Tempo pasquale

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Il Tempo pasquale, tradizionalmente detto Cinquantina pasquale, è quel periodo dell'anno liturgico della Chiesa cattolica nel quale, "a partire del Triduo Pasquale, come sua fonte di luce"[1], viene celebrata la Pasqua del Signore come in "un solo giorno di festa"[2]. La sua conclusione è la solennità di Pentecoste[3].

«A guisa… della domenica tutto il corso dei cinquanta giorni è celebrato e tutti questi giorni sono considerati come domeniche; la risurrezione, infatti, è di domenica. La domenica il Salvatore risorgendo ritornò tra gli uomini e dopo la risurrezione rimase con gli uomini per tutto il periodo di cinquanta giorni. Era dunque necessario che fosse uguale la festività di quei giorni dei quali era uguale anche la sacralità»

(Massimo di Torino, Sermone 44)

Fondamento biblico[modifica | modifica wikitesto]

Pentecoste nell'Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Pentecoste nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della Chiesa viene fatta coincidere con il Sacrificio pasquale ma, solo cinquanta giorni dopo, avviene quanto narrato in Atti degli Apostoli, 2,1-11: la Pentecoste in cui donato lo Spirito Santo alla comunità cristiana. Il tempo intercorrente fra l'evento storico della Risurrezione e quello della Pentecoste è unico nella storia della Chiesa poiché in esso "Gesù educa [gli Apostoli], attraverso le varie apparizioni, a comprendere i segni nuovi della sua azione nel mondo"[4]. Fin dalle sue radici apostoliche, allora, è un tempo mistagogico e catechetico.

Teologia del tempo di Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

«Omnípotens sempitérne Deus, qui paschále sacraméntum quinquagínta diérum voluísti mystério continéri, præsta, ut, géntium facta dispersióne, divisiónes linguárum ad unam confessiónem tui nóminis cælésti múnere congregéntur. Per Dóminum...»

(IT)

«Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa' che i popoli dispersi si raccolgono insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo...»

(Messa vespertina nella vigilia di Pentecoste, Colletta)

La teologia di questa cinquantina si coglie molto bene dalla Colletta della Messa vespertina nella di questa Solennità: nel disegno del Padre c'è la volontà che il Mistero della celebrazione Pasquale sia racchiuso in un tempo sacro di cinquanta giorni. Alla colletta fa eco la Praefatio della Messa del giorno:

(LA)

«Tu enim, sacraméntum paschále consúmmans, quibus, per Unigéniti tui consórtium, fílios adoptiónis esse tribuísti, hódie Spíritum Sanctum es largítus; qui, princípio nascéntis Ecclésiæ, et cunctis géntibus sciéntiam índidit deitátis, et linguárum diversitátem in uníus fídei confessióne sociávit.»

(IT)

«Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede.»

(Messa del giorno di Pentecoste, Prefazio)

La Pasqua, quindi, si celebra come un unico e unito mistero di morte, risurrezione, ascensione del Signore e venuta dello Spirito e, per questo, in essa sono presenti quattro dimensioni teologiche: cristologica, pneumatologica, ecclesiale-sacramentale, escatologica (M. Augè, L'anno liturgico, 155).

Ha una durata di cinquanta giorni ( ), durante i quali la liturgia aiuta il credente a penetrare più profondamente nel mistero della resurrezione di Gesù. Il cinquantesimo giorno dopo la Risurrezione la cristianità ricorda la discesa dello Spirito Santo tra gli Apostoli, avvenimento che rappresenta la nascita della Chiesa.

Dopo i primi quaranta giorni si celebra la solennità dell'Ascensione del Signore.

Domeniche del tempo di Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

Le domeniche del tempo di Pasqua vedono alcune differenze se mettiamo a confronto il Messale Romano del 1962 con quello corrente per la forma ordinaria delle celebrazioni eucaristiche. Con desiderio di recuperare l'unità che tradizionalmente è propria e caratteristica di questo tempo, si è passati dalla dizione Dominicae post Paschae a Dominicae Paschae. Sono inoltre scomparsi il Tempus Asciensionis e l'ottava di Pentecoste.

Di seguito una tabella comparativa.

MR 1962 MR 2002 Dizione popolare
Domínica Resurrectiónis Dominica Resurrectionis Pasqua
Dominica in Albis, in Octava Paschae Dominica in octava Paschae (Dominica II Paschae seu de Divina Misericordia) Domenica Quasi modo; Festa della Divina Misericordia, Domenica di Tommaso
Dominica secunda post Pascha Dominica tertia Paschae Domenica Misericordia e Domenica del Buon Pastore (FE); Domenica Jubilate (FO); De Modicum[5].
Dominica tertia post Pascha Dominica quarta Paschae Domenica Jubilate (FE); Domenica Misericordia e Domenica del Buon Pastore (FO)
Dominica quarta post Pascha Dominica quinta Paschae Domenica Cantate; Domenica della Samaritana
Dominica quinta post Pascha Dominica sexta Paschae Domenica Rogate; Dominica de Jucunditate
Dominica post Ascensionem o In Ascensione Domini (posticipata dalla Feria V) Dominica septima Pascahe o In Ascensione Domini (ubi sollemnitas Ascensionis Domini feria V hebdomadae VI) Domenica Viri Galilei. Ricordiamo anche la dizione Dominica infra Octava Ascensionis[6].
Domínica Pentecostes Domínica Pentecostes

Alcune di queste domeniche, tradizionalmente, sono conosciute con il nome del loro introito. Questa dizione, più usata nelle Chiese delle Riforma, si riscontra anche nel cattolicesimo e, difatti, incontriamo anche la domenica Guadete e la domenica Laetare. Come già riportato nella tabella, esse sono: la domenica Quasi modo; la domenica Misericordia; la domenica Jubilate; la domenica Cantate; la domenica de Jucunditate; la domenica Exaudi. Non è corretto parlare di domenica Viri Galilaei giacché la posticipazione dalla feria V hebdomadae VI di questa celebrazione non è "tradizionale".

Liturgia[modifica | modifica wikitesto]

Il carattere del tempo pasquale è festivo: si canta nuovamente l'Alleluia, dopo che per tutto il tempo di Quaresima è stato sostituito dall'acclamazione "Lode a Te o Cristo, Re di eterna gloria". La prima lettura della Messa è tratta dagli Atti degli Apostoli. Dai Vangeli si leggono i vari racconti pasquali, e i discorsi di Gesù del Vangelo secondo Giovanni. L'Angelus viene sostituito dal Regina Coeli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Anno liturgico[modifica | modifica wikitesto]

Musicologiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1168..
  2. ^ Cf. Norme generali per l'ordinamento dell'Anno liturgico e del Calendario romano, n.23.
  3. ^ M. Augè, L'anno liturgico. E' Cristo stesso presente nella sua Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2011, 153..
  4. ^ A. Bergamini, "Triduo pasquale", in Liturgia (Dizionari San Paolo), ed. D. Sartore-A.M. Triacca-C. Cibien, San Paolo, Cinisello Balsamo 200, p. 2033..
  5. ^ M. Righetti, Storia liturgica, Vol. II: L'anno liturgico - Il breviario, Ancora, Milano 1969, p.296..
  6. ^ Liber usualis, p. 750.