Litfiba

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Litfiba
I Litfiba nel 1988. Da sinistra: De Palma, Pelù, Aiazzi, Renzulli e Maroccolo.
I Litfiba nel 1988. Da sinistra: De Palma, Pelù, Aiazzi, Renzulli e Maroccolo.
Paese d'origine Italia Italia
Genere Alternative rock[1][2]
Hard rock[1][2]
New wave[1][2]
Pop rock[1][2]
Periodo di attività 1980 – in attività
Etichetta Urgent Label/Materiali Sonori
Fonit Cetra
Suono Records
Contempo Records
I.R.A. Records
CGD
EMI italiana
Edel Music
Sony Music
Album pubblicati 25
Studio 13
Live 10
Raccolte 2
Sito web

I Litfiba sono un gruppo musicale italiano formatasi a Firenze nell'ottobre del 1980.

La nascita del gruppo si deve a Federico "Ghigo" Renzulli e Gianni Maroccolo che incontrano altri tre ragazzi, come loro cultori del genere punk (all'epoca in fase di iniziale declino), del rock (di matrice anni settanta), ma soprattutto della new wave.

Il loro suono anni ottanta è una personale chiave di lettura della new wave stessa e, difatti, la band crea una vera e propria "wave rock mediterranea" capace di coniugare il fascino etnico dei suoni mediterranei con la spigolosità delle atmosfere dark anglofone.[1] Negli anni novanta, invece, i Litfiba si propongono prima con un grintoso e selvaggio rock latineggiante, successivamente con un più facile pop-rock riscuotendo ampio successo commerciale ma portando anche aspre critiche dai fan storici della band.

Nel 1999 dopo vari dissidi interni Piero Pelù lascia il gruppo per intraprendere una carriera solista. Dopo tale colpo di scena, la band riparte con quelle sonorità rock momentaneamente accantonate con l'album Infinito, reclutando due nuovi cantanti; prima Gianluigi Cavallo (dal 1999 al 2006) poi Filippo Margheri (dal 2007 al 2009). L'11 dicembre 2009 viene annunciata la reunion tra Ghigo Renzulli e Piero Pelù tramite un comunicato sul sito ufficiale del gruppo.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della band nasce dall'indirizzo telex della storica sala prove utilizzata dalla band sin dagli esordi, situata nella fiorentina via de' Bardi al civico 32: "L" (prefisso telex), "IT" (Italia), "FI" (Firenze), "BA" (via de' Bardi).

« Conoscevo bene l'apparecchio e il sistema Iricon per comporne l'indirizzo: fra i tanti lavori della mia vita, ho fatto anche l'operatore telex."L"= sigla fissa di chiamata del sistema Iricon; "IT"= Italia; "FI"= Firenze; "BA"= Bardi (Via dei Bardi, sede della mitica cantina dei Litfiba in via dei Bardi 32). »
(Ghigo Renzulli)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi (1980-1989)[modifica | modifica wikitesto]

La formazone a cinque[modifica | modifica wikitesto]

I Litfiba nel 1983. Da sinistra: Renzulli, Franchi, Aiazzi, Pelù, Maroccolo

Il nucleo originario del gruppo, in quel momento ancora senza nome, è formato da cinque elementi: Ghigo Renzulli alla chitarra e alla voce, Sandro Dotta alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere, Francesco Calamai alla batteria; poco dopo Dotta abbandona il gruppo che ingaggia Piero Pelù alla voce. Il gruppo è influenzato fortemente dal punk e dalla nascente new wave, generi molto in voga in quel periodo nel panorama musicale europeo e di cui Firenze fu una piccola capitale italiana grazie a band come i Diaframma e i Neon. L'esordio dal vivo avviene il 6 dicembre 1980 con un concerto alla Rokkoteca Brighton, un'appendice della casa del popolo di Settignano, vicino Firenze).

Nel 1982 la band incide il primo EP contenente cinque pezzi ed intitolato Litfiba e, nello stesso anno, vince la seconda edizione del Rock Festival Italiano, il cui premio prevede la pubblicazione di un 45 giri. Intanto Calamai lascia il posto a Renzo Franchi. Nel 1983 esce il singolo Luna/La preda, il primo pubblicato dal gruppo. Nello stesso anno partecipano alla compilation Body Section con il brano Transea e pubblicano Eneide di Krypton, colonna sonora dell'omonimo spettacolo della compagnia teatrale Krypton. Nel 1984, con l'arrivo di Ringo De Palma alla batteria, vede la luce l'EP Yassassin che contiene, oltre alla title-track in due versioni differenti, anche la ballata Elettrica danza. Nei live di quel periodo collabora come ospite al violino il polistrumentista Adriano Primadei. I Litfiba partecipano, inoltre, alla compilation Catalogue Issue con due brani inediti, Versante est ed Onda araba. Nello stesso anno viene stampato anche il Live in Berlin: una sorta di bootleg su musicassetta autorizzato dalla band, che in questo primo periodo comincia a farsi conoscere ed apprezzare soprattutto fuori dall'Italia.

La Trilogia del potere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 i Litfiba prima collaborano con i Diaframma all'EP Amsterdam e poi pubblicano il primo LP, Desaparecido, che li propone al grande pubblico. Il suono del disco unisce le influenze new wave con un gusto per la melodia tipicamente mediterranea e i temi portanti delle liriche sono il rifiuto della violenza e l'antimilitarismo. In questa fase i brani sono interamente accreditati a Ghigo Renzulli, poiché fu l'unico ad iscriversi alla SIAE con lo pseudonimo Litfiba, nonosante gli autori dei brani fino al 1989 fossero tutti i membri della band.[3].

Desaparecido sarà seguito dall'EP Transea nel 1986 e dal secondo album, il più ambizioso: 17 re del 1987, registrato in soli tre mesi e da molti ritenuto il migliore album della band. Si spazia dal dark, al rock, al punk, tutto condito con testi visionari e suggestioni folk.

Dal tour successivo sarà tratto il live 12-5-87 (aprite i vostri occhi), il loro primo disco dal vivo, registrato al Tenax di Firenze.

Nel 1988 vede la luce Litfiba 3, album che si presenta come il capitolo conclusivo della Trilogia del potere, un'ideale 'Concept' ispirato dal rifiuto di ogni forma di totalitarismo e del quale concettualmente fanno parte anche Desaparecido e 17 re. Meno sognante dei precedenti, ma ugualmente suggestivo, è l'ultimo lavoro ove prevalgono le influenze dark e wave che continueranno comunque ad affiorare timidamente nel sound della band. Dal punto di vista tecnico, Litfiba 3 è il primo Album italiano registrato interamente in digitale.

Rinunciando a forme di promozione classiche, come quella televisiva, i Litfiba riescono a raggiungere livelli di popolarità impensabili per un gruppo rock italiano e il secondo album dal vivo Pirata (che presenta alcuni rifinimenti delle tracce in studio), pubblicato nel 1989, li consacra definitivamente al grande pubblico e inoltre segna il loro definitivo passaggio dalla new wave al rock.

Nello stesso periodo, le divergenze artistiche tra i componenti della band e decisionali tra il manager Alberto Pirelli e Gianni Maroccolo inducono quest'ultimo a lasciare il gruppo, seguito a ruota da Antonio Aiazzi.[4]. Dopo poco anche De Palma lascia la band per problemi di salute e la sua scomparsa avverrà per arresto cardiaco il primo giugno del 1990[5].

La Tetralogia degli elementi (1990-1999)[modifica | modifica wikitesto]

In seguito a questa prima scissione Ghigo e Piero rimangono titolari del nome Litfiba e con loro rimane Antonio Aiazzi, in qualità di collaboratore esterno, e a completare la band si uniscono Roberto Terzani al basso, Daniele Trambusti alla batteria e Candelo Cabezas alle percussioni. Dal tour che ne segue, il Pirata tour '90, la band trae una VHS dal vivo omonima. La band partecipa inoltre alla compilation Union con il brano Il tempo di morire (cover di Lucio Battisti).

Pelù e Renzulli si mettono quindi a lavorare al nuovo disco che esce nel dicembre del 1990, El diablo. Questo nuovo album celebra idealmente l'elemento fuoco e segna una evoluzione stilistica della band, i cui arrangiamenti seguono un percorso musicale spiccatamente rock. Con questo disco i Litfiba si aprono ad un maggiore consenso di pubblico, non solo italiano, riscuotendo ampio successo. La title-track è tuttora uno degli anthem rock per antonomasia, Il volo è dedicata alla tragica scomparsa del batterista Ringo De Palma e Proibito è diventato un inno all'antiproibizionismo. Dal tour che ne seguirà (e che vede come secondo chitarrista Federico Poggipollini), verrà tratta una VHS (poi ristampata in DVD nel 2002) intitolata El diablo Tour

L'antologia Sogno ribelle pubblicata nel 1992 è la prova del nuovo corso, con diversi brani del periodo precedente riveduti in chiave molto più rock. In essa sono inclusi anche due pezzi live tratti dall'El diablo tour e l'inedito Linea d'ombra. Sogno Ribelle sarà anche il titolo della versione VHS (anch'essa ristampata in DVD nel 2002) dell'album. Si tratta di una raccolta dei loro videoclip ufficiali, qualche videoclip live già edito e una lunga ed inedita intervista che documenta la storia e il nuovo stile del gruppo.

Nel 1993, con Franco Caforio alla batteria al posto di Trambusti, esce l'album più rock e "duro" del gruppo, Terremoto. Dedicato all'elemento terra, l'album è un concentrato di rock massiccio, talora ai confini del metal e comprende liriche che trattano il tema della mafia e della televisione, del fascino perverso del denaro, dei mutamenti politici e sociali in corso in Italia e ancora dell'antimilitarismo. Al relativo tour non prenderà parte Poggipollini, che inizierà tempo dopo la sua collaborazione con Ligabue. Nello stesso anno i Litfiba appariranno anche nella compilation Firenze sogna! con un brano inedito del 1981 intitolato Anniversary.

Passati dalla CGD alla EMI (con varie traversie giuridiche che porteranno all'uscita di numerose compilation non autorizzate) i Litfiba pubblicano, nel 1994 Colpo di coda, testimonianza live del Terremoto Tour. Il disco è un doppio album con due inediti (A denti stretti e Africa, quest'ultimo in versione live) che nella prima edizione comprende anche il booklet fotografico, realizzato dal fotografo Alex Maioli, chiamato "Novantanovefoto".

Nello stesso anno, con Daniele Bagni al basso al posto di Terzani (che rientrerà nel tour successivo alla seconda chitarra), la band dà vita al terzo LP della Tetralogia degli elementi, dedicato all'aria e intitolato Spirito. Prodotto dai Litfiba stessi con la collaborazione di Rick Parashar, il disco intraprende una strada diversa dai più recenti lavori, con canzoni più solari, fantasiose e positive.

Nel 1995 il gruppo pubblica Lacio drom un album contenente i singoli di Spirito nella loro versione remixata radiofonica e varie testimonianze di brani dal vivo. In allegato al disco una VHS (poi ristampata in DVD nel 2011 nella raccolta Litfiba Rare & Live con diversi filmati del dietro le quinte dello Spirito Tour. Una chicca è l'intervista di Pelù al Venerabile Maestro della Loggia massonica P2 Licio Gelli, uno dei personaggi più controversi della storia italiana, che il cantante ha sfrontatamente "pizzicato" nella sua villa di Arezzo.

L'elemento mancante, l'acqua, è il centro tematico e sonoro di Mondi sommersi del 1997, l'album dell'ulteriore trionfo della band (oltre 700.000 copie in breve tempo) che vede la definitiva fuoriuscita di Aiazzi, mentre Terzani svolge il doppio ruolo di tastierista e secondo chitarrista. La più grande tournée nella storia del gruppo dà vita a due testimonianze live pubblicate nel 1998: Croce e delizia, un doppio album live, dedicato alla memoria del percussionista Candelo Cabezas prematuramente scomparso, ed una VHS dallo stesso titolo, il cui ricavato va alle popolazioni colpite dal terremoto in Umbria e Marche.

Il successivo capitolo è Infinito, pubblicato nel 1999, dedicato ad un nuovo elemento, il tempo. Infinito, con il suo milione di copie vendute, risulta essere il disco con maggiore successo nella storia della band e riesce ad attirare nuovo pubblico, pur trascinandosi dietro forti critiche dai vecchi fan per il suo suono molto leggero ed orientato verso il pop. Di gran successo sarà anche la relativa tournée con il tutto esaurito nei palazzetti. Ma le tensioni artistiche e personali fra il cantante e il chitarrista sulla gestione della band diventano sempre più marcate. Al termine del tour Piero Pelù decide di abbandonare il sentiero Litfiba dedicandosi alla carriera solista. L'ultimo concerto del cantante con i Litfiba è al "Monza Rock Festival 1999", evento oragnizzato per il 10 luglio 1999 ma spostato il giorno successivo per via di un acquazzone che rese impossibile lo svolgimento del concerto. Seguiranno Pelù da solista tutti i componenti degli ultimi anni: Bagni, Terzani e Caforio.

L'era Cabo e il ritorno di Aiazzi (1999-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Ghigo Renzulli decide di ricominciare il cammino immediatamente con una band del tutto rinnovata e ringiovanita: il nuovo cantante è Gianluigi Cavallo, detto "Cabo", sconosciuto al grande pubblico e che suonerà anche la chitarra in affiancamento a Ghigo; basso e batteria vanno invece alla sezione ritmica dei Malfunk: Gianluca Venier e Ugo Nativi.

La band fa quindi uscire agli inizi del 2000 l'album Elettromacumba che supera le 100.000 copie vendute. Il sound del disco è decisamente più rock del precedente lavoro. Costretti a confrontarsi con un pubblico disorientato nel vedere una band priva di quello che era stato il carismatico frontman per quasi vent'anni, i Litfiba si imbarcano nell'Elettrotour, con Mauro Sabbione alle tastiere (già collaboratore della band nel disco El diablo). Il periodo successivo al tour vede nascere l'innovativa idea del Live on Line: 15 brani tratti dal tour vengono messi sul web tramite il portale Lycos, in modo che chiunque li possa scaricare e ascoltare liberamente, andandosi a creare un vero e proprio cd completo di copertina ufficiale.

Nonostante le difficoltà, i Litfiba si mettono poi a lavorare al nuovo album, con un ennesimo cambio tra i membri: Ugo Nativi esce dalla band e al suo posto subentra Gianmarco Colzi, ex Rock Galileo. Il nuovo lavoro, Insidia, viene pubblicato ad ottobre 2001 e vende circa 50.000 copie. Questo disco presenta toni più oscuri, testi con una forte connotazione simbolica, utilizzo copioso dell'elettronica, con Mauro Sabbione alle tastiere, chitarre aggressive e la collaborazione compositiva di Gianluca Venier. Il disco sarà il più apprezzato dell'era post-separazione malgrado le vendite non ripetano certo i successi del recente passato.

La band trascorre l'anno successivo in tour (prima parte del Never Ending Tour) al termine del quale viene contattata per realizzare la colonna sonora per l'Italia del videogioco Tomb Raider: The Angel of Darkness: nasce così il singolo Larasong. In occasione della realizzazione del brano si riavvicina alla band lo storico tastierista Antonio Aiazzi, che permarrà nella formazione nei due anni di concerti che seguiranno: Lara Tour (2003) e 04 Tour (rispettivamente seconda e terza parte del Never Ending Tour), la cui ultima data è stata scelta per girare il DVD Cento giorni verso est..., realizzato dal fanclub della band.

Nel 2003 la band pubblica The Platinum Collection, un triplo cd contenente i maggiori successi incisi fra il 1994 ed il 2001, ossia il periodo della band sotto la EMI. Fanno parte di tale best of anche 7 tracce live inedite tratte dal Lara Tour.

Per il nuovo disco si dovrà attendere fino al 2005, quando la band pubblica Essere o sembrare, meno ispirato del precedente, forse per le nuove tensioni artistiche che, ancora una volta nella sua storia, la formazione deve affrontare. Nello stesso anno, in occasione del 25º anniversario della nascita della band, esce l'album '99 Live, prodotto da Piero Pelù, che contiene un concerto del tour del disco Infinito.

Nel novembre del 2006 Cabo annuncia la propria uscita dalla band con una mail inviata ai fan e ne consegue un periodo di stop in cui l'unico membro fondatore rimasto, Ghigo, cerca di ricomporre i pezzi per una nuova partenza.

La fase Margheri e il rientro di Terzani (2007-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo progetto parte nel 2007 e la prima novità è il rientro del polistrumentista Roberto Terzani al basso, in sostituzione di Venier. Un anno più tardi viene ufficializzato il ritorno in attività della formazione che, oltre al bassista e Renzulli, propone alla voce Filippo Margheri, giovane cantante proveniente da un gruppo underground fiorentino: i Miir. Completa la formazione il batterista Pino Fidanza, ex Scaramouche, al posto di Colzi e si registra la defezione di Aiazzi.

I Litfiba scelgono la rete per ripresentarsi e lo fanno pubblicando, nel 2008, il videoclip dell'inedito Effetti collaterali, e nel 2009 il Five on Line, un EP diffuso solo in formato digitale, composto da 5 pezzi registrati in presa diretta in sala prove: tre inediti (Sepolto vivo, Effetti collaterali 1.1 e Terra di nessuno) e due da repertorio (Animale di zona e Luce che trema). Successivamente vengono pubblicate altre due canzoni in streaming: La rabbia in testa e Sepolto vivo 2.0.

La band si scontra però con l'indifferenza dei media, nonché delle case discografiche, pertanto il progetto tramonta. Nel novembre del 2009, il manager della band annuncia la fine di questa nuova fase ed una temporanea sospensione artistica del gruppo.

Reunion (2009-presente)[modifica | modifica wikitesto]

L'11 dicembre 2009 viene ufficializzata, sul sito ufficiale della band, la riunione tra Ghigo e Piero nei Litfiba, con il ritorno, dopo 10 anni, di Pelù alla voce[6]. Completano la formazione il bassista Daniele Bagni, (rientrato nella band dopo dieci anni), il tastierista Federico Sagona che aveva già collaborato negli ultimi anni con Pelù da solista, mentre alla batteria rimane arruolato Pino Fidanza.

Nel 2010 la band si esibisce in una lunga tournée che godrà di un ampio consenso di pubblico. Il 1º giugno 2010 esce Stato libero di Litfiba, un doppio album live, composto da 24 canzoni storiche e due inediti: Sole nero e Barcollo. Entrambi i singoli (con relativi videoclip promozionali) sono prodotti da Pelù e Renzulli, vedono il ritorno dello storico collaboratore Francesco Magnelli alle tastiere e sono mixati da Tim Palmer agli Electric Lady Studios di New York.

Dopo un nuovo tour, questa volta invernale, cominciato a novembre 2010, i Litfiba si sono esibiti, nel marzo 2011, in una tournée che ha toccato le maggiori capitali europee. Hanno firmato, inoltre, la colonna sonora del film Pivano Blues - Sulla strada di Nanda, con il brano Dimmi dei nazi.

Il 17 gennaio 2012 esce il nuovo disco d'inediti intitolato Grande nazione. L'album è anticipato da due singoli: Squalo uscito il 25 novembre 2011 e La mia valigia uscito il 13 gennaio 2012. Il nuovo disco è anticipato anche dal cosiddetto "Litfiba Day": per un solo giorno viene proiettato in alcuni cinema Cervelli in fuga, un documentario girato durante il tour europeo 2011. Nella prima settimana di uscita, l'album si piazza al primo posto della classifica degli album più venduti in Italia, riportando i Litfiba in vetta alla classifica dopo ben 13 anni dall'ultima volta. Per il tour si aggiunge alla formazione un secondo chitarrista, Cosimo Zannelli, già musicista nell'ultima fase solista di Piero Pelù. Per promuovere il tour vengono realizzati due videoclip per le canzoni Grande nazione e Brado.

Nell'aprile del 2012 viene pubblicato il singolo Elettrica tratto dall'ultimo album.

Il 1º giugno 2012 la band si è esibita per una nuova data al Mandela Forum di Firenze (inizialmente prevista allo Stadio Artemio Franchi)[7] per un concerto in onore dello scomparso batterista Ringo de Palma e per l'occasione sul palco con i Litfiba sono saliti come ospiti alcuni membri delle loro formazioni passate, a partire dai fondatori Gianni Maroccolo al basso ed Antonio Aiazzi alle tastiere, oltre a Daniele Trambusti alla batteria e Federico Poggipollini alla chitarra ritmica. Inoltre è stato ospite anche Federico Fiumani dei Diaframma, con cui la band fiorentina ha suonato il brano Amsterdam.

Il 22 settembre 2012, al Campovolo di Reggio Emilia, i Litfiba partecipano, insieme ad altri 12 artisti del panorama musicale italiano, al concerto Italia Loves Emilia, l'iniziativa di beneficenza per la raccolta fondi a favore delle popolazioni emiliane colpite dal sisma del 20 maggio, suonando davanti a 150.000 persone.

Nel 2013 la band intraprende un nuovo tour denominato Trilogia 1983-1989, in cui vengono eseguiti brani contenuti nella Trilogia del potere ed altre canzoni di quel periodo. Per l'occasione rientrano nella band due componenti fondatori, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi (rispettivamente basso e tastiere), oltre alla new entry Luca Martelli alla batteria. La tournée, tra date invernali ed estive, comprende 17 concerti.

Il 26 marzo 2013 esce Trilogia 1983-1989 live 2013, un doppio live registrato durante le date milanesi del tour all'Alcatraz di Milano.

Il 24 settembre 2013 Pelù e Renzulli annunciano di essersi presi una pausa, durante la quale si dedicheranno ai propri progetti personali e alla registrazione di un nuovo album in studio[8].

Il 20 giugno 2014 viene annunciata a sorpresa l'esibizione del gruppo, con la formazione del Trilogia Tour, il 27 luglio 2014 al Traffic Festival di Torino.[9]

Il 13 gennaio 2015 viene pubblicato un cofanetto dal titolo Tetralogia degli elementi. Il cofanetto contiene tutti gli album in studio della tetralogia (El diablo del 1990, Terremoto del 1993, Spirito del 1994 e Mondi sommersi del 1997) e un DVD contenente un filmato inedito di una tappa del Terremoto Tour del 1993.[10]. Lo stesso giorno parte un tour denominato Tetralogia degli elementi Live. A completare la formazione, al fianco di Pelù e Renzulli, ci sono Luca Martelli alla batteria, Federico Sagona alle tastiere e la new entry Franco "Ciccio" Li Causi al basso. La tournée, il cui partner ufficiale è RTL 102.5.[11] e che riprende i brani più significativi degli album che compongono la tetralogia, comprende, fra sessione invernale ed estiva, 17 date.[12][13] Il 6 dicembre 2015, al Viper di Firenze, la band festeggia i 35 anni dalla sua primissima e ormai leggendaria esibizione alla Rokkoteca Brighton con un concerto-evento nel quale si sono eccezionalmente alternati per la prima volta sul palco tutti i musicisti che hanno fatto parte della storia della band, ad eccezione dei bassisti Terzani e Bagni e dei cantanti Cavallo e Margheri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti, turnisti e collaboratori[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia della formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Litfiba.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tour dei Litfiba.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Litfiba, Ondarock.it. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  2. ^ a b c d (EN) Litfiba, su AllMusic, All Media Network.
  3. ^ Guglielmi, F. (2000) A denti stretti. La vera storia dei Litfiba
  4. ^ Filmato audio Radio Bonobo - Intervista a Gianni Maroccolo (Litfiba, CCCP, CSI, PGR, Marlene Kuntz), su YouTube.
  5. ^ Guglielmi, F. (2000) A denti stretti. La vera storia dei Litfiba pag. 69 e 73
  6. ^ Reunion Litfiba!, magmusic.it.
  7. ^ Concerto Litfiba 1 giugno 2012 Firenze spostato al Mandela Forum, onstageweb.com.
  8. ^ “Arrivederci a presto”, i Litfiba si prendono una pausa prima del nuovo disco, radioitalia.it.
  9. ^ Musica, i Litfiba domenica 27 luglio al Traffic Free Festival, lapresse.it.
  10. ^ IL 13 GENNAIO esce il cofanetto speciale 4 CD +1 DVD, litfiba.net.
  11. ^ TETRALOGIA DEGLI ELEMENTI LIVE (copia archiviata), litfiba.net.
  12. ^ Tetralogia degli Elementi LIVE Le Date (copia archiviata), litfiba.net. URL consultato il 12 marzo 2015.
  13. ^ Litfiba - Biglietti (copia archiviata), Ticketone.it. URL consultato il 12 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Ronzani, Proibito. La biografia ufficiale dei Litfiba, Roma, Arcana Editore, 1990, ISBN 88-85859-96-8. Una versione aggiornata fu stampata nel 1993.
  • Stefano Ronzani, Terremoto. I brani dei Litfiba e la loro storia, Roma, Arcana Editore, 1993.
  • AA.VV. (1997) I miti musica: Litfiba, Milano, Mondadori
  • Alessandro Bolli, Dizionario dei Nomi Rock, Padova, Arcana Editrice, 1998, ISBN 978-88-7966-172-0.
  • Massimo Cotto, Piero Pelù, (2000) Perfetto difettoso, Milano, Mondadori.
  • Federico Guglielmi, A denti stretti. La vera storia dei Litfiba, Firenze, Giunti Editore, 2000, ISBN 978-88-09-01729-0.
  • Arturo Compagnoni (2004) Italia '80. Il Rock indipendente italiano negli anni Ottanta, Edizioni Apache
  • Bruno Casini, In viaggio con i Litfiba. Cronache rock dagli anni Ottanta, Arezzo, Editrice zona, 2009, ISBN 978-88-6438-049-0.
  • Federico Guglielmi, Fuori dal coro. La vera storia dei Litfiba, Roma, Arcana editore, 2012, ISBN 978-88-6231-229-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]