Sarule

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Sarule
comune
Sarule – Stemma Sarule – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Mariangela Barca (lista civica) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 40°13′45″N 9°09′53″E / 40.229167°N 9.164722°E40.229167; 9.164722 (Sarule)Coordinate: 40°13′45″N 9°09′53″E / 40.229167°N 9.164722°E40.229167; 9.164722 (Sarule)
Altitudine 630 m s.l.m.
Superficie 52,72 km²
Abitanti 1 702[1] (31-7-2016)
Densità 32,28 ab./km²
Comuni confinanti Mamoiada, Ollolai, Olzai, Orani, Ottana
Altre informazioni
Cod. postale 08020
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091077
Cod. catastale I448
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 841 GG[2]
Nome abitanti sarulesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarule
Sarule
Sarule – Mappa
Posizione del comune di Sarule nella provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Sarule è un comune italiano di 1 702 abitanti della provincia di Nuoro che si trova a 630 metri sul livello del mare nella Barbagia di Ollolai.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella Barbagia di Ollolai, alle pendici del Monte Gonare, Sarule si estende per oltre 52 km² e confina con Ollolai, Orani, Olzai, Ottana e Mamoiada. Il suo territorio presenta una notevole differenza altimetrica, che varia dai 215 m della Valle di Ghirthoe, ai 1086 m del Monte Gonare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi ritrovamenti risalenti al periodo nuragico testimoniano le origini antiche del paese. Nell'Alto medioevo si trovava sotto il dominio di Ospitone, inviato dal Papa Gregorio Magno per sollecitare la conversione al cristianesimo dell'intera popolazione della zona, ancora legata a credenze pagane.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]
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Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel dialetto di Sarule, varietà della lingua sarda parlata nella Barbagia di Ollolai, si riscontra la presenza di alcuni termini di chiara derivazione araba,[4] che si ipotizza[5] siano stati portati in maniera diretta da schiavi catturati o da pirati rifugiatisi nelle montagne dell'interno dell'Isola. Altri termini invece sono arrivati attraverso il dialetto pisano o quello genovese, oppure attraverso le lingue dei plurisecolari dominatori dell'Isola, il catalano e lo spagnolo, idiomi abbondantemente influenzati dall'arabo; altri termini ancora sono arrivati attraverso i commercianti siciliani e quelli napoletani. Non si può inoltre trascurare l'apporto fornito dalle comunità ebraiche provenienti dalla Spagna musulmana, e stabilitesi nei ghetti di Cagliari, Sassari e Alghero. Fra i termini di origine araba presenti nel sardo, due si trovano solamente nel dialetto sarulese: dimma (Nell'espressione "lu àmus a dimma") e tabeccàre (Nell'espressione "'(f)àcco comènte mi tabèccat", che letteralmente significa "faccio come mi pare", e può essere ricondotto alla radice tbq che tra i diversi significati ha anche quello di "stare bene", "convenire", etc).

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il carnevale sarulese[modifica | modifica wikitesto]

La maschera principale del carnevale sarulese è la cosiddetta maschera a gattu (Maschera del gatto), citata anche da Grazia Deledda nel romanzo Elias Portolu. Le due gonne del costume tradizionale sono indossate al rovescio, una coperta bianca sulla testa simboleggia la nascita, un velo nero di fronte al viso la morte, e una fascia rossa intorno al capo il matrimonio. Il fantoccio destinato a venire bruciato alla fine dei festeggiamenti è detto Su maimone, vestito con pantaloni da cavallerizzo (pantalones a s'isporta) imbottiti di stracci, gambali, e un camicione che nasconde una damigiana colma di vino con cui si riempiono i bicchieri dei partecipanti ai festeggiamenti. Nella figura di Su Maimone è possibile ritrovare echi di antichi riti contro la siccità che si ritrovano nell'Antico Egitto[6].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, che si distinguono per l'arte della tessitura, finalizzata alla produzione di tappeti realizzati con telai verticali e caratterizzati dalle dimensioni notevoli, dalla prevalenza dei colori giallo, nero, rosso, marrone, dai disegni geometrici o dalle figure ispirate da oggetti rurali oppure da elementi della natura.[7][8][9] [10][11]

In particolare si distingue per un tipo di tappeto nominato comunemente "Burra", prodotto secondo schemi tramandati in maniera secolare e costituito da trame colorate in maniera naturale. Questo tipo di tappeto è unico nel suo genere a livello regionale e si può osservare al museo Etnografico di Nuoro.

Oltre ai noti tappeti, sussiste nel suo territorio in maniera fortemente identitaria e tradizionale la pastorizia. La produzione principalmente è destinata al settore caseario con prodotti ovini di eccellente qualità, rinomati anche essi in tutta l'isola ed esportati anche in America.

Il suo territorio collinare, ben esposto, conta un gran numero di Oliveti secolari. il prodotto derivato dalle olive, ovvero l'olio, costituisce una parte dell'economia del paese, con un olio ottimo nella media dei produttori.

Varie forme di artigianato legate al ferro battuto sono visitabili nel paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Come ben evidenziato nel testo del prof. Giuseppe Contu Arabismi nel dialetto di Sarule
  5. ^ Ipotesi riportata dal prof. Giuseppe Contu nello studio di cui alla nota 2
  6. ^ Giuseppe Contu, Maimone e mascara a gattu: note orientalistiche sulle maschere del carnevale di Sarule
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  8. ^ Territorio, cultura e tradizioni, comunesarule.gov.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  9. ^ Sarule, sardegnaturismo.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  10. ^ Sarule, mediterraneancraftsarchive.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  11. ^ Tappeto di Sarule (Nuoro), infodeco.it. URL consultato il 10 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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