Una notte che vola via/Canto te

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Una notte che vola via
ArtistaZucchero
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1982
Durata4:10
Album di provenienzaUn po' di Zucchero
GenereMusica leggera
Pop
Blues
Rock
EtichettaPolydor
Registrazione1982
Formati45 giri
Zucchero - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
(1983)

«È una stella che vola via...Ti amo e non basta, ma resta: mi basta!»

(Da Una notte che vola via, 1982)

Una notte che vola via è il primo singolo del cantante italiano Zucchero contenuto nel primo album del cantante Un po' di Zucchero del 1983, pubblicato dall'etichetta discografica Polydor.[1][2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano, scritto dallo stesso Zucchero e da Carlo D'Apruzzo[1][3], venne presentato al Festival di Sanremo del 1982, dove fu finalista.[1][3]

Zucchero, che si era presentato al Festival di Sanremo 1982 con il nome di "Zucchero Fornaciari"[3], eseguì il brano nel corso della prima serata della manifestazione, che si svolse giovedì 28 gennaio 1982.[4] Il cantante, che era inserito nel gruppo A (quello delle "Nuove proposte"), passò il turno assieme a Stefano Sani (Lisa), a Mario Castelnuovo (Sette fili di canapa) e a Mal (Sei la mia donna)[4]. Nella finale di sabato 30 gennaio 1982, Zucchero eseguì il brano per tredicesimo.[5]

Il lato B del disco era il brano Canto te, canzone con la quale Zucchero si era aggiudicato il primo posto al Festival di Castrocaro a pari merito con Marina Fiordaliso[1]. Nelle prime copie del 45 giri, il brano uscì con il titolo errato, Tanto te[1].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • COD: Polydor 2060 254
  1. Una notte che vola via – 4:04 (testo: Adelmo Fornaciari, Carlo D'Apruzzo – musica: Adelmo Fornaciari)
  2. Canto te

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Hit Parade Italia: Una notte che vola via
  2. ^ Discogs: Un po' di Zucchero
  3. ^ a b c Anselmi, Eddy, Festival di Sanremo. Almanacco della canzone italiana, Panini, Modena, 2009, p. 323
  4. ^ a b Anselmi, Eddy, op. cit., p. 324
  5. ^ Anselmi, Eddy, op. cit., p. 328