un cantante italiano ad aver raggiunto la vetta della Eurochart Hot 100 Singles, oltre a Blue (Da Ba Dee) degli Eiffel 65, dal 1965. Partecipò, poi, duettando con Sting, conosciuto l'anno prima,[43] al Gran premio internazionale della televisione e al tour promozionale dell'ultimo album del cantante britannico, The Soul Cages, in cui è contenuta la versione italiana di Mad About You, Muoio per te, con testo di Zucchero.

Nel 1992, unico italiano invitato, partecipò al Freddie Mercury Tribute Concert, interpretando il brano Las palabras de amor (The Words of Love) insieme ai Queen, in memoria del cantante della band scomparso: da quel momento iniziò la collaborazione musicale e l'amicizia con il chitarrista Brian May. Il 1992 fu anche l'anno in cui incise Miserere in duetto con Luciano Pavarotti. Per la parte di tenore nei provini del disco omonimo, Michele Torpedine chiamò il giovane e ancora sconosciuto Andrea Bocelli che venne così lanciato dalla collaborazione con lo stesso Zucchero nel panorama nazionale e internazionale,[4] mentre tra i coristi presenziò anche la giovanissima Giorgia Todrani, alle prime esperienze in sala d'incisione. Inizialmente riluttante,[44] Pavarotti si convinse ad accettare dopo aver ascoltato il provino di Bocelli. Il duetto tra una voce moderna e un tenore rappresentò una novità assoluta alla quale seguirono altri duetti, con l'ideazione del Pavarotti & Friends, nato da questa collaborazione tra i due artisti.[45] Il 14 novembre fu ospite del primo raduno del fan club di Luciano Ligabue all'Italghisa durante il Neverending Tour.

Il 1993 vide Zucchero impegnato ne L'Urlo Tour Europa Italia, con ospiti Paul Young, Brian May e Jovanotti. Alla fine dell'anno fu pubblicato l'album Walzer d'un Blues, scritto quattro anni prima con i Sorapis.[19] Nel 1994, unico italiano, partecipò a Woodstock '94,[9][46] grazie al suo nuovo manager Miles Copeland, e la versione live di Mama venne inclusa nel doppio CD dell'evento.[47] Successivamente Zucchero lanciò definitivamente Andrea Bocelli: uscì infatti il primo disco del tenore, intitolato Il mare calmo della sera, in cui Zucchero compare come autore del brano omonimo, insieme a Gian Pietro Felisatti e Gloria Nuti, e di Rapsodia.

1995-2008: L'apice della carriera musicale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Spirito DiVino, Bluesugar, Shake (Zucchero) e Fly (Zucchero).

Nel 1995 venne pubblicato l'album Spirito DiVino che, trainato dai singoli X colpa di chi?, Così celeste, e Il volo, vendette più di 3 000 000 copie, metà delle quali in Italia. Invitato da Dan Aykroyd, si esibì alla House of Blues in una serata di gala per la celebrazione del 46º compleanno di John Belushi, accompagnato dalla The Blues Brothers Band. Durante l'esecuzione Jim Belushi e Dan Aykroyd vestirono i panni dei Blues Brothers. Vinse il premio come miglior album dell'anno al Festivalbar 1995,[48] poco prima di partire per la sua prima tournée intercontinentale: lo Spirito DiVino Tour Mondiale, con ospiti Francesco De Gregori, Eric Clapton, Brian May e Buddy Guy.

Nel 1996 uscì The Best of Zucchero Sugar Fornaciari's Greatest Hits che, anticipato dal singolo Menta e rosmarino, nel cui video recitarono Mietta e Natalia Estrada, raggiunse i 5 000 000 di copie nel mondo. L'anno dopo uscì una nuova versione della raccolta che include la reinterpretazione di Va, pensiero di Giuseppe Verdi riadattata da Zucchero e Mino Vergnaghi. Sempre nel 1996 collaborò nuovamente con Andrea Bocelli. Il tenore incluse, infatti, Rapsodia e Il mare calmo della sera nell'album Romanza, che, vendendo oltre venti milioni di copie, risulta l'album italiano più venduto nel mondo, avendo superato il precedente primato di Oro, incenso e birra. Partì poi il The Best of Tour. Importanti furono le date di Brunico, in diretta televisiva su un palco a 2 000 metri di altitudine, e quella al Paradiso di Amsterdam. Prima dell'uscita del Best of, Zucchero fu il primo artista italiano ad apparire su The Faber Companion to 20th Century Popular Music, la più autorevole enciclopedia di musica moderna del ventesimo secolo. Fu anche l'unico italiano, insieme a Edoardo Bennato (due volte, 1976 e 1992),[49] ai Litfiba (nel 1991) e Luciano Ligabue (nel 1992), a partecipare al Montreux Jazz Festival, esibendosi dopo Little Richard.

Nel 1997 venne pubblicata la colonna sonora del film Il mistero del principe Valiant dal titolo Prince Valiant Original Soundtrack, in cui è incluso il duetto con Alannah Myles nel brano What Are We Waiting For. In occasione della Mostra del cinema di Venezia si esibì con Gérard Depardieu[50] cantando il brano Un piccolo aiuto che in Francia venne pubblicato come singolo: i proventi furono devoluti in beneficenza alla fondazione per la ricerca e la prevenzione dell'AIDS. Sempre nel 1997 collaborò nuovamente con B.B. King, incidendo un duetto nel brano Let the Good Times Roll incluso nell'album Deuces Wild del bluesman. Nello stesso anno partecipò alle registrazioni delle canzoni del film d'animazione musicale La banda del rock - I musicanti di Brema insieme a B.B. King, Oleta Adams e James Ingram.[9]

Nel 1998, invitato da Luciano Pavarotti, si esibì a New York in occasione dei Grammy Award cantando Va, pensiero. Venne poi invitato a cantare da Roman Polański a Gstaad, città dove si svolse il Cinemusic International Festival, affiancato da Vangelis e da una grande orchestra. L'album di inediti successivo fu Bluesugar che, dedicato al terzo figlio Blue Fornaciari, confermò la popolarità dell'artista anche grazie ai singoli Blu, Puro amore e You Make Me Feel Loved.[51]

Nel 1999 si svolse il Bluesugar World Tour Mondiale che, con centotrentuno date, comprensive della partecipazione al Night of the Proms, prima volta per Zucchero, risulta essere il secondo tour più lungo del cantante. Contemporaneamente venne pubblicata la raccolta Overdose d'amore/The Ballads che include il brano Muoio per te in duetto con Sting. Invitato da Bono degli U2, partecipò ai concerti benefici NetAid di Londra (Wembley Stadium), Ginevra (Palais des Nations) e New Jersey (Giants Stadium), dove Zucchero eseguì Il volo, accompagnò con la chitarra Bono nel brano One e, con i vari ospiti, eseguì il brano New Day.[52]

Nel 2000, anno di pausa per la scrittura del nuovo album di inediti, venne invitato in Germania per suonare alla partita d'addio di Lothar Matthäus. Partecipò anche all'evento Faber, amico fragile in memoria dell'appena scomparso Fabrizio De André, dove per l'occasione eseguì Ho visto Nina volare[53] e alla registrazione dell'album live Moment of Glory degli Scorpions, duettando con Klaus Meine nel brano Send Me an Angel.

Nel 2001 fu al Festival di Sanremo come coautore di due brani: Luce (tramonti a nord est) co-scritta e cantata da Elisa e Di sole e d'azzurro cantata da Giorgia: le due canzoni si classificarono rispettivamente prima e seconda.[53] Quello stesso anno uscì l'album Shake che, promosso dai singoli Baila, Sento le campane, Ahum, Dindondio, e contenente la collaborazione con il bluesman John Lee Hooker, vendette 300 000 copie solo in prevendita.[54] Grande successo ebbero anche i duetti con il gruppo messicano dei Maná sulle note di Baila Morena e di Eres mi religión, brano dell'album Revolución de amor. Partecipò poi come super-ospite al gala per il FIFA World Player of the Year a Zurigo, rassegna dove veniva consegnato il Pallone d'oro.

Nel 2002 Shake vinse il Festivalbar 2002.[55] Venne poi pubblicato Veleno, album di Mina, che include un brano scritto da Zucchero: Succhiando l'uva. Uscì al cinema il cartoon natalizio della DreamWorks Spirit - Cavallo selvaggio, la cui colonna sonora italiana è cantata da Zucchero, che tradusse i testi della versione originale di Bryan Adams. Intanto si svolse lo Zucchero Shake Tour, che si protrasse per due anni (2002 e 2003). Il 29 novembre 2003 partecipò al primo 46664 a Città del Capo.[9]

Nel 2004 venne pubblicata la raccolta Zu & Co., che raccoglie tutti i principali duetti svolti sino a quel punto della carriera. Le canzoni incluse, ad eccezione dei due inediti Il grande Baboomba, singolo di lancio del disco e vincitore del Festivalbar 2004,[56] e la cover Indaco dagli occhi del cielo, sono vecchi successi riarrangiati e interpretati con vari artisti internazionali.[9] Ai cori, ad affiancare la giovane Elaine Jackson, tornò Lisa Hunt, storica corista di Fornaciari. Per presentare il nuovo lavoro, Zucchero scelse la Royal Albert Hall di Londra come location per quella che diventò la data zero dello Zu & Co. Tour. Al concerto parteciparono diversi tra gli artisti con cui Zucchero aveva registrato i duetti. Durante il tour si aggiunsero anche le partecipazioni al Night of the Proms, alle edizioni di quell'anno e del successivo, e al BBC a Beautiful Day. Nel 2005 Zu & Co. venne pubblicato negli Stati Uniti, debuttando al numero 85 della Top 200 di Billboard e raggiungendo le 500 000 copie vendute solo negli USA, grazie anche alla distribuzione nei locali della catena Starbucks. Nel luglio del 2005 partecipò al Live 8 a Roma e a Parigi. Diventò, poi, il primo artista italiano ad avere l'intera discografia pubblicata sul nuovo supporto fonografico superaudio CD. Il 1º ottobre 2005, al raduno del Fan Club, avvenne la reunion dello storico gruppo "Le Nuove Luci", in cui Zucchero militò in gioventù. Poco tempo dopo la serie di concerti 46664, a cui Zucchero prese nuovamente parte in onore di Nelson Mandela, i Queen, capitanati dal chitarrista Brian May, decise di ricominciare il lavoro in studio dopo quindici anni dalla morte di Freddie Mercury. Lo stesso May, che si era messo alla ricerca di una nuova voce per la band, scelse in prima battuta il bluesman italiano, che rifiutò.[57][58]

«Una volta, [...] mi ha anche chiesto di entrare a far parte della band. Sì, proprio dei Queen. In un tour. Gli ho dato del matto. Sostituire Freddie Mercury? Lesa maestà. Sarebbe stato bello, essere un Queen, ma preferisco ambire alla corona di Re Del Soul, almeno in Italia.»

(Zucchero)

Il 6 giugno 2006, dopo un anno passato a scrivere il nuovo album, Zucchero venne insignito dell'onorificenza di Commendatore dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.[59] Nel settembre 2006 venne pubblicato in tutto il mondo Fly, che, con uno stile più pop, molte ballate, e collaborazioni d'autore con artisti come Ivano Fossati e Jovanotti, costituì un cambiamento rispetto ai dischi precedenti. Particolare successo ottennero il singolo di lancio Bacco perbacco e i successivi Occhi e Un kilo.[9] In Francia uscì Les Bronzés 3, terzo capitolo della popolare saga francese. Il brano principale della colonna sonora è Baila, nella versione cantata con i Maná, che raggiunse il vertice della classifica francese per quattro settimane, a cinque anni dalla pubblicazione.[53] Quell'anno partecipò alla Mostra del Cinema di Venezia, all'evento 46664 e fu nominato ai 49º Grammy Awards nella categoria Traditional R&B Vocal per la versione di You Are so Beautiful inclusa nel nuovo disco di Sam Moore.[15]

Preparazione del palco per il concerto di Zucchero allo Stadio Giuseppe Meazza nel giugno 2008

Il 2007 fu l'anno del Fly World Tour, durante il quale diventò il primo artista a cantare all'Arena di Verona per tre serate consecutive sold out. Il tour fu preceduto dalla partecipazione al concerto per i 50 anni dell'Unione europea a Bruxelles[60] e all'evento di Ginevra per la vittoria di Alinghi all'America's Cup 2007. Nell'ottobre 2007 venne pubblicato il singolo Wonderful Life, cover del grande successo del 1987 dell'inglese Black, primo estratto dalla raccolta All the Best, pubblicata il 23 novembre 2007 per i venticinque anni di carriera.

Il 14 giugno 2008, all'interno dell'All the Best World Tour, tenne un concerto allo Stadio San Siro di Milano, trasformandolo in un grande teatro all'aperto, davanti a circa 30 000 fan e in diretta televisiva nazionale. Durante il concerto Zucchero dedicò uno speciale tributo all'amico Luciano Pavarotti, scomparso pochi mesi prima, duettando virtualmente con lui sulle note di Miserere, esperienza che si ripeté in ottobre all'evento Salute Petra. Partecipò inoltre alle celebrazioni del 46664 per il 90º compleanno di Nelson Mandela ad Hyde Park. Il 24 ottobre 2008 venne pubblicata Una carezza, canzone composta in memoria della madre Rina.[9] Il brano anticipò Live in Italy, cofanetto contenente le registrazioni di uno dei tre concerti all'Arena di Verona di settembre 2007 per il Fly World Tour e di quello allo stadio milanese di San Siro di giugno 2008 per l'All the Best World Tour, oltre ad alcune cover inedite. Durante il mese di dicembre 2008 si svolse il Live in Italy Tour che, con i due tour precedenti, chiuse una serie di oltre duecento concerti in due anni.

2009-2014: Il concept album Chocabeck e la parentesi cubana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chocabeck e La sesión cubana.

Il 19 febbraio 2009 fu ospite al Festival di Sanremo per duettare insieme ai Sorapis con la figlia Irene Fornaciari, in gara con il brano Spiove il sole.[9] Il 21 aprile 2009 partecipò alla registrazione del singolo Domani 21/04.2009, iniziativa a favore della ricostruzione dell'Aquila a seguito del terremoto. Il 4 giugno 2009 fu l'unico artista italiano sul palco del Nelson Mandela International Day a New York. Il 19 agosto 2009 partecipò, in veste di ideatore e realizzatore, al Concerto per Viareggio allo Stadio Torquato Bresciani.[61]

Il 14 febbraio 2010 ricevette a Novellara dai Nomadi il premio "XVIII Tributo ad Augusto" nell'ambito dell'annuale NomadIncontro.[62] A ottobre 2010 partecipò a Raccontiraccolti dei Nomadi, dove duettò con Danilo Sacco nella reinterpretazione di Hey Man. Il 3 novembre 2010 uscì l'undicesimo album di inediti Chocabeck, certificato cinque volte disco di platino in Italia per le oltre 300 000 copie vendute. Lanciato dal singolo È un peccato morir, il disco fu scritto come concept album: rappresenta una domenica dall'alba al tramonto di un immaginario paese della "bassa" Pianura Padana.[63]

Zucchero durante la tappa ad Acireale del Chocabeck World Tour 2011

Il 22 aprile 2011, insieme alla figlia Irene Fornaciari, prese parte al programma televisivo musicale Due.[64] Il 7 maggio 2011 partì il Chocabeck World Tour che, con centoventicinque concerti complessivi, durò oltre un anno. Il 1º giugno 2011 cantò Un soffio caldo e Miserere (in un duetto virtuale con Luciano Pavarotti), in apertura del programma Arena di Verona, lo spettacolo sta per iniziare trasmesso su Rai 1. Il 16 settembre 2011 prese parte alla prima puntata del programma televisivo I migliori anni, eseguendo dal vivo Diamante, Chocabeck e Vedo nero. L'8 novembre 2011 venne pubblicato il libro autobiografico Il suono della domenica - Il romanzo della mia vita, edito da Mondadori,[65] presentato a Che tempo che fa il 18 dicembre. Il 20 dicembre 2011 venne trasmessa in diretta su Rai 2 la seconda serata a Reggio nell'Emilia del Chocabeck World Tour, ribattezzato per l'occasione Il suono della domenica - Welcome Home Delmo!, con ospite Eddie Floyd.[66]

Il 23 gennaio 2012 prese parte all'ultima esibizione televisiva di Ivano Fossati negli studi del programma Che tempo che fa insieme a Fiorella Mannoia. A seguito del Terremoto dell'Emilia del 2012, e una settimana prima dell'ultima data del Chocabeck World Tour, Zucchero aderì al Concerto per l'Emilia eseguendo Il suono della domenica e Per colpa di chi presso lo Stadio Renato Dall'Ara di Bologna. Il cantante partecipò poi al secondo concerto benefico Italia Loves Emilia, durante il quale cantò Un soffio caldo, Baila, Chocabeck, Madre dolcissima e Non è tempo per noi in duetto con Luciano Ligabue. L'8 dicembre 2012, all'Avana, presentò il disco La sesión cubana con un concerto gratuito presso il parco dell'Istituto Superiore delle Arti a cui assistettero 70 000 persone,[67][68][69][70] organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, l'Istituto Cubano della Musica, l'Università delle Arti e l'Ambasciata Italiana. L'evento viene ritenuto il secondo più grande concerto mai tenuto da un cantante straniero nella Cuba sotto embargo,[71] superato solo dai Rolling Stones con l'evento Havana Moon del 2016. L'album, registrato interamente a Cuba, pubblicato il 20 novembre 2012 e anticipato dal singolo Guantanamera (Guajira) il 19 ottobre 2012, rappresentò una sperimentazione.[72][73]

Il 4 marzo 2013, Zucchero si esibì in Piazza Maggiore a Bologna, sul sagrato della Basilica di San Petronio, accompagnato da Cheryl Porter e il suo coro gospel, nel brano Ave Maria mo morro, durante il concerto-tributo in onore di Lucio Dalla, a un anno dalla sua scomparsa. Per l'occasione il bluesman emiliano riscrisse appositamente il testo del brano in italiano con al suo interno alcuni frammenti di una poesia di Gabriele Moreno Locatelli. Questa versione del brano, contenuto in forma originale ne La sesión cubana, non venne incisa.[74][75] Il 5 aprile 2013 partì La sesión cubana World Tour.[76] In maggio partecipa al RadioItaliaLive - Il concerto. Nell'autunno 2013 collaborò con i 2Cellos, con i quali incise la cover Il libro dell'amore del brano The Book of Love di Peter Gabriel. La nuova versione, il cui testo fu scritto da Zucchero stesso, venne inclusa nell'album In2ition dei due violoncellisti. Il 1º novembre 2013 venne pubblicato il singolo Quale senso abbiamo noi unico estratto dall'album live Una rosa blanca, uscito il 3 dicembre 2013 e contenente la registrazione audio e video del concerto tenuto a Cuba l'anno precedente.

Nel marzo 2014 ebbe inizio l'Americana Tour, con trentotto concerti tra Canada e Stati Uniti. La data più rappresentativa fu quella del 23 aprile 2014 al Madison Square Garden di New York, con 5 000 spettatori presenti, e ospiti speciali come Sting, Elisa, Fiorella Mannoia, Fher dei Maná, Jovanotti, Chris Botti, Sam Moore, Andrea Griminelli, Irene Fornaciari e un coro gospel.[77][78][79][80] Il 14 novembre 2014 uscì Night of the Proms 2014 Limited Edition. Il disco, pubblicato solo in Germania, contiene il meglio di All the Best e Zu & Co.[81] La raccolta fece seguito alla serie di concerti del cantante in occasione del Night of the Proms 2014.[82]

2015-2019: Il ritorno al blues[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Black Cat (Zucchero) e D.O.C. (Zucchero).

In concomitanza con la registrazione del nuovo album in studio, le collaborazioni del cantante emiliano con colleghi internazionali continuarono. Il 26 giugno 2015 venne pubblicato il duetto Un Zombie a la Intemperie con il cantante spagnolo Alejandro Sanz,[83] poi eseguita live a Madrid l'8 settembre in occasione di una data del tour del cantante spagnolo. Il 5 settembre Zucchero si esibì in un duetto improvvisato con Bono sulle note di I Still Haven't Found What I'm Looking For durante la seconda delle due date italiane del tour Innocence + Experience Tour degli U2 al Pala Alpitour di Torino.[84] Il 3 ottobre 2015 prese parte all'evento solidale Voices for Refugees, tenutosi a Vienna in favore delle popolazioni rifugiate giunte in Europa in numero crescente negli ultimi anni. Dal 23 ottobre 2015 fu ospite nel tour del collega olandese Marco Borsato per sei serate allo Ziggo Dome di Amsterdam.[85] In un'intervista concessa a un giornalista della CNN all'inizio di dicembre 2015, Bono rivelò di essere al lavoro sul testo di un brano dedicato alle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, poi intitolato Streets Of Surrender (S.O.S.) e incluso da Zucchero nel suo nuovo lavoro di inediti. Pochi giorni dopo il bluesman nostrano confermò la notizia al TG1 affermando che gli «sarebbe piaciuto usare la parola Surrender, intesa come una resa contro l'odio: contro l'odio non ci vuole altro odio, non dobbiamo permettere che l'odio prevalga, che prenda il sopravvento».[86][87][88]

Il 17 marzo 2016, in concomitanza con il ritorno live in occasione della manifestazione Night of the Proms 2016, annunciò il titolo del suo successivo album – Black Cat – e la relativa data di uscita internazionale: 29 aprile 2016.[89] Il 24 e 25 marzo 2016 vennero pubblicati i singoli di lancio Partigiano reggiano e Voci, rispettivamente per il mercato italiano e per quello internazionale. Dal 21 maggio al 5 giugno 2016 condusse il programma radiofonico Hit Parade su Radio 2.[90] Il 24 maggio fu il primo cantante italiano a essere ospite della trasmissione inglese Later... with Jools Holland in onda su BBC Two per la promozione del nuovo album.[91] A fine maggio Zucchero partì per il Giappone, dove successivamente Black Cat fu pubblicato con una versione di Ti voglio sposare in duetto con il celebre chitarrista giapponese Tomoyasu Hotei. Il 17 giugno venne pubblicato il secondo singolo estratto, 13 buone ragioni, presentato live ai due eventi estivi Wind Music Awards 2016 e Coca-Cola Summer Festival. Contemporaneamente al tour promozionale nelle principali televisioni e radio europee, partecipò al concerto del 2 luglio a Zagabria dei 2Cellos. Il 9 settembre partecipò al Celebrity Fight Night duettando con Andrea Bocelli. Il 10 settembre andò in onda su Rai 1 lo speciale a lui dedicato Zucchero partigiano reggiano con alcuni importanti ospiti del mondo della musica e dello spettacolo.[92] Il 16 settembre partì dall'Arena di Verona il Black Cat World Tour. Il 25 novembre venne pubblicato Black Cat Deluxe Edition, una versione con contenuti speciali.

Il 10 febbraio 2017 vennero annunciati ulteriori concerti, per un totale di ventidue in un anno, del bluesman reggiano all'Arena di Verona in programma a settembre. Si tratta di un record per Zucchero che si era fermato a sette date nel 2011 durante il Chocabeck World Tour, risultando così il primo e unico cantante a esibirsi per ventidue spettacoli all'Arena di Verona, di cui undici consecutivi, all'interno della stessa tournée, superando il collega Luciano Ligabue che tenne dieci date nel 2009.[93][94] L'11 febbraio tornò, per la prima volta in veste di superospite, al Festival di Sanremo 2017 aprendo la serata con Ci si arrende, ed eseguendo poi Partigiano reggiano e Miserere in duetto virtuale con Luciano Pavarotti. Il 14 aprile venne pubblicato il vinile Black Cat Live. Il 6 giugno 2017 partecipò ai Wind Music Awards 2017. Il 6 settembre partecipò all'evento Luciano Pavarotti – 10th Anniversary. Il 13 ottobre 2017 venne pubblicato il singolo Un'altra storia, unico estratto dalla raccolta Wanted (The Best Collection), pubblicata il 3 novembre. Il 14 novembre 2017, su Canale 5, andò in onda il programma televisivo Zucchero – Wanted Tutta un’altra storia, che trasmise uno dei cinque concerti italiani di settembre 2017.[95] Il 21 dicembre fu ospite del programma Panariello sotto l'albero.[96]

Annunciato il 17 novembre 2017, a febbraio 2018 partì il Wanted - Un'altra storia Tour in programma nelle principali città italiane.[97] Il 2 marzo venne pubblicato il doppio vinile Wanted - Duets & Rarities. Il 4 giugno partecipò ai Wind Music Awards 2018. In estate il tour si concluse con partecipazioni a eventi internazionali e a concerti ricercati, come il British Summer Time, insieme a Eric Clapton, Carlos Santana e Steve Winwood, e i due concerti in Piazza San Marco a Venezia.[98] In autunno ricevette il Premio Tenco 2018 alla carriera esibendosi alla 42° Rassegna della canzone d'autore[13] e partecipò come ospite a due concerti europei di Tomoyasu Hotei.

Il 1º gennaio 2019 andò in onda su Rai 2 il documentario Zucchero: una notte a Venezia, con aneddoti e interviste a completare il resoconto dei concerti in piazza San Marco.[99] Il 3 gennaio si esibì per la prima volta in carriera in Oman, nella capitale Mascate, per l'evento Zucchero – King of Blues.[100] L'8 marzo fu ospite di Antonello Venditti per il primo dei due concerti Venditti & Friends.[101] Il 23 marzo fu ospite di Francesco De Gregori per uno degli spettacoli del tour Off the Record.[102] Dopo i concerti già comunicati di Londra, in aprile vennero annunciati dieci nuovi show all'Arena di Verona per il 2020, in vista del nuovo album in studio.[103] Il 14 giugno fu pubblicato Oro, incenso e birra 30th Anniversary, una versione celebrativa per i trent'anni dalla prima uscita dell'album.[104] Il 4 ottobre venne pubblicato Freedom, primo singolo estratto da D.O.C., quattordicesimo album in studio del cantante, in uscita l'8 novembre.[105]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Zucchero si ispira al blues statunitense, rivisitandolo e contaminandolo con la musica leggera e la musica d'autore italiana.[12][5] Il risultato è un blues melodico e dolce, che è stato apprezzato dai musicisti con i quali Zucchero ha collaborato nel corso della sua carriera.[106] Lo stile del cantante prese forma in particolare a partire dagli album Zucchero & The Randy Jackson Band e Rispetto, che nacquero dopo il suo viaggio oltreoceano e l'inizio del sodalizio con Corrado Rustici nel 1984.[19] Il successo dello stile venne confermato con gli album Blue's, Oro, incenso e birra e Spirito DiVino, suoi album più rappresentativi, pregni di atmosfere soul e rhythm and blues, e sonorità internazionali. Questi ultimi sono a tratti malinconici e ripetitivi, in linea con la struttura tipica del blues, mentre in altri casi hanno ritmi più incalzanti, tipici delle canzoni per cui è famoso.[9] Nel corso della carriera Zucchero sperimentò anche con successo il genere pop, in diversi suoi brani, il rock elettronico in Bluesugar, il genere latino, in particolare con l'album La sesión cubana e la lirica, in alcuni brani come Miserere.[107]

I temi delle sue canzoni, raccontati anche nell'autobiografia Il suono della domenica - Il romanzo della mia vita, riguardano principalmente l'amore, l'amicizia, le vicissitudini personali (ricorrente a tal proposito il burrascoso rapporto con la sua ex moglie) e la vita quotidiana, con un'attenzione particolare alle sue origini contadine. Quest'ultimo aspetto, per il quale sono spesso riconoscibili i riferimenti alla Pianura Padana e alla Lunigiana, ebbe la sua più evidente espressione nel concept album Chocabeck. Caratteristica dei suoi testi è la creazione di neologismi, che nascono dalla fusione tra termini italiani e anglosassoni, con l'obiettivo di una continua ricerca di termini intercambiabili tra le due lingue, simili nel suono e nel significato, e che si abbinino al meglio alla musica della canzone. Zucchero, infatti, dichiarò in più di un'occasione di concepire i brani in un inglese «maccheronico». È stato definito da Pasquale Panella un cantante «pre-testuale».[5]

Per quanto riguarda la cadenza, il tono della voce e la postura, Zucchero ha da sempre dichiarato di ispirarsi allo stile e al timbro graffiante di Joe Cocker, che si alterna talvolta a un timbro più dolce e leggero.

Duetti e collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Una costante nella carriera del musicista sono le collaborazioni, che vengono qui riportate, con musicisti, cantanti e autori sia a livello nazionale che internazionale.[106][108][109]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1981
    • Vince il Festival di Castrocaro[12]
  • 1983
    • 2º posto al Festival di Sanremo col brano Volevo dirti, di cui è autore[9]
  • 1987
    • Vince il Festivalbar con l'album Blue's[33]
    • Viene votato tra i magnifici sette di TV Sorrisi e Canzoni, ricevendo un Telegatto d'oro[110]
  • 1988
  • 1989
    • Vince il Premio Speciale Europa al Festivalbar[40]
    • Vince il Telegatto d'oro come "artista maschile dell'anno" a Vota la voce 1989[110]
  • 1993
    • Premiato a Montecarlo ai "The 1993 World Music Awards"[109]
    • Vince la "Vela d'oro" come artista italiano che ha venduto più album nel mondo[112]
  • 1995
    • Vince il PIM per il successo all'estero[113]
    • Vince il Festivalbar con l'album Spirito DiVino[48]
  • 1996
    • Vince il PIM come artista dell'anno[114]
    • Premiato a Montecarlo ai "The 1996 World Music Awards"[109]
    • Vince il suo primo "IFPI Platinum Europe Awards"[14]
  • 1997
    • Vince il suo secondo e terzo "IFPI Platinum Europe Awards"[14]
    • Vince il Telegatto come tour dell'anno a Vota la voce 1997[110]
    • Nomination ai premi Lo Nuestro Award come videoclip dell'anno per il video della canzone Menta y romero (versione spagnola di Menta e rosmarino)[115]
  • 1999
    • Vince il premio "Spiga d'oro"
  • 2001
    • Vince il suo quarto "IFPI Platinum Europe Awards"[14]
    • 1º posto al Festival di Sanremo e premio della critica come autore del brano Luce (tramonti a nord est) di Elisa[9]
    • 2º posto al Festival di Sanremo, autore del brano Di sole e d'azzurro di Giorgia[9]
  • 2002
    • Vince il suo quinto "IFPI Platinum Europe Awards"[14]
    • Vince il Festivalbar con l'album Shake[55]
    • Vince il Premio speciale FIMI - Artista italiano nel mondo agli Italian Music Awards[116]
    • Riceve il premio Delfino nel mondo al Fivizzano Music World[117]
    • Riceve il premio Miglior Artista Italiano nel Mondo dalla Regione Calabria[118]
  • 2004
    • Vince il suo sesto "IFPI Platinum Europe Awards"[14]
    • Vince il Festivalbar con il brano Il grande Baboomba[9][56]
  • 2006
    • Nominato ai 49º Grammy Award nella categoria "Traditional R & B Vocal" per la versione di You Are so Beautiful[15]
    • Vince il premio "Calice di pace"[119]
  • 2007
  • 2008
  • 2009
  • 2010
    • Riceve dai Nomadi il XVIII premio "Tributo ad Augusto Daolio"[62]
  • 2011
    • Riceve a Monaco il "DIVA Hall of Fame - Music Merit Award"[125]
    • Riceve il premio "Regium Lepidi" di Reggio Emilia[126]
    • Vince i Wind Music Awards 2011:[127]
      • Multiplatino per l'album Chocabeck
      • "Città di Verona"
  • 2012
    • Riceve il "Premio Pavarotti d'oro"[128]
    • Riceve il "Premio Lunezia nel mondo" per il Chocabeck World Tour[129]
    • Riceve il "Premio Collisioni"[130]
    • Riceve l'Ischia Golden Music Award - album dell'anno per l'album Chocabeck[131][132]
  • 2013
    • Riceve l'"Italia Excellence Award"[133]
    • Riceve due premi Medimex per l'album La sesión cubana e per il La sesión cubana World Tour, rispettivamente come miglior album italiano all'estero e come miglior tour italiano all'estero[134]
    • Vince i Wind Music Awards 2013:
      • multiplatino per l'album La sesión cubana
      • platino per i singoli Guantanamera (Guajira) e Vedo nero
  • 2014
  • 2016
    • Riceve l'Ischia Humanitarian Award per la canzone Streets Of Surrender (S.O.S.)[136]
    • Vince i Wind Music Awards 2016:[137]
      • oro per l'album Black Cat
      • "Premio Arena di Verona" come l'artista italiano che si è esibito in più città nel mondo (329 città, Italia esclusa)
  • 2017
    • Riceve il "Best European Tour 2016" dall'Asso Musica durante la serata finale del Festival di Sanremo[138]
    • Riceve il "Best European Arena Tour 2016" dal PRG LEA - Live Entertainment Award[139]
    • Vince i Wind Music Awards 2017:[140]
      • "Premio Arena di Verona" oro per il record di date
      • "Premio Speciale Siae"
      • "Premio Live" platino per gli oltre 100 000 spettatori della parte italiana del Black Cat World Tour 2016
  • 2018
    • Riceve il Premio Tenco 2018 alla carriera[13]
    • Vince i Wind Music Awards 2018:[123]
      • oro per l'album Wanted (The Best Collection)
      • "Premio Live" platino per gli oltre 100 000 spettatori della parte italiana del Black Cat World Tour 2017 (date di settembre) e del Wanted - Un'altra storia Tour

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Zucchero Fornaciari e Brani musicali di Zucchero Fornaciari.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tour di Zucchero Fornaciari.

Vita privata e posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Zucchero è separato e ha due figlie nate dal primo matrimonio: Irene, anch'ella cantante, e Alice. Ha un figlio dalla seconda moglie Francesca Mozer, Adelmo Blue. Dall'ottobre 2013 è presidente onorario della Reggiana.[141] Risiede a Pontremoli.[142]

In occasione delle Elezioni politiche italiane del 2008 dichiarò di non votare da vent'anni e che non l'avrebbe fatto neppure in quell'occasione, affermando di non riconoscersi in nessuno schieramento, di non essere interessato alla politica e di aver votato solo una o due volte in vita sua.[143]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 6 febbraio 2006[144]

Zucchero non si è presentato alla cerimonia di ritiro dell'onorificenza, ma ha comunque ringraziato il Presidente Ciampi del riconoscimento, inviando un telegramma per «condividere questo premio con tutti i musicisti italiani che stanno portando il nostro paese nel mondo».

  • Cittadinanza onoraria di Viareggio[145]
  • Cittadinanza onoraria di Memphis[146]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I 60 anni di Zucchero, una vita in blues, su ansa.it, 25 settembre 2015. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  2. ^ Zucchero: "Dai partigiani a Bono, il mio album più nero in cui torno libero e selvatico", su tgcom24.mediaset.it, 29 aprile 2016. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  3. ^ ZUCCHERO, PER I SUOI 60 ANNI, SI REGALA UN NUOVO ALBUM BLUES, su radioitalia.it. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  4. ^ a b c d Monina, p. 105.
  5. ^ a b c d Roberto Vecchioni, La canzone d'autore in Italia, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  6. ^ Tzvetkova, pp. 56-57.
  7. ^ Paolo Ferrari, Zucchero, il bluesman da 60 milioni di dischi, in La Stampa, 28 febbraio 2018. URL consultato il 22 maggio 2018.
  8. ^ a b Bonomi e Coletti, p. 124.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Felice Liperi, pp. 333-335.
  10. ^ (EN) Roman Gokhman, Zucchero, "father of Italian blues", on the city that jump-started his career, in Riff Magazine, 14 marzo 2017. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  11. ^ a b Juliana Tzvetkova, p. 56.
  12. ^ a b c d Zùcchero, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  13. ^ a b c Club Tenco, 42° Rassegna della Canzone d’Autore, 25 settembre 2018. URL consultato il 26 settembre 2018.
    «[...]a calcare il palco dell’Ariston sarà il Premio Tenco 2018 ZUCCHERO che si esibirà con l’orchestra giovanile di Sanremo».
  14. ^ a b c d e f (EN) Global Statistics–Platinum Awards, su ifpi.org. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  15. ^ a b c Musica: Zucchero in gara per il Grammy Award, in Adnkronos, 16 gennaio 2007. URL consultato il 26 settembre 2019.
  16. ^ Enrico Deregibus, p. 476.
  17. ^ Zucchero Fornaciari, p. 54.
  18. ^ Zucchero Fornaciari, p. 77.
  19. ^ a b c d e f g h i j k Enrico Deregibus, p. 477.
  20. ^ Zucchero Fornaciari, p. 41-42.
  21. ^ Zucchero Fornaciari, p. 50-51.
  22. ^ Fulvio Paloscia, Zucchero & friends un giorno di blues, in la Repubblica, 23 agosto 2000. URL consultato il 5 giugno 2019.
  23. ^ Luciano Menconi, Quel primo disco di Zucchero made in Forte dei Marmi, in Il Tirreno, 27 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  24. ^ Zucchero Fornaciari, p.67-71.
  25. ^ Zucchero Fornaciari, p. 87-92.
  26. ^ Zucchero Fornaciari, p. 94-95.
  27. ^ Zucchero Fornaciari, p. 114-115.
  28. ^ Zucchero Fornaciari, p. 116-119.
  29. ^ Zucchero Fornaciari, p. 291-293.
  30. ^ Zucchero Fornaciari, p. 122-124.
  31. ^ Zucchero Fornaciari, p. 126-127.
  32. ^ a b Oro, birra e Zucchero, in La Stampa, 4 ottobre 1989. URL consultato il 25 luglio 2019.
  33. ^ a b Vincitori Anno 1987, su www.festivalbar.it, 24 settembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  34. ^ Zucchero Fornaciari, p. 11-13.
  35. ^ Zucchero Fornaciari, p.163-166.
  36. ^ I dieci album italiani più venduti di sempre, su fancityacireale.it. URL consultato il 25 luglio 2019.
  37. ^ (EN) Crossover superstar Andrea Bocelli finds beauty in wide range of music, su dispatch.com. URL consultato il 25 luglio 2019.
  38. ^ a b Beatrice.[manca l'indicazione esatta della pagina]
  39. ^ Roberto Giallo, Zucchero, incenso e pioggia, in l'Unità, 30 settembre 1989. URL consultato il 20 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  40. ^ a b Vincitori Anno 1989, su www.festivalbar.it, 24 settembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  41. ^ Così Zucchero torna Adelmo e gioca al blues fra amici, in Corriere della Sera, 16 novembre 1993. URL consultato il 25 luglio 2019.
  42. ^ Alba Solaro, Oggi Zucchero le canta al Cremlino (e su Rai 2), in l'Unità, 12 dicembre 1990. URL consultato il 25 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  43. ^ Zucchero Fornaciari, p. 200-201.
  44. ^ Zucchero Fornaciari, p. 211-215.
  45. ^ Dal duetto con Zucchero in Miserere ai 12 anni del Pavarotti & Friends, in la Repubblica, 6 settembre 2007. URL consultato il 13 marzo 2019.
  46. ^ Zucchero Setlist at Winston Farm, Saugerties, NY, USA, su setlist.fm. URL consultato il 12 marzo 2019.
  47. ^ Ernesto Assante, Un po' di Zucchero si mescola al mito, in la Repubblica, 13 agosto 1994. URL consultato il 12 marzo 2019.
  48. ^ a b Vincitori Anno 1995, su www.festivalbar.it, 24 settembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  49. ^ Edoardo Bennato, su spaghettitaliani.com, 31 luglio 2006. URL consultato il 26 luglio 2019.
  50. ^ Duetto Zucchero - Depardieu per inaugurare la mostra, in la Repubblica, 24 agosto 1997. URL consultato il 13 marzo 2019.
  51. ^ Zucchero Fornaciari, p. 244-247.
  52. ^ Netaid: il cast dei tre megaconcerti. C'è anche Zucchero, su rockol.it, 9 settembre 1999. URL consultato il 26 luglio 2019.
  53. ^ a b c Enrico Deregibus, p. 478.
  54. ^ Zucchero Fornaciari, p. 253-255.
  55. ^ a b Vincitori Anno 2002, su www.festivalbar.it, 24 settembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  56. ^ a b Vincitori Anno 2004, su www.festivalbar.it, 24 settembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  57. ^ Roberto De Ponti, Il giallo dei Queen, in Corriere della Sera, 25 settembre 2007. URL consultato il 13 marzo 2019.
  58. ^ Zucchero rifiutò di unirsi ai Queen, su musica.excite.it, 25 settembre 2007. URL consultato il 1º agosto 2019.
  59. ^ Segretariato generale della Presidenza della Repubblica - Servizio sistemi informatici - reparto web, Onorificenze - Dettaglio del conferimento, su www.quirinale.it. URL consultato il 6 agosto 2015.
  60. ^ Sabato: Zucchero e Simply Red per i cinquant'anni dell'Europa unita, su rockol.it, 21 marzo 2007. URL consultato l'8 marzo 2019.
  61. ^ Marco Gasperetti, «Viareggio, colpa di chi?» Show di Zucchero e Sting, in Corriere della Sera, 19 agosto 2009. URL consultato il 25 luglio 2019.
  62. ^ a b Migliaia di fan per i Nomadi Sul palco anche Zucchero, in il Resto del Carlino, 15 febbraio 2010. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  63. ^ Zucchero Fornaciari, p. 277-290.
  64. ^ Zucchero e Irene Fornaciari i protagonisti della nuova serata evento su Rai Due, su blog.stasera-in-tv.it, 22 aprile 2011. URL consultato il 14 marzo 2019.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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