Snack Bar Budapest

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Snack Bar Budapest
Snack Bar Budapest.JPG
Titoli di testa del film
Titolo originaleSnack Bar Budapest
Paese di produzioneItalia
Anno1988
Durata104 min
Genereerotico, drammatico, noir
RegiaTinto Brass
SoggettoMarco Lodoli,
Silvia Bre (romanzo)
SceneggiaturaTinto Brass
ProduttoreGiovanni Bertolucci,
Galliano Juso
Produttore esecutivoMassimo Ferrero
Casa di produzioneReteitalia,
San Francisco Film S.r.l.,
Metrofilm S.r.l.
FotografiaAlessio Gelsini Torresi
MontaggioTinto Brass
Effetti specialiCorridori Studio
MusicheZucchero,
David Sancious
ScenografiaPaolo Biagetti
CostumiMassimo Bettini
TruccoGiovanni Rufini,
Claudia Shone,
Gabriella Trani
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Snack Bar Budapest è un film (liberamente tratto dal romanzo omonimo di Marco Lodoli e Silvia Bre) del 1988 di Tinto Brass interpretato da Giancarlo Giannini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un avvocato di mezza età, corrotto e radiato dall'albo, accompagna in un'imprecisata località balneare la fidanzata Milena per farla abortire. Qui incontra "Molecola", un diciannovenne capo d'una banda di prostitute e picchiatori che intende trasformare l'intera zona in una sorta di Las Vegas italiana.
Inizialmente l'avvocato appoggia l'ambizioso progetto del giovane gangster, ma ben presto la loro amicizia si trasforma in un gioco pericoloso, che sfocerà in un'apocalisse di violenza.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Snack Bar Budapest (colonna sonora).

La colonna sonora del film fu composta da Zucchero; da ricordare Sei di mattino, brano quasi sconosciuto alla gran parte del pubblico e Dune mosse, inserito nell'album Blue's.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Non si menziona la località balneare che fa da sfondo al film, le targhe di tutte le automobili hanno sigla TB (Tinto Brass), ma si tratta del Lido di Ostia, sul litorale romano: riconoscibilissimi il lungomare, alcuni edifici, le targhe stradali di Via delle Sirene (la via è anche nominata da uno dei personaggi) e le dune di Castel Porziano;
  • Tinto Brass compare in un cameo d'un magistrato senza scrupoli;
  • nella sequenza al cinema a luci rosse, si vede proiettato un successo di Tinto Brass, La chiave, uscito cinque anni prima, proprio una scena in cui c'è un cameo del regista, un doppio cameo;
  • il film propone diverse auto-citazioni al cinema di Brass, ad esempio durante la rissa al Cine Tabù, uno dei teppisti grida "Chi lavora è perduto!", titolo dell'omonimo film diretto da Brass nel 1963.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]