Norbello

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Norbello
comune
(IT) Norbèllo
(SC) Norghìddo
Norbello – Stemma
Norbello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoMatteo Manca (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°08′07.38″N 8°49′57.59″E / 40.135382°N 8.832665°E40.135382; 8.832665Coordinate: 40°08′07.38″N 8°49′57.59″E / 40.135382°N 8.832665°E40.135382; 8.832665
Altitudine350 m s.l.m.
Superficie26,18 km²
Abitanti1 221[1] (30-6-2019)
Densità46,64 ab./km²
FrazioniDomusnovas Canales
Comuni confinantiAbbasanta, Aidomaggiore, Borore (NU), Ghilarza, Santu Lussurgiu
Altre informazioni
Cod. postale09070
Prefisso0785
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095033
Cod. catastaleF934
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) norbellesi
(SC) norghiddesos
Patronosanti Giulitta e Quirico
Giorno festivo15 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Norbello
Norbello
Norbello – Mappa
Posizione del comune di Norbello all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale
Il pane tradizionale

Norbello (Norghìddo in sardo) è un comune italiano di 1 221 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna.

Il comune è sito 34 km a nord-est dal capoluogo, e sorge a 350 metri sul livello del mare nella regione storica del Guilcer.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è posto in prossimità del margine orientale del vasto tavolato basaltico del Guilcer e confina a nord con Aidomaggiore, a est con Ghilarza a sud con Abbasanta e a ovest con Santu Lussurgiu e Borore. La morfologia è generalmente piatta con alcune colline che raggiungono i 400 metri di altitudine. Il territorio è ricco di sorgenti anche se alcune non hanno più acqua a causa del dissesto idrogeologico, è percorsa dal Rio siddo.

A nord, nella vallata di Chenale, è situata la frazione di Domusnovas Canales.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mite per la non rilevante altitudine, i venti dominanti sono quelli settentrionali e occidentali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata fin dall'epoca prenuragica e nuragica, per la presenza nel territorio di diverse tombe dei giganti, domus de janas e nuraghi.

Nel medioevo, con i nomi di Norgillo o Norghiddo, faceva parte della curatoria del Guilcier del Giudicato di Arborea. Troviamo tracce della sua storia nelle schede del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado. Alla caduta del giudicato (1420) passò sotto il dominio aragonese, e fu incorporato nel marchesato di Sedilo, i cui ultimi signori furono i Delitala, ai quali il paese fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Con Decreto Regio del 21 dicembre 1862, pubblicato in data 8 febbraio 1863, il vecchio nome del paese, Norghiddo, assume quello attuale di Norbello.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole pregio la chiesa di Santa Maria, ora intitolata alla Madonna della Mercede, con iscrizioni murali e croci di consacrazione, risalenti alla fine del XII secolo.

A ovest dell'abitato, dopo aver attraversato la statale 131, a circa 8 km è presente un novenario, inaugurato nel 1952 attorno alla chiesa di Sant'Ignazio da Laconi, è la prima chiesa eretta e dedicata al santo cappuccino.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento ai Caduti situato nel giardino pubblico di Via Vittorio Emanuele è stato realizzato nel 2002, ed è dedicato ai militi e alle vittime di tutte le guerre.[2]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Norbello è riconducibile alla Limba de mesania.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Sardegna DigitalLibrary - Immagini - Norbello, monumento ai caduti, su www.sardegnadigitallibrary.it. URL consultato il 27 aprile 2018.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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