Villasor

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Villasor
comune
(IT) Villasor
(SC) Biddesorris
Villasor – Stemma
Villasor – Veduta
Nella foto sono visibili la Chiesa di San Biagio e, sullo sfondo, la catena montuosa del Monte Linas
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Sud Sardegna
Amministrazione
Sindaco Massimo Pinna (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate 39°23′N 8°56′E / 39.383333°N 8.933333°E39.383333; 8.933333 (Villasor)Coordinate: 39°23′N 8°56′E / 39.383333°N 8.933333°E39.383333; 8.933333 (Villasor)
Altitudine 26 m s.l.m.
Superficie 86,79 km²
Abitanti 6 948[1] (31-04-2017)
Densità 80,06 ab./km²
Comuni confinanti Decimomannu (CA), Decimoputzu, Monastir, Nuraminis, San Sperate, Serramanna, Vallermosa, Villacidro
Altre informazioni
Cod. postale 09034
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 111106
Cod. catastale M025
Targa SU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sorresi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villasor
Villasor
Villasor – Mappa
Posizione del comune di Villasor all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Villasor (Biddesorris o Bidda de Sorris in sardo) è un comune italiano di 6 927 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna. Si trova al centro del Campidano di Cagliari, dista dal capoluogo 25 km e vi è collegato tramite la linea ferroviaria Cagliari-Golfo Aranci e la strada statale 196.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio sono attestate presenze risalenti alla civiltà nuragica (resti di nuraghi e complesso denominato Su Sonadori). La presenza di colture cerealicole è testimoniata a partire dal periodo punico. Lo sfruttamento agricolo proseguì in epoca romana, e nel territorio si riscontra la presenza di necropoli, dei resti di un ponte in località Ponti Perda e di un piccolo insediamento presso la sorgente termale di s'Acqua Cotta.

Villasor divenne un distinto centro in epoca bizantina. Intorno all'anno 1000 vi si trovava la chiesa oggi scomparsa di Santa Maria di Gippi (non di Santa Sofia, come erroneamente riportato in diversi testi, la quale si trovava a Decimoputzu) di cui si conservano dei frammenti marmorei con iscrizioni in greco nel Museo archeologico nazionale di Cagliari.

Nel periodo giudicale il territorio di Villasor era compreso nel Giudicato di Calari (Cagliari) e faceva capo alla curatoria di Gippi, o di parte Ippis o Jppis.

Agli inizi del XV secolo il paese, a causa di pestilenze e della lunga guerra sardo-catalana si era spopolato[2], come anche molti villaggi vicini. Nel 1414 Giovanni Sivilleri venne infeudato della curatoria di parte Ippis. La carta di infeudazione, datata al 27 ottobre, riporta come ancora popolate le seguenti ville: Ippis Suso e Jossu, Leni, Pau de Vinias, Capo di Pau Suso e di Pau Josso, Nispidi, Anquesa, Fanari Susu e Josso, Serramanna, Decimoputzu, Ussana, Seibellas e Sorris e ottenne dall'arcivescovo di Cagliari, Pietro Spinola, il permesso di costruire un castello o una casa fortificata, per difendere il sito dalle incursioni dei pastori barbaricini[3], accanto alla vecchia chiesa parrocchiale di Santa Maria a Sorris. Sorris venne a costituire un punto di attrazione per gli abitanti della zona, e si ingrandì fino a divenire il capoluogo della curatoria.

Nel 1537 Carlo V creò a Villasor una omonima contea e nominò primo conte Biagio Alagon (30 settembre). Nel 1594 Filippo II, elevò la contea a marchesato e il primo marchese fu Giacomo Alagon (17 novembre). Nel 1610 vi fu fondato un convento di osservanti e nel 1630 un secondo, di frati cappuccini.

A Villasor ebbe sede una compagnia di formazione della cavalleria miliziana. La carica di comandante della Compagnia di cavalleria miliziana di Villasor divenne ereditaria per i primogeniti della nobile famiglia Vaquer di Villasor (originaria dell'Aragona) sicuramente a partire da Giovanni Battista Vaquer (n. 1662) figlio di Giuseppe, di Nicolò, di Jaume (morì de una estocada 8 dicembre 1612), da cui passò a Giovanni Paolo Vaquer (1691 - 1749), a Francesco Vaquer (1730 - 1801), a Giuseppe Andrea Vaquer (1767 - 1825), a Pietro Vaquer (1806 - 1889) che la mantenne fino alla sua soppressione nel 1832 quando gli fu offerto dal re Carlo Alberto il grado di capitano del Reggimento "Cavalleggeri di Sardegna" che però non accettò, per seguire l'importante proprietà fondiaria della famiglia. Istituitasi nel 1848 la Guardia nazionale, fu nominato capitano della Compagnia formatasi in Villasor.

La Compagnia di cavalleria miliziana di Villasor , con i nobili cavalieri don Francesco e don Giuseppe Andrea Vaquer, intervenne in difesa di Cagliari dall'invasione dei francesi nel 1793, contribuì a stabilire la tranquillità nella città di Oristano nel settembre 1794 e a difendere nel 1796 il regno e la corona dai tentativi del cavaliere Angioy e di più insurgenti del capo di Sassari e Logudoro.

La carica di sindaco apostolico, conservatore ed economo del convento di San Michele Arcangelo dei minori osservanti di Villasor divenne ereditaria per la nobile famiglia Vaquer di Villasor, i cui membri avevano il privilegio insieme a pochi altri illustri personaggi di esservi sepolti. Tale carica fu rivestita per lo più dal ramo dei Vaquer Paderi che si trasferirà poi a Villanovafranca. Tale carica fu ricoperta sicuramente dal nob. cav. don Rocco Vaquer (1778 - 1826), da cui passò ai figli Antioco Vaquer Paderi (1814 - 1861), Vincenzo Vaquer Paderi (1816 - 1872) e, dal 29 gennaio 1850, Michele Vaquer Paderi (1824 - 1885). La nobile famiglia Vaquer di Villasor trasferì in parte la sua residenza nella vicina Nuraminis, nella seconda metà del sec. XIX, oltre che in Cagliari ove aveva già vissuto nobilmente un ramo fiorito nei secoli XV-XVI.

A seguito dell'abolizione dei feudi nel 1839, Villasor divenne un centro agricolo di rilevante importanza grazie alla fertilità dei suoi terreni e alla sua ubicazione geografica[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Biagio, adiacente alla piazza del paese

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro dell'ex convento dei Cappuccini
Il municipio, ubicato in Piazza Matteotti

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 177 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sIl chiostro dell'ex convento dei Cappucciniul totale della popolazione residente erano:

Marocco 71 1,01%

Persone legate a Villasor[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Villasor è collegata ai comuni limitrofi principalmente tramite 3 strade: le strade statali SS 196 (tra Decimomannu e Guspini) e SS 196 diramazione (verso Samassi), e la strada provinciale 7.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Villasor.

Villasor è dotata dal 1871 di una stazione ferroviaria lungo la Dorsale Sarda, gestita da RFI e servita dai treni di Trenitalia.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è l'U.S.D. Villasor che milita nel girone A sardo di 1ª Categoria. I colori sociali sono il giallo ed il nero.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ a b Comune di Villasor, La Storia
  3. ^ Il castello Siviller di Villasor
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN315524087
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