Ascensione del Signore

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L'Ascensione (nome completo: Ascensione del Signore, in latino: Ascensio Domini nostri Jesu Christi) è, nell'anno liturgico, una festa cristiana del tempo pasquale celebrata quaranta giorni dopo la Pasqua. In essa si fa memoria dell'evento dell'Ascensione di Gesù. La sua celebrazione, nella Chiesa cattolica, può essere posticipata alla domenica successiva.

L'inizio del proprio della solennità dell'Ascesione nel Graduale Triplex

Il termine deriva dal latino ascensio e significa salita, ascensione.

Nel cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa cattolica la celebrazione In ascensione Domini ha il grado di Solemnitas[1][2] ed è quindi di precetto. Nei tre giorni che precedono l'Ascensione viene data la possibilità, secondo quanto indicato nell'adattamento del De benedictionibus a cura della CEI, di celebrare un triduo[3], noto anche come Rogazioni. La forma straordinaria del Rito romano prevede, in questo "triduo" celebrativo lo sfilare professionalmente[4] con il canto delle Litaniae minores[5] e la celebrazione delle Missae de Rogationibus[5]. L'Ascensione ha una celebrazione vigilare che prevede l'antifona introitaleRegna terræ.

La spiritualità di questa Solennità è bene riassunta nelle parole di dom Guèranger:

«L'ineffabile successione dei misteri dell'Uomo-Dio è sul punto di ricevere l'ultimo complemento. Ma l'allegrezza della terra è salita fino al cielo; le angeliche gerarchie si preparano a ricevere il capo già promesso, mentre i loro principi sono vigili alle porte, pronti ad aprirle, quando risuonerà il segnale del divino trionfatore. Le sante anime, liberate dal limbo gia da quaranta giorni, attendono il felice momento in cui la via del cielo, chiusa per il peccato, si aprirà improvvisamente ed essi potranno percorrerla al seguito del loro redentore. L'ora incalza ed è tempo ormai che il divino Risorto venga a mostrarsi e a ricevere l'addio di coloro che l'attendono di minuto in minuto e che deve lasciare ora in questa valle di lacrime»

(P. Guéranger, L’anno liturgico. Volume terzo. Tempo Pasquale - Tempo dopo la Pentecoste, Fede e Cultura, Verona 2017, p.93)

Storia liturgica[modifica | modifica wikitesto]

Agostino riporta che la celebrazione della Ascensio Domini in coelum è diffusa "Toto terrarum orbe"[6] e, secondo il vescovo di Ippona, sarebbe stata istituita dagli stessi Apostoli o da un successivo Sinodo generale sub-apostolico[7]. Come il Righetti nota, questa ipotesi agostiniana è poco probabile giacché "nessuno dei Concili e degli scrittori ecclesiastici anteriori al IV secolo mostra di conoscerne l'esistenza"[8]. La narrazione di Egeria, invece, testimonierebbe la commemorazione della Ascensione all'interno della festa di Pentecoste a Gerusalemme[9] che sarebbe conservata da una antica tradizione siriaca di celebrare questa solennità proprio a Pentecoste[10].

A Roma, la celebrazione della Ascensione è testimoniata per la prima[11] volta da papa Leone Magno quaranta giorni dopo la Pasqua[12].

Pio V stabilì che in questa solennità, dopo il canto del Vangelo, venisse rimosso il Cero pasquale che, anticamente, era spento nella Dominica in albis. Nella tradizione ambrosiana, diversamente, veniva innalzato per simboleggiare il Cristo ascendente[8].

A partire dal XV secolo venne introdotta una ottava che fu poi soppressa da Papa Giovanni XXIII nel 1955 in favore della novena di Pentecoste.

La solennità è conosciuta anche con il nome di "Viri Galilaei", le parole iniziali dell'Antifona d'Ingresso alla Messa della Festività.

Proprio in Ascensione Domini[modifica | modifica wikitesto]

Incipit dell'introito Viri Galilaeli dal Graduale Novum.

Già al mercoledì che precede la feria V della sesta settimana dopo Pasqua, ha inizio, secondo la forma straordinaria del rito romano, il Tempus Ascensionis e troviamo In Ascensione Domini in I Vesperis. È prevista la Vigilia dell’Ascensione di N. Signore Gesú Cristo (II classe)[13]. Al giovedì ha luogo la Missa che, in entrambe le forme del rito, può essere posticipata alla domenica. Il proprio della celebrazione[14][15], sostanzialmente simile nelle due forme, è riportato di seguito con l'indicazione, se FO o FE per le forme ordinaria e straordinaria.

  • Introito: Viri Galilaei[16] (FO e FE).
  • Alleluia I: Ascendit[17] (FO e FE).
  • Alleluia II: Viri Galilaei[18] (FO).
  • Alleluia II: Dominus in Sinai (FE).
  • Offertorio: Ascendit[19] (FO e FE)
  • Offertorio ad libitum: Viri Galilaei[20] (FO).
  • Comunione:
    • Anno A: Data est mihi (FO).
    • Anno B: Signa (FO).
    • Anno C: Psallite[21] (FO e FE che non prevede i tre cicli).

Sono testimoniate anche alcune sequenze per il giorno dell'Ascensione: Adest dies sanctus[22], Festum nunc celebre[23], Summi triumphum regis[24], Christus hunc diem[25] e dei tropi per il Kyrie: Christus ascendit in caelis, Christus ascendit dulcibus hymnis[26].

Antichi riti e pietà popolare[modifica | modifica wikitesto]

Come è testimoniato da dom Guéranger, la celebrazione liturgica della Ascensione è affiancata, nella tradizione, da alcune pratiche legate alla pietà popolare. Tra esse si ricorda la processione medievale prima della Messa che voleva ricordare il cammino di Gesù e dei sui discepoli al monte degli Ulivi e la benedizione del pane e di alcune primizie di frutta in memoria dell'ultimo pasto che Gesù fece nel Cenacolo[27].

Proprio della Processio in die Ascensionis Domini troviamo una testimonianza nella Summa liturgica di Guglielmo di Auxerre:

«In die ascensionis domini fit processio sollempnis. [...] Precepit dominus discipulis suis, ut precederent in montem oliueti, ut uiderent ipsum ascendere, et fecerunt ei processionem. Et ipse eleuatis manibus ferebatur in celum. Processio ista significat ascensum de uirtute in uirtutem. Et cantatur responsorium de ascensione, ut inuitemur ad ascendendum post dominum. De bethania autem ascendit dominus, per quod significatur, quod sine obediencia nullus potest ascenderec. Quod uero de monte oliueti, significat, quod per opera misericordie oportet nosascendere. Facta processione cantatur: "o rex gloried", propter illud: "ne derelinquas nos orphanos", et in quibusdam ecclesiis laus angelorum: "te sanctum dominum", quia angeli facta processione apostolorum domino ad litteram apparuerunt.»

(Guillelmus Autissiondorensis, Summa de officiis ecclesiasticis, III.86.1-5)

Tra le pratiche di pietà popolare[28], l'Ascensione di Gesù è meditata nella dodicesima stazione della Via Lucis e nel secondo dei misteri gloriosi del Santo Rosario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antiphonle Romanum II, Solesmis 2009, p.253.
  2. ^ Liber usualis, 1927, p.740.
  3. ^ Benedizionale, n.1820..
  4. ^ Ludovico Trimeloni, Compendio di liturgia pratica, Marietti, 2007, pp. 164; 726-727, ISBN 8821160203.
  5. ^ a b Liber Usualis, p.731.
  6. ^ Epistola 54 ad Januarium, su augustinus.it.
  7. ^ Epistola 54 ad Januarium, su augustinus.it.
    «datur intellegi vel ab ipsis Apostolis, vel plenariis conciliis, quorum est in Ecclesia saluberrima auctoritas, commendata atque statuta retineri, sicuti quod Domini passio et resurrectio et ascensio in coelum, et adventus de coelo Spiritus Sancti, anniversaria solemnitate celebrantur, et si quid aliud tale occurrit quod servatur ab universa, quacumque se diffundit, Ecclesia.».
  8. ^ a b M. Righetti, Storia liturgica, Vol. II: L'anno liturgico - Il breviario, Ancora, Milano 1969, p.308.
  9. ^ Egeria, Pellegrinaggio in Terra santa, in Nicoletta Natalucci, M. Benedetti (a cura di), Biblioteca patristica, Bologna, EDB, 1999, ISBN 9788810420171.
  10. ^ G. Kretschmar, Himmelfahrt und Pfingsten, in ZKG 66 (1954/55), pp. 209-253.
  11. ^ Matias Augé, L'Anno liturgico. È Cristo stesso presente nella sua Chiesa, in Monumenta studia instrumenta liturgica 56, Città del Vaticano, LEV, 2011, ISBN 9788820982935.
  12. ^ Leone Magno, Tractatus de Ascensione Domini, in CCL 138, pp. 450-461.
  13. ^ Liber usualis, p. 740.
  14. ^ Liber usualis, pp.743-746.
  15. ^ Graduale Triplex, pp.235-238.
  16. ^ CI g01079, su cantusindex.org.
  17. ^ CI g01080, su cantusindex.org.
  18. ^ CI g03055, su cantusindex.org.
  19. ^ CI g01082, su cantusindex.org.
  20. ^ CI g02180, su cantusindex.org.
  21. ^ g01083, su cantusindex.org.
  22. ^ CI ah50142, su cantusindex.org.
  23. ^ CI ah50143, su cantusindex.org.
  24. ^ CI ah53067, su cantusindex.org.
  25. ^ CI ah53068, su cantusindex.org.
  26. ^ Alejandro Enrique Planchart, Embellishing the Liturgy: Tropes and Polyphony, in Music in Medieval Europe, Taylor & Francis, p. 425.
  27. ^ P. Guéranger, L’anno liturgico. Volume terzo. Tempo Pasquale - Tempo dopo la Pentecoste, Fede e Cultura, Verona 2017, p.183..
  28. ^ Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, Direttorio su Pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti. 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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