Partigiano reggiano

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Partigiano reggiano
Partigiano Reggiano.jpg
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaZucchero
Tipo albumSingolo
Pubblicazione24 marzo 2016
Durata2:59
Album di provenienzaBlack Cat
GenereBlues rock
EtichettaUniversal
ProduttoreDon Was, Zucchero
FormatiDownload digitale
Certificazioni
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: 25 000+)
Zucchero - cronologia
Singolo precedente
(2013)
Singolo successivo
(2016)

Partigiano reggiano è un brano musicale di Zucchero, pubblicato il 24 marzo 2016 come singolo di traino per il mercato italiano del dodicesimo album di inediti Black Cat[2].

Se si esclude il featuring realizzato insieme ad Alejandro Sanz per Un zombie a la intemperie, il nuovo singolo segna il ritorno sulle scene di Zucchero a distanza di quasi tre anni dal singolo Quale senso abbiamo noi e l'album live Una rosa blanca del 2013.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La canzone, abbastanza breve, segna un deciso ritorno al genere blues rockeggiante proprio di album quali Oro, incenso e birra, Spirito DiVino o Shake, allontanandosi, invece, dallo stile latino de La sesión cubana. L'incipit del brano è stato composto, come rivelato da Zucchero stesso, pensando ad un riff di pianoforte molto comune nella musica blues, cioè quello che si trova anche, per esempio, in Celebration della PFM, in Cry Me a River (di Arthur Hamilton) nella versione realizzata da Joe Cocker e in altre decine di canzoni. Il testo inizia con l'espressione "Black cat, my bone", riferimento al nome dell'album e al celebre talismano - il "black cat bone" - portafortuna secondo la tradizione Hoodoo afroamericana, dalla quale la musica blues ha avuto origine. Tale locuzione è stata utilizzata in svariati brani di matrice blues, come in My woman has a black cat bone di Hop Wilson poi ripreso in Black cat bone di Albert Collins, in Hoochie Coochie Man, scritta da Willie Dixon e cantata da Muddy Waters, e in Broke and hungry di Blind Lemon Jefferson. Nel testo, in certi tratti quasi ermetico, si fa, inoltre, ampio uso dell'ormai consueta alternanza italiano-inglese e di termini dialettali, come già per l'album Chocabeck. Per esempio, la parola "slempito", coniata dal menestrello della Lunigiana Luigi Fabbri da Panicale, in arte "Bugelli", è un termine che indica energia, coraggio, autostima. Come spesso nelle canzoni di Zucchero, è anche possibile riconoscere un chiaro citazionismo: "canto libero" da Battisti/Mogol, "le insidie pullulano" da Battisti/Panella, "la bestia umanica", citazione letterale di un verso della canzone di Adriano Celentano Uh... Uh... (tratta dall'omonimo album e colonna sonora del film del 1982 Bingo Bongo), che a sua volta probabilmente deriva dalla gucciniana La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) e che è ripresa dal racconto Che tu te ne prenda cura di Isaac Asimov[3]. I riferimenti al partigiano presenti nella canzone, come rivelato dallo stesso Zucchero in un'intervista pubblicata su Sette, non devono necessariamente essere interpretate come un segno di appartenenza politica, ma raccontano semplicemente lo spaccato di un periodo storico particolare, ossia il Dopoguerra.

La canzone ha aperto i concerti del Black Cat World Tour e del Wanted - Un'altra storia Tour, ed è stata eseguita al Festival di Sanremo 2017.

Il video[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip, presentato come "Capitolo Uno" nei secondi iniziali, è stato realizzato dal regista Gaetano Morbioli e ha come protagonista la modella riminese Giada D'Angeli.[4] È stato girato presso il Cowboys' Guest Ranch di Voghera ed è ambientato, come rivelato tramite i profili social di Zucchero, negli Stati Uniti d'America del 1800.[5]

Padroni e schiavi, signore e fuorilegge, protagonisti di un mondo ancora lontano dalla libertà di espressione, tra giochi di sguardi e intriganti coreografie, si fanno portavoce di un canto libero. Inizialmente il bluesman reggiano esegue il brano seduto al pianoforte del saloon. Successivamente si unisce alla gente scatenata del locale, in una atmosfera che richiama il film Django Unchained di Quentin Tarantino.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Partigiano reggiano – 2:59 (Zucchero)

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo, presentato il 24 marzo 2016 in contemporanea su tutte le radio italiane, ha debuttato al secondo posto della classifica airplay curata da EarOne,[6] raggiungendo la vetta la settimana seguente.[7] La posizione viene mantenuta anche nella terza settimana di programmazione,[8] e riconquistata nella quinta.[9]

Nella Top Singoli stilata dalla FIMI il singolo ha debuttato alla posizione 74, raggiungendo come massima la sessantesima.[10]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche settimanali[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2016) Posizione
massima
Italia[10] 60
Italia (airplay)[7] 1

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2016) Posizione
Italia (airplay)[11] 39

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Partigiano reggiano (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 17 agosto 2017.
  2. ^ Zucchero, Partigiano Reggiano è il primo singolo di Black Cat, su sorrisi.com. URL consultato il 2 aprile 2016.
  3. ^ Zucchero, "Partigiano reggiano": l'ascolto di Rockol, su rockol.it. URL consultato il 2 aprile 2016.
  4. ^ Con la mia bellezza ho fatto sciogliere Zucchero, su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 18 aprile 2016.
  5. ^ Filmato audio Partigiano reggiano, su YouTube. URL consultato il 18 aprile 2016.
  6. ^ AirPlay Radio: Zucchero, Tiromancino, Michielin e Amoroso in TopTen. Pausini e Fragola new entry, su webl0g.net. URL consultato il 2 aprile 2016.
  7. ^ a b Zucchero, "Partigiano Reggiano" al primo posto nelle radio, su rtl.it. URL consultato il 9 aprile 2016.
  8. ^ Classifica radio: Zucchero resta al primo posto, su sorrisi.com. URL consultato il 15 aprile 2016.
  9. ^ Classifica radio: Zucchero ritorna al 1º posto, entrano i Pooh, su sorrisi.com. URL consultato il 29 aprile 2016.
  10. ^ a b Zucchero, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 2 gennaio 2017.
  11. ^ AIRPLAY TOP 100 OF THE YEAR 2016, EarOne. URL consultato il 10 gennaio 2017.
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