Gonnosnò

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Gonnosnò
comune
(IT) Gonnosnò
(SC) Gonnonnò
Gonnosnò – Stemma Gonnosnò – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoMauro Steri (lista civica) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate39°45′37.99″N 8°52′20.65″E / 39.760552°N 8.872404°E39.760552; 8.872404 (Gonnosnò)Coordinate: 39°45′37.99″N 8°52′20.65″E / 39.760552°N 8.872404°E39.760552; 8.872404 (Gonnosnò)
Altitudine220 m s.l.m.
Superficie15,46 km²
Abitanti768[1] (31-8-2017)
Densità49,68 ab./km²
FrazioniFigu
Comuni confinantiAlbagiara, Ales, Baradili, Baressa, Curcuris, Genoni, Simala, Sini, Usellus
Altre informazioni
Cod. postale09090
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095023
Cod. catastaleD585
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigonnosnoesi
Patronosant'Elena
Giorno festivo18 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gonnosnò
Gonnosnò
Gonnosnò – Mappa
Posizione del comune di Gonnosnò all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Gonnosnò (Gonnonnò in sardo) è un comune italiano di 768 abitanti, appartenente alla provincia di Oristano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune è situato ai piedi dell'altopiano della Giara, a circa 200 metri s.l.m., esteso su un territorio di 15,45 km². Comprende la borgata di Figu, frazione di Gonnosnò.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è un composto tra un nome connesso alla base prelatina gon- "monte, altura" e un altro elemento che la tradizione erudita attribuisce al greco neòs "tempio" o neòs "nuovo". Sull'origine del nome della frazione di Figu vi sono due ipotesi: la prima che derivi dal nome del leggendario bandito Figu; la seconda, molto più probabile, ci dice che il nome è stato dato per la copiosa presenza degli alberi di fico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata in epoca prenuragica, nuragica, punica e romana, per la presenza nel territorio di diverse testimonianze archeologiche, tra cui tombe dei giganti e nuraghi.

Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Parte Usellus. Alla caduta del Giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla definitiva sconfitta degli arborensi (1478) passò sotto il dominio aragonese, divenendo un feudo dei Carroz conti di Quirra. Nel 1603 fu incorporato nel marchesato di Quirra, feudo prima dei Centelles e poi degli Osorio de la Cueva. Nel 1678 a Figu fu istituito il primo Monte granatico della Sardegna.

Il paese fu riscattato agli ultimi feudatari, gli Osorio, nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Gonnosnò sono presenti cinque nuraghi e altre antichità:

  • Tempio nuragico a pozzo di San Salvatore
  • Tombe di giganti di is Lapideddas
  • Nuraghe Emmàuru
  • Nuraghe Marafiu
  • Nuraghe Nieddiu (sulla Giara di Gesturi)
  • Nuraghe su Nuraxi
  • Nuraghe Tramatza
  • Recinto litico lastricato (sulla Giara di Gesturi)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Gonnosnò è il campidanese occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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