Gonnoscodina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gonnoscodina
comune
Gonnoscodina – Stemma Gonnoscodina – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoPierpaolo Sitzia (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°42′N 8°50′E / 39.7°N 8.833333°E39.7; 8.833333 (Gonnoscodina)Coordinate: 39°42′N 8°50′E / 39.7°N 8.833333°E39.7; 8.833333 (Gonnoscodina)
Altitudine112 m s.l.m.
Superficie8,82 km²
Abitanti471[1] (31-8-2017)
Densità53,4 ab./km²
Comuni confinantiBaressa, Gonnostramatza, Masullas, Siddi, Simala
Altre informazioni
Cod. postale09090
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095022
Cod. catastaleE087
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigonnoscodinesi
Patronosan Sebastiano
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gonnoscodina
Gonnoscodina
Gonnoscodina – Mappa
Posizione del comune di Gonnoscodina all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Gonnoscodina è un comune italiano e piccolo centro campidanese di 471 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, che si trova nell'antica regione della Marmilla, disteso su un pendio collinare tra la Giara di Gesturi, la Giara di Siddi e il Monte Arci. Il territorio, particolarmente ricco di alture e rilievi, si presenta molto fertile e adatto all'agricoltura, attività cui si affianca nell'economia paesana la lavorazione artigianale del legno e della ceramica. Proprio dalla sua posizione su un declivio collinare deriva il nome del paese: la radice del toponimo Gonnos, comune anche ad altri paesi sardi, significa infatti "collina", mentre la parte finale Codina significa "pietra", "roccia". Quindi Gonnoscodina significa "collina di pietra o rocciosa".

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La fertilità del terreno e la presenza di numerosi corsi d'acqua, come il Rio Mogoro, hanno contribuito alla formazione di piccole comunità nel territorio comunale di Gonnoscodina. Dal paese ci può spostare facilmente per andare a visitare luoghi dove la natura ha creato uno spettacolo incredibile. Da qui infatti ci si può spostare a visitare la Giara di Gesturi, coi suoi famosi cavallini selvaggi, oppure la Giara di Siddi, dove la roccia basaltica ha creato nel tempo singolari fessurazioni verticali dai caldi colori rossastri, o ancora le pendici del Monte Arci coi suoi angoli incontaminati e i suoi giacimenti di ossidiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'antichità il territorio di Gonnoscodina fu abitato, come testimoniano alcuni monumenti e siti di età nuragica; poi fu frequentato dai romani, alla cui epoca risale una piccola necropoli e un deposito con monete rinvenuti nelle campagne circostanti. Durante il Medioevo sorse il villaggio vero e proprio, appartenente alla curatoria di Parte Montis nel giudicato di Arborea.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Gonnoscodina accoglie sul Rio Ischia un "antico ponte", di cui non si conosce la data di costruzione, la chiesa di San Sebastiano e quella di San Daniele.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Gonnoscodina è presente un nuraghe:

  • Nuraghe Nurazzolu

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • San Daniele: la chiesa fu edificata nella prima metà del XIX secolo, è diventata il simbolo del paese, anche perché sorge al suo ingresso. La chiesa ha una pianta centrale e una cupola, che ricorda quella del Pantheon[secondo chi? Osservazione soggettiva]; ospita al suo interno un altare in marmo pario. Essa è circondata da un parco ammantato di macchia mediterranea.
  • San Sebastiano: la chiesa principale ha sostituito l'antica parrocchiale di San Bartolomeo, di cui oggi restano solo due archi a tutto sesto. La nuova chiesa, risalente al XVII secolo, fu costruita in stile ionico a croce greca, è una delle poche nella Diocesi di Ales ad essere, oltre che benedetta, anche consacrata. Al suo interno è custodita una reliquia della Santa Croce e un calice antico di grande pregio.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagra di San Sebastiano: È tra gli appuntamenti festivi importanti, ricordato il 20 gennaio in onore del patrono San Sebastiano, con caratteristici falò accesi la notte della vigilia.
  • Festa di San Daniele: particolarmente sentita in onore di San Daniele, nelle seguenti date: il 9 maggio, il 13 ottobre e il 13 novembre.
  • Festa di San Bartolomeo: si tiene il 24 agosto in onore di San Bartolomeo nella suggestivo parco che circonda la chiesetta.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Gonnoscodina è il campidanese occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna